Archive for the ‘Articoli’ category

“La ripresa passa dal ritorno del turismo straniero” – Articolo pubblicato su QN IL GIORNO del 5 giugno 2021 – di Achille Colombo Clerici

giugno 9, 2021

Il “ponte” della Festa della Repubblica con 9 milioni di turisti in viaggio e città d’arte, spiagge, monti e laghi affollati come non accadeva da tempo è di buon auspicio per la stagione 2021, come d’altronde è confermato dalle prenotazioni. Ma la crisi del settore causata dalle pandemia – già costata nel 2020 28 miliardi di euro, 1,5 punti di Pil – verrà superata non prima del  prossimo anno. Per raggiungere l’obiettivo, sarà necessario attrarre i turisti stranieri che già nella Grande Crisi del 2008 hanno rappresentato un importante volano economico, mitigando le conseguenze del crollo del turismo domestico.

Lo afferma, assieme agli operatori del settore, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia: “La prima priorità è ripristinare la fiducia nei confronti del turismo internazionale: a monte di tutto c’è la ripresa dell’afflusso dei turisti stranieri”.

Nel 2019 gli arrivi di stranieri sono stati 63 milioni, per 218,8 milioni di presenze, ed una spesa 44,3 miliardi di euro. La Germania è storicamente il primo Paese di provenienza dei turisti stranieri (27,1%), seguita a distanza da Stati Uniti, Francia, Regno Unito (tutti intorno ai 6,5 punti percentuali). Ma chi spende di più pro- capite sono Russi e Cinesi, che sarebbero assenti quest’anno per motivi sanitari (e politici).

Attrarre nuovamente i turisti significa anzitutto rassicurarli sul piano della sicurezza sanitaria. Il messaggio da diffondere è che la vacanza in Italia non comporta rischi per la salute e limitazioni di sorta.  

Utile quindi l’iniziativa di Enit che ha realizzato Visit Italy Web Radio, la prima web radio internazionale per la promozione e il rilancio del turismo italiano attraverso l’intrattenimento musicale, con 27 sedi distribuite in Europa, Americhe, Asia, Oceania.

Anche Milano, la città più duramente colpita, con la regione, dalla pandemia, si attiva per riprendere il ruolo di città fortemente attrattiva. L’obiettivo dell’area Turismo del Comune di Milano è fare sistema con i partner di settore per una promozione efficace della città e del suo posizionamento internazionale come sede di grandi eventi, meeting e congressi, che generano un rilevante indotto. Ma il Comune non può esser lasciato solo: altre città europee sono supportate dai rispettivi governi.

l turismo internazionale comunque, per rilanciarsi, deve “reinventarsi” con il digitale, onde interpretare le esigenze del turista e cercare risposte alle stesse.  

Colombo Clerici “La Rai a Milano è un passo ora necessario” – Il Giornale del 7 giugno 2021

giugno 7, 2021

“È un primo passo necessario per la ripresa del Paese”. Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia, vede un segnale positivo nel progetto della nuova sede Rai di Milano che prevede, entro il 2025, l’abbandono degli studi di via Mecenate, una rivisitazione della sede di corso Sempione e un nuovo Centro di produzione nell’area del Portello, ex polo fieristico milanese. “Mi auguro non si tratti di un atto episodico, ma l’inizio di una inversione di tendenza” dice Colombo Clerici. E conclude: “Teniamo presente ad esempio che Bankitalia e Consob hanno già proprie filiali nel capoluogo lombardo, seppur con funzioni ridotte”.

La RAI a Milano: primo passo necessario alla ripresa del Paese. Dichiarazione di Achille Colombo Clerici

giugno 7, 2021

“L’Italia riparte, il motore è lombardo” titola in prima pagina Il SOLE 24 ORE di domenica 6 giugno 2021.

E infatti. Da tutti è riconosciuto che Milano e la sua regione costituiscono, con riferimento alla situazione italiana, il più forte fattore di legame con l’Europa progredita; fattore che l’Italia ha interesse a rafforzare. Solo una efficiente rete infrastrutturale di servizi pubblici, infatti, (soprattutto nel settore della mobilità delle persone, delle merci e delle informazioni; nei settori della ricerca e dei servizi alle imprese, nel settore dell’offerta culturale e sociale alle persone) può assicurare adeguate risposte alle necessità di sviluppo del Paese.

Un segnale positivo è giunto con il progetto della nuova sede Rai di Milano che prevede, entro il 2025, l’abbandono degli studi di via Mecenate, una rivisitazione della sede di corso Sempione, e soprattutto un nuovo Centro di produzione nell’area del Portello, ex polo fieristico milanese. Non è una rivoluzione. Lo ha rilevato anche Letizia Moratti, già presidente Rai: “Così come la Rai ha il centro di produzione a Torino, specializzato nell’innovazione tecnologica, così come ha il centro di produzione a Napoli specializzato nella scenografia, è giusto che abbia un polo a Milano”. 

Mi auguro non si tratti di un atto episodico, ma l’inizio di una inversione di tendenza rispetto ad una situazione non razionale.  Cito due casi emblematici. Milano è la capitale finanziaria italiana, ma, ai fini dell’efficienza del sistema, non può contare su alcune precondizioni, tra le quali il trasferimento da Roma di Consob finalizzata alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Questa considerazione vale anche per alcune funzioni svolte dalla Banca d’Italia in tema di vigilanza su banche e intermediari finanziari e di controllo in materia di antiriciclaggio. Ebbene, il coordinamento della vigilanza dovrebbe aver sede a Milano, anche ai fini di una maggior efficienza. Teniamo presente che Bankitalia e Consob hanno già proprie filiali nel capoluogo lombardo, ma con funzioni ridotte.

Il ruolo di “Roma capitale”, in virtù di una investitura derivante dalla rappresentatività sul piano storico, grazie alle disponibilità finanziarie pubbliche, previste da una legislazione speciale ed a carico dei contribuenti italiani, è anche quello di aiutare e favorire la crescita delle altre città, come rappresentante e responsabile dei loro interessi e garante delle loro prerogative e dei loro valori.

Non quello di fagocitare, monopolizzandole, attività e funzioni anche a scapito degli interessi del Paese.  Della riserva di caccia romana rappresentata dalla ex Alitalia (azienda che potrebbe diventare strategica ai fini del rilancio del turismo internazionale) e di tutto il parastato a Milano non si parla mai. Sarebbe ora di cominciare a rifletterci sopra.

”Attenzione, il compito è immane”, Articolo su QN Il Giorno del 29 maggio 2021 – di Achille Colombo Clerici

giugno 3, 2021

Nell’euforia di questi giorni del “tutti liberi dalla clausura” (o quasi) e della disponibilità di abbondanza di miliardi per i più disparati impieghi, saggezza vuole che si mediti sul “dopo”, quando torneremo alla normalità del pre-Covid, che non deve, non può, essere il nostro semplice  obiettivo.

Allora la situazione non era ottimale: non avevamo ancora riconquistato il livello ante 2008 (la Grande Crisi), le statistiche europee relegavano quasi sempre l’Italia agli ultimi posti nelle classifiche economiche dell’Unione. Nel prossimo futuro i problemi saranno la ripresa dell’inflazione, per ora modesta ma che potrebbe arrivare al 2%; il probabile termine entro il 2023 della sospensione del patto di stabilità e la possibile fine entro 2 anni del Quantative Easing della BCE. Senza contare la regola del fiscal compact che ci limita nel varare bilanci in disavanzo: regola che però si afferma essere di fatto superata. 

Questo, nella cornice del Next Generation EU, che vedrà gli Stati cedere ulteriori quote di sovranità all’Unione in cambio degli ingenti aiuti concessi: aiuti, ricordiamo, sottoposti ai contenuti delle riforme e al rispetto delle scadenze previste nei crono-programmi. Sorge legittimo il dubbio: se spesso non siamo riusciti ad utilizzare i fondi europei per realizzare progetti minori, saremo in grado di tradurre in realtà quanto abbiano promesso nel Recovery Plan (PNNR)?

C’è chi ne dubita, e vede nel Recovery Fund una specie di cavallo di Troia per imporre una sorta di vincolo ispirato al Washington Consensus (Fondo monetario Internazionale, cui si sono aggiunti la Commissione Europea e la Banca centrale europea, costituendo la famosa Troika, la cui politica non sempre ha dato buoni risultati – il caso della Grecia docet).

Ma da semplici osservatori ci limitiamo a considerare che proprio il Recovery Plan scrive all’Europa che intende utilizzare gran parte delle risorse a sostegno di quei settori che il Washington Consensus e poi la Troika hanno penalizzato: la spesa pensionistica e sociale, incluse ovviamente sanità e istruzione, le retribuzioni dei pubblici dipendenti, e in genere la Pubblica amministrazione.

Certo, il Paese ha davanti a sé un compito immane per uscire dal suo immobilismo pluridecennale. Ma, se non ora e con le risorse a disposizione, quando? E come?  

IL GIORNALE – Rinvio pagamento tributi comunali – Polemica – Assoedilizia difende la posizione dei proprietari immobiliari

giugno 3, 2021

IL GIORNALE
Milano, 30 maggio 2021                              

FI, le imposte rinviate? «È solo propaganda»

LA POLEMICA: «Rinvio delle imposte pura propaganda» Fi chiede un fondo garanzia per gli affitti.
Colombo Clerici «Perché non si consente la dilazione dell’Imu?»

Continua a non convincere la delibera approvata dalla giunta comunale che prevede il differimento della scadenza per il pagamento delle imposte locali come Tari, rette dei nidi, refezione scolastica, imposta di soggiorno, canone di occupazione di suolo pubblico, e la rateizzazione per gli importi dovuti e ancora non versati.

«La tanto sbandierata dilazione dei pagamenti tributari è veramente poca cosa e una pubblicità ingannevole di Sala attacca il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino Fabrizio de Pasquale -. L’Imu che, con 700 milioni, è la tassa più pesante per i milanesi dovrà essere versata nella prima rata il 16 giugno. La Tari negli ultimi anni si è sempre pagata tra ottobre e dicembre».

Da qui la richiesta di interventi concreti a favore delle categorie in difficoltà: «FI ribadisce la necessità di intervenire subito con un fondo di garanzia per gli affitti per dare sollievo a esercizi pubblici e commerciali e alle proprietà dei locali». Difende la posizione dei proprietari di casa il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, una categoria completamente dimenticata dal governo. «La legge nazionale non prevede infatti la possibilità per il Comune di rinviare il pagamento dell’Imu» eppure i proprietari di casa hanno dovuto far fronte a insolvenze e morosità dei propri inquilini, contenziosi per la riduzione dei canoni di locazione e blocco degli sfratti. «Siamo di fronte all’assurdo che si possa sospendere il pagamento della Tari, che è una tassa, cioè il corrispettivo di un servizio la cui erogazione ha un costo per il Comune, e non quello dell’Imu che non comporta alcuna spesa relativa a carico dell’amministrazione locale commenta Colombo Clerici -. Vengono ancora una volta penalizzati i proprietari immobiliari che locano, già duramente colpiti dalla crisi economica in atto: solo a Milano portano alle casse comunali 700 milioni di euro l’anno di sola Imu» conclude il presidente, ma «per loro la pandemia, con i suoi lutti ed i suoi danni, è come se non ci fosse mai stata».

“Il risparmio torni ad affluire in aziende e in immobili” Articolo su QN Il Giorno del 22 maggio 2021 – di Achille Colombo Clerici

maggio 24, 2021

Se la pandemia ha causato dolorose perdite umane ed ha inferto un colpo durissimo all’economia e alla qualità della vita, ha pure avuto pesanti riflessi sul sistema finanziario/bancario che dell’economia è l’ossatura portante.

Se ne è discusso alla prima edizione del “The Global Banking Forum” organizzato da Eccellenze d’impresa, Prometeia, Associazione per lo sviluppo degli Studi di banca e borsa dell’Università Cattolica, con il patrocinio della Commissione Europea e di Borsa Italiana.  

Dal webinar è giunto un messaggio di moderato ottimismo. Covid-19 ha pure accelerato processi di modernizzazione prima impensabili: basti pensare al vaccino creato in meno di un anno, al rinato ruolo dello Stato che sembrava surclassato da multinazionali e globalizzazione, allo sviluppo della tecnologia che investe anche le banche.   

In Italia questo settore sta registrando un rapido cambiamento tanto che si può parlare di una corsa veloce per recuperare il gap con il mondo bancario internazionale. Opportuno sarebbe ora agevolare – con opportuni incentivi – transizione del risparmio italiano, che ha toccato in aprile il nuovo record di 1746 miliardi di euro, o almeno di una parte di esso, dall’economia finanziaria all’economia reale: cioè al sistema produttivo-commerciale  nazionale.  

Dati provenienti da altre fonti mostrano un panorama in bianco e nero. L’esposizione delle banche italiane al debito pubblico nazionale ha raggiunto il record di 712 miliardi di euro lo scorso agosto; mentre i governi della zona euro hanno emesso una quantità record di obbligazioni nell’ultimo anno per finanziare la loro risposta alla pandemia, mandando l’indebitamento sopra il 100 per cento del prodotto interno lordo per la prima volta.

 Sul fronte privato ci saranno conseguenze su prestiti erogati ed erogandi. I danni per l’attività economica potrebbero innescare infatti un incremento delle insolvenze e delle morosità, nonostante gli interventi europei e nazionali. Così le condizioni per i prestiti per famiglie e imprese si stanno facendo più restrittive (indagine trimestrale della Banca centrale europea). 

 E c’è di più. La liquidità dei conti correnti sta scatenando appetiti vari: delle banche stesse che stanno studiando tassi di interesse negativi (in Europa qualche istituto di credito li sta già applicando) ai governi che stanno attuando piani con tassi di interesse passivi e con commissioni extra: un pericoloso precedente.

Colombo Clerici “Urban structures, functionality needs to be reviewed” – Articolo pubblicato su Italy24news.com

maggio 19, 2021

Everyone can see that the climate is changing. In Milan, to quote, in 50 years (1961-2010) the average summer temperatures have increased by 2 degrees, the periods of drought have been prolonged (the record is 48 days without rain) interrupted by ‘tropical’ storms that cause flooding and, in other cities, sometimes floods with numerous victims and considerable damage to which must be added the dead, especially the elderly and frail, due to heat waves. The phenomena are increasing exponentially. This has significant consequences on the cities of the globe, where over half of the world population now lives. Speaking about it at the Smart City Observatory of the Bocconi University of Milan, I recalled how in the building-urban planning sector, under the pressure of the EU, a double action is taking place: on the one hand, aimed at directly affecting the causes of climate change policy for the reduction of CO2 emissions and, more recently, of methane). On the other hand, a functional redevelopment process is underway for the existing buildings. In other words, a rethinking of the functionality of urban structures also in light of the centrifugal and deterritorializing trends in progress, which worsened following the pandemic event: let’s think about smart working, distance learning, e-commerce, telemedicine, culture, to entertainment and online leisure, etc. The condition of cloistered life faced during the entire period of the lockdown has accentuated the search for housing solutions aimed at allowing greater contact with light, air and nature. A search for the projection of man outside the housing cell building; a search for an extension of the house in nature. Among other things, it should be noted that in Italy the city problem for ecological purposes is more serious than elsewhere. With the anti-nuclear referendum option, in fact, the choice was made to pollute (through the prevalent use of hydrocarbons – oil, methane – and not electricity, district heating, renewable energy) where energy is consumed, that is within cities (which have become heat islands), and not where it is produced, that is, in the open countryside, a place where the disposal of pollution would be easier.

https://www.italy24news.com/News/amp/57683

“L’immobiliare commerciale in sofferenza” Articolo su QN Il Giorno del 15 maggio 2021 – di Achille Colombo Clerici

maggio 17, 2021

Il settore immobiliare commerciale, in particolare quello degli uffici e degli alberghi, è stato colpito duramente dalla pandemia. A differenza di quanto si pensa possa avvenire nel comparto residenziale – comunque in evoluzione a causa della tendenza a ricercare nella casa un prolungamento nella natura – l’impatto negativo sugli immobili destinati alla vendita al dettaglio potrebbe risultare permanente, poiché varie attività potrebbero continuare a svolgersi in futuro da remoto e altre potrebbero trasferirsi fuori dalle grandi città.  

E’ quanto afferma il Fondo Monetario internazionale nel Global Financial Stability Report dedicato all’impatto della pandemia sulla stabilità finanziaria e agli effetti delle misure straordinarie di sostegno all’economia in corso.

I prezzi degli immobili commerciali si mantengono stabili. Per ora. Ma nel timore ragionato che nel prossimo futuro si verifichi un crollo che potrebbe minacciare la stabilità finanziaria, danneggiare gli investimenti, ostacolare la ripresa economica, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR, recentemente trasmesso alla Commissione Europea, prevede consistenti investimenti nei settori delle costruzioni, immobiliare, dell’impiantistica.  

Quali sono gli interventi che interessano in particolare il settore edilizio previsti nelle sei “missioni” principali? Turismo e cultura: si mira a rigenerare i borghi, migliorare la sicurezza sismica, riqualificare le strutture ricettive. Transizione ecologica: la riqualificazione del parco immobiliare pubblico e privato, la tutela del territorio. Infrastrutture: l’intermodalità e la logistica integrata. Istruzione e ricerca: le strutture scolastiche, le mense. Coesione e inclusione: le infrastrutture sociali, la rigenerazione urbana e l’housing sociale. Sanità pubblica: la realizzazione di strutture intermedie da diffondere sul territorio quali case della Comunità e ospedali di Comunità.

Ma per attuare questo vasto programma è giocoforza realizzare riforme rinviate da decenni, tanto che il Paese è tra i meno competitivi del Continente: la riforma della pubblica amministrazione e la riforma del sistema giudiziario, cui si aggiungono le misure di semplificazione della legislazione e per la promozione della concorrenza. Non sarà un lavoro semplice.

“Strutture urbane, vanno riviste le funzionalità” Articolo su QN Il Giorno dell’8 maggio 2021

maggio 11, 2021

 “Strutture urbane, vanno riviste le funzionalità” Articolo di Achille Colombo Clerici su QN IL GIORNO dell’8 maggio 2021

Che il clima stia cambiando è sotto gli occhi di tutti. A Milano, per citare, in 50 anni (1961-2010) le temperature medie estive sono aumentate di 2 gradi, i periodi di siccità si sono prolungati (il record è di 48 giorni senza pioggia) interrotti da temporali ‘tropicali’ che causano allagamenti e, in altre città, talvolta alluvioni con numerose vittime e danni ingenti cui vanno aggiunti i morti, soprattutto anziani e fragili, a causa delle ondate di calore. I fenomeni sono in aumento esponenziale. Ciò ha rilevanti conseguenze sulle città del globo, dove vive ormai oltre la metà della popolazione mondiale.

Parlandone all’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi di Milano, ho ricordato come nel settore edilizio-urbanistico, sotto la spinta dell’U.E. sia in atto una duplice azione: per un verso volta a incidere direttamente sulle cause dei cambiamenti climatici (parliamo della politica per la riduzione delle emissioni di CO2 e, più recentemente, di metano). Per altro verso, è in atto un processo di riqualificazione, sotto il profilo funzionale, degli edifici esistenti. In altri termini un ripensamento della funzionalità delle strutture urbane anche alla luce delle tendenze centrifughe e deterritorializzanti in atto, aggravatesi a seguito della vicenda pandemica: pensiamo allo smart working, alla didattica a distanza, all’e-commerce, alla telemedicina, alla cultura, allo spettacolo e al leisure online, etc.

La condizione di vita di clausura affrontata durante tutto il periodo del lockdown ha accentuato la ricerca di soluzioni abitative tese a consentire il maggior contatto con la luce, l’aria, la natura. Una ricerca di proiezione dell’uomo al di fuori della cella abitativa edilizia; una ricerca di un prolungamento della casa nella natura.    

Va osservato, tra l’altro, che in Italia il problema-città ai fini ecologici, è più grave che altrove. Con l’opzione referendaria antinucleare, infatti, si è fatta la scelta di inquinare (attraverso l’uso prevalente degli idrocarburi – petrolio, metano – e non dell’elettricità, del teleriscaldamento, delle energie rinnovabili) dove l’energia è consumata, cioè all’interno delle città (divenute isole di calore), e non dove essa viene prodotta, cioè in aperta campagna, luogo in cui lo smaltimento dell’inquinamento sarebbe più agevole.

“Senza Fiere non si può ripartire” Articolo su QN Il Giorno del 1° maggio 2021 di Achille Colombo Clerici

maggio 3, 2021

L’export è uno dei punti forti dell’economia italiana. Durante la crisi finanziario-economica del 2008 ha consentito di mantenere a galla il Paese e nel 2019 ha generato 53 miliardi di euro di saldo positivo della bilancia commerciale, in crescita del 35% rispetto all’anno precedente.

Uno dei motori dell’export è costituito dal settore fieristico colpito in maniera durissima dalla pandemia. Se nel mondo il fatturato si è ridotto del 72% nel 2020, lo stesso è avvenuto in Italia dove il comparto fieristico ha subito un completo blocco (ad eccezione della brevissima ripresa di settembre-ottobre) che perdura tuttora con oltre 180 eventi annullati ed una perdita di oltre 2 miliardi di euro.  

 Secondo una analisi di ISPI ciò rappresenta solo la sommità dell’iceberg. Infatti bisogna aggiungere l’indotto economico (alberghi, ristorazione e servizi accessori) con una perdita complessiva di 18 miliardi di euro. Ma ancora più grave è il danno subito dalle nostre esportazioni il cui mercato all’estero dipende per il 50%, secondo attendibili valutazioni, proprio dal canale fieristico. 

 In Italia, come in altri Paesi, si sono adottate misure di supporto al settore, giudicate però insufficienti.  Viene in soccorso la tecnologia. L’impossibilità di svolgere eventi fisici ha infatti spinto diversi operatori a optare per uno svolgimento virtuale degli eventi programmati. Un esempio di fiera interamente virtuale di successo è quello della 127esima China Import and Export Fair di giugno 2020, organizzata a Guangzhou: per dieci giorni l’evento ha coinvolto oltre 26.000 espositori. Anche il governo italiano ha deciso di fare ricorso a questa modalità: l’anno scorso ICE ha infatti lanciato il servizio Fiere Smart 365 che mette a disposizione delle imprese una piattaforma virtuale per svolgere incontri.

Naturalmente tale modalità ha dei limiti: per citare, il comparto enogastronomico, un’importante componente del panorama fieristico italiano, non può passare, proprio per le caratteristiche dei suoi prodotti, a un modello virtuale.

Un segnale fondamentale della ripresa del settore verrà offerto dal Salone del Mobile che si terrà dal 5 al 10 settembre nonostante la defezione di alcuni sponsor (il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha assicurato la propria presenza); evento considerato da tutti come la ripartenza – non solo simbolica – di Milano e del Paese.