Morte di Francesco Forte – Il Cordoglio di Assoedilizia ed il ricordo di Colombo Clerici

La scomparsa dell’economista e politico Francesco Forte
Colombo Clerici: la riconoscenza del mondo della Proprietà Edilizia 

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, i vicepresidenti, il Consiglio direttivo, gli associati e il mondo della proprietà immobiliare, riconoscenti, partecipano con profondo cordoglio al lutto della famiglia e del mondo accademico per la scomparsa del professore Francesco Forte, strenuo difensore del diritto di proprietà privata, avvenuta a 91 anni.

Parlamentare, più volte ministro, accademico, editorialista, è stato un punto di riferimento della cultura liberal-riformista in Italia. “Anche di recente, lo scorso marzo, aveva riaffermato questa posizione” afferma Colombo Clerici “con uno scritto dal titolo ‘Tassando i patrimoni si colpiscono i ceti medi’ sulla pubblicazione ‘La patrimoniale ai tempi del Covid’ realizzata da Assoedilizia e dal professor Giuseppe Valditara coordinatore di Lettera 150: un manifesto a difesa dei risparmi degli italiani. 

E mi piace ricordare un altro suo intervento, tra i tanti che ci hanno visti uniti, a Radio Vaticana nel dicembre 2012 sul tema dell’Imu: “In certi ambienti – aveva detto – si sostiene che gli immobili non debbano essere delle famiglie, ma delle società finanziarie che, poi, li daranno in affitto così da creare un mercato più mobile. E’ così che si sviluppa la finanza strutturata. Far cadere un po’ il valore degli immobili e consentire appunto alle varie istituzioni di comprarli. Tale concezione è sostenuta da un’ideologia, un’idea di capitalismo contraria a quella cattolica.”

Riportiamo un stralcio dal libro “Giovanissima e Immensa” scritto da Colombo Clerici e pubblicato nel 2020:  “Certo è che il cambio di mentalità e gli effetti concatenati dei diversi processi che attraversano la nostra epoca sono di vastissima portata sul piano individuale e sociale.
È dunque una bella sfida quella che abbiamo di fronte. La grande e media industria che sostituisce il piccolo imprenditore; il supermercato che sostituisce il bottegaio; il fondo immobiliare che sostituisce il singolo promotore-investitore immobiliare, attraverso l’intermediazione della finanza strutturata.
Nel corso di un dibattito tenutosi alla Radio Vaticana, abbiamo discusso dei profili politici della questione e dei riflessi sulla proprietà immobiliare nel nostro Paese.
Francesco Forte, professore universitario e ministro delle Finanze nel Governo di Amintore Fanfani del 1982, ha sostenuto che è in atto un disegno politico per favorire lo spostamento della proprietà immobiliare verso i gestori collettivi, sul presupposto che il governo centralizzato dell’economia dell’investimento immobiliare giovi alla modernizzazione del Paese. Più in generale, la questione, dal punto di vista filosofico, è quella di vedere se il capitale produttivo e destinato direttamente alla attività economica possa rimanere nelle mani dei singoli all’interno della comunità, o debba essere canalizzato verso alcuni ‘collettori’.”

Nato a Busto Arsizio l’11 febbraio 1929, il padre fu procuratore capo a Sondrio, dove il giovane Francesco Forte frequentò il liceo PiazziDopo studi giuridici all’università di Pavia iniziò una lunga carriera accademica, in seguito condotta in parallelo a quella politica. All’università di Milano è stato assistente e supplente di Ezio Vanoni, il docente valtellinese che fu ministro delle Finanze in diversi governi De Gasperi. E’ stato anche successore di Luigi Einaudi alla cattedra di Scienza delle finanze a Torino, professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza, ha insegnato all’Università di Virginia, partecipando alla formazione della scuola di Public Choice.
Iscritto al Partito socialdemocratico negli anni ’50, aderì al Psi, il Partito socialista, dopo la svolta riformista. Fu responsabile economico del Garofano fino al 1982, quando divenne ministro delle Finanze e successivamente degli Affari europei. Ha presieduto varie commissioni parlamentari. Negli anni ’70 fu vicepresidente dell’Eni, deputato fra il 1979 e il 1994, poi senatore, ministro e presidente di Commissioni parlamentari. Ha scritto oltre 35 libri. 

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