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“Il Lavoro a Milano” dibattito dell’Associazione culturale DEMOS – EUROPASIA informa

maggio 7, 2021

“Il Lavoro a Milano” dibattito dell’Associazione culturale Demos
EUROPASIA INFORMA

di Benito Sicchiero

Con un omaggio ai due più recenti caduti sul lavoro – Luana D’Orazio di Prato e Christian Martinelli di Busto Arsizio – si è aperto il webinar sul tema Lavoro a Milano organizzato dall’Associazione culturale Demos*. Autorevoli i relatori: in ordine di intervento, Tito Boeri, economista e accademico, già presidente INPS; Aldo Bonomi, sociologo e direttore del Consorzio Aaster; Massimo Ferlini, esperto di politiche sul lavoro, già presidente della Compagnia delle Opere. Coordinatore Paolo Petracca, presidente provinciale delle Acli di Milano.

E sono stati la sicurezza sul lavoro (27 i caduti da inizio anno in Lombardia) assieme alla ‘riscoperta’ della partecipazione (la cogestione della seconda metà del secolo scorso) i temi principali del dibattito, inquadrati da Petracca nella cornice della conseguenza della pandemia in termini di aumento della povertà, delle disuguaglianze, della disoccupazione (secondo la Cgil, nell’area metropolitana sono a rischio 400.000 posti di lavoro, previsti 40.000 disoccupati). Ciò rende necessari non solo sostegni a chi non ha reddito oppure un reddito insufficiente, ma anche accompagnare la formazione con il reinserimento nel mondo del lavoro. Perché, ha concluso Petracca, il lavoro è elemento identitario fortissimo: milanese è chi lavora a Milano.

Per Boeri l’Italia registra il triste primato di maggior numero di morti sul lavoro tra i Paesi occidentali industrializzati: a causa del gran numero di contratti temporanei che non consentono una adeguata preparazione alla sicurezza dei lavoratori e dell’assenza di controlli nelle fabbriche (l’Ispettorato del Lavoro è stato ulteriormente penalizzato in termini di personale).

Quali le prospettive di ripresa? La Lombardia, un tempo all’avanguardia nella politica sanitaria, ha rivelato una insospettata inefficienza, registrando il più alto alto numero di morti e di contagiati del Paese, con forti conseguenze sull’economia e sul tessuto sociale nel suo complesso. Se alcuni settori produttivi hanno contenuto le perdite (edilizia e manifatturiero) ed altri hanno addirittura registrato profitti, ristorazione, turismo, consumo al dettaglio, servizio alla persona, spettacolo – che oltretutto non possono adottare il lavoro a distanza – non si riprenderanno facilmente: nel 2020 in Lombardia si è registrata la perdita di 4.000 aziende, e con essa la perdita del capitale umano che ne faceva parte. E’ necessario, ha concluso Boeri, che il PNRR dedichi maggiori risorse alle piccole e medie realtà locali, invece si concentra sui grandi progetti infrastrutturali quali autostrade, ferrovie, porti. 

Bonomi non è stupito dal boom della povertà, perché il trend nasce ben prima del Covid-19 e l’accelerata era inevitabile. Ma è preoccupato che la risposta possa essere parziale e incapace di ricucire il Paese sfaldato dalla pandemia: green economy e svolta digitale sono fondamentali ma senza un Social Recovery non usciremo da questa grande crisi. Vanno riscritti in fretta il welfare e i meccanismi di inclusione sociale, abbiamo davanti dati terribili. Concorda con Boeri che l’opera di ricostruzione deve partire dal basso; e va riscoperta la cogestione olivettiana, a suo tempo sconfitta dallo scontro capitale-lavoro.

Ferlini. Rispetto ad altre crisi, la pandemia sta facendo pagare a Milano l’accelerazione delle disuguaglianze nel mondo del lavoro. C’era chi, già occupato ma con reddito insufficiente, arrotondava con altri lavoretti che ha perso; chi, con contratti a termine, ha perso tutto. Il welfare italiano lascia scoperte ampie fasce sociali, colpendo anche i livelli ‘alti’, i settori delle Fiere, del lancio di prodotti, delle sfilate e il loro indotto. Occorre che una sola agenzia, come avviene in altri Paesi, si occupi non solo della formazione ma anche di procurare un lavoro analogo al precedente. Sono poi da incentivare politiche sociali tali da mantenere il melting pot che ha caratterizzato la città (il 20% degli immigrati ha comprato casa); con edilizia popolare, case a riscatto, affitto politico. L’obiettivo di un nuovo welfare si può raggiungere con la collaborazione pubblico privato: altrimenti ci restano solo gli apertivi.

Conclude Petracca riassumendo: ripristinare la medicina sul territorio dopo trent’anni di abbandono; recuperare il capitale umano disperso dalla pandemia fornendo il lavoro dopo la formazione; ripartire dal concetto evangelico francescano.

*Associazione Culturale Demos per la cittadinanza attiva, la partecipazione popolare e lo sviluppo sostenibile. Attiva dal 2017, si pone l’obiettivo
di sviluppare la partecipazione della cittadinanza alla vita democratica della comunità.
L’adesione all’Associazione è libera e il suo funzionamento è basato sulla volontà democraticamente espressa dai Soci. Le cariche sociali sono elettive ed è assolutamente escluso ogni scopo di lucro
.

Foto: Tito Boeri con Achille Colombo Clerici presidente di EUROPASIA Istituto Europa Asia (foto d’archivio)

“I nuovi quartieri di Milano dall’asse di Porta Romana con il nuovo Policlinico” webinar organizzato dall’Associazione Milano Vapore

marzo 11, 2021

“Nella classifica della 30 principali Global Cities mondiali redatta da Schroders non c’è una sola città italiana: passi per Londra e Parigi, ma essere preceduti da Monaco, Manchester, Madrid lascia perplessi. Se si aggiunge il fatto che l’Italia, lo scorso anno – sia pure eccezionale – ha visto azzerarsi gli investimenti diretti esteri (Germania -61%, Francia -39%) – ci si rende come il nostro Paese, di cui Milano e la sua regione sono la locomotiva – abbisogni, in particolare Milano, di un intervento sul piano internazionale politico-economico risolutivo per raddrizzare la preoccupante piega che si va profilando.  

In teoria, quali le linee guida nell’ azione della Amministrazione comunale in campo urbanistico?

L’obbiettivo è duplice: migliorare la qualità del vivere per i cittadini e l’offerta di servizi alle persone ed alle imprese, da un lato, e implementare la competitività complessiva della città, aumentandone l’attrattivitàoperando a livello di nuovi interventi edilizio/urbanistici, dall’altro.

In particolare, le linee di intervento in campo urbanistico sono: recuperare verde all’uso pubblico;  risparmiare suolo in rapporto ai carichi insediativi (abitanti/funzioni); migliorare la qualità dell’ambiente con il piano aria/ambiente e con  interventi di efficientamento energetico sugli edifici esistenti; insediare funzioni strategiche ( investendo in scienza –  il Nuovo Policlinico né è un brillante esempio – ricerca, cultura)  qualificanti sul piano culturale e dell’immagine che sono fattore di potenziamento della attrattività e di incremento del dinamismo sociale ed economico; accrescere la dotazione di nuove abitazioni a canone calmierato.”.  Così Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, ha concluso i lavori del webinar “Il disegno dello spazio urbano. I nuovi quartieri di Milano dall’asse di Porta Romana con il nuovo Policlinico” che fa parte di un ciclo organizzato dall’Associazione Milano Vapore presieduta da Giampaolo Berni Ferretti che ha sintetizzato, nel presentare il dibattito, il concetto essenziale di urbanistica riportando la citazione di una famosa definizione datane da Le Corbusier: “I materiali dell’urbanistica sono il sole, gli alberi, il cielo, l’acciaio, il cemento, in quest’ordine gerarchico e indissolubile.”

Alessandro Miani, presidente di Sima-Società Italiana di Medicina e Carmelo Ferraro, consiglio di amministrazione Fondazione Policlinico, hanno illustrato il progetto del Nuovo Policlinico in fase di completamento (fine 2023, inizio 2024): un complesso non soltanto medico-scientifico ma destinato a modificare profondamente la qualità del vivere di buona parte della città per le innovazioni urbanistiche ma soprattutto per il ruolo che svolgerà, anche da un punto di vista sociale. Un po’ come successe quando venne fondato da Francesco Sforza nel 1456 modificando la cultura dell’assistenza sanitaria europea. Dal canto suo Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale, ha rilevato comunque – a prescindere dall’eccezionalità dell’opera – alcune carenze dovute alle infrastrutture circostanti quali il mancato collegamento delle due metropolitane, la linea 3 e la linea 4, in costruzione, per agevolare l’afflusso di pazienti e parenti.

Notevole il contributo di proposte di intervento delle diverse associazioni e comitati rappresentati da Rosetta Locoro e Giulio Massa, presidente e vice presidente di Associazione Raggio Crocetta; Sabrina Frigoli, Associazione commercianti Porta Romana Bella; Viviana Polimeni, Associazione Portami per Mano onlus. I lavori sono stati moderati Fausta Chiesa, giornalista del Corriere della Sera.

FONDAZIONE ITALIA CINA – Presentazione libro: libro “Focus in Cina. Un viaggio tra cultura, scenari e opportunità

novembre 30, 2020

Il libro-vademecum “Focus Cina” di Francesco Boggio Ferraris dedicato alle pmi esportatrici

CONOSCERE LA CULTURA, ORGANIZZARSI, MANTENERE L’ORIGINALITA’ DEI PRODOTTI

di Benito Sicchiero

La Cina non è poi così vicina. Anche se è stata protagonista di un progresso economico, tecnologico e sociale che – caso probabilmente unico nella storia dell’umanità – in pochi decenni l’ha portata ad essere la seconda potenza al mondo, le differenze tra cultura orientale e cultura occidentale sono notevoli. L’italico imprenditore, ricco di capacità e di fantasia quanto povero di organizzazione, deve esserne cosciente se vuole penetrare quell’immenso mercato (oltre 400 milioni di componenti la classe media).

E’ quanto raccomanda il libro “Focus in Cina. Un viaggio tra cultura, scenari e opportunità” di Francesco Boggio Ferraris, direttore della Scuola di Formazione Fondazione Italia Cina, al centro del primo appuntamento online dedicato alle pmi organizzato da Istao-Istituto Adriano Olivetti in collaborazione con China Center, Università di Macerata e Fondazione Italia Cina. Ha aperto i lavori Sara Paoletti della Fondazione, coordinati da Gianluca Sampaolo dell’Università di Macerata.

Si è parlato di Covid 19: i consumi da gennaio a ottobre. Revenge spending o rational consumption? Delle dieci parole chiave per interpretare il mercato cinese; degli otto pilastri di una strategia vincente dedicata alla Cina.

Innanzitutto, il mercato cinese è l’unico al mondo ad essersi ripreso dalle conseguenze della pandemia (più 0,7% del pil rispetto al 2019) e uno dei pochissimi Paesi ad averla praticamente debellata: merito indubbio di un sistema di controllo impossibile da imporre in un Paese democratico ma anche (o soprattutto?) di una cultura che privilegia la collettività rispetto all’individualismo, riassunta nella motivazione: “Coloro che mentono sulla loro temperatura sono nemici di classe”. Che vengono perseguiti. Ad esempio, se al controllo della temperatura alla stazione del metrò risultano dati diversi da quelli comunicati all’uscita di casa (l’equivalente di Immuni là funziona) scatta la denuncia.

Nei giorni scorsi al Plenum del XIX Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, è stato delineato il 14° Piano quinquennale per lo sviluppo economico del Paese nel periodo 2021-2025.  Punto cardine del Piano è una minore dipendenza dalle esportazioni ed un maggiore sviluppo tecnologico e qualitativo della produzione destinata ai consumi interni. Dando seguito a linee di tendenza abbozzate da almeno un decennio, la Cina prenderà sempre più la strada per diventare più terra di consumo che di produzione (non più, relativamente parlando, ‘fabbrica del mondo’), favorendo così le importazioni rispetto alle esportazioni; avendo allo stesso tempo ridotto l’esposizione verso un contesto internazionale sempre più ostile.

Opportunità quindi per i nostri magnifici esportatori di prodotti di lusso come di macchine industriali. Ma attenzione, richiama Boggio Ferraris: l’imprenditore italiano non deve strizzare l’occhio al gusto cinese, deve anzi rivendicare la propria creatività ed originalità, che sono molto apprezzate.

In sintesi, la conquista del mercato cinese poggia su otto pilastri: modello di business, comunicazione, prodotto, prezzo, organizzazione, tecnologia, aspetti legali, crisis management.

I rapporti tra Italia e Cina godono di auspici favorevoli. I Giochi olimpici invernali di Pechino 2022 passeranno a Milano-Cortina nel 2026; potrebbe ripetersi quanto successo con Expo Shanghai 2010 passata a Milano nel 2015, con i risultati che ben conosciamo.

“La società, la città durante e dopo la pandemia” Esperienze e prospettive – Dibattito Collegio Ingegneri e Architetti Milano, Archxmi, AIM

novembre 19, 2020

Osservatorio Metropolitano apre il nuovo ciclo di dibattiti
BASSETTI: PANDEMIA, SPECCHIO DELLA CRISI DELLA DEMOCRAZIA
COLOMBO CLERICI: MILANO GIANSENISTA E LA NUOVA TRASFORMAZIONE        

Il confucianesimo comunitario asiatico vince sull’occidente individualista: lo dimostra la fase attuale della pandemia che vede Covid-19 quasi scomparso in estremo oriente e affliggere invece Europa e America. Ed è la riflessione di Piero Bassetti, brillante 92enne, uno dei più illustri e noti esponenti della politica alta milanese ed italiana, espressa al dibattito online “La pandemia tra Milano, Italia, Europa, mondo” organizzato per Osservatorio Metropolitano dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, ArchxMi e Aim-Associazione interessi metropolitani.  

Presentato dal conduttore Gianni Verga, Bassetti ha citato alcune risposte da lui fornite alle 100 domande postegli da Stefano Rolando, sociologo e guru della comunicazione, nel libro-intervista “Glocal a confronto. Piero Bassetti riflette sulla pandemia”, Luca Sossella editore, prefazione di Riccardo Fedriga, professore di filosofia all’Università di Bologna, anche loro presenti al dibattito. Uscito in parallelo con “Pandemia. Laboratorio di comunicazione pubblica”, i due libri   hanno trovato la loro matrice e la loro lavorazione nel quadro dell’Osservatorio sulla Comunicazione pubblica dell’Università IULM che ha orientato fin da febbraio un monitoraggio permanente su “Media, Comunicazione e Coronavirus”.

Prosegue Bassetti: “Il mondo non ha reagito in modo uguale all’arrivo della pandemia, per la semplice ragione che si è diviso fin dalle prime avvisaglie su una premessa di fondo. Chi era predisposto – anche culturalmente – a percepire il ‘contagio’ come un evento comune, comunitario, collettivo e chi poneva al centro del campo un sistema planetario di individui. La cosa che più mi impressionò quando andai le prime volte in Cina fu di constatare che da  migliaia di anni il medico cura i malati rigorosamente nel quadro della responsabilità della comunità. Per capirci: “La mia sopravvivenza sono cavoli miei”, tendono a pensare gli occidentali. “La mia sopravvivenza è un problema della comunità”, pensano invece gli orientali.

 “Oggi si potrebbe dire: facendo così della salute un tema glocal. Non solo del local (l’individuo), non solo del global (il gpianeta). Dalla ricerca alla terapia questo approccio ti prepara in modo diverso a una vicenda come quella in corso che ha messo in evidenza il declino della democrazia, come la intendiamo in occidente.  Anche la ‘democrazia rappresentativa’ ha una sua dimensione di ossimoro. La ‘crazia’, il potere, è usata dal ‘demo’, il popolo. Se il demo non ha l’intelligenza di capire che la crazia all’80 % è orientata contro di lui, finisce per determinare un ciclo in cui quel potere lo instupidisce.”  

E Milano come si inserisce nel contesto globale? Secondo Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia “pur gravemente ferita, Milano continu a svolgere il compito storico di tenere  agganciato il Paese all’ Europa e al mondo. Anzi, l’avere la pandemia messo in discussione un rapporto di relazioni consolidato (lavoro, ricerca, cultura e quant’altro) può costituire la ragione del sorgere di nuove modalità di vivere e lavorare.  Esempio ne sono la recente sfilata di Armani in rete, il ritorno di Valentino a Milano dopo 13 anni, Coima, Covivio e Prada con il Villaggio Olimpico.  Non è un fatto che Milano abbia saputo sempre rinnovarsi – basti pensare alla trasformazione da città industriale a città del terziario avanzato e della conoscenza – mantenendo il proprio ruolo assieme ad altre città che il business guru Jonas Ridderstrale ha definito ‘ motori di crescita, cioè soggetti economici che producono valore.

“Milano resta forte e resiliente grazie a quella formazione giansenista che Giorgio Rumi riassumeva come insieme di religione, valori morali, famiglia, laboriosità tesi al risultato; e che Eugenio Radice Fossati definiva ‘milanesità, come brace che cova sotto la cenere pronta alla fiammata quando le circostanze lo impongono’.

Colombo Clerici conclude: “Assoedilizia si prefigge di accompagnare questo cambiamento sociale e culturale con iniziative in collaborazione con istituzioni pubbliche e private quali Università degli Studi, Università Bocconi,  Ambrosianeum, Fabbrica del Vapore, Fiera di Bologna, Comitati di quartiere. Il dibattito di questa sera, promosso dal Collegio, da Archxmi, da AIM è un passaggio importante di questo percorso.

Prossimi dibattiti, sempre online sulla piattaforma BigMarker: martedì 1 dicembre 2020, ore 18 “La residenza universitaria. Il ruolo del Collegio di Milano”; martedì 15 dicembre 2020 ore 18, “Milano e la sua architettura nello sguardo della fotografia”.  

Osservatorio Metropolitano   ha il patrocinio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano, di Assoedilizia, di Cersu-Centro regionale di studi urbanistici della Lombardia, della Fondazione Ordine ingegneri provincia di Milano. Ha quale obiettivo, trattando argomenti urbanistici, tecnici, sociali, culturali, di finalizzare ad approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle future proposte sullo sviluppo di Milano e della Città Metropolitana.

Foto d’archivio: Piero Bassetti con Achille Colombo Clerici 

Premio annuale eccellenze d’impresa – Milano Teatro Manzoni

ottobre 16, 2020

L’annuale premio per l’eccellenza d’impresa

Eccellenze d’Impresa 2020: Caffè Borbone vince la sesta edizione
CAIRO: AIUTARE LE AZIENDE CON MAGGIORE POTENZIALE

“Le aziende italiane soffrono da tempo di carenza di liquidità che la pandemia ha ulteriormente aggravato. Se si riuscisse a finanziarle mettendo a loro disposizione la grande quantità di risparmio che giace nei conti correnti delle banche – oltre 1.450 miliardi – con strumenti moderni, avremmo un aumento del PIL industriale del 26% e del PIL generale del 6%” come risulta dalla ricerca “Campioni d’Italia. I fattori del successo di 10.000 imprese italiane. “

Questa l’opinione espressa da Luigi Consiglio, Presidente di GEA-Consulenti di Direzione al Teatro Manzoni di Milano dove si è svolta la cerimonia per l’assegnazione della settima edizione del  Premio Eccellenze d’Impresa 2020, il riconoscimento attribuito a imprese operanti in Italia che si siano distinte per performance di eccellenza sulla base di criteri come la capacità di innovazione, l’internazionalizzazione e la sostenibilità. Il premio è stato vinto da Caffè Borbone che sì è aggiudicato sia il premio come Vincitore Assoluto, sia quello per la categoria Crescita e Sostenibilità. All’evento è stato invitato il presidente di Assoedilizia e di Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Il premio, patrocinato da Borsa Italiana, è organizzato da Eccellenze d’Impresa, progetto culturale nato dalla partnership tra GEA-Consulenti di Direzione, ARCA FONDI SGR e Harvard Business Review. La giuria è composta da Raffaele Jerusalmi, Amministratore delegato di Borsa Italiana, Gabriele Galateri di Genola, Presidente di Assicurazioni Generali, Marco Fortis, Vicepresidente di Fondazione Edison, Patrizia Grieco, Presidente di Enel, e Luisa Todini, Presidente di Todini Finanziaria.

Ad aggiudicarsi il premio per la categoria “Innovazione e Tecnologia” è stata Lincotek, nuovo nome dell’azienda Turbocoating, che si occupa principalmente di turbine industriali a gas (IGT), componenti per il settore biomedico e aviazione. Il premio per la categoria “Internazionalizzazione” è stato attribuito a Carel Industries, gruppo leader nella fornitura di soluzioni per il controllo dei sistemi di condizionamento, umidificazione e refrigerazione per applicazioni industriali e commerciali. Nella categoria riservata alle “Start-up”, il riconoscimento è andato a Kineton, azienda che fornisce servizi di ingegneria avanzata a player dei settori automobilistico, media, telecomunicazioni e intrattenimento. In ogni categoria sono state assegnate, a fianco dei premi, anche due menzioni speciali, ricevute rispettivamente da: Zucchetti e dalle Cantine Ferrari per la categoria “Crescita e Sostenibilità”, da Sorint e IRBM, per “Innovazione e Tecnologia”, da Simonelli Group e LU-VE Group per i loro meriti nel processo di “Internazionalizzazione” e da E-Novia e Credimi, fra le “Start-up”.

Nel keynote speech Urbano Cairo, presidente di Cairo Communication e amministratore delegato di RCS MediaGroup, si è detto convinto dell’importanza, in una fase come questa, di avere idee nuove. “Ricordiamoci che nel 2009 il nostro PIL ha perso quasi il 6% che è poco di meno di quello che perderà quest’anno, eppure le aziende hanno continuato a operare bene, raddoppiando gli sforzi e ottenendo buoni risultati. Quello che conta oggi è avere una grande determinazione, una creatività maggiore e una grande compattezza d’impresa, per uscire, come è successo in tutte le crisi, più forti. Ma i decisori pubblici aiutino i settori più colpiti dalla crisi e soprattutto facciano scelte selettive andando verso settori che hanno del potenziale, come avviene negli altri Paesi industrializzati.”

Gli scenari di eccellenza non nascondono di certo le difficoltà del tessuto imprenditoriale italiano. “Dalla crisi del 2008 – si legge nell’intervento di Ugo Cedrangolo in Campioni d’Italia – abbiamo perso circa il 25% della base industriale del Paese e, naturalmente, della relativa occupazione. Molti settori e molti distretti hanno sofferto particolarmente e si sono praticamente spenti: i nostri “corpi caldi” si sono indeboliti.” La tavola rotonda “Come il mercato dei capitali può accelerare la crescita dei campioni nazionali” è stata coordinata da Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera.

Foto d’archivio: Urbano Cairo con Achille Colombo Clerici




Newsletter n. 3/2020 Federfondiaria

febbraio 27, 2020

Newsletter n.3 Proprietà Fondiaria

Newsletter 2/2020 Federazione della Proprietà Fondiaria Italiana

febbraio 11, 2020

Newsletter n.2 Proprietà Fondiaria

Newsletter Federazione nazionale della Proprietà Fondiaria ott. 2019

ottobre 25, 2019

Newsletter Federazione nazionale della Proprietà Fondiaria ott. 2019
Newsletter n.10

AlpTransit Gottardo – Lettera in data 27 maggio 2016 al presidente Assoedilizia Colombo Clerici dall’ emerito Sindaco di Lugano, Arch. Giorgio Giudici

maggio 27, 2016

Associazione
AMICI di MILANO

Scrivevamo: L’ Associazione Amici di Milano, in collegamento con l’Associazione Carlo Cattaneo di Lugano ed Assoedilizia di Milano, diede vita negli anni ’90 in Italia alla ideale constituency per sostenere le ragioni del Gottardo quando tutto sembrava perduto, dopo il voto della Camera Bassa elvetica che aveva optato per un decollo del progetto in tempi differenziati, anteponendo al Gottardo il Loetshberg.

L’arch. Giorgio Giudici risponde:

“Caro Avvocato,

Grazie per questa preziosa testimonianza. Come già Sindaco sono stato fiero ed onorato di aver potuto contare sul vostro sostegno. Oggi come sempre sono tutti padri senza conoscere realmente l’impegno vero profuso. Ma la storia si costruisce sugli atti e non sul protagonismo momentaneo. Buon wk Giorgio Giudici”

Foto d’ archivio: Achille Colombo Clerici con l’ allora Sindaco di Lugano Giorgio Giudici

Achille Colombo Clerici con Giorgio Giudici

Associazione Carlo Cattaneo Lugano – Presidente Giancarlo Dillena – Nuovo Comitato – Assemblea Aprile 2016

aprile 28, 2016

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

Lugano, assemblea annuale dell’Associazione svizzero-italiana Carlo Cattaneo
Giancarlo Dillena, già direttore del Corriere del Ticino, nuovo Presidente
L’ambasciatore svizzero Giancarlo Kessler ha fatto il punto sui rapporti tra i due Paesi

Giancarlo Dillena, già direttore del Corriere del Ticino (dal quale è tratta la presente cronaca), è stato eletto presidente dell’Associazione Carlo Cattaneo. La nomina è stata decisa a Lugano nel corso dell’assemblea annuale. Dillena subentra a Paolo Grandi, nominato copresidente onorario.

Grandi divide questa carica con Franco Masoni, al quale era succeduto come presidente dell’Associazione. È stato in buona parte confermato il comitato della Carlo Cattaneo – del quale fa parte quale cofondatore della Associazione il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici – con l’aggiunta di personalità di rilievo quali Cosimo Risi, ambasciatore d’Italia a Berna e Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera ed editorialista del CdT.

Ha anche dato la sua adesione Marco Romano, consigliere nazionale.

A margine dell’assemblea si è poi tenuta la conferenza “Rapporti italo-svizzeri: facciamo il punto” dell’ambasciatore svizzero a Roma, Giancarlo Kessler, intervistato da Dillena. “In questo momento i rapporti tra i due Paesi sono ottimi”, ha esordito Kessler, aggiungendo: “Sono arrivato a Roma quando il Governo Renzi era in carica da qualche mese e da allora il dialogo con la controparte italiana funziona bene”. Di certo c’erano state alcune difficoltà nella fase precedente, nella quale in Italia si erano succeduti due Governi tecnici; tali difficoltà, tuttavia, sembrano essere state superate. Sulla spinosa questione del mercato del lavoro ticinese, Kessler ha spiegato che “gli accordi sulla libera circolazione non hanno gli stessi effetti nei diversi cantoni di frontiera svizzeri; di conseguenza, alcune problematiche si verificano solo in Ticino”.

Promuovere le relazioni culturali fra Svizzera e Italia nell’ambito letterario, artistico, sociale, economico, commerciale e politico, offrendo ai soci e al pubblico conferenze, incontri, dibattiti, pubblicazioni, e contribuendo all’organizzazione di premi, borse di studio e iniziative diverse.

Questo lo scopo dell’Associazione Carlo Cattaneo, sodalizio di diritto elvetico che ha sede a Lugano ed è riconosciuto dal Ministero italiano degli Affari esteri.

Nata ufficialmente il 7 febbraio 1992, grazie alla sua attività l’Associazione ha raggiunto un alto grado di notorietà sia in Svizzera che in Italia, grazie anche all’appoggio offerto fin da subito al progetto della “Regio Insubrica”.

La “Carlo Cattaneo” vive grazie ai contributi di enti privati, di banche ed imprese, ma anche di singoli cittadini, sia svizzeri che italiani, desiderosi di rafforzare ulteriormente i rapporti fra due Paesi già legati da affinità culturali, geografiche ed economiche.

Foto d’archivio: Achille Colombo Clerici con Ferruccio de Bortoli

Achille Colombo Clerici con Ferruccio de Bortoli