Archivio per ottobre 2021

Innovare, un’occasione per il turismo – Articolo su QN Il Giorno del 23 ottobre 2021 di Achille Colombo Clerici

ottobre 29, 2021

Innovare, un’occasione per il turismo.
Articolo su QN Il Giorno del 23 ottobre 2021 di Achille Colombo Clerici

Stagione turistica estiva 2021 in bianco e nero. Ai primi di settembre, escludendo perciò un mese ancora spumeggiante per il settore, qualche dato: Bankitalia e le associazioni di settore parlano di +53% della spesa dei turisti nel solo mese di giugno rispetto al 2020, + 567% per i voli, + 1090% per gli hotel; ma bisognerà aspettare il 2022 per tornare ai valori pre-pandemia.

In un quadro generale che, secondo i dati OCSE, vede a livello mondiale una perdita di un miliardo di turisti su un totale di un miliardo e mezzo, e di 150 milioni di posti di lavoro, da noi sono mancati i turisti stranieri, soprattutto americani, russi, cinesi. Han fatto meglio i diretti competitor mediterranei, Spagna e Grecia. La Grecia, in particolare, nel periodo luglio-agosto ha addirittura registrato picchi di presenze superiori al 2019.

Nel giardino di casa (Milano e Lombardia) le cose sono andate meglio: secondo l’assessorato regionale competente nell’agosto scorso, rispetto allo stesso periodo del 2019, in Lombardia si è registrato un incremento di presenze di turisti italiani dell’8,4%.

In Italia si ripropone un antico problema: la costante perdita di competitività rispetto ai Paesi citati, e non solo. Il Next Generation Eu e la nascita di un ministero ad hoc possono essere gli strumenti migliori per far ripartire un settore che genera crescita, sviluppo economico e occupazione. L’urgenza è quella di conquistare i mercati emergenti, Medio Oriente, Sud est asiatico, Africa. Le iniziative da mettere in campo produrranno risultati solo se i fondi saranno distribuiti rapidamente, senza appesantire le procedure di una burocrazia in continua evoluzione e destinata a giocare un ruolo determinante nel nostro futuro.

Innanzitutto i circa 2 miliardi destinati al turismo non vanno intesi quali “ristori” agli operatori colpiti dalla pandemia, ma quale supporto ad iniziative mirate all’innovazione, all’aggregazione dell’offerta (non più campanilistica concorrenza tra Regioni, per citare), alla crescita di player nazionali, al rispetto dell’ambiente e del patrimonio culturale. E, utilizzando la digitalizzazione, per realizzare strumenti di analisi che consentano l’acquisizione e l’elaborazione aggregata dei dati sui turisti, sui loro gusti, le loro abitudini, gli spostamenti, le attività, gli acquisti; un calendario nazionale di eventi e iniziative. In sintesi, più che promuovere e commercializzare serve favorire l’interazione tra tutti gli operatori, economici e amministrativi, garantendo vari livelli di fiducia.  

La stagione turistica invernale si sta aprendo con segnali positivi. Speriamo in bene.

Convegno di Saint Vincent, della Fondazione Democrazia Cristiana – Speranze e problemi della transizione ecologica

ottobre 19, 2021

Colombo Clerici relatore all’annuale convegno di Saint Vincent, della Fondazione Democrazia Cristiana (22-23-24 ottobre)
TRANSIZIONE ECOLOGICA, MOLTE SPERANZE, MOLTI PROBLEMI

L’annuale convegno della fondazione “Democrazia Cristiana” di Gianfranco Rotondi con il quotidiano “La Discussione” e il gruppo parlamentare della Camera di Forza Italia si svolgerà a Saint Vincent da venerdì 22 ottobre a domenica 24 ottobre, tema “E’ tempo di transizione.” Per il secondo anno consecutivo la Balena Verde (definizione di Rotondi) si incentrerà sulla transizione ecologica, a conferma dell’attenzione del laicato cattolico su questo tema. Commenta Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, relatore al convegno: “L’Italia è destinata a fornire un sostanziale contributo all’analisi e alla soluzione dei molti problemi che tale passaggio epocale comporta. Basti considerare che, per rispettare gli obiettivi di riduzione dell’uso dei combustibili fossili che l’UE si è data per il 2030 bisognerà in questi anni quadruplicare o quintuplicare la produzione delle energie alternative eolica e solare; e tenere presente, inoltre, l’impatto economico e sociale che la transizione comporterà per alcuni Paesi dell’Unione.”

Il programma. Venerdì 22 ottobre 2021 si parlerà di Ambiente e salute post covid con Antonio Giannone e tavola rotonda su “Carlo Donat Cattin trent’anni dopo” a cui prenderanno parte Vito Bonsignore, Achille Colombo Clerici, Raffaele Fitto, Calogero Mannino, Giorgio Merlo, Giovanni Quaglia, Maria Tripodi descritti da Nicola Affronti, Gerardo Capozza, Paolo Fontana, Luigi Forte, Giuseppe Lavitola, Fabio Migliorati, Francesco Tufarelli. Modera: Franco De Luca.
Sabato 23 ottobre 2021 tavola rotonda su “Quattro liste al 20%, dov’è la nuova DC?” con: Rocco Buttiglione, Fabio Massimo Castaldo, Guido Crosetto, Paola De Micheli, Raffaele Fitto, Emilio Floris, Giuseppe Gargani, Ubaldo Livolsi, Biagio Maimone, Augusto Minzolini, Nello Musumeci, Francesco Verderami, Claudio Vivona. Modera: Angelo Polimeno Bottai. A seguire “Arriva la Balena Verde?” con: Angelo Bonelli, Rocco Buttiglione, don Gianni Fusco, Davide Maraffino, Paolo Prisco, Vincenzo Sanasi D’Arpe, Renato Soru, Michele Zuin. Modera: Stefano Tunis.
Domenica 24 ottobre 2021, dopo la messa, le conclusioni affidate a Paola Balducci, Annamaria Bernini, Giampiero Catone, Lorenzo Cesa, Maria Stella Gelmini, Roberto Occhiuto, Ettore Rosato, Gianfranco Rotondi, Antonio Tajani. Previsto il saluto di Silvio Berlusconi.

Transizione verde, i primi effetti sulla geopolitica – Articolo su QN Il Giorno del 16 ottobre 2021 – di Achille Colombo Clerici

ottobre 18, 2021

La corsa alla neutralità climatica di molti Paesi – zero emissioni nette entro il 2050, come prevede l’accordo di Parigi – non vuol dire soltanto la transizione da una tipologia di combustibili ( i cosiddetti fossili, carbone, petrolio e gas) a un’altra (eolica e solare); ma soprattutto conseguire un vantaggio industriale e tecnologico sui principali competitor, con benefici sulle prospettive di crescita di lungo termine. Lo afferma una analisi dell’ISPI dall’esplicito titolo ‘La sfida geopolitica per la leadership della transizione verde’.

Nella gara i più accreditati sono Stati Uniti, UE, Giappone, Cina. La trasformazione dei sistemi energetici mondiali avrà importanti implicazioni, che vanno ben oltre il settore energetico.

Diventare leader significherà, nei prossimi anni, definire e far adottare a livello internazionale i propri standard tecnici e regolamentari; dettare la linea per coniugare transizione verde e necessità di una riconversione progressiva dei sistemi industriali, economici e sociali; configurare le alleanze industriali e commerciali a livello internazionale.

Se è certo che la transizione energetica e ambientale significherà, in particolare per i paesi industrializzati, una decisa riduzione della dipendenza da fonti fossili esterne, tale dipendenza potrebbe essere sostituita da una nuova necessità di approvvigionamento, come sta dimostrando l’aumento della richiesta di terre e metalli rari necessari, per citare, alla produzione di auto elettriche, lampade a led, strumenti medicali, turbine eoliche, pannelli fotovoltaici, smartphone, fibre ottiche.   

Come ho recentemente sostenute su queste colonne, l’obiettivo della net zero emission entro il 2050 appare difficilmente raggiungibile con le tecnologie attuali, almeno per quanto riguarda l’Italia.  Inoltre, è la Cina a detenere la leadership mondiale delle terre rare, il petrolio del ventunesimo secolo.  Per il loro approvvigionamento, Europa e Stati Uniti dipendono dalla Cina in modo impressionante: per l’80% gli Stati Uniti, per il 98% l’Europa.

 Il carbone ha fatto la rivoluzione industriale, il petrolio ha sancito l’egemonia statunitense nel Novecento, il nuovo mondo delle rinnovabili avrà bisogno del suo carburante. Ed è chiaro che chi controlla i metalli rari è in posizione di vantaggio. Agli esperti di geopolitica il compito di valutare le conseguenze.

Secondo rapporto Censis-Confimprese – Balzo dei consumi

ottobre 18, 2021

Presentato il secondo Rapporto Censis-Confimprese
RITORNA LA FIDUCIA, BALZO DEI CONSUMI

di Benito Sicchiero

L’enorme massa di denaro – a giugno 2021, 1.131 miliardi di euro, 64 miliardi in più rispetto a giugno 2020, Banca d’Italia – che le famiglie italiane, quelle che possono ovviamente, tengono depositati nei conti correnti delle banche nel timore del futuro si sta in parte mettendo in movimento per acquistare beni di consumo, come l’abbigliamento, o durevoli, come la casa.  Lo afferma il secondo Rapporto Censis-Confimprese (con il contributo di Nhood) che fornisce interessanti dati oltre a suggerimenti per far sì che tale “cambiamento di rotta” diventi permanente.

Nel secondo semestre del 2021, più 14,2 per cento di acquisti rispetto allo stesso periodo del 2020, pari a 33 miliardi di euro, nonostante un primo trimestre   ancora con un segno meno, 5,5 per cento. La crescita a fine anno ammonterà a 60 miliardi in più rispetto allo scorso anno, con 9 miliardi di spesa in più in queste festività natalizie. Nel corso di quest’anno la spesa delle famiglie sfonderà il tetto di 1.000 miliardi, anche se non si è raggiunto il livello pre-Covid (1919): ci separa, rapportando i primi otto mesi, un meno 31,8 per cento.  

Commenta il presidente di Assoedilizia e di Europe Asia Institute Europasia, Achille Colombo Clerici: “Dati e segnali positivi, certamente: speriamo non si tratti di un mero “rimbalzo tecnico”. Comunque riguarda prevalentemente i consumi interni. Il un vero rilancio economico passa attraverso la riconquista del turismo internazionale ed è l’obiettivo che il Paese deve porsi prioritariamente. Turisti stranieri vuol dire, oltre che consumi diretti, investimenti esteri: di portafoglio e IDE”.    

Nel Report si legge che sono 4,5 milioni gli italiani che si accingono a spendere più di quanto facessero ante pandemia, con il 57,2% che ricomincerà a spostare soldi dal risparmio ai consumi. Lo faranno senza abbandonare l’e-commerce, abitudine ormai consolidata, in risposta al desiderio di muoversi maggiormente, di riscoprire lo shopping, il contatto umano del “negozio”, di cui il 64 per cento ha nostalgia: il 67 per cento delle donne e il 69,8 percento del le persone benestanti.

Afferma il presidente di Confimprese Mario Resca: “Il rilancio dei consumi è una priorità assoluta. La vendita al dettaglio è un motore dell’economia e un serbatoio occupazionale decisivo, per questo oggi affossare i consumi vuol dire affossare l’Italia e fiaccare la resistenza degli italiani, con rischi gravi per il nostro modello di vita. Supportare il retail in questa fase vuol dire rendere concreta la coesistenza tra tutela della salute e ordinaria vita quotidiana, puntando su un settore di imprese performanti e capaci di creare occupazione.”

Analizzando il complesso rapporto tra e-commerce e vendita al dettaglio – che sta pagando un pesante contributo alla pandemia (per citare, nella più lunga vetrina italiana, c.so Buenos Ayres di Milano, non si sono mai visti così tanti negozi chiusi) – gli esperti vedono nel rapporto commesso-cliente l’elemento principe per la sopravvivenza. Nel negozio si può stabilire un contatto umano che porta il cliente a spendere qualcosa in più che su Amazon – sul quale si è comunque prima informato – per avere la possibilità di essere consigliato e assistito, creando fiducia.  Il commesso diventa quindi consulente, come tale va retribuito, e i luoghi fisici di vendita diventano anche luoghi di servizio.

Cosa ci si aspetta nel 2022? Innanzitutto un ritorno ai livelli di spesa del 2019, almeno, se non interverranno fattori interni (crisi di governo, ad esempio) o internazionali: con la previsione che fattori quali inflazione, costi delle materie prime, crisi energetica rientreranno nel giro di pochi mesi. L’Italia è la terza economia d’Europa, il suo peso anche politico si è molto accresciuto dai tempi non lontani in cui correva il rischio di diventare il secondo caso continentale dopo la Grecia.

Foto: Achille Colombo Clerici

Doppio debutto della straordinaria pianista cinese Ying Li

ottobre 14, 2021

SERATE MILANESI D’ECCEZIONE ALLA SOCIETA’ DEI CONCERTI

EUROPA ASIA INSTITUTE EUROPASIA informa

Serate d’eccezione per i più raffinati musicofili milanesi frequentatori assidui de La Società dei Concerti fondata da Antonio Mormone – cui è stata intitolata la Fondazione presieduta dalla consorte Enrica Ciccarelli – con il doppio debutto della straordinaria pianista cinese Ying Li, vincitrice del primo Premio Internazionale Antonio Mormone conferitole alla Scala il luglio scorso. Tra gli sponsor della Fondazione il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici.

A luglio Ying aveva trionfato su una concorrenza di altissimo livello, dimostrando non solo dominio tecnico e raffinatezza di tocco, ma – ed è quello che Mormone cercava nei musicisti – profondità interpretativa, idee, poesia.

Qualità che ha mostrato alla Palazzina Liberty  (programma Winners!) spaziando da Bach fino a Berg (e passando da Schumann), e in Conservatorio (programma Evocazioni Classiche con  la Nordwestdeutsche Philharmonie diretta dal M.° Jonathan Heyward) con il Concerto in la maggiore K 488 di Mozart, uno dei più popolari e amati ( Wolfang Amadeus dovette ripetere lo struggente secondo movimento quando, dirigendo dal pianoforte la prima esecuzione a Vienna, il pubblico proruppe in un applauso commosso prima che attaccasse il finale). Maestro direttore, l’Afroamericano del South Carolina, Jonathon Heyward firma la sua prima tournée italiana debuttando in Conservatorio con la NWD Philharmonie, di cui è appena stato nominato direttore principale.

 Quella milanese è per Li la tappa più importante della tournée internazionale che l’ha vista applaudita in città tedesche e italiane. Chiuderà il suo tour europeo sabato 16 ottobre a Cerro Maggiore alle ore 21, con un programma dedicato a Bach, Schumann e Liszt.

Foto: Ying Li,Jonathon Heyward, Enrica Ciccarelli e Achille Colombo Clerici

RINASCERE CON L’ARTE – “Due giorni” alla Villa Reale di Monza organizzata dal Gruppo Monrif

ottobre 13, 2021

Successo della “due giorni” alla Villa Reale di Monza organizzata dal Gruppo Monrif (Il Giorno, QN Quotidiano Nazionale, La Nazione, Il Resto del Carlino)

RINASCERE CON L’ARTE

Benito Sicchiero

Nella sontuosa vetrina della Villa Reale di Monza si è concluso uno degli eventi più rilevanti della vita culturale del capoluogo brianzolo, e non solo, considerato il coinvolgimento nazionale: una “due giorni” organizzata dal gruppo editoriale Monrif e dai suoi tre quotidiani: Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione. “Dietro le quinte”. Fra cinema, teatro, musica, audiovisivo, turismo si sono confrontati i protagonisti di questa industria vitale per l’economia e la società del Paese nella fase post pandemia. Né poteva mancare la politica perché da essa dipendono le scelte che gli esperti suggeriscono.

Quello che è diventato un vero e proprio laboratorio di idee, accendendo i riflettori sui settori tra i più colpiti dalla crisi e stimolando la loro ripartenza, ha visto in due edifici i simboli della ripresa. La Villa Reale, appunto, e il Padiglione Italia all’Expo di Dubai: diversissimi per epoca, stile, localizzazione ma con il denominatore comune della bellezza e della tecnologia, di allora e di oggi, che uniscono le persone e le culture.

La Reggia, proprio per le sue caratteristiche di grande spazio-eventi e, contemporaneamente, di simbolo dei tesori della provincia italiana, ha colto l’occasione per mostrare i risultati dell’opera di recupero architettonico e rilancio; il Padiglione, illustrato in collegamento in apertura dei lavori, è la vetrina con la quale il nostro Paese si ripresenta a un mondo che ama l’Italia per le sue inestimabili opere d’arte ma non sempre ne conosce le eccellenze scientifiche e tecnologiche. Due esempi tra mille: l’edificio senza pareti e il convertiplano.   

Quattro sono stati i macro temi protagonisti nelle due giornate: il ruolo delle città d’arte e del turismo di prossimità nell’Italia del dopo-coronavirus: analisi e confronto sulle politiche e le strategie che le istituzioni pubbliche e gli operatori hanno elaborato per la ripartenza del settore in sicurezza, la risposta dei turisti e l’assenza degli stranieri; cos’è oggi il teatro dopo la stagione degli spettacoli in streaming, quali tipi di sfide si accinge a cogliere, come conciliare i costi delle produzioni con l’accesso contingentato degli spettatori, quali nuovi fermenti è in grado di offrire in Italia. 

L’audiovisivo, l’altra grande tradizione italiana, un’industria che coinvolge le nostre città, trasformandole in set cinematografici: ovvero come, nonostante l’emergenza sanitaria, siano tornate a crescere le richieste per allestire set nelle strade e nelle piazze. A Milano quelle tra gennaio e luglio del 2021 sono state più numerose di quelle del 2019; i concerti dal vivo tornati la scorsa estate negli spazi all’aperto, tra restrizioni, pubblico ridotto e nuovi modelli organizzativi: le provocazioni e le polemiche di alcuni artisti, gli sforzi degli impresari decisi a far ripartire il settore anche a rischio perdite, cosa si prepara per la stagione invernale. 

Michele Brambilla, Direttore di QN Quotidiano Nazionale e il Resto del Carlino, Sandro Neri, Direttore Il Giorno, Agnese Pini, Direttrice La Nazione, e i giornalisti del Gruppo Monrif hanno stimolato i partecipanti ai tavoli di lavoro e intervistato i protagonisti dei diversi settori, per definire un programma di proposte concrete da presentare alle istituzioni. A conclusione dei lavori Brambilla, ha incontrato alcuni Presidenti di Regione per sottoporre le proposte emerse e confrontarsi sulle possibili iniziative da intraprendere nell’immediato futuro.
Che si presenterà diverso dal pre-Covid, acceleratore di un cambiamento già in atto nella filiera culturale che conta oltre 375.000 operatori. Per il teatro, diffusione in presenza sul territorio, nelle periferie delle città, nei borghi, ovunque su vie e piazze. Lo streaming di Netflix e Amazon Prime ha solo incrementato i già consistenti utili di questi colossi. La cultura, lo spettacolo, il turismo tengono viva ogni società. Ma come sta avvenendo per il turismo, la tremenda esperienza vissuta deve portarci oltre il pre-pandemia.  

Sono intervenuti, in presenza o con videomessaggi (in ordine temporale):

Stefano Bruno Galli (Assessore alla Cultura Regione Lombardia), Fabrizio Sala (Assessore per l’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione Regione Lombardia), Dario Allevi (Sindaco Monza). Davide Rampello (Regista e Curatore Artistico), Roberta Garibaldi (Professore Universitario e Consigliera del Ministro del Turismo per il Turismo Enogastronomico), Achille Lanfranchi (Vicepresidente dell’Associazione Borghi d’Italia). Armando Peres (Vice Presidente del Comitato Turismo dell’OCSE di Parigi e Membro del Comitato Permanente del Turismo presso il MIBACT), Renata Tosi (Sindaco Riccione), Carlotta Del Bianco (Presidente Movimento Life Beyond Tourism – Travel to Dialogue). Giancarlo Bozzo (Direttore Artistico Zelig e Leonardo Manera – Attore). Matteo Forte, Direttore Teatro Lirico di Milano, Federico Bellone (Regista e Produttore), Marco Giorgetti (Direttore Generale Teatro della Toscana), Gianmario Longoni (Fondatore di Show Bees e Direttore del Teatro Arcimboldi di Milano), Stefano Scherini (Co-fondatore e Consigliere Associazione UNITA. Giovanni Bogani, Francesca Cavallin (Attrice e Rappresentante Associazione UNITA), Ivan Cotroneo (Scrittore e Regista), Stefano Scherini (Co-fondatore e Consigliere Associazione UNITA), Giorgio Tacchia (Presidente e CEO di CHILI). Andrea Spinelli, Il Volo, Gaetano Blandini (Direttore Generale SIAE),  Roberto De Luca (Presidente Live Nation Italia),  Enzo Mazza (Presidente FIMI), Luca Montebugnoli (Presidente Vivaticket), Ferdinando Salzano (Fondatore Friends&Partners), Maurizio Salvadori (Presidente Trident Music). I Presidenti delle Regioni Francesco Acquaroli (Marche), Attilio Fontana (Lombardia), Eugenio Giani (Toscana), Donatella Tesei (Umbria), Giovanni Toti (Liguria). 

Foto: da sin. Achille Colombo Clerici, Agnese Pini, Sandro Neri

“Racket e usura, un fondo per liberarsene” Articolo su QN Il Giorno del 9 ottobre 2021 di Achille Colombo Clerici

ottobre 11, 2021

Il Fondo antiracket e antiusura è nato 20 anni fa da un’idea di Giovanni Falcone: mira a sostenere e reinserire nell’economia legale le vittime dei due reati, ma è poco noto e va modificato. Lo si rileva da uno studio frutto di un accordo tra il Commissario straordinario del Governo e l’Università Bocconi di Milano.

Va rimarcato che tutti coloro che hanno sporto denunce – 319 in Italia, 37 in Lombardia, numeri irrisori rispetto all’entità del fenomeno – sono venuti a conoscenza del Fondo solo al momento in cui si sono rivolti alle forze di polizia o alle associazioni antiracket e antiusura.  Il Fondo presenta, peraltro, notevoli incongruenze, quali, nei casi di usura, l’obbligo di restituire i ristori ottenuti e il fatto che le denunce nei confronti delle banche vengono “cassate” in partenza. 

Lo studio rileva che i due reati – estorsione e usura – vengono commessi in contesti ben diversi: nel caso di imposizione del “pizzo” la vittima subisce per paura di ritorsioni nei confronti suoi o di familiari; nel caso di usura, il criminale viene dapprima visto come persona che aiuta quando non si può più ricorrere a fonti di credito legali. In comune, l’azione criminale ha quale obiettivo, non tanto il lucrare in termini monetari, quanto l’impadronirsi dell’attività della vittima, inquinando l’economia legale, ma anche costringere la vittima stessa a diventare complice di azioni fuorilegge. 

Come ha affermato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, riferendosi all’emergenza sanitaria Covid-19 e alla crisi economica che ne è derivata con la conseguente forte domanda di liquidità, famiglie e imprese possono, se non percepiscono un’altrettanto forte presenza dello Stato, rivolgersi a quel mondo sommerso pronto ad offrire una sorta di welfare alternativo.

Le domande di accesso al Fondo sono più frequenti in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata. Le istanze presentate da vittime di estorsione sono il doppio di quelle presentate da vittime di usura. I settori economico-produttivi più colpiti: agricoltura e allevamento (15,9%), commercio al dettaglio (15,2%), servizi di ristorazione (13,8%), costruzioni (14,5%), commercio e riparazione autoveicoli (9,0%); mentre si segnala nello studio come un’anomalia la mancanza di riscontri nei settori delle forniture ad amministrazioni pubbliche e della gestione dei rifiuti.

Auguri di Assoedilizia e di “Amici di Milano” al Sindaco Beppe Sala

ottobre 6, 2021

Colombo Clerici al riconfermato sindaco Beppe Sala

DAL PRESIDENTE DI ASSOEDILIZIA E DI “AMICI DI MILANO” VIVE FELICITAZIONI E L’AUGURIO DI MANTENERE MILANO PROSPERA E INCLUSIVA

Come è nella antica saggezza, l’augurio al sindaco Beppe Sala è molto semplicemente quello di mantenere, dopo il covid, Milano città ricca e prospera, nell’interesse dei milanesi e degli italiani.
La ricchezza ridonda a favore di tutti i cittadini e consente le opere del welfare, di assistenza, di solidarietà: in tal senso  non è antitetica alle ragioni sociali e alle istanze dei più deboli.
Inoltre, nel mondo globalizzato e nella realtà europea, la nostra città avrà sempre più l’obiettivo  di essere la locomotiva italiana.  L’intero Paese ne deve essere consapevole. Di conseguenza il compito principale del sindaco di Milano sarà di carattere politico, oltre che amministrativo, poiché egli dovrà impegnarsi, assieme al Governo nazionale, per affermare in Europa e nel mondo il ruolo della nostra città e al tempo stesso del nostro Paese. Al Sindaco Beppe Sala gli auguri di bene operare nell’interesse della Città e dell’Italia intera.

L’architetto Alessandro Rimini commemorato alla Triennale di Milano

ottobre 4, 2021

Achille Colombo Clerici si unisce all’omaggio all’Architetto Alessandro Rimini
Architetto Alessandro Rimini archistar denegato dal fascismo

La Triennale di Milano ha attribuito un Diploma d’Onore alla memoria di Alessandro Rimini (Palermo, 1898 – Genova, 1976) che è stato consegnato alla figlia Liliana Rimini Lagonigro. Un riconoscimento a uno dei protagonisti dell’architettura italiana della prima metà del Novecento, progettista di importanti edifici. Questa cerimonia segue l’omaggio che la Triennale ha dedicato all’architetto il 27 gennaio 2021, in occasione del Giorno della Memoria.

Il Presidente Stefano Boeri ha affermato: “Torniamo a rendere il giusto tributo a questa firma dell’architettura italiana, progettista di importanti infrastrutture per la cultura, la sanità e il terziario, attraverso la consegna a Liliana Rimini di un diploma alla memoria del padre. Le opere di Rimini sono state portate a termine nonostante i vili attacchi perpetrati dal regime nazifascista in conseguenza dell’attuazione delle leggi razziali. Questo riconoscimento da parte di Triennale è un gesto doveroso verso uno dei protagonisti, purtroppo non abbastanza ricordato, della migliore architettura italiana della prima metà del Novecento”. E Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano: “Sono onorato, quale rappresentante dei proprietari immobiliari di Milano e di chi in questa città e la apprezza, di unirmi al riconoscimento all’Architetto Rimini che ha incarnato le due anime della milanesità, l’efficienza e la razionalità da un lato e la bellezza e lo stile dall’altro, diventando uno dei più grandi protagonisti di quella stagione di trasformazione, che ha dato l’impronta al razionalismo architettonico della città.  Alessandro Rimini ha arricchito e abbellito Milano con alcune delle sue più apprezzate opere architettoniche – tra le quali voglio ricordare il “rubanuvole” di Piazza San Babila, il primo grattacielo della città a superare l’antica servitù del Resegone – dimostrando così il suo amore per la nostra città, purtroppo non sempre corrisposto a causa del regime repressivo della sua epoca. Per questi motivi ho voluto ricordarlo nel mio libro “Giovanissima e immensa” (insieme ad altri maestri dell’architettura milanese, quali Lodovico Belgiojoso, Luigi Caccia Dominioni, Gio Ponti, Luigi Mattioni, Vico Magistretti, Giovanni Muzio, Piero Portaluppi, Franco Albini, Vittorio Gregotti) con una intervista alla figlia Lilli Rimini Lagonigro.

Alessandro Rimini è noto per alcune opere come la casa torre Snia Viscosa, primo grattacielo milanese (al tempo definito rubanuvole), per alcuni degli edifici che si affacciano in piazza San Babila, per i cinema Metro Astra, Impero, Colosseo e Massimo – questi ultimi due ancora attivi, come sala cinematografica il primo e come auditorium il secondo. Lavorò per la Sovrintendenza di Trieste e Venezia Giulia, disegnò e diresse i lavori dell’ospedale Cardarelli a Napoli, seguì diversi restauri del patrimonio archeologico in Istria, Aquileia e Grado.
Compiti gravosi e impegni rilevanti che Alessandro Rimini svolse in giovanissima età, prima di diventare uno dei protagonisti delle vicende nazionali. Anzi in quegli anni si allenò alla responsabilità civile dell’architettura, al rispetto della storia e alla volontà di darle voce attraverso la progettazione di monumenti come accadde per progetti non realizzati a Monza, Ancona e Monfalcone. Rimasero solo idee di concorso con disegni evocativi, di inequivocabile qualità artistica, oltre ad essere dettagliate tavole di rappresentazione. Una palestra umana e professionale che lo preparò al mondo del professionismo milanese dove Alessandro Rimini incontrò e collaborò con Ponti, Fornaroli, Soncini, Reggiori e De Min.

FOTO:

Lilli Rimini Lagonigro con Cesare Rimini, Liliana Rimini e Achille Colombo Clerici

La cerimonia

Lilli Rimini con Achille e Giovanna Colombo Clerici

Foto di Gruppo

Il Rubanuvole nello sfondo di corso Matteotti

“Riforma catastale, salto nel buio” Articolo su QN Il Giorno del 2 0ttobre 2021 – di Achille Colombo Clerici

ottobre 4, 2021

La riforma catastale, consistente nella sostituzione dell’attuale criterio di valutazione degli immobili basato sulle rendite aggiornate mediante coefficienti moltiplicatori con il criterio fondato sui valori di mercato per metro quadrato, non ha nulla a che vedere con il recupero dell’evasione fiscale e gli immobili fantasma. Siamo tutti d’accordo che l’evasione vada debellata, ed il nostro ordinamento è già dotato degli strumenti allo scopo. Si tratta di renderli efficienti, di perfezionarli e semmai di dotarsi di altri strumenti specifici.

Resta la motivazione di fondo a sostegno della riforma: incrementare il gettito fiscale derivante dagli immobili. Perché è di questo che si tratta.  La Commissione Europea, l’Ocse e gli enti allineati insistono nel “raccomandarci” un maggior prelievo fiscale sugli immobili, nel presupposto che in Italia il gettito complessivo del settore, in rapporto al Pil, sia inferiore alla media europea.

Come è mai possibile che ciò possa essere, quando tutti coloro che pagano le imposte immobiliari si rendono invece conto che ormai siamo giunti ad un livello intollerabile?  Ammesso e non concesso che l’assunto europeo sia veritiero (occorre infatti verificare bene i tributi che vengono presi in considerazione dai vari stati ai fini del computo) dobbiamo dire che ciò può essere e che l’Europa deve prenderne atto e premere perché si eliminino le cause. Il fatto è che in Italia, a differenza di quanto accade nel resto del Continente, il 60% degli immobili residenziali è fiscalmente improduttivo: non concorre, in assenza di reddito tassabile, al “gettito” non solo con l’Imu, ma nemmeno con l’Irpef, l’Ires, l’imposta di registro, l’Iva. Questo perché ben l’80% delle famiglie abita la casa a titolo di proprietà o equiparato, contro una media europea attorno al 50%.  E’ su questa anomalia che occorre lavorare, con una politica che potenzi la locazione.

Del tutto capzioso, poi, il discorso dell’ “invarianza o parità” che la legge intenderebbe assicurare. Che non è invarianza del carico fiscale gravante sui singoli contribuenti, bensì del gettito complessivo introitato dal fisco.

A fronte di tutto ciò il Fisco risponde: una volta entrata in vigore la riforma vedremo le conseguenze. Se ci saranno distorsioni applicheremo i correttivi: in attesa dei quali il “paziente” potrà defungere. Un salto nel buio, dunque. Si è mai vista una legge di cui dichiaratamente non si sia in grado di prevedere gli effetti?