Archive for the ‘Amici di Milano’ category

Panettone d’Oro, Premio 2017 – Corriere della Sera – Giangiacomo Schiavi – AdM informa

dicembre 23, 2016

AMICI DI MILANO
Informa

La lettera di Giangiacomo Schiavi

SEGNALATE GLI EROI DEL BENE MERITANO IL PANETTONE D’ORO

Caro Schiavi,
manca poco più di un mese alla consegna del Panettone d’oro, premio alla virtù civica dei milanesi. L’iniziativa creata a metà degli anni ’90 dal Coordinamento Comitati cittadini vede la collaborazione e il sostegno attivo di tante associazioni e vuole essere un riconoscimento verso quelle persone o gruppi che si sono particolarmente distinti per le loro virtù civiche.

Siamo arrivati alla XVIII edizione e come sempre i protagonisti saranno gli eroi di tutti i giorni, quelli che agiscono senza clamore e in silenzio, ma che rendono migliore la città in cui viviamo, dall’assistenza alla protezione al decoro urbano, dal coraggio civile al presidio sociale. Lei riceve molte lettere e ci piacerebbe che questa diventasse la bacheca della manifestazione per mettere in luce la Milano dal cuore in mano. Le numerose segnalazioni che ci sono giunte in questi anni hanno dimostrato quanto altruismo e senso civico regni intorno a noi, nonostante tutto.

Attraverso le pagine del quotidiano potremo dare risalto ai grandi gesti di piccole realtà. Amici di Milano, Associazione Sao, Assoedilizia, Amsa, Gruppo A2A, Ciessevi, City Angels, Comieco e Legambiente

Cari amici,

l’idea di essere una bacheca delle buone notizie la prendo come invito da mettere in pratica, possibilmente ogni giorno. Fa bene una boccata d’ossigeno nel mare delle negatività. Esiste anche un mondo fatto di persone che ci aiutano a vincere la paura, ci danno speranza, sanno costruire un futuro.

Purtroppo hanno poca visibilità e poca rappresentanza.

Il Panettone d’oro è la gratitudine di una Milano che non ha mai perso la sua bussola solidale: nasce dal cuore e premia l’impegno di persone non comuni che si danno da fare per qualcosa di buono. Sarà consegnato in febbraio, al teatro Parenti, ricordando San Biagio e una tradizione milanesissima: quella di mangiare il panettone benedetto avanzato da Natale.

San Bias el benediss la gola e el nas, si dice e una fetta di panettone tiene lontano gli acciacchi di stagione (magari).

Adesso servono i nomi dei cittadini protagonisti di azioni di civismo, segnalazioni che si possono fare attraverso il sito www.panettonedoro.it dove si può trovare un link con la scheda per partecipare.

Noi troveremo il modo di raccontare questi eroi del bene, perché ogni persona è una storia e ogni storia è una notizia.
gschiavi@rcs.it

Foto: Il pres. di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici con il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia
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Panettone d’oro: XVIII edizione del Premio alla Virtù Civica dei milanesi – Amici di Milano Associazione informa

dicembre 21, 2016

A s s o e d i l i z i a
e
AMICI DI MILANO

 

PANETTONE D’ORO: XVIII EDIZIONE DEL PREMIO ALLA VIRTÙ CIVICA DEI MILANESI

Da oggi si raccolgono le segnalazioni su cittadini e associazioni che si sono distinti per gesti di civismo e solidarietà.
La premiazione si terrà sabato 11 febbraio 2017 al Teatro Franco Parenti di Milano.

Milano, 20 dicembre 2016 – Si accolgono da oggi le candidature per la XVIII edizione del Premio alla Virtù Civica ‘Panettone d’oro’, il riconoscimento destinato a chi abbia mostrato, con un comportamento costante nel tempo, una concreta rispondenza ai principi del vivere civico.

C’è tempo infatti fino al 22 gennaio 2017 per segnalare cittadini e associazioni che potranno partecipare all’iniziativa creata a metà degli anni ’90 dal Coordinamento Comitati Milanesi, che anche per quest’anno vede la collaborazione attiva di Comieco, AMSA – Gruppo A2A, ASSOEDILIZIA, AMICI DI MILANO, Associazione SAO, Ciessevi, City Angels e Legambiente.

Solidarietà, attenzione al territorio e all’ambiente, tutela dei più deboli ed emarginati, rispetto della cultura e della tradizione civica e difesa dei diritti dei cittadini, sono alcune delle virtù civiche che possono rendere meritevoli del premio: chiunque può motivatamente far pervenire una segnalazione, esclusivamente attraverso il sito www.panettonedoro.it .

Anche per la XVIII edizione la giuria sarà chiamata a valutare attentamente la costanza con cui cittadini e associazioni segnalati hanno messo in pratica e aiutato a diffondere un esemplare comportamento civico in Milano e negli altri 133 comuni della Città metropolitana di Milano.

Tra le persone segnalate, i giurati individueranno trenta cittadini, tra uomini e donne, meritevoli di ricevere i premi previsi. A dieci associazioni saranno dedicate le menzioni speciali, per ricordare collettivamente l’azione di gruppi di volontari che si impegnano ogni giorno con gli stessi nobili intenti.

Basta una sola segnalazione per candidare al premio; del tutto inutile rimarcare con più segnalazioni sullo stesso candidato.

La cerimonia di premiazione si terrà l’11 febbraio 2017 al teatro Franco Parenti di Milano.

Foto:
– Il Presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano con il Sindaco Giuliano Pisapia
achille-colombo-clerici-con-giuliano-pisapia-2

 

 

 

Panettone d’oro: XVIII Edizione del Premio alla Virtù Civica dei milanesi 2017 – Assoedilizia informa

dicembre 20, 2016

A s s o e d i l i z i a
e
Amici di Milano

 

PANETTONE D’ORO: XVIII EDIZIONE DEL PREMIO ALLA VIRTÙ CIVICA DEI MILANESI – ANNO 2017

Da oggi si raccolgono le segnalazioni su cittadini e associazioni che si sono distinti per gesti di civismo e solidarietà.
La premiazione si terrà sabato 11 febbraio 2017 al Teatro Franco Parenti di Milano.

Milano, 20 dicembre 2016 –

Si accolgono da oggi le candidature per la XVIII edizione del Premio alla Virtù Civica ‘Panettone d’oro’, il riconoscimento destinato a chi abbia mostrato, con un comportamento costante nel tempo, una concreta rispondenza ai principi del vivere civico.

C’è tempo infatti fino al 22 gennaio 2017 per segnalare cittadini e associazioni che potranno partecipare all’iniziativa creata a metà degli anni ’90 dal Coordinamento Comitati Milanesi, che anche per quest’anno vede la collaborazione attiva di Comieco, AMSA – Gruppo A2A, ASSOEDILIZIA, AMICI DI MILANO, Associazione SAO, Ciessevi, City Angels e Legambiente.

Solidarietà, attenzione al territorio e all’ambiente, tutela dei più deboli ed emarginati, rispetto della cultura e della tradizione civica e difesa dei diritti dei cittadini, sono alcune delle virtù civiche che possono rendere meritevoli del premio: chiunque può motivatamente far pervenire una segnalazione, esclusivamente attraverso il sito
www.panettonedoro.it .

Anche per la XVIII edizione la giuria sarà chiamata a valutare attentamente la costanza con cui cittadini e associazioni segnalati hanno messo in pratica e aiutato a diffondere un esemplare comportamento civico in Milano e negli altri 133 comuni della Città metropolitana di Milano.

Tra le persone segnalate, i giurati individueranno trenta cittadini, tra uomini e donne, meritevoli di ricevere i premi previsi. A dieci associazioni saranno dedicate le menzioni speciali, per ricordare collettivamente l’azione di gruppi di volontari che si impegnano ogni giorno con gli stessi nobili intenti.

Basta una sola segnalazione per candidare al premio; del tutto inutile rimarcare con più segnalazioni sullo stesso candidato.

La cerimonia di premiazione si terrà l’11 febbraio 2017 al teatro Franco Parenti di Milano.

Foto:
– L’ Assessore Marco Granelli e il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici con i volontari dei VV.FF. alla premiazione del 2016
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– Il Sindaco di Sesto San Giovanni, con Jole Garuti e con Achille Colombo Clerici
Sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò e Jole Garuti

Umberto Veronesi, Cordoglio per la morte – Associazione Amici di Milano – Achille Colombo Clerici e Giuseppina Bruti Liberati

novembre 10, 2016

AMICI DI MILANO

La scomparsa dello scienziato Umberto Veronesi socio d’onore e fondatore di Amici di Milano

COLOMBO CLERICI: UNA VITA AL SERVIZIO DI UN IDEALE DI UMANITA’

Il presidente dell’ Associazione Amici di Milano Achille Colombo Clerici, partecipa con profondo cordoglio al lutto della famiglia, di Milano, del Paese e dell’ Umanità per la scomparsa dello scienziato  oncologo professor Umberto Veronesi, socio d’ onore ed amico, ricordandone le preclari doti umanità, di integrità morale, di alto senso etico al servizio di chi soffre e del mondo intero, in uno con il Direttivo e gli aderenti, e nel ricordo dei Soci d’ onore che gli furono amici, Gae Aulenti, Carlo Bo, Adriano Bausola, Giorgio Bologna, Alberto Falck, Paolo Ferretti di Castelferretto, Emilio Massa, Indro Montanelli,  Giorgio Rumi, Mario Scognamiglio, Emilio Tadini, Guido Vergani,

Partecipano al lutto Bernardo Negri da Oleggio (Past-President), Angelo Caloia e Ippolito Calvi di Bergolo (Vice Presidenti), Giuseppina Bruti Liberati e Ippolito Calvi Elisabetta Falck (Segretari Generali).

I componenti il Comitato Giuria Premio per i Giovani
Gae  Aulenti
Giulio  Ballio
Giuseppe  Barbiano di Belgiojoso
Gaetano Barbiano di Belgiojoso
Mario Boselli
Diana Bracco de Silva
Giuseppe Branca di Romanico
Ferdinando Cornelio
Valentina Cortese
Ferruccio de Bortoli
Enrico  Decleva
Adriano De Maio
Sergio Escobar
Federico Falck
Maria Teresa Fiorio
Carlo Fontana
Renato Mannheimer
Guido Martinotti
Lorenzo Ornaghi
Angelo Provasoli
Lina Sotis
Pasquale Spinelli
Gianni Vallardi
Sergio Zaninelli

Foto:
– Umberto Veronesi e Achille Colombo Clerici
– Umberto, Susy, Alberto Veronesi con Tara Gandhi, Achille e Giovanna Colombo Clerici

Presidente con Veronesi

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Giorgio Albertazzi – Cordoglio dell’Associazione Amici Di Milano – Achille Colombo Clerici

maggio 30, 2016

AMICI DI MILANO

 

Il presidente della Associazione Amici di Milano, Achille Colombo Clerici, ricorda la figura di Giorgio Albertazzi, il grande attore classico scomparso oggi.

“L’ho incontrato qualche mese fa all’Hotel de Milan, dove aleggia lo spirito di Giuseppe Verdi. Era ancora il vecchio leone di sempre. Di quando teneva le sue recite nella nostra città’, negli anni ’60,’70, ’80,’90 del Novecento, di quando a Genova, recitando Edoardo Sanguineti, proruppe di getto esclamando alla presenza del poeta  ‘guarda cosa sei riuscito a scrivere’. Era l’ammirazione resa ad un poeta da un amante della poesia. Aveva l’aspetto socratico degli antichi personaggi che interpretava sulla scena.
Milano l’ha sempre avuto nel cuore ed era un amore pienamente ricambiato.“

Gli Amici di Milano lo ricordano con uno scritto di Antonio Armano.

“Recitavo Puccini a Castellammare di Stabia. Una scena di gelosia. Mi lancio verso la ragazza e inciampo fra i tendaggi. Giù, a faccia avanti. Che botta! Fermo un quarto d’ ora. Il sangue, lo stordimento, il dolore. Il medico voleva che facessi immediatamente la tac. Decido di riprendere. Poi l’ovazione e il teatro che sembrava dovesse crollare”.
Ormai novantenne Giorgio Albertazzi ricordava quella volta che ha rischiato quasi di morire in scena. Non gli sarebbe dispiaciuto ma con ironia ricordava Molière che se n’era andato poco dopo avere recitato Il malato immaginario. Eppure il pubblico non l’aveva considerata la sua migliore interpretazione, ironizzava Albertazzi.
Se Vittorio Gassman ha conosciuto periodi di depressione e malinconie nichiliste, Albertazzi ha attraversato tutta la seconda metà del ‘900 come un leone. Non era di quegli attori che sentono la crisi del decadimento fisico perché non possono più recitare Amleto e devono fare Re Lear.
L’interpretazione che ha caratterizzato l’ultima parte della sua vita e della carriera è stata Memorie di Adriano, dal libro di Marguerite Yourcenair. Un ruolo che si può fare solo alla fine del percorso attoriale, quando, per dirla con John Donne, il tempo ha reso neve i capelli. In migliaia di repliche, Albertazzi ha portato sul palcoscenico l’imperatore che guarda dietro di sé gli anni trascorsi, a partire dalla première di Villa Adriana, a Tivoli, nell’89.
Come Adriano raccontava la bellezza del giovane Antinoo proprio nel momento culminante in cui lo splendore diventava decadenza, così Albertazzi era affascinato dalla caducità della vita, dal carattere effimero dell’esistenza. Citava spesso un racconto dello scrittore argentino Borges, L’immortale, il cui protagonista si disperava perché l’eternità gli aveva tolto il gusto della vita: “Gli dèi ci invidiano perché siamo mortali”. Tra gli autori che amava c’era Proust, soprattutto per il sentimento del tempo.
Nato nel 1923 a Fiesole, veniva da una famiglia di modeste condizioni economiche. Era orgoglioso della strada fatta anche se muovendo i primi passi sul palcoscenico diceva – non senza ironia beffarda – di essere figlio di un aviatore e che la madre era nata a Londra. In realtà il padre faceva il deviatore non l’aviatore, lavorava ai binari delle ferrovie, e la madre era nata in un paesino che si chiama Londa, in provincia di Firenze, non a Londra.
Per spirito fiumano e dannunziano, più che per convinzione politica, si era arruolato nella Repubblica di Salò, come tenente nella legione Tagliamento, un periodo che non rinnegava e durante il quale era stato in buona compagnia. Anche Dario Fo, che è sempre stato agli antipodi di Albertazzi, aveva indossato la camicia nera. Tra le sue ultime interpretazioni una pièce su D’Annunzio: “Io ho quel che ho donato”.
Aveva debuttato con un Troilo e Clessidra di Shakespeare, per la regia di Luchino Visconti, nel ’49, al Maggio musicale fiorentino, avvalendosi del magnetismo che ne caratterizzava gli occhi e il volto. Era meno fisico, meno mattatore e atletico di Gassman, ma aveva un magnetismo forse superiore. Le strade dei due, la Callas e la Tebaldi del teatro italiano del dopoguerra, si erano divise quando Gassman aveva lasciato il teatro per il cinema. Tra i trionfi di cui andava più fiero c’era un Amleto all’Old Vic di Londra, per la regia di Franco Zeffirelli, in occasione del 400esimo anniversario della nascita di Shakespeare, nel ‘64. Pur avendo interpretato le poesie di Karol Wojtyla – Le meditazioni del trittico romano – per un editore polacco, Albertazzi non aveva la fede e considerava la morte come una soglia da varcare a occhi aperti e oltre la quali probabilmente c’è il nulla: “Un nulla che è il solo assoluto che abbiamo”.
Grande seduttore, in senso lato e in senso letterale, Albertazzi concedeva di avere ipotizzato l’esistenza di Dio ammirando la bellezza femminile. Tutto ha origine da una battuta di Eduardo de Filippo su Anna Proclemer, forse il più grande amore di Albertazzi: “Chilla tiene ‘e belle cosce”. Le cosce delle donne erano per Albertazzi una tentazione di fede.
Una donna era anche all’origine della decisione di diventare attore. Del tutto causale. Si trovava su un autobus ai tempi del liceo quando una ragazza più grande di lui – frequentava l’università – lo ha invitato a recitare.
Sposato con Pia de’ Tolomei, nome toscano che richiama il personaggio dantesco della moglie uccisa dal marito per convolare in seconde nozze (“Siena mi fé, disfecemi Maremma”), Albertazzi non ha avuto figli. E’ l’ultima grande figura di un teatro classico che se ne va con lui senza lasciare eredi. Anche se diceva di averci messo una vita a disimparare a recitare – si riferiva alla vecchia maniera – , è sempre rimasto un interprete classico.
Era diventato molto famoso al grande pubblico con gli sceneggiati Rai dei grandi classici. Aveva debuttato sul piccolo schermo con Delitto e castigo e poi aveva lasciato il segno soprattutto con L’idiota di Dostoevskij e Lo strano caso del Dottor Jeckyll e Mr Hide di Stevenson. Del personaggio doestoevskiano, il principe Myškin, ricordava sempre la celebre frase: “La bellezza salverà il mondo”. Albertazzi stesso era molto devoto alla bellezza. In particolare a quella femminile.
Nel corso di una incontro dedicato alla poesia, presso i saloni della Borsa di Genova, nel 2004, ha recitato La ballata delle donne, di Edoardo Sanguineti, presente insieme a Mario Luzi, Adonis e alla traduttrice Fernanda Pivano.
La ballata si conclude così: “Perché la donna non è cielo, è terra/carne di terra che non vuole guerra:/ è questa terra, che io fui seminato,/ vita ho vissuto che dentro ho piantato,/ qui cerco il caldo che il cuore ci sente,/ la lunga notte che divento niente”.

 

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AlpTransit Gottardo – Lettera in data 27 maggio 2016 al presidente Assoedilizia Colombo Clerici dall’ emerito Sindaco di Lugano, Arch. Giorgio Giudici

maggio 27, 2016

Associazione
AMICI di MILANO

Scrivevamo: L’ Associazione Amici di Milano, in collegamento con l’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano ed Assoedilizia di Milano, diede vita negli anni ’90 in Italia alla ideale constituency per sostenere le ragioni del Gottardo quando tutto sembrava perduto, dopo il voto della Camera Bassa elvetica che aveva optato per un decollo del progetto in tempi differenziati, anteponendo al Gottardo il Loetshberg.

L’arch. Giorgio Giudici risponde:

“Caro Avvocato,

Grazie per questa preziosa testimonianza. Come già Sindaco sono stato fiero ed onorato di aver potuto contare sul vostro sostegno. Oggi come sempre sono tutti padri senza conoscere realmente l’impegno vero profuso. Ma la storia si costruisce sugli atti e non sul protagonismo momentaneo. Buon wk Giorgio Giudici”

Foto d’ archivio: Achille Colombo Clerici con l’ allora Sindaco di Lugano Giorgio Giudici

Achille Colombo Clerici con Giorgio Giudici

Umberto Eco in Russia per la prima e ultima volta – Eko di Mosca – Elena Kostjukovič – Tradotto dal Sito Russo m24.ru da Antonio Armano – AMICI DI MILANO ricordo

febbraio 23, 2016

AMICI  DI  MILANO
Associazione

 

In ricordo di Umberto Eco, il presidente di Amici di Milano Achille Colombo Clerici

“Umberto Eco in Russia per la prima e ultima volta.”
di Antonio Armano

“La piazza Rossa di notte, un Suv da mafiosi e la gente che si accalcava appendendosi alla finestra… Eco nella Russia ribollente e selvaggia degli anni ’90”.

Traduco alla buona dal sito russo m24.ru dove ricordano lo scrittore con una intervista alla sua traduttrice storica, Elena Kostjukovič. Elena racconta la prima volta di Eco anzi Eko a Mosca e San Pietroburgo nel 1998.

“Conferenze affollate ma anche strani incontri e un vento che voleva staccargli la testa. Non sarebbe mai più tornato”.

Elena Kostjukovič
Traduzione dal russo di Antonio Armano

“Posso solo dire che è venuto qui nel 1998. Allora in Russia lo amavano molto, ho avvertito una simpatia e un interesse incredibile. Siamo atterrati a Mosca, ho cercato di ottenere il sostegno degli italiani, ma non volevano alzare un dito per la visita di Eco in Russia. E qui l’editore era molto povero, non aveva abbastanza soldi per far venire il professore. Dunque ho comprato i biglietti con i miei soldi, anche se erano cari. Ma non potevamo permettere che Eco pagasse di tasca sua.
Volavamo in seconda classe, in economica. Prima di salire sull’aereo è passato Luigi Colombo, capo della filiale dell’Aeroflot in Italia. Prima del volo, controlla sempre la sala e autorizza di persona ogni aereo. Ci ha guardati e ha detto: “Che cosa fa il professor Eco in economy? Abbiamo la business class vuota, vi chiediamo di cambiare posto”.

Abbiamo volato in quattro: Eco con la moglie, un’altra persona e io.
Così tutti e quattro siamo andati in prima classe.
Gli altri passeggeri hanno visto che volavano con Eco, e hanno cominciato ad applaudire. Sullo stesso volo c’era una compagnia molto colorita, apparentemente un gruppo mafioso meridionale da film comico, tipi loschi che giocavano a carte tra di loro. Non ho potuto resistere e ho detto a Eco: “Sa, tra banditi in Russia c’è questa tradizione – a volte scommettono sulla vita di qualcuno. E se perdono lo ammazzano, di solito il più grasso”.

Il professore ha chiesto se stavo scherzando, e ho dovuto rispondergli: “Li guardi, pensa che io stia scherzando?” (Ride).
Siamo venuti qui e la Fiat ci ha dato una Žiguli, sesta serie, senza autista. Ma poi ho trovato degli amici, che a quel tempo erano nel business, e ci hanno dato un Suv da banditi, con i vetri oscurati, sul quale scorrazzavamo. È stato fantastico!

Lui vedeva diverse cose e si spaventata. Il paese gli sembrava sorprendentemente contraddittorio. Gli spettacoli si sono svolti con un’affluenza insolitamente grande, la gente si appendeva alle finestre.

A San Pietroburgo, per arrivare al salone, è stata necessaria la polizia a cavallo. In quell’ occasione mi ha detto: “Posto molto strano, ho molta paura, terribile, soffocante, duro”. E ha chiesto ancora a Mosca quando saremmo andati sulla Piazza Rossa. Ma il programma era stretto e non lo prevedeva.
Alla fine ci siamo andati di notte. Poi per tutto il tempo lo ha ricordato, quanto è stato meraviglioso. E ancora quando eravamo sulla piazza Rossa in piena oscurità, con le stelle del Cremlino illuminate, il professore guardava con occhi sgranati, perché gli piaceva terribilmente.
Allora ha detto che la terra qui è davvero rotonda: “Lo sapevo, ma non ci potevo credere”.

Eco voleva passare qualche giorno in più a Mosca, ma dovevamo prendere il volo per San Pietroburgo, e quindi via al galoppo. A San Pietroburgo un vento selvaggio che staccava letteralmente la testa dal collo ha fatto volare via il cappello del professore. E anche questo lo ha messo a dura prova. Ecco l’impressione che ha avuto Eco della Russia. E non ha più voluto venire”.

foto presidente 144

Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello pres. Camera Commercio Italo Russa e con Gian Galeazzo Biazzi Vergani del Giornale
Achille Colombo Clerici con Rosario Alessandrello pres. Camera Commercio Italo Russa e con Gian Galeazzo Biazzi Vergani del Giornale

Colombo Clerici con il Console Generale di Russia Alexandre Nurizade e Stefano Simontacchi
Colombo Clerici con il Console Generale di Russia Alexandre Nurizade e Stefano Simontacchi