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“Le nuove leggi urbanistiche e edilizie della Regione Lombardia” Regione e CIAM Collegio Ingegneri e Architetti Milano – CONVEGNO – Sala Marco Biagi Regione Lombardia 3 luglio 2017 ore 8,30 – Assoedilizia informa

giugno 27, 2017

A s s o e d i l i z i a
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Convegno di Regione Lombardia con la collaborazione del Collegio Ingegneri e Architetti di Milano

LE NOVITA’ SU CONSUMO DEL SUOLO E RIGENERAZIONE URBANA

Nell’ambito della collaborazione tra il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano e l’Assessorato Urbanistica e Territorio di Regione Lombardia, è organizzato un convegno che si svolgerà lunedì 3 luglio, dalle ore 8,30 alle 13, nella Sala Marco Biagi di Regione Lombardia a Milano sul tema “Urbanistica ed  Edilizia, cosa cambia in Lombardia. Nuove regole sul consumo del suolo e il recupero dell’esistente (sottotetti e seminterrati)”.

Questo il programma.

9:30 Saluti istituzionali
. Roberto Maroni, Presidente di Regione Lombardia;
. Viviana Beccalossi, Assessore al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città Metropolitana, Regione Lombardia;
. Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura, Comune di Milano;
. Eugenio Radice Fossati, Presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano.

Ore 10:00
“Regione Lombardia: urbanistica ed edilizia, le nuove leggi” relatore Roberto Laffi, Direttore Generale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città Metropolitana, Regione Lombardia;
“Integrazione del Piano Territoriale Regionale e norma transitoria l.r. 31/2014”, relatore Maurizio Federici, Regione Lombardia;
“La semplificazione delle procedure urbanistiche ed edilizie”, relatore Filippo Dadone, Regione Lombardia.

11:00 Tavola rotonda,
coordinata da Gianni Verga, Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano.
Vi partecipano:
Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia;
Guido Bardelli, Ordine degli Avvocati di Milano;
Valeria Bottelli, Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano; Marco Dettori, Presidente di Assimpredil ANCE;
Maurizio Cabras, ANCI Lombardia;
Paolo Carettoni, Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Milano;
Vincenzo Giovine, Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi;
Luca Iberati, Consiglio Notarile di Milano;
Alessandro Malapelle, Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati delle Province di Milano e Lodi;
Carlotta Penati, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano;
Paolo Pirovano, Segretario dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

13:00 Conclusioni,
Viviana Beccalossi, Assessore al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città Metropolitana, Regione Lombardia

Il convegno avviene dopo il successo riscosso lo scorso 30 gennaio dal seminario “Il ponte del nord-ovest: territorio e infrastrutture”.

Foto: Roberto Maroni e Achille Colombo Clerici

 

“L’Europa e l’Appeal” gli IDE Investimenti diretti esteri – QN Il Giorno ediz. del 24 giugno 2017 – di Achille Colombo Clerici

giugno 26, 2017

Secondo l’EY Attractiveness Survey 2016 che ha intervistato 410 decision-makers europei, nel 2016 gli investimenti diretti esteri verso l’Italia, i cosiddetti Ide, sono aumentati del 62% rispetto al 2015, collocandoci al secondo posto – il primo è andato alla Svezia, più 76% – nella classifica di 20 Paesi europei; ma la stessa classifica ci vede soltanto in sedicesima posizione per attrattività, con i Paesi nostri competitors – Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna nell’ordine – ai primi quattro posti.

Che la situazione non sia così rosea lo conferma l’incremento occupazionale: il più 92% rispetto al 2015 vuol dire soltanto 2.654 posti di lavoro creati su un totale di quasi 260.000 in Europa,  gratificando l’Italia come  fanalino di coda.  Inoltre gli 89 nuovi progetti d’investimento nel 2016 lontani dai 103 del 2013 (in Europa sono stati complessivamente 5.845, privilegiando vendite, marketing e manufatturiero).

Operazioni che non bastano a spostare l’asticella dello scarso appeal italiano nei confronti dei grandi investitori internazionali. Con rare eccezioni, dal 1994 al 2015, il flusso degli investimenti diretti esteri si è infatti attestato ogni anno intorno all’1% del Pil: in termini assoluti nel 2016 circa 20 miliardi di dollari, ben lontani dai 46 miliardi della Francia o dai quasi 180 miliardi del Regno Unito.

Nella maggior parte dei casi, i capitali stranieri comprano i nostri gioielli consolidati – nei campi della moda, della tecnologia e industria tecnologica, del lusso, dell’alimentare, del design, degli immobili di pregio  – con fini speculativi, spesso a prezzi di realizzo, ma si guardano bene dall’investire in attività da creare.  E, obiettivamente, non si può dare loro torto.

E’ l’intero sistema Paese che funziona male, come dimostra il fatto che da vent’anni il livello della nostra produttività è la metà della media europea. Incapacità di ridurre gli sprechi (fallimento della spending review), corruzione, asfissiante bocrazia, catto funzionamento e lentezza della giustizia, sono le zavorre che impediscono di ripartire alle forze sane del Paese. E che generano sfiducia sul futuro dello Stellone, all’estero ma anche da noi.

Registrazione contratti di locazione – Uffici Finanziari, errata interpretazione della normativa sulla legge di registro – Clausola “penale” per interessi di mora – Assoedilizia contesta orientamento interpretativo degli uffici – Applicazione Sanzioni

giugno 22, 2017

 

 

Registrazione contratti di locazione – Uffici Finanziari, errata interpretazione della normativa sulla legge di registro – Clausola “penale” per interessi di mora. – Assoedilizia contesta orientamento interpretativo degli uffici – Applicazione Sanzioni

*   *   *

Dichiarazione del Presidente Achille Colombo Clerici:

Alcuni soci di Assoedilizia, che hanno regolarmente registrato contratti di locazione negli anni scorsi, si sono visti notificare ad opera di alcuni dei sei ex Uffici del Registro di Milano, avvisi di liquidazione e di irrogazione delle sanzioni per omesso pagamento dell’imposta di registro relativa ai contratti di locazione stessi.

Si tratta di un orientamento degli uffici del tutto nuovo.

Il motivo è che questi contratti conterrebbero delle “clausole penali” che prevedono una maggiorazione degli interessi legali in caso di ritardato pagamento del canone o degli oneri accessori.

Si tratta, diciamo subito, di iniziative del tutto infondate che mostrano, da un lato come il fisco si accanisca sempre e soprattutto su chi si preoccupa di esser ligio alla legge e di pagare le tasse (si tratta di contratti regolarmente registrati) e d’ altro lato come il rapporto con i contribuenti, nonostante le tante promesse e nonostante i proclami dello Statuto del Contribuente, non sia amichevole, ma veda nel Fisco una vera controparte, animosa e occhiuta, del contribuente stesso.

Ma vediamo meglio la questione.

Per registrare un contratto di locazione si può procedere in via telematica mediante un software che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti oppure materialmente in via cartacea presentando il contratto presso uno degli uffici dell’agenzia.

Orbene, in nessuno dei due casi era possibile, fino a qualche giorno addietro, neppure volendolo fare, registrare tali clausole penali pagando la relativa imposta.

Il software non solo non avvisava il contribuente, ma neppure gli consentiva il calcolo dell’imposta aggiuntiva; mentre agli sportelli gli impiegati accettavano le richieste di registrazione senza nulla segnalare.

Non solo: ma non esisteva neppure un codice tributo con il quale pagare la pretesa imposta sulle pretese clausole penali. Come se ciò non bastasse, il sito dell’agenzia delle entrate, nella sezione dedicata alla registrazione delle locazioni, nulla diceva a proposito delle clausole penali come pure nulla diceva la guida  dell’agenzia alla registrazione dei contratti di locazione.

Il tutto con buona pace del rapporto con i contribuenti che non vengono informati preventivamente, ma sanzionati a posteriori.

Senza contare del comportamento differente dei vari uffici: alcune sedi hanno applicato sanzioni, altre no.

Solo da qualche giorno l’Agenza delle Entrate ha diffuso un nuovo modello, attraverso il quale sarebbe possibile teoricamente (visto che il modello entra in funzione il 18 settembre prossimo) la registrazione di siffatte “clausole penali”.

A fonte dunque delle notificazioni intervenute, quand’ anche fosse corretta l’interpretazione di questi uffici, il che recisamente contestiamo, va rilevato come il contribuente non fosse stato tempestivamente informato del mutato orientamento degli uffici ed, anche se lo fosse stato, non avesse modo alcuno di procedere al pagamento dell’imposta.

Ma il vero paradosso è che l’interpretazione di questi uffici è del tutto infondata.

Gli uffici giustificano l’autonoma imposizione sulla base dell’art. 21 del TU sull’ imposta di registro il quale prevede che “Se un atto contiene più disposizioni che non derivano necessariamente, per la loro intrinseca natura, le une dalle altre, ciascuna di esse è soggetta ad imposta come se fosse un atto distinto.”

Quindi se con un solo atto vengono stipulati più contratti, ciascuno di essi sarà soggetto ad un’autonoma imposta di registro secondo le regola specifiche per quel contratto. Ma è sempre l’art.21 a stabilire che “Se le disposizioni contenute nell’atto derivano necessariamente, per la loro intrinseca natura, le une dalle altre, l’imposta si applica come se l’atto contenesse la sola disposizione che dà luogo alla imposizione più onerosa.” Quindi in presenza di pattuizioni collegate tra loro e l’una derivante dall’altra, vien tassata solo quella che comporta la tassazione maggiore.

Come è possibile stabilire se si è in presenza di disposizioni autonome?

Evidentemente quando presentano almeno uno degli elementi caratterizzanti diverso.

Viene qui in considerazione il concetto di causa (nel senso giuridico del termine) che, in caso di pattuizione circa il pagamento di interessi di mora, non si configura in modo autonomo e distinto rispetto a quella dell’obbligazione principale del contratto di locazione, ossia del pagamento del canone e delle spese.

La “penale”, nel caso in questione, non si configura come penale in senso tecnico-giuridico; in altri termini non è una pattuizione autonoma ma deriva direttamente dall’obbligazione di pagamento del canone e sta o cade con la stessa.

In altri termini, questo patto non ha vita autonoma, non è cioè una autonoma “disposizione”.
Quindi si è in presenza di un caso in cui le disposizioni derivano le une dalle altre e non possono essere autonomamente tassate.
Ma la non autonoma tassabilità delle clausole in esame si fonda anche sul fatto che le stesse sono la fissazione convenzionale della misura degli interessi moratori già previsti per legge ex art.1124 c.c.

Anche sotto questo profilo non possono considerarsi quindi autonome disposizioni.

 

RE Italy 2017 Monitorimmobiliare – Campagna d’ opinione “Fiscalità Immobiliare meno gravosa” – Assoedilizia informa

giugno 20, 2017

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RE Italy 2017, convention sull’immobiliare ideata e organizzata da Monitorimmobiliare

LE TASSE SULLA CASA SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

Campagna di sensibilizzazione della politica sull’esigenza di razionalizzare e semplificare la fiscalità immobiliare riducendone il carico. Impegno di Confedilizia, Ance, Fiaip e dell’Osservatorio Parlamentare nella figura del suo presidente, il senatore Vincenzo Gibiino.

La “tassa sulle case” è stato uno dei temi centrali di Re Italy.
Giunta quest’anno alla quinta edizione, RE ITALY è la convention italiana del real estate, ideata e organizzata dai portali Monitorimmobiliare.it e Monitorisparmio.it.

Obiettivo, come scrive Milano Finanza, costruire relazioni qualificate e ottenere informazioni di alto livello, per un mercato sempre più selettivo, che impone dunque un nuovo approccio.

Nata nel 2015 per sopperire alla cessazione dell’evento fino a quel momento riferimento di settore, ovvero Eire, Re Italy è oggi un appuntamento semestrale che si svolge presso Borsa Italiana a Milano.

Dal 2015 si è assistito a un incremento costante di partecipanti, oltre 1000 quest’anno, con circa 20 convegni, 80 relatori, 200 aziende.

L’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha parlato del nuovo (dis)ordine economico; Domenico Siniscalco, anch’egli ex ministro e attuale vice presidente di Morgan Stanley ha trattato con Carlo Puri Negri il tema degli scenari economici e dei loro effetti sul real estate.

E ancora il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, il direttore del Demanio Roberto Raggi, e Idea Fimit, Sorgente res, Hines, Coima, Bnp Paribas; Amundi AM, Banca Generali, Azimut, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Confedilizia e tutte le principali aziende del settore.

L’ appuntamento ha visto l’interazione fra imprese quotate, risparmio gestito, advisor, analisti, fondi immobiliari, investitori, istituti di credito, legali, network immobiliari, property e facility services, SIIQ, sviluppatori al tavolo, insieme.

All’ “Intervento istituzionale” hanno partecipato Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia; senatore Vincenzo Gibilino, Presidente Osservatorio Parlamentare Immobiliare; Gabriele Buia, Presidente ANCE; Paolo Righi, Presidente Fiaip.

Commentando in tema Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, aderente alla Confedilizia, ha ricordato che « la tesi su cui trova fondamento la politica fiscale attualmente praticata in campo immobiliare dal nostro Governo (su pressione dell’U.E.) è quella avanzata dall’ Ocse, da cui proviene il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, espressa dalla recente presa di posizione dell’economista presidente di Assonime Innocenzo  Cipolletta, e prima ancora, nel 2011/2012, sostenuta da Confindustria: la tassazione deve passare dalle persone alle cose, principalmente gli immobili.

Come si fa a dar torto ad una tesi suggestiva come questa, che a prima vista sembra la più naturale ed equa?

Ma non si pensa che le cose, alla fine, appartengono alle persone, che finiscono per pagare sulle cose.

Per Cipolletta la tassazione in Italia avvantaggia le rendite ed i consumi, mentre penalizza il lavoro e l’impresa. Però lavoro e impresa stanno in piedi se i contribuenti alla fine consumano.

Diverso è se si tratta di imprese che operano con l’estero: ma queste sono la parte privilegiata della nostra economia e, a livello nazionale, rappresentano solo il 25% della stessa (parte che difatti prospera, a differenza del restante 75%).

Questi principi, quando si va a declinarli nella realtà, producono effetti disastrosi proprio per le persone, il lavoro, le imprese.

Il sistema tributario vigente è il punto di arrivo di una serie di misure applicate gradualmente nel tempo, che hanno prodotto un innalzamento progressivo della pressione fiscale mantenendo tuttavia in equilibrio società e Stato.

In questo campo non si fanno salti, soprattutto nel buio. E poi ricordiamo l’antico aforisma di Tiberio ” boni pastores esse tondere pecus, non deglubere” (compito del governo è tosare, non scorticare i contribuenti).

Il sistema, in altri termini, non può esser ribaltato sulla base di tesi concepite a tavolino.
Questo è quanto avvenne in Italia dalla fine del 2011 in poi con un progressivo, pesante incremento della tassazione sulla casa.

Minare il mercato immobiliare ha significato metter in crisi l’economia delle famiglie sulla quale a sua volta si basava l’economia nazionale. Un dato su tutti: per raccogliere poche decine di miliardi di tasse si è impoverito il patrimonio edilizio di oltre 1.500 miliardi. Le famiglie hanno ridotto consumi ed investimenti, non permettendo in tal modo una più efficace ripresa della crescita economica.

Si è voluta forzare la mano sugli immobili, trasformando la crisi, da finanziaria che era, in economica. Ci siamo ancora dentro e chissà quando ne usciremo.”

Ricordiamo al proposito qualche dato:

E’ corretto inserire la realtà del settore immobiliare in quella complessiva dell’economia nazionale della quale d’altronde essa è una componente fondamentale.

Tra il 2007 – l’anno prima della recessione mondiale – e il 2016 il Pil ha perso 8,7 punti percentuali, i consumi 7,6 punti, gli investimenti 28 punti, il tasso di disoccupazione è passato dal 6,1 all’11,5 per cento.

Se nel 2017 il Pil italiano aumenterà del previsto 1,2-1,3 per cento, saremo pur sempre al disotto della media UE che è attestata sull’1,6 per cento.

Il comparto immobiliare nello stesso periodo ha registrato la perdita di 600.000 posti di lavoro, la scomparsa di oltre 300.000 imprese.
Il numero di compravendite – che pure recentemente ha recuperato quota – è sceso di circa 25 punti, i prezzi delle abitazioni sono scesi del 20 per cento, discesa continuata anche nel 2016.
L’Italia, è l’unico Paese in Europa, con Grecia e Cipro, a presentare una siffatta situazione.

QN Il Giorno 17.06.2017 “Sbagliato tassare il mattone” (Achille Colombo Clerici)

giugno 19, 2017

La tesi è quella propugnata dall’ Ocse, da cui proviene il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, espressa dalla recente presa di posizione dall’economista presidente di Assonime Innocenzo Cipolletta, e prima ancora, nel 2011/2012, sostenuta da Confindustria: la tassazione deve passare dalle persone alle cose, principalmente gli immobili. Come si fa a dar torto ad una tesi suggestiva come questa, che sembra la più naturale ed equa? Ma non si pensa che le cose, alla fine, appartengono alle persone, che finiscono per pagare sulle cose.

Per Cipolletta la tassazione in Italia avvantaggia le rendite ed i consumi, mentre penalizza il lavoro e l’impresa. Però lavoro e impresa stanno in piedi se i contribuenti alla fine consumano. Diverso è se si tratta di imprese che operano con l’estero: ma queste sono la parte privilegiata della nostra economia e, a livello nazionale, rappresentano solo il 25% della stessa (parte che difatti prospera, a differenza del restante 75%).

Questi principi, quando si va a declinarli nella realtà, producono effetti disastrosi proprio per le persone, il lavoro, le imprese.

Il sistema tributario vigente è il punto di arrivo di una serie di misure applicate gradualmente nel tempo, che hanno prodotto un innalzamento progressivo della pressione fiscale mantenendo tuttavia in equilibrio società e Stato.

In questo campo non si fanno salti, soprattutto nel buio. E poi ricordiamo l’antico aforisma di Tiberio “boni pastores esse tondere pecus, non deglubere” (compito del governo è tosare, non scorticare i contribuenti).

Il sistema non può esser ribaltato sulla base di tesi concepite a tavolino. Questo è quanto avvenne in Italia dalla fine del 2011 in poi con un progressivo, pesante incremento della tassazione sulla casa.

Minare il mercato immobiliare ha significato metter in crisi l’economia delle famiglie sulla quale a sua volta si basava l’economia nazionale. Un dato su tutti: per raccogliere poche decine di miliardi di tasse si è impoverito il patrimonio edilizio di oltre 1.500 miliardi. Le famiglie hanno ridotto consumi ed investimenti, non permettendo in tal modo una più efficace ripresa della crescita economica.

Si è voluta forzare la mano sugli immobili, trasformando la crisi, da finanziaria che era, in economica. Ci siamo ancora dentro e chissà quando ne usciremo.

 

Servizi ai cittadini e alle imprese carenti: burocrazia dominante, pletora di leggi, infrastrutture e strutture insufficienti – QN Il Giorno ediz. del 10 giugno 2017

giugno 12, 2017

Secondo il Regional Innovation Scoreboard, pubblicato dalla Commissione Europea, che ha preso in esame 190 regioni europee, l’Italia della pubblica amministrazione si trova in fondo alla classifica per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Dopo di noi Grecia, Croazia, Bulgaria, Romania. Ai primi posti i Paesi del Nord Europa (Danimarca, Finlandia, Svezia), ma ci precedono pure Paesi competitors quali Germania, Regno Unito, Francia, Spagna. Tra i 22 quesiti posti ai cittadini per elaborare la classifica: qualità dei servizi pubblici ricevuti, l’imparzialità con la quale vengono assegnate le commesse, la corruzione.

Anche se nessuna delle regioni italiane si colloca tra le prime 30 regioni europee, si conferma per l’ennesima volta la disparità tra il Nord e il Sud. Ma ci sono anche sorprese. Se la Provincia di Trento si colloca al 36° posto (Bolzano 39°, Valle d’Aosta 72°, Friuli Venezia Giulia 98° e via di seguito) stupisce che la molto elogiata pubblica amministrazione della Lombardia (154° posto) sia preceduta da Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Toscana, Marche.
La causa è da individuarsi anche nella sottodotazione infrastrutturale e strutturale di servizio, in rapporto al peso insediativo demografico ed economico, che affligge la nostra regione.

Anche il Lazio (184°) precede di un solo posto la Sicilia; mentre ben quattro regioni – Puglia, Molise, Calabria, Campania – si collocano negli ultimi dieci posti.

Le cause dell’inefficienza della pubblica amministrazione sono diverse: l’asfissiante burocrazia figlia di circa 150.000 leggi (poche decine di migliaia in Francia e Germania); la resistenza all’innovazione e all’aggiornamento di gran parte del personale anziano e poco motivato; la corruzione e le raccomandazioni; l’infiltrazione della malavita organizzata all’interno dei meccanismi di assegnazione dei concorsi, o durante le procedure stesse del servizio.

L’inefficienza viene quotidianamente pagata non solo dai cittadini, ma anche dalle imprese con danni economici nell’ordine di decine di miliardi ogni anno. Ritardi, informazioni inesatte, procedure inutilmente complicate o addirittura vessatorie si traducono in perdite di tempo e di denaro per pagare consulenti in grado di evadere tutta una serie di pratiche burocratiche ridondanti.  Non è questa la strada migliore per aiutare la crescita.

Festa della Repubblica, Milano Prefettura – Celebrazione del 71° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana – 2 giugno 2017 – Un weekend di eventi a Milano

giugno 5, 2017

Istituto Europa Asia IEA

EUROPASIA

Europe Asia Institute

 

Celebrazione del 71° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana

A MILANO UN WEEKEND LUNGO DI FESTEGGIAMENTI
Con l’alzabandiera in Piazza del Duomo alla presenza di autorità civili, religiose e militari si sono aperti a Milano i festeggiamenti del 71° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana.
E’ seguito in Prefettura, nel giardino di Palazzo Diotti, un brindisi celebrativo,  preceduto dalla lettura del messaggio di saluto  del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dall’esecuzione, da parte della banda musicale dei Carabinieri, dell’Inno Nazionale.

Il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese ha pronunciato un indirizzo di saluto e di augurio ai partecipanti ed alla cittadinanza.

Folla di invitati, fra i quali il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Questore Marcello Cardona, Sindaci, ed alti esponenti delle istituzioni, della politica, del mondo militare, della cultura, della scienza, dell’economia.

Achille Colombo Clerici rappresentava  Assoedilizia e l’Istituto Europa Asia.

Le celebrazioni della Festa della fondazione della Repubblica erano iniziate ieri l’ altro con il Concerto delle Fanfare Militari ( tra cui la Fanfara dell’Aeronautica Militare Prima Regione Aerea  e quella del Terzo Reggimento dei Carabinieri )  promosso dalla Prefettura e finalizzato alla raccolta di fondi per la realizzazione di presidi scolastici nelle zone terremotate e tenutosi al Teatro Dal Verme di Milano.

Grande il successo della manifestazione, che ha prodotto un contributo per l’iniziativa umanitaria di 32.000 euro.

Il 2 giugno Palazzo Marino e l’ufficio del Sindaco sono rimasti aperti al pubblico fino alle ore 20.00. Nel pomeriggio due momenti musicali: con la Banda della Polizia locale di Milano Cordialis Rigoris e con la Civica Orchestra di Fiati.

Sabato 3 giugno Milano e Napoli insieme per l’Europa, nel segno di un concerto che unisce due importanti identità culturali italiane nella loro ricchezza. All’interno del Duomo, alle 21, la Veneranda Fabbrica offrirà alla città una serata gratuita aperta a tutti: l’Orchestra e il coro del Teatro di San Carlo di Napoli, diretti dal Maestro Zubin Mehta, presenteranno uno dei lavori più conosciuti del repertorio sinfonico di Ludwig Van Beethoven. Per chi ama il calcio, invece, sarà il Parco Experience il protagonista del sabato sera grazie al maxi schermo che permetterà di vedere la finale di Champions League (alle 20:45).

Domenica 4 giugno, alle 11, in Sala Alessi si terrà il secondo appuntamento di “Palazzo Marino in musica” con un concerto dedicato a Claudio Monteverdi (ingresso gratuito).

Torna anche “Domenica al Museo”, l’iniziativa del Comune di Milano e del Mibact che prevede l’apertura gratuita dei musei ogni prima domenica del mese. Sarà quindi possibile visitare gratuitamente, oltre alla Pinacoteca di Brera, i Musei del Castello Sforzesco, il Museo del Risorgimento, la GAM|Galleria d’Arte Moderna, il Museo Archeologico, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine, il Museo di Storia Naturale, l’Acquario, il Museo della Pietà Rondanini, la Casa Museo Boschi Di Stefano e lo Studio Museo Francesco Messina. L’ingresso al Museo del Novecento è ridotto (5 euro) e il biglietto consente di visitare, oltre alla collezione, anche la mostra “New York New York. The Art of Shoes”.

Al Castello Sforzesco, inoltre, si terrà l’iniziativa “Bimbi al Castello” con un ricco programma di attività per adulti e bambini, alla scoperta delle merlate e dei camminamenti, del Museo degli Strumenti Musicali e di quello delle Arti Decorative. Tra le attività gratuite si segnalano i laboratori didattici ‘C’era una volta il Castello’ a Sforzinda (alle 14 e alle 16, per bambini dai 6 ai 13 anni) e il laboratorio di canto corale e teatro proposto dall’Associazione Solo Canto (dalle 14 alle 18, per bambini dagli 8 ai 13 anni), che si uniranno la sera nel coro dell’opera per voci bianche Chip and his dog di Gian Carlo Menotti.

Per tutte le attività è obbligatoria la prenotazione: milanocastello.it

L’appuntamento per gli sportivi sarà invece in piazza del Cannone. In occasione della Giornata Nazionale dello Sport, dalle ore 11 alle ore 18, il Coni Milano ha organizzato una grande manifestazione durante la quale si potranno provare diverse discipline sportive e scoprire le realtà che animano Milano.

Venerdì, sabato e domenica saranno aperte, in via straordinaria, le piscine dei centri balneari Argelati, Lido, Romano e Scarioni.

Tante anche le iniziative che, per tutti e tre i giorni, animeranno il Parco Experience, dai nuovi e inediti spettacoli dell’Albero della Vita, realizzati da Balich Worldwide Shows  (dalle 14.30 ogni ora), al “Festival del Volo” (15 mongolfiere a volo libero e frenato insieme a droni, aquiloni giganti, simulatori di volo, mostre e laboratori) e all’evento “Experience Motorshow” (manifestazione di auto e moto d’epoca organizzata da Scuderia del Portello Alfa Romeo).

Foto:

– il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese con Achille Colombo Clerici

– Achille Colombo Clerici e Alfio Noto

– Alfio Noto, Gabriele Albertini e Achille Colombo Clerici

– Colombo Clerici con Gabriele Albertini e Giacomo Caliendo

– Colombo Clerici con Gabriele Albertini