Il 75° anniversario della costituzione della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria

L’AFFASCINANTE STORIA DELL’AGRICOLTURA NEI SECOLI, LA SFIDA DEL FUTURO

 “E’ il bancomat dello Stato” lamentano i proprietari di casa quando si abbatte sul loro alloggio l’ennesima stangata fiscale (40 miliardi di euro ogni anno) per rimpinguare le sempre esauste casse pubbliche. Ma – si apprende al convegno organizzato a Milano dalla Proprietà Fondiaria per celebrare il suo 75° anniversario – il vezzo ha lontani precedenti, addirittura medievali.

A quei tempi il bene più importante era costituito dalla terra: tanto che i signorotti feudali e la chiesa attraverso le abbazie erano alla costante ricerca di contadini, cui venivano offerti terre, mucche ed altri benefit, perché, con il lavoro, rendessero più redditizi i loro possedimenti.  Però, quando avevano bisogno di soldi, ad esempio per foraggiare guerre, edificare palazzi, castelli, chiese, opere pubbliche, grandinavano tasse. La terra era il bancomat pubblico di allora.

L’agricoltura ha reso possibile la nascita della civiltà. Quando l’uomo si trasformò, da nomade cacciatore e raccoglitore di alimenti che trovava in natura, in agricoltore, cioè custode di cibo, si garantì un’esistenza stabile e programmata, consentendogli di realizzare nuclei urbani, di scoprire la scrittura, l’arte e quant’altro. La civiltà, appunto. Si susseguirono passaggi epocali: per citare, grandi proprietà legate agli ospedali tra cui la Cà Granda di Milano, la riforma fondiaria del dopoguerra che diffuse la microproprietà con le note conseguenze nefaste, le trasformazioni economiche e sociali. Nel dopoguerra l’agricoltura impiegava il 45% della forza-lavoro, oggi è il 3%.  

Ai giorni nostri nel mondo ci sono 570 milioni di agricoltori, ma la quasi totalità, 500 milioni, sono autoconsumatori.  L’Italia è diventata importatrice di alimenti, così come l’Unione Europea, e ciò induce a forti preoccupazioni sulla mancanza di autonomia, crisi energetiche e Covid insegnano.  Le grandi imprese agricole associate alla Proprietà Fondiaria, hanno davanti gravosi compiti, tra i quali rispondere adeguatamente ai competitor dei Paesi del Centro-Nord Europa, dove le aziende agricole sono di ben altre dimensioni.  Di ciò le forze politiche devono tener conto.

Qualche cenno di cronaca. Cerimonia svoltasi nella sede della Camera di Commercio di Milano, in via Meravigli. I lavori sono stati aperti da Giuseppe Visconti, Presidente d’Onore della Federazione e sono stati   moderati da Antonio Oliva, Direttore della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria, del cui Consiglio Direttivo è componente Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia. Dopo il collegamento con l’assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi, Visconti ha consegnato il premio “Gestione virtuosa della proprietà agricola: la donna dell’anno”, istituito in occasione di questa ricorrenza, a Margherita Giordani Feltrinelli di Gargnano.

Sono seguite quattro relazioni che hanno analizzato gli aspetti storici, giuridici, economici ed organizzativi, nell’ottica di illustrare il ruolo svolto dalla Proprietà Fondiaria e di delineare le prospettive future nell’ambito della valorizzazione del patrimonio fondiario, della competitività dell’impresa agricola e dello sviluppo delle aree rurali.

Relatori e temi: Adelaide Ricci, medievista: “Dal medioevo all’età moderna: le trasformazioni della proprietà agricola”; Luigi Costato, giurista: “L’evoluzione giuridica dell’affittanza agraria: dal regime di proroga legale alla libera contrattazione”; Dario Casati, economista agrario: “Dall’Europa del Piano Marshall a quella del Next Generation EU, quale futuro per l’agricoltura”; Claudio Biscaretti di Ruffia, Presidente della Federazione Nazionale: “La Proprietà Fondiaria, tra passato e presente, guarda al futuro in un mondo che cambia”. In chiusura, gli interventi di gli interventi programmati di Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura e di Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia.

Foto: Margherita Giordani Feltrinelli di Gargnano con Achille Colombo Clerici e Claudio Biscaretti di Ruffia

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