Archive for the ‘Amici di Milano’ category

Don Antonio Mazzi 90° Genetliaco – Comunità Exodus – Gli auguri di AMICI DI MILANO

dicembre 2, 2019

 

In occasione del 90° genetliaco di Don Antonio Mazzi, il pres. di Amici di Milano Achille Colombo Clerici rivolge al fondatore della comunità Exodus dedita al recupero dei giovani, tanto meritevole sul piano sociale, un fervido augurio di lunga vita al servizio di Dio e della comunità degli uomini.

Riporta il brano, tratto da una intervista rilasciata da Don Mazzi ad Avvenire, che ne racchiude il profondo pensiero: “Tu nasci. E nascendo, trovi tua madre. Il resto della vita? È un cammino verso il padre. E verso la paternità, che è una cosa diversa. Ho 90 anni e la morte non mi fa paura. È giusto che arrivi, perché fa parte della vita. Quando arriverà, si compirà il grande desiderio per il quale sono vissuto: conoscere il padre che non ho avuto. Così finalmente potrò incontrare i miei due padri: Dio Padre e il padre che ho perso troppo presto. Ho vissuto nella nostalgia di questo incontro. E l’ho compensata facendo io il padre agli altri. E cercando sempre i peggiori, i ‘ragazzi cattivi’, quelli che hanno sbagliato, fatto soffrire, sofferto di più. È questo che mi ha salvato. In fondo, c’è una grande mancanza di paternità alla radice del disagio e della fragilità dei giovani d’oggi. Gli uomini non hanno ancora imparato a fare i padri”.

Foto:
Don Antonio Mazzi con Achille Colombo Clerici al Forum Ambrosetti di Cernobbio settembre 2016

 

Università Cattolica del Sacro Cuore Milano – Convegno in ricordo di Piero Pajardi – Unione Giuristi Cattolici Milano – Amici di Milano informa

novembre 25, 2019

AMICI DI MILANO
Informa

 

26 NOVEMBRE 2019 ore 16.30
UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE
Unione Giuristi Cattolici
Ricordando Piero Pajardi (1926 – 1994)

 

L’Unione Giuristi Cattolici di Milano, con il sostegno dell’Università Cattolica, della Corte d’Appello e dell’Ordine degli Avvocati ha organizzato un convegno pubblico per ricordare Piero Pajardi, già presidente della Corte d’Appello di Milano e professore di diritto fallimentare alla Cattolica.

L’incontro, che è stato previsto a 25 anni dalla morte del professor Pajardi, si svolgerà nella cripta dell’Aula Magna dell’Università Cattolica dalle 16.30 di martedì 26 novembre 2019, e avrà ad oggetto la sua poliedrica figura di giurista e l’intensa vita di cristiano. Pajardi fu protagonista partecipe e rigoroso della vita del diritto – studiato, insegnato, interpretato, applicato – e della Giustizia – ricercata, praticata, amministrata – nel nostro Paese. Perseguì sempre «il disegno di un costante dialogo tra ispirazione cristiana e problemi della giustizia».

L’agenda dei lavori dell’incontro rispecchia i diversi aspetti della personalità di Pajardi. Fu giudice e dirigente giudiziario: lo ricorderà Marina Tavassi, oggi a sua volta Presidente della Corte d’appello di Milano; fu professore: lo ricorderà Antonella Sciarrone Alibrandi, oggi pro-rettore dell’Università Cattolica, che si laureò con lui; fu giurista e studioso di diritto: lo ricorderà Alida Paluchowski, oggi Presidente della Sezione Fallimenti del Tribunale di Milano, che approfondì con lui l’interpretazione e l’applicazione del diritto fallimentare; fu protagonista per qualche decennio della vita del diritto e della Giustizia a Milano: lo ricorderà Remo Danovi, presidente emerito dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

Molti che lo conobbero diranno ancora il loro ricordo, e molti altri potranno farlo: l’Unione Giuristi Cattolici – che lo ebbe presidente a Milano e vice-presidente nazionale – invita tutti a partecipare.

Partecipa il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano, Achille Colombo Clerici

Programma:

Presiede e modera
Mattia Ferrero – Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Milano

Saluti istituzionali
Antonella Sciarrone Alibrandi – Prorettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
Marina Tavassi – Presidente della Corte d’Appello di Milano
Vinicio Nardo – Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano

Introduce
Gianfranco Garancini – Presidente emerito dell’Unione Giuristi Cattolici di Milano

Intervengono
Marina Tavassi – Presidente della Corte d’Appello di Milano
Antonella Sciarrone Alibrandi – Prorettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
Alida Paluchowski – Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano
Remo Danovi – già Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano

Testimonianze
Maria Luisa Padova – Presidente della IV Sezione Civile della Corte d’Appello di Milano
Ezio Siniscalchi – già Presidente del Tribunale di Bergamo
Adele Quaroni – Avvocato in Milano
Giorgio Corno – Avvocato in Monza, Solicitor in England and Wales

Interventi liberi e conclusioni

Modera
Benito Perrone – Socio Onorario dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani

Foto:
Marina Tavassi con Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici con Benito Perrone

 

Premio Panettone d’Oro Anno 2020 alla Virtù Civica – 25^ Edizione – Amici di Milano informa

novembre 25, 2019

 

Premio alla Virtù Civica “Panettone d’Oro”

 Promotori, collaboratori, patrocinatori.
– Coordinamento Comitati Milanesi,
– Assoedilizia,
– Comieco,
– AMSA,
– City Angels,  Legambiente,
– CSV Milano,
– Amici di Milano,
– SAO-Saveria Antiochia – Osservatorio antimafia
– Comune di Milano
– Città metropolitana di Milano
– Comuni della Città metropolitana di Milano

Dal 1995 a oggi

In breve

Nel secolo scorso, la volontà del Coordina- mento Comitati Milanesi di ringraziare, a nome dell’intera città, chi si prodigava per mantenere alte le virtù civiche cittadine diede vita al Premio alla Virtù Civica “Panettone d’Oro”.
Oggi il premio, nato dal basso per premiare gli sconosciuti “eroi di tutti i giorni”, è unanimemente riconosciuto come una delle maggiori attestazioni di gratitudine che un individuo o un’associazione può ricevere dalla cittadinanza ambrosiana.

Per ulteriori informazioni:  https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.panettonedoro.it&e=448faf0a&h=cab85de1&f=n&p=y

La storia

Subito dopo la sua costituzione, il Coordinamento Comitati Milanesi pensò a come poteva esprimere la riconoscenza della cittadinanza alle persone che si erano distinte per le loro virtù civiche. Nacque così, alla metà degli anni ’90 del secolo scorso, il Premio alla Virtù Civica “Panettone d’Oro”. All’iniziativa si sono uniti, nel corso degli anni, altre prestigiose associazioni e realtà imprenditoriali di Milano: Assoedilizia, Comieco, Legambiente, Amici di Milano, SAO-Saveria Antiochia Osservatorio antimafia, City Angels, CSV Milano e AMSA. Associazione Saveria Antiochia Osservatorio antimafia Per questa ragione la giuria non sceglie i premiati in base alla notorietà dell’atto compiuto o al numero di segnalazioni ricevute, ma valuta attentamente la costanza con cui le persone segnalate hanno messo in pratica e aiutato a diffondere un esemplare comportamento civico nella Città metropolitana di Milano.
Altro aspetto da evidenziare è che chiunque può proporre, liberamente e senza obblighi di sorta, una persona o un’associazione per il premio.

La raccolta delle segnalazioni avviene via internet, inviando una segnalazione sul sito www.panettoned’oro.it, tra settembre e dicembre di ogni anno, mentre i premi vengono consegnati all’inizio del successivo mese di febbraio.

La premiazione

Nel corso di una solenne cerimonia, a cui partecipano importanti rappresentanti delle Istituzioni milanesi e a cui assistono centinaia di cittadini, alle persone e associazioni premiate viene consegnato un attestato che riporta la motivazione con cui è stato rilasciato il premio.

Le persone premiate singolarmente ricevono, oltre all’attestato, una spilla d’oro a forma di panettone, ulteriore segno di ringraziamento della cittadinanza verso coloro che tanto hanno fatto per migliorare la vita della città metropolitana di Milano e dei suoi abitanti.

Lectio magistralis

In concomitanza con la premiazione dei cittadini e delle associazioni meritevoli, viene invitata una personalità di spicco della società milanese a tenere una lectio magistralis sul tema delle virtù civiche, con particolare enfasi sull’esperienza ambrosiana.

Il premio, che inizialmente era destinato solo a chi abitava od operava a Milano, con la nascita della Città metropolitana ha abbandonato il semplice contesto cittadino, andando a coinvolgere anche i Comuni che facevano parte della ex provincia di Milano.
Alcune centinaia di semplici cittadini e associazioni hanno già ricevuto un tangibile riconoscimento per quello che hanno fatto a favore di tutti e questo numero continua a incrementarsi anno dopo anno.

Il premio

Caratteristica distintiva del premio è che esso è destinato a chi, con un comportamento costante nel tempo, abbia manifestato una concreta rispondenza ai principi del vivere civico.

Solidarietà, attenzione al territorio e all’ambiente, rispetto reciproco, tutela dei più deboli ed emarginati, rispetto della cultura e della tradizione civica e difesa dei diritti dei cittadini sono alcune delle virtù civiche che possono rendere meritevoli le persone del premio.

Nelle ultime edizioni sono intervenuti:
2010 – Marco Vitale
2011 – Umberto Ambrosoli
2012 – Marco Garzonio
2013 – Livia Pomodoro
2014 – Don Virginio Colmegna
2015 – Nando Pagnoncelli
2016 – Alberto Martinelli
2017 – Gian Giacomo Schiavi
2018 – Elisabetta Soglio
2019 – Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano

Foto:

Coordinamento Comitati Milanesi Salvatore Crapanzano, Carlo Montalbetti, Achille Colombo Clerici, Don C. Galimberti, Mons. Mario Delpini Arcivescovo di Milano, D.D. Barletta CSV MILANO LEGAMBIENTE

https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.cocomi.it&e=448faf0a&h=2dfc117a&f=n&p=y

Foto:
Allegato manifesto

l’ Arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini con Achille Colombo Clerici al Premio Panettone d’Oro 2019

Milano sotto i bombardamenti sella Seconda Guerra Mondiale – Prima Regione Aerea, presentazione libro di Sebastiano Parisi – Amici di Milano presenta

novembre 11, 2019

AMICI DI MILANO

 

I bombardamenti alleati sulla capitale industriale d’Italia
ANCHE I  CIVILI INERMI DIVENTANO OBIETTIVI MILITARI

Tra il 16 giugno 1940, appena iniziata la guerra, e il 16 aprile 1945, a pochi giorni dalla Liberazione, Milano subì dal cielo una crescente serie di bombardamenti e di incursioni che la lasciarono profondamente martoriata nel corpo e nell’anima.

Lo scrive Sebastiano Parisi nel volume “Milano sotto le bombe” (Macchione Editore) che giovedì 14 novembre 2019 viene presentato dal Comandante Gen. D.A. Silvano Frigerio e dal Presidente della Sezione A.A.A. di Milano Gen. B. Riccardo Merlino. Invitato il Presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Avv. Achille Colombo Clerici.

Mentre il Duce si era lasciato trascinare dall’illusione che con un modesto sforzo bellico si sarebbe potuto sedere da vincitore al tavolo delle trattative, gli inglesi avevano predisposto direttive ed elenchi di obiettivi sensibili per il Bomber Command al fine di colpire duramente la produzione bellica e il morale della popolazione. Le istruzioni operative dell’11 giugno 1940 indicavano tre finalità strategiche di grande rilevanza:

– Tentare di spezzare il morale degli italiani con pesanti bombardamenti notturni e, quando le condizioni meteo sono idonee, anche diurni, contro i quattro più importanti obiettivi militari situati nei centri industriali;

– Completare lo sconvolgimento dell’industria aeronautica italiana con la distruzione dei rimanenti cinque importanti obiettivi rappresentati da fabbriche di cellule e componenti aerei;

– Distruggere le più importanti raffinerie e depositi petroliferi.

Il destino di Milano, capitale morale e industriale d’Italia, era così segnato e già nella notte tra il 15 e il 16 giugno la città ebbe un primo assaggio di quanto dovrà subire sempre più tragicamente nei mesi e negli anni a seguire. Dall’autunno del 1942 sarà poi un martirio senza sosta che colpirà in modo indiscriminato la popolazione civile e gli agglomerati popolari, persino le scuole, le strade e i palazzi del centro storico e che arrecherà danni gravissimi a monumenti conosciuti in tutto il mondo come il Duomo, Santa Maria delle Grazie, la Galleria Vittorio Emanuele II e la Scala.

In questo volume, frutto di una lunga e appassionata ricerca presso gli archivi inglesi e statunitensi, viene riportata per la prima volta, missione dopo missione, tutta la documentazione relativa ai raids on Milan e ai loro drammatici effetti. Una ricca sezione fotografica, in gran parte inedita e di provenienza alleata, testimonia “dal vivo” come anche Milano abbia pagato a duro prezzo il ricorrente errore di cercare nella guerra una scorciatoia che si sostituisca all’arte della politica.

Ndr
Sotto i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale andarono distrutti 3.000 palazzi della città, 700 dei quali storici.

Foto:
Il Gen. Silvano Frigerio con il pres. di Amici di Milano Achille Colombo Clerici

 

 

“Canti di Leopardi” ediz. Guanda Fondazione Bembo nel bicentenario de “L’infinito” – Presentazione nella sala Maria Teresa della Braidense Milano – Amici di Milano informa

novembre 8, 2019

 

Presentato a Milano il Volume I dei Canti di Leopardi

DOMANDE E RISPOSTE SUL SENSO DELLA VITA

Nel bicentenario de “L’Infinito” presentato alla Biblioteca Nazionale Braidense, nella maestosa sala Maria Teresa, il Volume I dei Canti di Giacomo Leopardi (editore Guanda) a cura di Luigi Blasucci con la partecipazione dell’assessore comunale alla Cultura di Milano Filippo Del Corno, dell’editorialista e saggista Armando Torno, del direttore della Biblioteca Mariella Goffredo, del direttore editoriale di Guanda Luigi Brioschi, del direttore della collana della Fondazione Pietro Bembo Alfredo Stussi, della coordinatrice della collana, Barbara Colli.

Presentatore Christian Genetelli, docente svizzero e componente del Centro Nazionale Studi Leopardiani. Anna Nogara, attrice milanese (Piccolo Teatro) ha letto alcuni brani dell’opera leopardiana (Alla luna, Il passero solitario, L’infinito). Tra il folto pubblico di estimatori e di cultori presenti il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici.

E’ un periodo di grande riscoperta del poeta, scrittore e filosofo di Recanati, dove è nato nel 1798 (allora nello Stato Pontificio) da una famiglia nobile, ma in decadenza.

L’attualità di Giacomo Leopardi è continuamente riconfermata dall’attenzione di un pubblico internazionale ed espressa in diverse forme; dal successo del film Il giovane favoloso (Italia, 2014) del regista Mario Martone, ai numerosi convegni di studi, alle ristampe e nuove edizioni delle sue opere, alle nuove traduzione in lingue estere, ai moltissimi saggi, in volume o su riviste.

Dall’Ultimo canto di Saffo alla canzone Alla sua donna, dal Passero solitario all’Infinito (di cui il 2019 celebra il 200° compleanno letterario: il centenario non venne celebrato), questo primo volume leopardiano rinnova, entro un contesto storico-culturale segnato dal felice riconoscimento di un Leopardi pensatore, la mai sopita vitalità poetica dei Canti. Uno dei dati caratterizzanti dell’annesso commento è la valorizzazione dell’intera tradizione esegetica, a cominciare dai suoi ‘padri fondatori’ (tra i quali primeggia l’ancora imprescindibile Straccali) sino agli ultimi notabili interpreti. Alcune loro soluzioni, via via richiamate nel corso dell’annotazione, convivono vitalmente e si fondono con le nuove acquisizioni. Tra le quali si segnalano, in particolare, le note concernenti il settore delle correzioni e delle varianti, sistematicamente perlustrato; nonché le indicazioni riconducibili al capitolo dell’intertestualità, già folto di per sé, ma arricchito da altri richiami (ivi incluse le numerose auto-riprese dai puerilia e dalle traduzioni giovanili): il tutto, comunque, passato al vaglio di un'”attendibilità leopardiana”, contro l’uso indiscriminato e recente delle concordanze elettroniche. Il duplice carattere, rivalutativo e innovativo, sottolineato per la parte annotatoria, si riflette negli stessi ‘cappelli’ introduttivi, vere e proprie reinterpretazioni dei vari testi poetici, in consonanza con le importanti risultanze della recente letteratura leopardiana; ma non ignare, a loro volta, degli apporti di un’imponente trafila critica, a partire dal grande De Sanctis.

Interessante il rapporto fra Leopardi e Milano. Rapporto di grande importanza nella biografia di Leopardi, che a Milano ha trovato contatti con intellettuali, editori, riviste; possibilità di collaborare e pubblicare; incoraggiamento e stimoli per la sua opera.

Sebbene poi il contatto fisico fra Leopardi e Milano si sia concretizzato solo in un breve soggiorno fra agosto e settembre del 1825 (risiedendo in un palazzo dell’attuale via Tommaso Grossi) e non sia stato felice (Leopardi non si trovò a suo agio e quasi fuggi’ da Milano, trovandola rumorosa e caotica ), la collaborazione dello scrittore marchigiano con l’editore milanese Antonio Fortunato Stella durò a lungo.

A Milano, nel 1827, uscì la prima edizione delle Operette morali, considerate da molti storici della letteratura italiana il libro in prosa più importante dell’Ottocento, insieme ai Promessi sposi di Manzoni. I due libri, entrambi editi a Milano, rappresentano i due modelli principali della prosa letteraria italiana del secolo XIX.

Foto d’archivio:
Luigi Brioschi con Achille Colombo Clerici

“Le dominazioni straniere in Italia e i loro effetti sulla forma della città” – Le conversazioni in Assoedilizia a cura dell’Osservatorio metropolitano – Ott. 2019 Amici di Milano informa

novembre 5, 2019

AMICI DI MILANO
Informa

 

Osservatorio Metropolitano 2019 – “Le conversazioni in Assoedilizia”
MILANO E LE DOMINAZIONI STRANIERE FORIERE DI CIVILTA’

Al secondo incontro del ciclo 2019 di Osservatorio Metropolitano dal titolo  “Le dominazioni straniere in Italia e i loro effetti sulla forma della città” le parole dei relatori sono state sostituite dalle immagini di un coinvolgente lungometraggio realizzato da memoMi, un museo virtuale della storia del Novecento milanese, promosso dall’ Associazione Chiamale Storie, con il sostegno della Fondazione Pasquinelli, il patrocinio del Comune di Milano, Regione Lombardia, Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Milano; sviluppato da 3D Produzioni, che nasce da un lavoro di ricerca condotto in collaborazione con gli archivi pubblici e privati per raccogliere saperi e memorie che altrimenti sarebbero andati persi.

L’ ha presentato, ad un folto pubblico di esperti e di milanesi interessati alle cose della città, Didi Gnocchi, direttore editoriale di memoMi, nonché fondatrice della 3D Produzioni – alla quale è stato assegnato il prestigioso riconoscimento giornalistico Premiolino 2013 “Per aver creato la prima Web Tv italiana dedicata all’arte, alla cultura e al design”. Preceduta da una breve introduzione di Alberico Belgiojoso sui tre imperi – spagnolo, asburgico, francese – che hanno dominato Milano inserendola nel contesto europeo e dotandola di una marcia diversa da quella delle altre città italiane.

Le dominazioni hanno cambiato cultura, tradizioni, società, economia milanesi ed hanno lasciato, ciascuna, impronte visibili nel tessuto urbanistico e architettonico della città.

Si comincia con l’impero spagnolo:  le Mura di Carlo V, formidabile baluardo difensivo, e le sue porte; il famoso Palazzo Marino (completato però soltanto alla fine del 1800) attuale sede del Comune; Palazzo Omenoni, abitazione del celebre scultore e orafo Leone Leoni; Palazzo Litta; Palazzo Spinola; Palazzo Sormani; il Lazzaretto – del quale resta soltanto la Chiesa – un villaggio che ospitò decina di migliaia di colpiti dalla terribile peste  del 1630 descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, conseguenza di carestie e guerre che infersero un durissimo colpo all’intera popolazione. Brillarono, in tanta cupezza, figure come San Carlo Borromeo e il cugino Cardinale Federico che fondò la Biblioteca Ambrosiana, scrigno di una vasta e preziosa collezione d’arte e di cultura.

Ma Milano dovette attendere la fine del 1700 per vedere la luce. Non solo metaforicamente. Dopo decenni di scorribande sul suo territorio di eserciti d’ogni nazione, nel 1748 tornava definitivamente nell’orbita austriaca, subendo profonde trasformazioni in seguito all’affermarsi della politica riformatrice della sovrana cattolica illuminata Maria Teresa d’Austria. Nel 1780 le notti di Milano, fino ad allora rischiarate soltanto da qualche lume davanti alle edicole votive ed alle chiese, vennero illuminate da 480 lampioni ad olio. Maria Teresa, prima di morire, volle la “capitale del sud” dell’impero simile a Vienna. Per la città è il periodo d’oro. Del Teatro alla Scala e del suo omologo “minore” La Cannobiana (oggi Teatro Lirico) – si pensi che questi teatri “servivano” una cittàdi soli 120mila abitanti – della Pinacoteca e dell’Osservatorio di Brera e del quartiere circostante che ospitava oltre 5.000 allievi; di Palazzo Reale, delle Ville Reali di Milano e di  Monza, di Palazzo Belgiojoso, di Palazzo Clerici, di Palazzo Greppi ( del Piermarini), di Palazzo Dugnani, delle vie lastricate e pulite, delle riforme urbanistiche (catasto) sociali, fiscali, culturali (Il Caffè, Verri, Beccaria), di uno straordinario sviluppo intellettuale favorito da scuole e istruzione. Un assolutismo illuminato di cui Milano gode ancor oggi i benefici.

Breve, ma dalle notevoli conseguenze, il dominio francese. Napoleone vede la città come una “Parigi giovane”, piena di potenzialità utili ai propri disegni; fonda nel 1797 l’Istituto Reale di Scienze, Lettere ed Arti,  sul modello dell’Institut de France.

A Palazzo Serbelloni dove per un certo periodo risiedette con la moglie Josephine De Beauharnais, fonda la Repubblica Cisalpina.

Adotta il tricolore, concepisce l’idea di Foro Bonaparte – un anello di luoghi pubblici attorno al Castello progettato dall’Antolini – rimasto a metà. Realizza l’Arco della Pace e il “boulevard” di Corso Sempione, prima parte della via diretta Milano-Parigi.

In quel tempo Villa Reale/Belgiojoso diventa Villa Bonaparte.
Corso Venezia diviene il corso principale della città. Il Barbaia, coi proventi della gestione del ridotto della Scala, vi edifica Palazzo Rocca-Saporiti.

Napoleone (il cui logo – N incorniciato d’alloro – diviene un brand inconfondibile anche ai giorni nostri) diffonde i nuovi valori di libertà, uguaglianza, fraternità che tanto influiranno sulle società ottocentesche al di qua e al di là dell’Oceano.

Poi tornano gli austriaci. Ma anche questa volta, con tutto il rispetto per i romantici del ’48 e dell’Unità d’Italia, le cose non andarono male per Milano.

Anna Torterolo, storica dell’arte, è docente presso la Comunità francese di Milano. Ha al suo attivo alcune pubblicazioni, tra cui una monografia su Van Gogh tradotta in molte lingue. Ha organizzato la mostra “Da Brera alle Piramidi” presso la Biblioteca Braidense e tiene conferenze presso la Mediateca di Santa Teresa per il ciclo Percorsi d’arte. Collabora con prestigiose Associazioni culturali italiane e francesi. Ha ricordato come nell’età napoleonica sia nato il museo moderno ed annunciato un suo ardito progetto che verrà presentato nel 2021: “mettere in rete” alcune delle principali biblioteche milanese: Braidense, Trivulziana, Ambrosiana, per cominciare.

Foto:
Alberico Barbiano di Belgiojoso con Achille Colombo Clerici pres. di Assoedilizia

 

Filippo de Pisis – Inaugurazione Mostra al Museo del Novecento di Milano – Filippo Tibertelli de Pisis – “Amici di Milano” presenta

ottobre 4, 2019

amici di Milano

 

Inaugurata al Museo del Novecento di Milano
MOSTRA – DE PISIS, UN PROTAGONISTA DELLA PITTURA ITALIANA

Il Museo del Novecento dedica un’ampia retrospettiva all’artista ferrarese Filippo Tibertelli de Pisis in arte Filippo de Pisis –  dal cognome recuperato da un avo con il quale l’artista iniziò più tardi a firmarsi  – una figura di grande rilievo del Novecento italiano e uno dei protagonisti dell’esperienza pittorica tra le due guerre. Tra vedute urbane, nature morte e fantasie marine, oltre novanta dipinti tra i più “lirici” della sua produzione sono in esposizione a Milano fino a marzo 2020.

La mostra, promossa e organizzata da Comune di Milano-Cultura e dalla casa editrice Electa con il sostegno dell’ «Associazione per Filippo de Pisis» presieduta dal nipote, omonimo dello zio paterno, è a cura di Pier Giovanni Castagnoli con Danka Giacon – conservatrice del Museo del Novecento. E’ stata inaugurata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, dall’assessore alla Cultura del Comune Filippo Del Corno e dalla direttrice generale arte mostre e musei Electa. Tra le personalità invitate, grandi appassionati di arte come  Maurizio e Pia Corvi Mora, Manfredi e Elke Landi di Chiavenna, Josine Dufour Pareto Spinola, Alberico e Luisa Barbiano di Belgiojoso, Carlangelo e Maria Luisa Menni di Vignale, Paolo e Anna Lazzaroni Andina, Virgiliana Tibertelli de Pisis con le figlie Maddalena e Nicopeia, Marco e Silvia Soresina, Giancarlo e Marina Robbi de Agostini, Ariberto Fassati di Balzola, Corrado Sforza Fogliani, Niccolo’ e Anna Maria Calvi di Bergolo, Elisabetta Galasso, Grazia Gianferrari,   Roberto e Laura Pontremoli,  il presidente di Assoedilizia e dell’ Associazione Amici di Milano Achille Colombo Clerici con la moglie Giovanna.

Suddivisa in dieci sale, l’esposizione segue un andamento cronologico che introduce al visitatore l’universo di Filippo de Pisis (Ferrara, 1896 – Milano, 1956), a partire dagli esordi nel 1916 e dall’incontro con la pittura metafisica di de Chirico fino agli inizi degli anni Cinquanta, con il drammatico periodo del ricovero nella clinica psichiatrica di Villa Fiorita. Le opere provengono dalle principali collezioni museali italiane, tra cui figurano la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, il Museo delle Regole Mario Rimoldi di Cortina d’Ampezzo, la Galleria d’Arte Moderna di Torino, il Mart di Trento e Rovereto, Ca’ Pesaro di Venezia e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Pittore versatile, viaggiatore instancabile e poeta, de Pisis percorre il Novecento attraversando paesi e movimenti pittorici senza mai aderire unicamente a una singola corrente. I continui viaggi tra Milano, Roma, Venezia, Parigi e Londra, hanno contribuito ad arricchire quella visione internazionale che renderà la sua prospettiva del tutto unica, ispirandone ricerca espressiva e plasmandone la pittura.

Da “Le cipolle di Socrate” (1926) a “Soldatino francese” (1937), le opere in mostra al Museo del Novecento ripercorrono i temi cruciali della poetica dell’artista ferrarese. L’enfasi viene posta sul talento versatile e sull’incredibile ricchezza dei soggetti, che spaziano dai suggestivi paesaggi montani alla ritrattistica più dettagliata, in grado di cogliere con grande vivacità la personalità della figura descritta – senza sottovalutare le affascinanti composizioni di nature morte e le ampie vedute urbane.

Da primavera 2020 l’esposizione sarà ospitata al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps in linea con il programma dedicato all’arte del Novecento italiano.

Le mostre saranno accompagnate da un unico catalogo edito da Electa.

Foto:
Filippo Tibertelli de Pisis con Achille Colombo Clerici
Filippo Tibertelli de Pisis con Achille Colombo Clerici 2 .JPG

Filippo Tibertelli de Pisis con Achille Colombo Clerici