Archivio per gennaio 2022

Premio Panettone d’Oro alla Virtù civica 22^ Edizione

gennaio 31, 2022

Il Premio alla virtù Civica Panettone d’Oro giunto alla XXII edizione
DOVEROSO RICONOSCIMENTO AI MISCONOSCIUTI “EROI DI TUTTI I GIORNI”

Nella Grande Milano metropolitana c’è un denominatore comune che collega professionista e operaio, borghese e popolano, religioso e laico, imprenditore e dipendente, cui si aggiungono svariate associazioni di volontariato: è il premio alla Virtù Civica Panettone d’Oro. Nato da una idea di Carlo Montalbetti allora presidente del Coordinamento Comitati Milanesi con il supporto di Comieco e di numerose associazioni tra cui Assoedilizia e Amici di Milano presiedute da Achille Colombo Clerici, da oltre vent’anni riconosce il merito della solidarietà, del silenzioso operare a favore del prossimo più fragile messo in pratica da centinaia, migliaia di “eroi di tutti i giorni.”

Una cerimonia di premiazione dei cittadini e delle associazioni della Città metropolitana di Milano che hanno mostrato uno spiccato senso civico. Il premio è destinato a chi, con un comportamento costante nel tempo, abbia manifestato una concreta rispondenza ai principi del vivere civico. Solidarietà, attenzione al territorio e all’ambiente, rispetto reciproco, tutela dei più deboli ed emarginati, rispetto della cultura e della tradizione civica e difesa dei diritti dei cittadini sono alcune delle virtù civiche che possono rendere meritevoli del premio persone e associazioni. Ogni anno una giuria sceglie, tra le innumerevoli segnalazioni ricevute dai normali cittadini, chi verrà premiato nel corso di una solenne cerimonia.

Con il patrocinio del Comune e della Città Metropolitana la XXII edizione è andata in scena al Teatro dell’Arte della Triennale rinnovato con il rivestimento interno in legno ricavato dagli abeti trentini abbattuti dalla tempesta Vaia. Dopo i saluti istituzionali – Michela Palestra vice sindaca Città Metropolitana ed Elena Buscemi presidente Consiglio comunale di Milano – l’attore Germano Lanzoni ha tenuto la lectio magistralis: smessi i panni del “milanese imbruttito”, Lanzoni si è addentrato da par suo nell’elogio del giullare, la sola figura capace di dire la verità sul potere salvandosi, ma non sempre, dalle conseguenze.

Ad aprire le premiazioni Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e Giulia Colombo Clerici Simontacchi di Amici di Milano. Colombo Clerici ha consegnato il riconoscimento a Barbara Bianca Bonomi; a Nerina Bettoni, classe 1930, che, dopo la chiusura delle scuole causa pandemia, si è offerta di leggere ai bambini “storie in cortile”, regalando loro la possibilità di riappropriarsi della socialità; al presidente dell’Opera Cardinal Ferrari Pasquale Seddio. Sono seguiti Carlo Montalbetti Comieco, Franco Beccari Legambiente, Giuseppe Failla Associazione Ciessevi, Mario Furlan City Angels, Jole Garuti Associazione Sao.

Tra gli 11 cittadini e le 14 associazioni premiati citiamo – anche se tutti parimenti meritevoli – Andrea De Gasperi, ex Direttore Anestesia Rianimazione 2 dell’ospedale Niguarda che, con altri colleghi in pensione, ha continuato a lavorare in ospedale gratuitamente da volontario, realizzando anche iniziative per raccogliere fondi a sostegno delle vaccinazioni per l’infanzia nei paesi in via di sviluppo; Marion Pizzato che, con il progetto “Scatole di Natale 2020”, è riuscita a raccogliere nell’area della Città Metropolitana oltre 52.000 pacchi, diventati quasi 100.000 in Italia, da distribuire ai più bisognosi, coinvolgendo 70 volontari e 140 associazioni.

Destinatari del riconoscimento anche progetti in ambito artistico/culturale come quello di Giovanni Lanzetti, che, con “Or.Me.-Ortica Memoria”, sta trasformando quella che era una periferia industriale nel primo museo “permanente, gratuito e accessibile a tutti” dipinto sui muri delle case del quartiere – e nel campo dell’inclusività e della formazione al lavoro, come il progetto “Scuola Futuro Lavoro”, portato avanti dalla Fondazione “Un Futuro per l’Asperger” e dal suo presidente Massimo Montini.

Insieme a loro, elencati a titolo esemplificativo, hanno ricevuto il riconoscimento anche Fabrizio De Giovanni, la coppia Marco Mauri e Carla Valenti, Sorella Maria Assunta Porcu (alla memoria) travolta da un’auto mentre era impegnata nel quotidiano giro di soccorso ai più bisognosi, Paolo Maria Rossin.   

 Sono state inoltre assegnate 14 menzioni speciali ad altrettante realtà e associazioni che, in modi diversi ma tutti ugualmente lodevoli, mettono in pratica e aiutano a diffondere un esemplare comportamento civico nel tessuto urbano: Associazione Cast, Associazione Genitori Attivi dell’Istituto comprensivo “Italo Calvino”, Associazione Istituto Beata Vergine addolorata, Cittadini di via Feltre, Dare.Ngo, Iniziativa solidale “Spesa Sospesa NoLo”, La Speranza Odv, Non Uno Di Meno APS, Piccola Fraternità Odv, Rete Civica Milano Noslot Città Metropolitana, Spazio Umano APS, Walter Vinci Onlus.

In chiusura, dopo le parole di Montalbetti, la presentazione del libro “Gioco e disturbo da gioco d’azzardo”, di Fulvia Prever ed Henrietta Bowden-Jones, alla base del read-show “No slot at library” che nel primo semestre di quest’anno visiterà le biblioteche pubbliche delle nove municipalità milanesi.  

Foto:
­Achille Colombo Clerici e Barbara Bianchi Bonomi

Con Barbara Bianchi Bonomi e Giulia Colombo Clerici Simontacchi

Con Nerina Bettoni

Foto di gruppo sul palcoscenico

Con Pasquale Seddio

RE ITALY Winter Forum  XVI Edizione – Monitorimmobiliare

gennaio 28, 2022

La XVI edizione di RE ITALY Winter Forum anche in presenza
DONDI (NOMISMA): LA SOPRESA DEL MERCATO IMMOBILIARE RESIDENZIALE

INSTAT/Assoedilizia informa

Benito Sicchiero

“Nessuno si aspettava nel 2021 una crescita dell’immobiliare residenziale così pronunciata, crescita che proseguirà anche quest’anno. Ciò porterà il settore ad uguagliare, e in qualche caso a superare, i livelli del 2019; non tanto per il maggiore benessere delle famiglie, quanto grazie al clima di fiducia nell’andamento dell’economia e nella validità delle istituzioni. Sorpresa nella sorpresa, i giovani, i quali, nonostante la mobilità imposta dal lavoro ed una visione più internazionale, hanno riscoperto la validità dell’investimento nella casa”.

Questa la sintesi di Luca Dondi di Nomisma alla XVI edizione in presenza oltreché in streaming della XVI edizione di Re Italy Winter Forum 2022 organizzata da Monitorimmobiliare nel Palazzo della Borsa di Milano: “Ho sempre ritenuto – ha detto l’organizzatore di Re Italy  Maurizio Cannone, direttore di Monitorimmobiliare – che certi eventi abbiano bisogno di mettere a confronto diretto gli operatori nonostante questa fase ancora condizionata dalla pandemia”.

Quest’anno il Pil – ha proseguito Dondi – toccherà 1760 miliardi di euro, superando il Pil 2019, 1723 mld, con prospettiva di 1810 mld nel 2024. Le compravendite sono state 740.000 e lo stesso livello verrà raggiunto anche nei prossimi anni, soprattutto per sostituzioni, residuali (10-15% secondo le aree del Paese) gli investimenti. E’ in corso il fenomeno della suburbanizzazione, lo spostamento dal centro città alle periferie e all’hinterland soprattutto da acquirenti che appartengono alle fasce d’età più elevate, fenomeno destinato però a rientrare nel medio-lungo termine.  

Quali le principali spinte alle scelte?  Abitazione luminosa, efficiente energicamente, con giardino, vicina ai servizi e ai trasporti pubblici. Ma trovare la casa ideale è difficile per la scarsità dell’offerta: ‘colpa’ non tanto delle normative quanto degli stessi operatori immobiliari.

I prezzi. In rialzo soprattutto a Milano (più 4,1%) così come le locazioni: con la ripresa degli affitti brevi, prima Venezia, poi Milano.

In un quadro nettamente positivo, due allarmi dal mondo finanziario: le moratorie e una possibile modifica della direzione del credito.

A Silvia Rovere di Assoimmobiliare il compito di aprire i lavori causa l’assenza forzata per sciopero dei treni di Giulio Sapelli: “In Italia – ha detto Rovere – la politica economica ha considerato l’immobiliare residenziale quale asset class e non solo quale bene-rifugio: è necessario che esso entri nei portafogli degli investitori”. E a dimostrazione, cita l’Europa dove gli investimenti hanno toccato quota 40 miliardi di euro: Germania 18 mld, Regno Unito 11, Paesi Bassi 8, Francia 5: Italia, 500 milioni.  Necessita inoltre una politica che colmi il disallineamento tra domanda e offerta e la sostituzione di 5 milioni di alloggi ancora in classe G. Infine 2 milioni di famiglie non possono accedere a una casa con affitti sostenibili mentre risulta evidente il fallimento dell’edilizia sociale pubblica e della sua gestione mentre transizione green, offerta in locazione, rigenerazione urbana andrebbero raccolte e gestite in unico comparto.     

 “Il settore immobiliare, unito a quello delle costruzioni, rappresenta il 30 per cento del prodotto interno lordo italiano ed impegna 25 milioni di unità lavoro. Peraltro, politiche sbagliate hanno portato dal 2011 al 2020 a una perdita di valore delle abitazioni stimabile in 1.137 miliardi di euro in termini reali”. Lo ha detto il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, citando uno studio di Gualtiero Tamburini. “Questi dati dimostrano che occorre un cambio di rotta, liberando il comparto dagli eccessi vincolistici e fiscali che lo frenano e perseguendo l’obiettivo di una reale tutela del diritto di proprietà nei rapporti di locazione.” Ha ricordato inoltre come si sia riusciti ad arginare il tentativo UE di bloccare compravendita e locazione di immobili che non rispettino determinate caratteristiche energetiche.
Sono intervenuti inoltre Ambrosetti, ceo di Yard Cam; Caniggia, DeA Capital RE sgr; Serrini, Prelios; Della Posta, Invimit; Celotto, Università Roma Tre; Amitrano, Dils; Liera; Cugia di Sant’Orsola, presidente NPLsRE Solutions; Bottelli, Kryalos sgr; Ravara, Hines Italia; Inzaghi, Bip Legal; Panfilo, Europa Gestioni Immobiliari; Schiavo, Castello sgr; Cervone, Next RE Siiq; Fonseca, DoveVivo; Oriani, Saville Investment Management; Di Cunto, Euromilano; Rella, Blue sgr. Alcuni dei relatori hanno successivamente partecipato alla tavola rotonda “La strategia 2022 dei Fondi Immobiliari”, moderata da Federico Sutti, managing partner Dentons.

Foto: INSTAT/Assoedilizia pres. Achille Colombo Clerici

La scomparsa di Giuseppe Barbiano di Belgiojoso – Il cordoglio di Assoedilizia, di Amici di Milano e del loro presidente Achille Colombo Clerici

gennaio 26, 2022

Il cordoglio di Assoedilizia, di Amici di Milano e del loro presidente Achille Colombo Clerici
LA SCOMPARSA DI GIUSEPPE BARBIANO DI BELGIOJOSO

Il presidente Achille Colombo Clerici, i vice presidenti, Luigi Arborio Mella, Alfredo Campanini Bonomi, Carlangelo Menni di Vignale, il Consigliere Amministratore Paolo Jacini, i componenti la Giunta e il Consiglio Direttivo, il segretario generale Cesare Rosselli di Assoedilizia – Associazione della Proprietà Edilizia –  il direttivo dell’associazione culturale Amici di Milano partecipano con profondo cordoglio al lutto della famiglia per la scomparsa di Giuseppe Barbiano di Belgiojoso,  componente di una delle più antiche e illustri famiglie patrizie italiane. Colombo Clerici ne ricorda le preclare doti culturali, di umanità, di impegno politico e sociale, di probità, di alto senso civico, e la pluridecennale amicizia personale, definendolo maestro di vita.

“Lo ricordo in particolare – dice Colombo Clerici – quale  organizzatore con il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano, Adolfo Beria di Argentine, cui è succeduto l’ambasciatore e editorialista Sergio Romano – degli Incontri di Caidate, dove nel castello Confalonieri di famiglia, dal 1990 si riuniscono ogni anno oltre 500 esponenti della cultura, della scienza, dell’imprenditoria, della politica, delle famiglie lombarde, per ascoltare autorevoli interventi su temi di attualità.”  

Nel 2010, il Comune di Milano ha riconosciuto a Giuseppe Belgiojoso il titolo di Cittadino Benemerito della città di Milano.

E’ stato autore, tra l’altro, del volume “Storie di un vecchio signore milanese” edito da Mondadori con prefazione di Sergio Romano.

La sua testimonianza attraversa quasi un secolo e tocca pagine fondamentali per la storia di Milano e d’Italia. L’autore rievoca un’infanzia vissuta negli anni Venti del secolo scorso e un’educazione improntata sui valori della modestia, della sobrietà, della frugalità e dell’understatement. Nel libro scorrono le vicende personali dell’autore, dei suoi familiari e dei tempi in cui ha vissuto: gli studi, il regime fascista e la guerra, la monarchia e la repubblica, l’arresto per antifascismo del fratello Lodovico – uno dei maggiori architetti milanesi del Novecento – e il suo ritorno dal campo di concentramento di Mauthausen, l’esperienza di Giuseppe da consigliere comunale nelle giunte Aniasi e Tognoli, gli anni da vicepresidente del Teatro alla Scala e le tournées nelle più importanti capitali del mondo, il sodalizio con Paolo Grassi, l’attività di uno studio professionale per clienti di una regione che vive di industria, ma non intende voltare le spalle al mondo rurale. La passione per la natura e l’agricoltura e le accurate descrizioni dei ritmi della campagna e della vita dei coloni, dell’allevamento dei bachi da seta nella provincia di Varese e dei paesaggi della pianura padana punteggiati di “alberate” conducono il lettore in un mondo del tutto scomparso nel giro di soli cinquant’anni.

 La famiglia Belgiojoso ha origini antichissime.
Alcuni storiografi e genealogisti, nel sec. XVIII, la fanno risalire addirittura ad un Vestro, nobile cavaliere romano vissuto all’epoca di Giulio Cesare; altri ne pongono le radici in epoca longobarda, con un Eberardo, figlio del re Desiderio e conte di Cunio, Barbiano e Lugo (prima metà del sec. IX). Ad Eberardo sarebbero succeduti poi una serie di personaggi leggendari. La famiglia è ricordata da Dante nel Purgatorio  con l’antico predicato feudale Cunio.
Si hanno notizie più certe di altri membri vissuti nel XII secolo, che si distinsero sempre come uomini d’arme.
Fu con Alberico e il figlio Alidosio che la famiglia cominciò ad occuparsi delle vicende della Lombardia. I Barbiano, infatti, furono al servizio di Bernabò Visconti. Fra di essi il figlio di Alidosio, Alberico, detto Magno o il Grande, nato tra il 1334 e il 1344, fu al servizio del Visconti nel 1372.
Fu valorosissimo condottiero, noto oltre che per le sue imprese, per aver dato un assetto più organico alle norme che regolavano l’arte della guerra, e per aver personalmente addestrato all’arte militare altri famosi condottieri, da Braccio da Montone a Muzio Attendolo, cui egli stesso diede il soprannome di Sforza. Un altro Alberico ottenne da Filippo Maria Visconti il feudo di Belgioioso. I successori, tutti anch’essi uomini d’arme, ottenendo onori, titoli e ricchezze. Tale potere politico però fu perseguito anche attraverso i matrimoni, come quello di Ludovico, il quale sposò Barbara Trivulzio, discendente del maresciallo Gian Giacomo.
Barbara, ultima del suo ramo, portò in dote l’ingentissima fortuna e il cognome illustre aggiunto per lunghissimo tempo a quello dei Belgioioso. Un discendente della famiglia, Carlo, venne creato dall’imperatore Giuseppe II (1769) principe del Sacro Romano Impero e di Belgioioso.  Egli ampliò e abbellì il suo palazzo di Milano, facendo costruire, nel 1777, la facciata su disegno del Piermarini. E proprio davanti al palazzo, in piazza Belgiojoso, lo scorso anno, in occasione del 150 anniversario della morte, è stata posta la statua di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, intellettuale e protagonista del Risorgimento, nota in tutta Europa.  

Foto: Giuseppe Barbiano di Belgiojoso con l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini

L’intervista di Sandro Neri, direttore del Giorno, ad Achille Colombo Clerici per il libro “Giovanissima e immensa” su QN Il Giorno

gennaio 24, 2022

L’intervista di Sandro Neri, direttore del Giorno, ad Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia
ALLE SOGLIE DEL NEW NORMAL.  MA LA PANDEMIA LASCIA TUTTI CON MENO DIFESE

Colombo Clerici e il suo volume “Giovanissima e immensa”. Milano, il Covid e lo sguardo delle famiglie della tradizione

 QN Il Giorno 21 gennaio 2022

Il primo paragone per chi, come lui, è milanese da generazioni, non può che essere con la peste manzoniana. Ma l’immagine tratteggiata all’inizio del volume è quella dell’Arca di Noè, che porta con sé un messaggio importante: “E’ possibile allora uscire dal Diluvio universale; e ora uscire dalla pandemia universale”. Parte dalla Milano ai tempi del Covid-19 l’articolato ritratto che Achille Colombo Clerici avvocato, giurista, presidente di Assoedilizia e collaboratore del “Giorno” dedica alla sua città e ai mondi che la popolano. “Giovanissima e immensa”, titolo del volume giunto dopo pochi mesi alla seconda edizione, è infatti anche il “ritratto di una società alle soglie del new normal”. Una società, chiarisce Colombo Clerici, “scossa da cambiamenti sotterranei che difficilmente può mettere a fuoco ma che dimostra di essere molto resistente. E capace di assicurare continuità”.

Il suo sguardo su questo passaggio storico è quello delle famiglie di tradizione. Cosa vedono esattamente?
“Il passaggio dell’epoca del Gattopardo. Lo spirito che si vive oggi è l’opposto di quello raccontato da Tomasi di Lampedusa. Sembra che non cambi nulla, quando sta cambiando tutto. Sotto i nostri piedi e sopra le nostre teste”.

Siamo in un momento storico molto complesso. Cosa si avverte da Milano?
“Che il cambiamento evocato rischia di mettere in difficoltà interi sistemi economici. Impone, infatti, tempi che sono solo teorici. Difficili da rispettare. E se è così a Milano figuriamoci nel resto del Paese”.

Le recenti amministrative hanno riproposto un’immagine della politica dominata dalla crisi dei partiti.
“Non hanno più identità. E non possono più intervenire sulle questioni economiche. È un problema di democrazia”.

Il vero potere è quello finanziario?
“Il Grande vecchio, per usare un’immagine suggestiva. Si manifesta adesso proprio grazie alla latitanza del potere politico e alle scelte che può imporre a livello internazionale. Il potere finanziario condiziona la vita dei governi e trova un terreno fertile in Europa, perché questa è un mercato”.

Lei è molto critico sulle riforme che toccano il comparto immobiliare.
“La nostra società, storicamente, è attaccata all’investimento sulla casa. È un fatto culturale prima che economico. Le famiglie italiane gestiscono direttamente i loro risparmi grazie all’acquisto della casa. Con le riforme in arrivo, come quella sul catasto e quella sull’efficientamento energetico degli edifici, il mattone rischia di diventare improduttivo”.  

Il 17 febbraio saranno trent’anni dall’avvio di Mani Pulite, una delle vicende che ha più toccato la società e le istituzioni di Milano. Cosa resta di quell’esperienza? 
“È stato un grande sforzo di moralizzazione della politica e della vita economica. Poi, però, finite le inchieste giudiziarie si è registrata una grande accelerazione che ha reso i progetti di adeguamento non più realizzabili. Tutto il beneficio ottenuto da quella moralizzazione è stato compromesso”.

A due anni dall’avvio della pandemia cosa ne è dei nostri diritti?
“La sensazione è che siamo meno difesi e difendibili. Questa logica operativa è stringente. E imposta da una sorta di ragion di Stato che finisce per condizionare quello che è il giudizio sul piano costituzionale. Basti pensare al blocco degli sfratti per morosità senza indennizzo”.

Lei scrive di un “new normal” in arrivo.
“Quello formale non arriverà mai. Chi mai dichiarerà che la pandemia è finita? Finirà, forse, scomparendo come fece la Spagnola”.

“Rigenerazione urbana. Partita aperta” Articolo su QN Il Giorno del 15 gennaio 2022

gennaio 18, 2022

Dei 9 miliardi complessivi di fondi PNRR destinati alla rigenerazione urbana il Pinqua (programma nazionale per la qualità dell’abitare) ne assorbe 2,8 per destinarli a Regioni, Comuni e Città Metropolitane al fine di riqualificare e incrementare il patrimonio di edilizia residenziale sociale. Tra i 159 progetti pilota approvati, sui 271 complessivamente ammissibili, 8 progetti-pilota ad alto rendimento interessano città come Milano, Messina, Bari. Si tratta di progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica finanziati con un investimento articolato in linee di intervento, da realizzare senza consumo di nuovo suolo “do not significant harm, DNSH”.

“Il Pinqua – ha commentato il Ministro del MIMS, Enrico Giovannini – rappresenta un cambio di regime. Dai progetti emerge che il modo di pensare la rigenerazione è profondamente diversoda quello che solo potevamo immaginare qualche anno fa. Oggi i temi dell’interazione sociale, della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica e dei materiali sono pienamente introiettati da parte di chi si deve occupare delle progettazioni”.

Si tratta di una sfida per far evolvere il settore delle costruzioni nelle tecniche, con un approccio all’economia circolare e sempre in sicurezza; una partita aperta per le PA, con l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile come orizzonte, chiamate ad avere un ruolo da protagoniste per “rigenerare comunità e non solo edifici”.

Sul versante della rigenerazione urbana in generale il MIMS ha predisposto una bozza di legge, presentata alla XIII Commissione del Senato, nella quale si prevede la istituzione di consorzi unitari di piccoli proprietari immobiliari, dove si decide a maggioranza assoluta, sulla base del valore dell’imponibile catastale, la proposta e la formazione del piano di intervento edilizio/urbanistico e con la possibilità di espropriare i dissenzienti in forza della dichiarazione di pubblica utilità dell’intervento stesso.  Cambiare le regole è decisivo si dice: velocizzare, semplificare e coinvolgere i privati. Intanto si apprende che si è costituita in seno al MIMS una nuova commissione per predisporre un nuovo testo sull’urbanistica, che dovrà avere una forte integrazione con altri testi, compreso quello sugli standard.

Conferenza ISPI “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro”

gennaio 14, 2022

Conferenza ISPI “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro?”
ITALIA, ANCORA UN ANNO IN ROSA, MA CON MOLTE OMBRE E INCERTEZZE

Istituto Europa Asia Europasia informa

Benito Sicchiero

Sostanziale ottimismo all’annuale conferenza organizzata dall’ISPI nell’ambito dell’Osservatorio Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Assolombarda e SACE: alla sua decima edizione, ha avuto quale tema “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Rischi e opportunità per le imprese”. Un titolo double face, ha spiegato Paolo Magri vicepresidente esecutivo del think tank, che comprende rischi (ritorno al passato) e opportunità (slancio nel futuro).

Ebbene nonostante l’incombere della cupa ombra Omicron, e nonostante disastri climatici, crisi irrisolte sul piano geopolitico e shock economici, i rappresentanti delle imprese, pur chiamate ad affrontare sfide particolarmente significative nei prossimi mesi, vedono il 2022 vestito di rosa segnato comunque da alcune macchie, supportati dalle cifre e dai dati raccolti nel ponderoso dossier “il mondo che verrà. 2022”.

Li hanno illustrati Alessandro Spada, presidente Assolombarda, che ha aperto i lavori, il citato Paolo Magri, Alessandro Terzulli, chief Economist SACE e Gregorio De Felice, chief Economist Intesa Sanpaolo i quali hanno trattato gli scenari globali. Le prospettive delle imprese sono state oggetto degli interventi di Enrico Cereda, presidente IBM Italia e general manager IBM Technology EMEA; Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e vice presidente Nokia Italia; Alberto Dossi, presidente Gruppo Sapio; Gioia Ghezzi, presidente ATM e Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia; Andrea Illy, presidente Illycaffè. Moderatore Daniele Manca, vice direttore Corriere della Sera.

Anzitutto  la cornice geopolitica nella quale si inserisce l’economia del Paese che nel 2021 ha fatto meglio di Francia, Germania, Spagna meritandosi dall’Economist il riconoscimento di leader europeo: nel 2022 la crescita sarà del 4,3% con più 5% nei consumi e più 6,3% negli investimenti;  una forte spinta inoltre potrebbe venire dall’enorme massa di risparmi di famiglie e imprese cresciuti di oltre 250 miliardi proprio nei due anni di pandemia, oggi inattivi nei conti correnti ed erosi dall’inflazione che si stima attorno al 3%, inflazione che non si abbasserà tanto presto.

Ma ci sono variabili nel mondo da tenere sotto osservazione: pandemia, inflazione, Iran – Paese nel quale l’Italia ha molteplici interessi – Russia e Cina che ha già superato gli Usa quale potenza commerciale. Ebbene, nonostante si respiri un clima da guerra fredda, non si arriverà a quella calda. A riprova, aggiungiamo un emblematico esempio: il primo gennaio è entrato in vigore in Asia il blocco commerciale più grande del mondo del quale fanno parte, tra altri Paesi, Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia, ma non gli Usa, a dimostrare che gli affari sono affari creando alleanze anche tra avversari geopolitici. Così, si ragiona, avverrà anche in Europa dove è alta tensione tra Nato e Russia.

Per tornare a casa nostra, una delle sfide più importanti è quella del Pnrr cui si aggiungono momenti di politica interna con l’elezione del Presidente della Repubblica. Abbiamo davanti molti fattori frenanti della ripresa. Tra questi, il rincaro e la volatilità dei prezzi e poi dell’inflazione. Ma la vera emergenza è l’energia, con il prezzo in crescita del 50% e il gas che registra il rincaro più impressionante.  Le imprese, soprattutto quelle energivore, rischiano la chiusura anche se le previsioni parlano di un assestamento del prezzo a livello di 200 euro Mgw/ora rispetto ai 550 di adesso. Servono interventi urgenti e misure straordinarie quali la riapertura dei pozzi di metano.

Novità anche nella mobilità. Avviata la trasformazione elettrica dei trasporti pubblici della città metropolitana di Milano, per citare, che verrà completata nel 2030. Mentre la digitalizzazione con il 5G sta permettendo la prima rivoluzione industriale sostenibile. Positive in tal senso le iniziative del governo a favore della digitalizzazione della pubblica amministrazione con la nascita del cloud nazionale, ma la nomenclatura 4.0 è pervasiva in tutto il piano di resilienza. Questo vuol dire che la governance diventa un fattore determinante per lo sviluppo delle imprese. Come Nokia, operante in Italia, cui la Nasa ha affidato la costruzione della prima rete 4G sulla Luna. La prima missione senza equipaggio è prevista per la fine del 2022 e aprirà la strada verso la presenza umana sostenibile sulla satellite nel prossimo decennio. Realizzare una rete del genere sulla Luna aiuterà anche a migliorare le reti terrestri nelle aree climaticamente più difficili.

In conclusione. Il 2022 si configura dunque come un anno in bilico tra opportunità di ripresa e slancio verso il futuro e rischi rappresentati da nuove e vecchie aree di crisi. La crescente digitalizzazione offrirà sempre più occasioni per una crescita economica all’insegna di innovazione e produttività, ma la necessità di regolamentare le big tech potrebbe creare frizioni internazionali e rallentare piani di investimento. L’ ‘economia dello spazio’ potrebbe decollare definitivamente, ma in parallelo si aprirà anche una nuova partita geopolitica “extraterrestre”. Inoltre, la transizione energetica potrebbe essere rallentata da un ritorno alle fonti fossili, mentre il mondo torna a prendere in considerazione l’energia nucleare come un’alternativa plausibile, anche se discussa. In parallelo a queste nuove sfide, su cui gli attori internazionali saranno chiamati a misurarsi, bisognerà fare attenzione ad aree di crisi più “tradizionali”: dalla Libia all’Ucraina, senza dimenticare Taiwan.

Infine, anche nel 2022 non mancheranno appuntamenti elettorali chiave. In Brasile, dove Lula sembra spinto dai sondaggi che lo vedono in grande vantaggio rispetto al presidente uscente Bolsonaro. E soprattutto in Europa, dove i riflettori saranno puntati sulle elezioni francesi: l’esito della corsa per l’Eliseo contribuirà a determinare la direzione che l’Unione Europea prenderà nei prossimi anni.

Foto:
Achille Colombo Clerici pres. Europasia

Convegno Assoedilizia in collaborazione con Lettera 150, “La rigenerazione urbana”, 31.1.2022

gennaio 12, 2022

CONVEGNO
Phygital

IN COLLABORAZIONE CON LETTERA 150

LA RIGENERAZIONE URBANA

Sala convegni Assoedilizia, via Meravigli 3 e su ZOOM
31 gennaio 2022, Ore 15

Saluti introduttivi
– Avv. Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia
– Prof. Giuseppe Valditara, Professore Ordinario Università di Torino, coordinatore di Lettera 150

Relatori

– Prof. Arch. Alberico B. Belgiojoso, già Ordinario di Progettazione urbana al Politecnico di Milano, Presidente Associazione Architetti per Milano
– Prof. Mario Comba, Ordinario di Diritto Pubblico Comparato, Università Torino
– Prof. Edoardo Croci, Direttore Sustainable Urban Regeneration Lab, Università Bocconi
– Prof.ssa Marilisa D’Amico, Prorettrice dell’Università degli Studi di Milano, Ordinario di Diritto Costituzionale
– Prof. Giuseppe Franco Ferrari, Professore Università commerciale Luigi Bocconi di Milano e Avvocato
– Prof. Avv. Pierluigi Mantini, Docente di Diritto della Rigenerazione urbana nel Politecnico di Milano, Consigliere giuridico Ricostruzione e PNRR Presidenza del Consiglio dei Ministri 
– Prof. Alberto Pavan, Professore associato di Produzione Edilizia, Politecnico di Milano 
– Prof.ssa Sara Valaguzza, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università degli Studi di Milano
– Dott. Claudio Zucchelli, Presidente Onorario Aggiunto Consiglio di Stato

Moderatore
Dott. Saverio Fossati, Il Sole 24 Ore


L’indicazione dei relatori segue l’ordine alfabetico. L’ordine degli interventi sarà stabilito dal moderatore.

Partecipazione gratuita CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA fino a esaurimento posti disponibili. La prenotazione per la partecipazione di presenza e su ZOOM può essere effettuata tramite la scheda allegata.
Per l’accesso in sala è obbligatorio il Green Pass “rafforzato”

scheda di iscrizione:

Un’equa politica urbanistica – Articolo su QN Il Giorno dell’ 8 gennaio 2022 di Achille Colombo Clerici

gennaio 10, 2022

Anche ad un uomo della Chiesa, non è sfuggito il cambiamento strisciante in atto nella nuova urbanistica che, partendo da Milano e dalle grandi aree metropolitane, sta lentamente interessando tutto il Paese. L’Arcivescovo Mario Delpini, in una intervista resa a corriere.it in occasione del Capodanno, ha dichiarato: “Rivendico l’originalità delle città ‘made in Italy’. Mi auguro che gli urbanisti e gli investitori non si mettano in mente di imitare le megalopoli che prosciugano il Paese, assicurano ai ricchi case incantevoli e imprigionano i poveri in favelas indegne. Nelle città ‘made in Italy’ gli abitanti crescono poco a poco e talora anche diminuiscono. Le case non sono investimenti di fondi che pretendono di guadagnare il più possibile nel minor tempo possibile. Le case sono frutto dell’intraprendenza delle famiglie e dei singoli, della forza del cooperare, della promozione della politica. La città non sta bene se divora tutto il territorio. I poveri, se piangono ciascuno per conto suo, non migliorano. Se si sviluppa una solidarietà volonterosa e determinata, si può cambiare anche il volto della città.”

E difatti, in ciò sta l’anima del nostro Paese, la cui economia ha origini antichissime storicamente legate alla economia delle famiglie, che hanno gestito in proprio i risparmi frutto del lavoro, costruendo le case a misura dei bisogni e della dimensione economica familiare: nella iniziativa privata e nella solidarietà operosa.

La questione è che oggi, dopo il passaggio della finanziarizzazione e della internazionalizzazione vissuto dal nostro Paese, tale storica concezione urta con l’idea che la finanza internazionale, grande reggitrice della politica comunitaria, si è fatta della modernizzazione dell’Italia. La grande e media industria deve sostituire il piccolo imprenditore; il supermercato il bottegaio; il fondo immobiliare il singolo promotore-investitore immobiliare, attraverso l’intermediazione della finanza strutturata.

L’economista Francesco Forte, mancato in questi giorni, ha sostenuto che è in atto un disegno politico per favorire lo spostamento della proprietà immobiliare verso i gestori collettivi, sul presupposto che il governo centralizzato dell’economia dell’investimento immobiliare giovi alla modernizzazione del Paese. “In certi ambienti – aveva detto – si sostiene che gli immobili non debbano essere realizzati, gestiti dalle famiglie, ma dalle società finanziarie che, poi, li daranno in affitto così da creare un mercato più mobile. Alla politica quindi il compito di far spostare l’investimento negli immobili gestiti a livello individuale verso collettori della finanza strutturata.”

Morte di Francesco Forte – Il Cordoglio di Assoedilizia ed il ricordo di Colombo Clerici

gennaio 3, 2022

La scomparsa dell’economista e politico Francesco Forte
Colombo Clerici: la riconoscenza del mondo della Proprietà Edilizia 

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, i vicepresidenti, il Consiglio direttivo, gli associati e il mondo della proprietà immobiliare, riconoscenti, partecipano con profondo cordoglio al lutto della famiglia e del mondo accademico per la scomparsa del professore Francesco Forte, strenuo difensore del diritto di proprietà privata, avvenuta a 91 anni.

Parlamentare, più volte ministro, accademico, editorialista, è stato un punto di riferimento della cultura liberal-riformista in Italia. “Anche di recente, lo scorso marzo, aveva riaffermato questa posizione” afferma Colombo Clerici “con uno scritto dal titolo ‘Tassando i patrimoni si colpiscono i ceti medi’ sulla pubblicazione ‘La patrimoniale ai tempi del Covid’ realizzata da Assoedilizia e dal professor Giuseppe Valditara coordinatore di Lettera 150: un manifesto a difesa dei risparmi degli italiani. 

E mi piace ricordare un altro suo intervento, tra i tanti che ci hanno visti uniti, a Radio Vaticana nel dicembre 2012 sul tema dell’Imu: “In certi ambienti – aveva detto – si sostiene che gli immobili non debbano essere delle famiglie, ma delle società finanziarie che, poi, li daranno in affitto così da creare un mercato più mobile. E’ così che si sviluppa la finanza strutturata. Far cadere un po’ il valore degli immobili e consentire appunto alle varie istituzioni di comprarli. Tale concezione è sostenuta da un’ideologia, un’idea di capitalismo contraria a quella cattolica.”

Riportiamo un stralcio dal libro “Giovanissima e Immensa” scritto da Colombo Clerici e pubblicato nel 2020:  “Certo è che il cambio di mentalità e gli effetti concatenati dei diversi processi che attraversano la nostra epoca sono di vastissima portata sul piano individuale e sociale.
È dunque una bella sfida quella che abbiamo di fronte. La grande e media industria che sostituisce il piccolo imprenditore; il supermercato che sostituisce il bottegaio; il fondo immobiliare che sostituisce il singolo promotore-investitore immobiliare, attraverso l’intermediazione della finanza strutturata.
Nel corso di un dibattito tenutosi alla Radio Vaticana, abbiamo discusso dei profili politici della questione e dei riflessi sulla proprietà immobiliare nel nostro Paese.
Francesco Forte, professore universitario e ministro delle Finanze nel Governo di Amintore Fanfani del 1982, ha sostenuto che è in atto un disegno politico per favorire lo spostamento della proprietà immobiliare verso i gestori collettivi, sul presupposto che il governo centralizzato dell’economia dell’investimento immobiliare giovi alla modernizzazione del Paese. Più in generale, la questione, dal punto di vista filosofico, è quella di vedere se il capitale produttivo e destinato direttamente alla attività economica possa rimanere nelle mani dei singoli all’interno della comunità, o debba essere canalizzato verso alcuni ‘collettori’.”

Nato a Busto Arsizio l’11 febbraio 1929, il padre fu procuratore capo a Sondrio, dove il giovane Francesco Forte frequentò il liceo PiazziDopo studi giuridici all’università di Pavia iniziò una lunga carriera accademica, in seguito condotta in parallelo a quella politica. All’università di Milano è stato assistente e supplente di Ezio Vanoni, il docente valtellinese che fu ministro delle Finanze in diversi governi De Gasperi. E’ stato anche successore di Luigi Einaudi alla cattedra di Scienza delle finanze a Torino, professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza, ha insegnato all’Università di Virginia, partecipando alla formazione della scuola di Public Choice.
Iscritto al Partito socialdemocratico negli anni ’50, aderì al Psi, il Partito socialista, dopo la svolta riformista. Fu responsabile economico del Garofano fino al 1982, quando divenne ministro delle Finanze e successivamente degli Affari europei. Ha presieduto varie commissioni parlamentari. Negli anni ’70 fu vicepresidente dell’Eni, deputato fra il 1979 e il 1994, poi senatore, ministro e presidente di Commissioni parlamentari. Ha scritto oltre 35 libri.