Archivio per dicembre 2021

“Il metano nelle città? Parliamone” Articolo su QN Il Giorno del 18 dicembre 2021 – di Achille Colombo Clerici

dicembre 28, 2021

Il recente disastro di Ravanusa ripropone l’urgenza di un ripensamento radicale della modalità di utilizzo del metano, gas ad alto potere calorifico (cinque volte quello dell’antico gas di città) che entra nelle nostre case e che “mina” le nostre città con una capillare rete di tubazioni talvolta non adeguatamente controllate.

Gli incidenti si succedono incessantemente, con terribili esplosioni in tutta Italia, al ritmo di un bollettino di guerra, per incuria, tentativi di suicidio, atti vandalici e ritorsivi.  

Secondo la serie storica degli anni 2012-2019, elaborata dal CIG-Comitato Italiano Gas, sono stati causati dal gas canalizzato (metano) 120 morti e 2.477 feriti con danni economici non calcolabili.  Vanno aggiunti i cosiddetti ‘atti volontari’ (suicidi, vandalismi) con un bilancio di 96 morti e 1.140 feriti: in tutto, 226 morti e 3.617 feriti.   Nel 2019, con 16 morti e 157 feriti, è stato battuto ogni record degli anni censiti per entrambe le categorie: in pratica, in Italia ogni 3 giorni si registrano 2 incidenti causati dal metano.  

Se non si cambia, gli incidenti continueranno a verificarsi. Qualcuno si appella alla tecnologia per eliminare i rischi del metano. Dimentica l’obsolescenza ed il degrado degli impianti conseguenti al passar del tempo e la fallibilità dell’azione umana con la quale bisogna sempre far i conti.

Dal 1994, anno del disastro di viale Monza a Milano, Assoedilizia non cessa di denunciare la pericolosità di questa situazione: all’inizio siamo stati anche accusati di sciacallaggio, salvo poi chiederci scusa. Certo è che oggi nessuno presta orecchio a quanto andiamo dicendo su questo problema. Non c’è l’interessamento di un politico, non dei media. E’ mai possibile? Siamo interpellati e ascoltati su tutto, ma in questo campo per nulla. In tanti anni.

Il popolo italiano, con l’opzione referendaria antinucleare del 1987, aveva scelto una via che comportava un uso sempre più massivo del metano all’interno delle città: decine e decine di milioni di punti di consumo, caldaie, caldaiette, scaldabagni, fornelli delle cucine. Inquinando dove l’energia è consumata e non dove questa è prodotta, cioè in aperta campagna, e dove peraltro lo smaltimento dell’inquinamento sarebbe più agevole. La proposta Assoedilizia è invece: energia elettrica per l’uso domestico, dentro le città ed i centri abitati.

Oggi assistiamo ad una riflessione intorno a questo stato di cose, anche sul piano scientifico, alla luce delle possibilità offerte dall’evoluzione del nucleare attraverso micro impianti sicuri.   Quanto all’U.E. sarebbe bene che si occupasse di più di case sicure, oltre ad occuparsi di case green.

Premiazione annuale del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia

dicembre 21, 2021

Premiazione annuale del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia
Il riconoscimento 2021 a chi si batte contro la pandemia

Nel Salone degli Affreschi della Società Umanitaria, il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia ha assegnato un riconoscimento speciale a sei personalità che si sono distinte per il loro impegno nella lotta contro la pandemia da Covid19 e per la particolare collaborazione con il Corpo Consolare.

L’Ambasciatore Augusto Salamanca, Console Generale del Perù e Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia,  Patrizia Signorini, Console Generale Onorario di Lettonia e Vice Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, nel corso di una cerimonia condotta da Sandro Neri, Direttore de Il Giorno, hanno conferito il riconoscimento al Prefetto di Milano Renato Saccone, al Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, al Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid19 Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo,  alla Vice Presidente e Assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti, alla Presidente del Comitato Regionale Lombardia della Croce Rossa Italiana Sabina Liebschner e al Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Milano Lodi Monza e Brianza Pasqualino D’Aloia per celebrare le Istituzioni e le professioni sanitarie e per porgere il proprio ringraziamento ai medici e gli infermieri per l’eccezionale lavoro che stanno tuttora svolgendo. Tra le personalità del mondo istituzionale, culturale, imprenditoriale e politico invitate, il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici, Cesare Castelbarco Albani, Sergio Dompè, Claudia Buccellati.

Con 122 consolati, il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia è numericamente il più significativo al mondo, a dimostrazione dell’importanza rivestita da Milano e dalla Regione Lombardia nel panorama internazionale. 

Foto:
Patrizia Signorini con Achille Colombo Clerici

La parata dei premiati

La platea degli invitati

Letizia Moratti, Claudia Buccellati e Achille Colombo Clerici

Il Prefetto di Milano Renato Saccone e Achille Colombo Clerici

“La variante DC”, il libro di Gianfranco Rotondi presentato a Milano

dicembre 20, 2021

Presentato a Milano il libro di Gianfranco Rotondi “La variante DC”
LA SCOMPARSA DI UN GRANDE PARTITO MA NON DEI SUOI VALORI MIGLIORI

 di Benito Sicchiero

“Quella della Democrazia Cristiana è un’esperienza che tutti devono guardare con rispetto, anche chi non è mai stato democristiano, perché ha consentito a tutti noi di vivere in un Paese libero e prospero dell’Occidente”. Lo ha detto l’ex premier Silvio Berlusconi nel corso di un intervento telefonico in diretta, rivolgendosi a Gianfranco Rotondi in occasione della presentazione del suo libro ‘La variante Dc. Storia di un partito che non c’è più e di uno che non c’è ancora” avvenuta a Milano. Berlusconi doveva essere presente all’evento, moderato da Antonio Pascotto giornalista di News Mediaset, assieme a Peter Gomez, giornalista e saggista; Giuseppe Sala, sindaco di Milano; Alessandro Sallusti, direttore di Libero, ma non ha potuto partecipare. “ Soprattutto – ha proseguito – non è scomparsa la necessità di quei valori, di quell’approccio, di quel metodo, almeno nella sua parte migliore. La Democrazia Cristiana era un partito nato con il sistema elettorale proporzionale ed era consustanziale a quel sistema. Cambiando la legge elettorale proporzionale la DC contribuì a decretare la propria fine”.

Si chiede il libro (Solferino editore): Che fine ha fatto la Dc? È “davvero scomparsa, superata dagli eventi politici e da nuovi protagonisti, archiviata con la crisi dei partiti tradizionali? Gianfranco Rotondi, che ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia cristiana (proprio ai tempi del montanelliano, turiamoci il naso e votiamo DC, 1976) ne ricostruisce la storia in queste pagine concentrandosi sulla parabola discendente della “Balena bianca”, ma anche sulle sue molteplici mutazioni e resurrezioni susseguitesi in trent’anni di vita politica. Ne emerge un racconto appassionato e sinceramente di parte. La testimonianza di un protagonista che ha vissuto la dissoluzione del partito e la racconta senza peli sulla lingua e con una prospettiva privilegiata sulla storia politica italiana nazionale. Si va dalla morte ufficiale della Dc alla seconda vita dei democristiani fuori dal partito dello scudo crociato, dal centrosinistra al centro-destra, dal Patto Segni al Partito popolare, da Martinazzoli a Buttiglione, dall’Ulivo al Ccd, da Forza Italia alla Balena verde e oltre. Per scoprire che forse la Dc non è mai finita e i suoi eredi non sono solo i nostalgici. O meglio, come ha detto Francesco Cossiga in un aneddoto raccontato da Sallusti, il suo spirito, come la bellezza, non è morto e non morrà. Da notare come Cossiga non abbia parlato di ideologia, che non c’era o non avrebbe mai potuto esservi in un partito che traguardava la generalità dei valori cristiani universali. Sicché possiamo semmai ritenere che ci fosse una idealità, allora fattore di aggregazione, di apertura, di inclusione, e quindi punto di forza. Mentre oggi, dopo la diaspora, quella stessa idealità è punto di debolezza, come ostacolo ad una identità definita e connotante un nuovo partito.

Secondo Sala “la Democrazia cristiana era un ‘partito adatto ai tempi’.  Mio padre era un fervente democristiano. Sono cresciuto in una famiglia che amava la Dc di una volta. Io non sono mai stato democristiano, ma ne ho sempre avuto rispetto”. La Dc era un partito che aveva al suo interno “pulsioni di varia natura” con “gente di estrema destra, gente quasi rivoluzionaria, la matrice cristiana, quella confessionale. Non era per me il centro”. Oggi, in un’epoca di grandi cambiamenti, lo spazio per il centro come era inteso una volta non c’è.

Riguardo lo spazio politico a cui la Dc potrebbe rivolgersi, ha osservato che “c’è un elettorato che si riconosce in un partito che cerca di mediare piuttosto che ogni volta fare un compromesso al ribasso, ma non è facile prendere questo elettorato”.

 Ha concluso Rotondi: “Dopo la dissoluzione dell’elettorato cattolico, moderato, socialista, Berlusconi per 27 anni ha rappresentato la DC. Oggi la lobby DC ha riconosciuto in Giorgia Meloni e Beppe Sala con la sua “balena verde” i protagonisti del futuro. E noi, da bravi democristiani, staremo a guardare”.

La scomparsa di Carlo Radice Fossati – Il cordoglio di Assoedilizia

dicembre 20, 2021

Il cordoglio di Assoedilizia e del suo presidente Achille Colombo Clerici
LA SCOMPARSA DI CARLO RADICE FOSSATI CONFALONIERI

Il presidente Achille Colombo Clerici, i vice presidenti, i componenti la Giunta e il Consiglio Direttivo, il segretario generale, consulenti e collaboratori di Assoedilizia – Associazione della Proprietà Edilizia Milano, partecipano con profondo cordoglio al lutto della famiglia per la scomparsa del conte ingegnere Carlo Radice Fossati Confalonieri, già vicepresidente di Assoedilizia, una delle figure patrizie, impegnate in politica e nell’imprenditoria, di spicco in Milano.

Appassionato della storia d’Italia e del popolo lombardo, brillante e acuto osservatore del mondo contemporaneo, fine interprete della milanesità, convinto sostenitore delle ragioni filosofiche, etiche e politiche della Proprietà Immobiliare, Carlo, è stato, tra l’altro,  assessore all’Urbanistica del Comune di Milano giunta Tognoli, presidente della Federazione Lombarda della Proprietà Fondiaria, vice presidente della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria e vicepresidente di Confedilizia.

Foto: Uno dei “salotti” di Carlo Radice Fossati, Tra economia e politica

Sfratti – Comunicato stampa Assoedilizia

dicembre 14, 2021

Assoedilizia, in merito alle prospettate difficoltà di assistenza della forza pubblica per l’esecuzione degli sfratti dal 3 dicembre al 15 gennaio, prende atto con soddisfazione dei chiarimenti forniti dalla Ministra Lamorgese in data odierna in sede di audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato in ordine al fatto che l’esecuzione degli sfratti non viene sospesa nel suddetto periodo. Assoedilizia ricorda che al momento sono in corso esecuzioni di sfratto anche per morosità decise prima del 28 febbraio 2020 dopo una sospensione di oltre un anno e mezzo, gravemente pregiudizievole per i locatori.

Cordoglio alle vittime dell’esplosione di Ravanusa cadute per la ragione di stato

dicembre 14, 2021

Alle vittime incolpevoli di tutte le esplosioni da gas verificatesi negli anni in Italia, va il nostro pensiero commosso e il cordoglio a chi muore per la ragione di stato. Perché è di questo che si tratta.  

Da quel 30 settembre del 1994, quando alle ore 9,45 una esplosione di gas metano in viale Monza 112 a Milano, aveva provocato il rovinoso crollo di un palazzo di sei piani, con la morte di 6 persone, il ferimento di 15, e un disperso, non ci siamo dati pace. Nelle nostre case era stato immesso un esplosivo ad alto potenziale, dotato di un potere calorifico di 5 volte superiore a quello del vecchio gas di città, sull’onda del gioioso slogan “il metano ti dà una mano”. Prima, in caso esplosione, cadevano porte, finestre, muri divisori, adesso vengono giù palazzi interi, come in tempo di guerra; anche nel caso di semplice tentativo di suicidio o una ritorsione o atto di vandalismo da parte di qualche inquilino squilibrato. Ma come? Si diceva: il pubblico esercita un servizio di interesse generale, fornisce al cittadino il combustibile per gli usi domestici, per lo scaldabagno, per i fornelli della cucina, e gli immette in casa, dall’oggi al domani, un esplosivo che tutte le norme di sicurezza vieterebbero al cittadino di detenere. Nel frattempo la normativa sull’uso del metano continua ad essere incoerente e inadeguata. In seguito si introdurrà la termocoppia (un meccanismo che blocca il flusso del gas se la fiamma sul fornello si spegne) per le cucine economiche di nuova produzione; ma si continuerà a permettere l’uso delle vecchie cucine che ne sono prive. Gli incidenti si succedono incessantemente, con terribili esplosioni in tutta Italia, al ritmo di un bollettino di guerra. Alcuni gravissimi, come quello di via Lomellina del 2006, sempre a Milano, che provoca 4 morti e 26 feriti nel crollo di un palazzo di quattro piani. 

Secondo la serie storica degli anni 2012-2019, elaborata dal CIG-Comitato Italiano Gas, sono stati causati dal gas canalizzato (metano) 120 morti e 2.477 feriti con danni economici non calcolabili.  Vanno aggiunti i cosiddetti ‘atti volontari’ (suicidi, vandalismi) con un bilancio di 96 morti e 1.140 feriti.  Nel 2019, con 16 morti e 157 feriti, è stato battuto ogni record degli anni censiti per entrambe le categorie: in pratica, in Italia ogni 3 giorni si registrano 2 incidenti causati dal metano che richiedono interventi dei Vigili del Fuoco.

Assoedilizia non cessa di denunciare la pericolosità di una situazione che coinvolge le nostre città, i nostri paesi, con strade e case come “minate” dalla presenza sotterranea di questa sostanza esplodente, con la quale i cittadini, loro malgrado, devono convivere nel nome del progresso e dell’ecologia. Questa infatti è la motivazione ultima a sostegno della diffusione del metano che, in nome dell’energia pulita, avrebbe sostituito, prima il carbone e poi il gasolio nell’uso industriale e domestico.

Il popolo italiano, con l’opzione referendaria antinucleare del 1987, aveva deciso per una scelta che comportava un uso sempre più massivo del metano, inquinando dove l’energia sarebbe stata consumata, cioè dentro le città, e non dove veniva prodotta, cioè in aperta campagna, luogo in cui lo smaltimento dell’inquinamento sarebbe stato più facile e la sicurezza maggiore. Decine e decine di milioni di punti di consumo, caldaie, caldaiette, scaldabagni, fornelli delle cucine, dentro le case e dentro le città: fonti di inquinamento e di pericolo.

Oggi assistiamo ad una riflessione intorno a quella linea di pensiero, anche sul piano scientifico, alla luce delle possibilità offerte dalla fusione nucleare gestita in sicurezza anche per gli impianti minori: dentro le città energia elettrica per gli usi domestici.

Ma ci siamo assuefatti all’idea che l’incidente da scoppio di gas sia un male ineluttabile: dobbiamo conviverci. Peggio che se fosse una catastrofe naturale perché a questa almeno si pensa ci possa essere rimedio preventivo: per le esplosioni da gas metano no. Chi ci capita dentro… son fatti suoi. Ma non può in alcun modo ammettersi simile modo di pensare. In 27 anni, decine e decine di nostre denunce riprese all’inizio da qualche giornale. Poi nel tempo l’attenzione è andata scemando. Qualcuno all’inizio ci aveva definiti sciacalli, salvo poi chiedere scusa.  Certo è che oggi nessuno presta orecchio a quanto diciamo su questo tema. Non c’è l’interessamento di un politico, non dei media. E’ mai possibile? Siamo ascoltati su tutto, ma in questo campo per nulla. In tanti anni. C’è di mezzo evidentemente una ragion di stato…  

Se perdura questo stato di cose gli incidenti continueranno a verificarsi. Qualcuno si appella alla tecnologia, che dovrebbe permettere di conseguire l’eliminazione del rischio. Dimentica che ci sono due fattori aleatori: da un lato l’obsolescenza ed il degrado conseguenti al passar del tempo, che sono fattori difficilmente prevedibili (soprattutto avendo a che fare con una miriade di situazioni) e dall’altro la fallibilità dell’azione umana con la quale bisogna sempre far i conti.

Achille Colombo Clerici
Presidente di Assoedilizia

L’UE e l’efficientamento energetico degli edifici. Articolo su QN Il Giorno dell’11 dicembre 2021 di Achille Colombo Clerici

dicembre 13, 2021

C’è da chiedersi se sia l’U.E. che, teorizzando, cavalca in modo esagerato il tema della decarbonizzazione, imponendo all’economia tempi ristrettissimi, che mal si conciliano con la saggia gestione degli investimenti in atto, mettendo in crisi interi settori economici, o siano le forze finanziarie della green economy che premono sulla stessa perché metta alla frusta tutti i vari comparti, costringendoli  nella logica del chi non è in grado di seguire ceda il passo,  al fine di aprire spazi speculativi alle grandi masse di ricchezza finanziaria smaniose di planare nell’economia reale.

Certo è che l’obbiettivo della net zero emissions 2050, postosi dall’Europa, sarà già difficilmente conseguibile nell’ambito europeo, dato il ritardo con il quale marciano i vari livelli di attuazione di una programmazione in cui si continua ad alzare l’asticella degli obiettivi, prima ancora di averli raggiunti alle rispettive scadenze; e comunque inefficace sul piano globale, attese le posizioni attendiste assunte da alcuni paesi-chiave.  Ma l’Europa, forte di un apparato burocratico indefesso nel dettar linee teoriche, sforna programmi su programmi, direttive su direttive, raccomandazioni su raccomandazioni.  Velocizzare, semplificare, togliersi di mezzo se si è d’ingombro, la parola d’ordine.

E’ il caso della Direttiva sull’efficientamento energetico del parco immobiliare che, secondo notizie di stampa, verrà presentata il 14 dicembre prossimo dalla Commissione Europea.  Dal 2027 gli edifici che non raggiungeranno un minimo grado di qualità sul piano energetico non potranno più esser locati o venduti. Questo minimo sarà, spiega la direttiva, la classe energetica E a partire dal 2027, quella D, a partire dal 2030 e, infine, quella C dal primo gennaio del 2033. Per gli appartamenti in condominio gli standard scatteranno invece nel 2030.

Quali le conseguenze per chi non riesca a stare sta al passo con il ritmo imposto? L’edificio diventa incommerciabile ed economicamente improduttivo, quindi condannato al degrado. In questo caso l’esito è scontato: l’immobile verrà svenduto o espropriato, per pubblica utilità, da operatori finanziari, come è già previsto nella legge predisposta dal MIMS per la rigenerazione urbana. Con buona pace di chi ha lavorato una vita per metterci dentro quei risparmi che, monetizzati, finiranno nel calderone dell’economia finanziaria, appunto.

“L’emergenza e i programmi dell’Unione” – Articolo su QN Il Giorno del 4 novembre 2021 – di Achille Colombo Clerici

dicembre 6, 2021

Tre importanti iniziative dell’Unione Europea sottolineano il nuovo passo imposto dall’emergenza sanitaria e dalle sue conseguenze socio-economiche, dall’emergenza ambientale, dal nuovo ruolo globale che la Comunità si prefigge.

Trecento miliardi di euro fino al 2027 per promuovere legami sostenibili in tutto il mondo. Il Piano “Gateway Globale”, già definito ‘la Via della Seta Europea’, è la nuova strategia per promuovere una connettività intelligente, pulita e sicura in materia digitale, di energia e di trasporti e per rafforzare i sistemi sanitari, dell’istruzione e della ricerca in tutto il mondo.   Sostenendo che i valori democratici offrono certezza ed equità agli investitori, sostenibilità per i partner e benefici a lungo termine per le persone e collaborando con l’iniziativa statunitense Build Back Better World, “Gateway Globale” rende ancora più esplicito l’obiettivo di contenere l’espansionismo economico e geopolitico della Cina, diventata la più temibile potenza economica del mondo.

Di più diretto interesse per l’Italia l’approvazione da parte della Commissione di un piano di aiuti di stato di 31,9 miliardi a sostegno delle imprese colpite dall’emergenza coronavirus predisposto dal nostro governo. Consiste in interventi di importo limitato e in un sostegno per i costi fissi non coperti sostenuti nel periodo compreso tra il marzo 2020 e il dicembre 2021. Gli aiuti non supereranno il massimale di 225.000 per impresa nel settore agricolo, di 270.000 per impresa nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 1,8 milioni per impresa in tutti gli altri settori. Il sostegno per i costi fissi non coperti sarà concesso solo alle imprese che non fossero considerate in difficoltà già al 31 dicembre 2019, ad eccezione delle microimprese e delle piccole imprese ammissibili anche se già in difficoltà.

Ultimo programma, ma non per importanza: l’Unione è intervenuta per contenere il caro energia che si protrarrà per tutto l’inverno. Tra le misure prese dai diversi Paesi a breve termine si annoverano un sostegno di emergenza al reddito delle famiglie, aiuti di Stato per le imprese e sgravi fiscali mirati. La Commissione sosterrà inoltre gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica e vaglierà possibili misure in materia di stoccaggio. Tra le misure immediate: un sostegno di emergenza a cittadini e imprese; proroghe temporanee per il pagamento delle bollette; riduzioni mirate dell’aliquota d’imposta per le famiglie vulnerabili; indagini su potenziali comportamenti anticoncorrenziali nel mercato dell’energia.  Concludendo. La transizione all’energia pulita è il modo migliore per scongiurare altri shock in futuro e dev’essere accelerata.

Convegno di Assoedilizia sul tema della riforma del catasto – Phygital 29 novembre 2021

dicembre 2, 2021

Convegno sul tema della RIFORMA DEL CATASTO organizzato da Assoedilizia in collaborazione con Lettera 150  

IL TEMUTO FINE di AUMENTARE (ANCORA) LE TASSE SULLA CASA si maschera dietro l’intento di combattere l’evasione fiscale e le case fantasma, nonché di eliminare le sperequazioni tra vecchi e nuovi accatastamenti

 Assoedilizia preoccupata dalle possibili distorsioni derivanti dall’applicazione di criteri patrimoniali nella determinazione delle nuove basi imponibili ai fini della fiscalità immobiliare.

Parametrare la tassazione ai valori patrimoniali e non più reddituali significa esporsi al rischio di violare l’art. 53 della Costituzione (che parla della capacità contributiva) perché sarebbe come dire che i depositi in conto corrente bancario debbano esser tassati non in base agli interessi prodotti, ma in rapporto al capitale depositato. Oggi, in assenza di interessi, si pagherebbero le tasse in quota di capitale, con evidenti effetti espropriativi.

Con il processo in atto di digitalizzazione del catasto è comunque maturo il tempo per introdurre legislativamente la prescrizione per le irregolarità edilizie minori. 

***

di Benito Sicchiero

“Sulla controversa riforma del Catasto il dibattito si è molto politicizzato. Vorrei chiarire preliminarmente che riteniamo fondamentale e strategicamente importante che il sistema catastale assolva pienamente alla duplice funzione di censire gli immobili e stabilire gli equi valori per la tassazione immobiliare.  Per il nostro Paese ha una rilevanza politica sotto il profilo, non solo economico, ma anche sociale e culturale. In tal senso abusivismo, case fantasma, evasione fiscale, sperequazioni nei classamenti di immobili similari ovvero fra immobili siti nel centro, piuttosto che nella periferia e quant’altro, vanno contrastati ed eliminati.  Ma già esistono gli strumenti normativi per intervenire. Ma non c’è alcun bisogno di modificare i criteri di determinazione delle basi imponibili dei vari tributi immobiliari. La “fotografia” che il governo intende scattare sul patrimonio immobiliare italiano temiamo abbia un secondo fine: colpire ancora una volta fiscalmente la casa. Non solo, ma il sovvertimento dei criteri di determinazione degli estimi, rischia di produrre serie distorsioni e di portare ad effetti potenzialmente espropriativi”. Al nuovo Governo, al di là del quinquennio di moratoria, toccherà decidere se utilizzare i dati raccolti dall’Agenzia delle Entrate per il nuovo Catasto ai fini fiscali o proseguire con il sistema attuale. E molto dipenderà dal giudizio che ne darà l’Europa. In questo quadro di incertezza, la rideterminazione delle basi imponibili non può che preoccupare Assoedilizia.

E’ quanto espresso da Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia che, in collaborazione con Lettera 150, ha organizzato il convegno, in presenza e in digitale, “La riforma del Catasto”.  Relatori, oltre a Colombo Clerici,   prof.ssa Marilisa D’Amico, Prorettrice dell’Università degli Studi di Milano, Ordinario di Diritto Costituzionale; prof. Giuseppe Valditara, Ordinario Università di Torino, coordinatore di Lettera 150; prof.ssa Sara Valaguzza, Ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università degli Studi di Milano; prof. Claudio Zucchelli, Presidente Onorario Aggiunto Consiglio di Stato; prof. Francesco Manfredi, Ordinario di Economia Aziendale e prorettore presso l’Università LUM di Bari; avv. Cesare Rosselli, Segretario Generale di Assoedilizia. Moderatore dott. Sandro Neri, Direttore di QN Il Giorno.                           

“La perfetta corrispondenza – ha aggiunto il prof. Giuseppe Valditara – fra la direttiva della Commissione europea, che chiede al governo italiano di rivedere gli estimi catastali per alzare le imposte sugli immobili, e la dichiarazione contenuta nell’allegato alla delega fiscale, con cui si raccoglie l’invito europeo, dimostra che il censimento dei valori immobiliari in conformità ai prezzi di mercato di cui all’articolo 6 è funzionale ad un prossimo aumento della imposizione. La tassazione sugli immobili è già oggi superiore alla media Ocse: 6,1% contro 5,5. L’Imu è inoltre già oggi sensibilmente superiore rispetto alle imposte di bollo sugli investimenti mobiliari. Un ulteriore aggravio avrebbe, come dimostrato da quanto avvenuto con la introduzione dell’Imu, il risultato di deprimere i consumi, e gli investimenti nella abitazione, con grave danno per la filiera dell’industria, commercio, artigianato. Il 94% dei proprietari di immobili ha un reddito compreso tra 0–55 mila euro, la introduzione di una vera e propria patrimoniale, quale sarebbe una imposta commisurata a peraltro fluttuanti valori di mercato sarebbe incostituzionale per violazione del principio della capacità contributiva (art.53 cost.). Sarebbe anche incostituzionale per violazione del principio di tutela del risparmio e del favore verso la destinazione del risparmio alla proprietà della abitazione. 
Occorre chiedere alle forze politiche di stralciare l’articolo 6 della legge delega e in ogni caso ad impegnarsi a non votare la revisione dei valori catastali.”

Dopo aver ricordato che all’Università Statale è stato istituito con Assoedilizia un Osservatorio Immobiliare che si è proficuamente occupato della revisione catastale per microzone attuata dal Comune di Milano in forza dei commi 335, 336 dell’art. 1 della legge finanziaria dell’anno 2005, la prof. D’Amico ha sottolineato come la Corte costituzionale nel 2017, abbia definito non legittimo il riclassamento degli immobili senza adeguata motivazione. Non senza rilevare che nelle questioni di grande interesse generale, come nel caso della riforma catastale di cui si discute, la via costituzionale sia alquanto stretta. Viene dichiarato dal governo che lo scopo della riforma è far emergere il sommerso, far pagare le tasse, “fotografando” la realtà e poi decidendo sugli estimi. Con queste premesse c’è poco da sperare, in futuro, in una adeguata tutela sul piano costituzionale da parte della Consulta.  I precedenti non sono confortanti, vedasi la sentenza sul blocco degli sfratti dello scorso ottobre.

Per il prof. Manfredi “L’equilibrio tra imposizione sui redditi e imposizione sui patrimoni è sempre da ricercarsi; non è sostenibile, né economicamente né eticamente, che si aumentino in modo indiscriminato sia la prima tipologia d’imposta che la seconda.

Peraltro, è bene sottolineare che ben pochi Paesi hanno imposte patrimoniali come quelle vigenti in Italia e, ricordiamolo per onestà intellettuale, sono nazioni che hanno anche un livello di imposizione sui redditi ben più basso.

Lo dico perché ancora si sente in giro dire, ad esempio dalle parti di Bruxelles, che il patrimonio immobiliare italiano fornisce un gettito insufficiente se rapportato alla media europea.

Affermazione già di per sé non vera, ma sbagliata perché non valuta l’intera pressione tributaria che grava sul cittadino.”

Secondo la prof.ssa Valaguzza, mettere a disposizione di tutti gli enti locali degli strumenti digitali a beneficio della raccolta e del mantenimento dei dati è un passaggio positivo, perché consentirà, nel prossimo quinquennio, la creazione di una base informativa comune e affidabile nel tempo. La raccolta dei dati, preliminare ad una decisione politica, è un importante passo in avanti nel metodo dell’azione di governo: il momento dell’analisi deve precedere quello della strategia

Si profila una manovra che mira ad un aumento delle tasse sulla casa per attuare una forma di redistribuzione del reddito – è il parere del Presidente Zucchelli – anche se ad essere colpiti in misura proporzionalmente più rilevante, dal possibile nuovo carico fiscale, saranno proprio i ceti medi e quelli medio-bassi. Ricordiamo che il Catasto non è nato con finalità fiscali. Bisogna mobilitarsi.

Colombo Clerici, concludendo: “E’ necessario ci sia, da parte del Governo e delle forze politiche, un ripensamento sulla decisione assunta in merito all’attuazione di un procedimento che inneschi la modifica dei criteri catastali di determinazione delle basi imponibili nella fiscalità immobiliare. Troppi i rischi di distorsioni e di implicazioni negative, sul piano economico e socio-culturale. Si usino invece i mezzi di legge più efficaci per debellare l’evasione, l’elusione fiscale, l’abusivismo edilizio: in ciò pienamente concordiamo. “Pagare tutti per pagare ciascuno meno tasse” questo il principio che deve improntare l’azione di governo in un Paese civile ed evoluto. Non tartassare chi già paga ad oltranza. E tutto ciò va spiegato bene anche all’Europa e agli Istituti internazionali di studio, a cominciare dall’Ocse. Per quanto concerne poi la digitalizzazione del Catasto va detto che essa è senz’altro una via essenziale per rendere efficiente il catasto nella sua duplice funzione, censuaria e fiscale. Ma ci auguriamo, sul piano dell’equità, che questo processo porti anche ad attribuire alle risultanze catastali rilevanza per quanto riguarda le irregolarità edilizie; anche a fronte delle inefficienze comunali, che esistono, eccome, e sono foriere di gravissimi danni ai privati cittadini. Non è possibile che il piano amministrativo sia considerato totalmente disallineato rispetto al piano censuario. E’quindi necessario che sin da ora il legislatore pensi ad introdurre una forma di prescrizione dell’azione amministrativa inerente alle irregolarità edilizie di minor rilevanza.”

Foto: Il tavolo dei relatori all’inizio del convegno: Cesare Rosselli, Giuseppe Valditara, Achille Colombo Clerici, Sandro Neri

“Rigenerazione urbana e paradossi” Articolo pubblicato su QN Il Giorno del 27 novembre 2021 – di  Achille Colombo Clerici

dicembre 2, 2021

All’Europa, che ci chiede una ristrutturazione profonda di 100 milioni di metri quadrati di edificato, l’Italia risponde con la bozza di legge, predisposta dal MIMS e presentata alla XIII Commissione del Senato, sulla rigenerazione urbana che, invece di innescare una risposta di sistema, in grado di smuovere, incentivandoli, centinaia di migliaia di interventi spontanei, portati avanti dai diretti proprietari (coinvolgendo il risparmio privato), pretende di pilotare in modo dirigistico una serie di interventi privilegiati (attraverso la forma della negoziazione urbanistica propiziata da fondi e sgr) che saranno gestiti da soggetti privilegiati, fra cui le società pubbliche, le cooperative, le imprese, i consorzi unitari di piccoli proprietari.

Il meccanismo è il solito della vetero-urbanistica.

Quel risanamento degli edifici cittadini degradati e abbandonati, attraverso il meccanismo del deterrente dell’espropriazione per pubblica utilità, con eventuale riassegnazione ai soggetti attuatori (che, introdotto dalla legge 865 del 1971, già era stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale).

Insomma si tratta di una legge tutta basata sull’ interferenza pubblica e sulla burocrazia; che è ciò di cui meno abbiamo bisogno.

Se guardiamo all’evoluzione dell’azione urbanistica in questi ultimi trenta quarant’anni, possiamo riscontrare come, di fronte al fallimento di tutte le politiche abitative ed edilizie praticate dai vari governi che (sotto la spinta dell’ideologia illiberale) hanno portato all’attuale stato di apatia e incapacità di azionedel settore privato, si sia passati da un dirigismo che si esercitava nel rispetto delle minoranze, ad un dirigismo, quello odierno che, disperso com’è nelle mille sfaccettature della discrezionalità, sacrifica le minoranze, come peso urbanistico ed economico, rischiando anche di sottrarsi al sindacato di legittimità costituzionale .

Per giungere a questo punto siamo passati attraverso la codificazione della negoziazione urbanistica, l’applicazione diffusa del principio della discrezionalità comunale, la sublimazione del criterio di perequazione, la teorizzazione di un concetto estremamente astratto di abbandono e di degrado degli edificiche va, dalla parziale utilizzazione o sottoutilizzazione, al sovraffollamento, alla compromissione degli equilibri ecosistemici, alla scarsa qualità sotto il profilo architettonico o urbanistico.

Il tutto in nome della semplificazione.

Ma una cosa è la semplificazione delle procedure che l’azione del cittadino deve seguire; altra cosa è far tabula rasa dei principi a tutela dei diritti dei cittadini, eliminare i paletti di legge, per spianare la via alla azione amministrativa del pubblico alleato al potere finanziario.

E allora le leggi diventano sempre meno precettive e sempre più dichiarative.  Tendono a trasformarsi in proclami con diffusi preamboli che si sprecano, a mo’ di dichiarazioni d’intenti, nel sottolineare finalità etiche e politiche sempre più generali, astratte e generiche.

L’esegesi della norma si fa sempre più complicata e il precetto meno intellegibile. Forse oggi, come non mai precedentemente, la tutela dei diritti è diventata, così labile e difficoltosa; anche sul piano costituzionale.

Non sto a citare esempi di sentenze “politiche”. Ma ne abbiamo tutti una chiara contezza: anche in tempi recentissimi, a cominciare da quella sul blocco degli sfratti anche per morosità.