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Incontro AIM CIAM ARCHXMI In Assoedilizia Dic. 2018 – Osservatorio Metropolitano – “Conservazione del patrimonio storico e trasformazioni. Criteri e Motivazioni” – Europasia informa

dicembre 12, 2018

Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

 

In Assoedilizia concluso il ciclo 2018 di incontri dell’Osservatorio Metropolitano organizzati dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con l’Associazione Interessi Metropolitani

LE CITTA’ VISTE COME UN INSIEME, NON COME SINGOLI EDIFICI

Si è concluso con l’ormai tradizionale successo di partecipazione e di interesse il ciclo di incontri 2018 dell’Osservatorio Metropolitano ospitati da Assoedilizia presieduta da Achille Colombo Clerici. Ciclo che riprenderà nel 2019, come ha annunciato il presidente del Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Milano Gianni Verga che con il presidente dell’Associazione Architetti per Milano Alberico Belgiojoso e con il presidente dell’Associazione Interessi Metropolitani Carlo Berizzi ha coordinato gli incontri.

Lo stesso Belgiojoso ha ripercorso le tappe dell’Osservatorio durante le quali si sono discussi temi quali Città e Cittadinanza, Bellezza e Qualità Urbana, Piano di Governo del Territorio, Regolamento Edilizio – un riuscito mix di argomenti urbanistici, tecnici, sociali, culturali, finalizzati ad approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle future proposte sullo sviluppo di Milano e della Città Metropolitana – prima di avviare il dibattito coordinato da Berizzi  su “Conservazione del patrimonio storico e trasformazioni. Criteri e Motivazioni”.

Con lui Libero Corrieri (già Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici) e Massimo De Adamich (consigliere delegato Comitato Tecnico Tecnologia e Innovazioni di Assimpredil Ance).

Belgiojoso: le città parlano, ciascuna con il proprio linguaggio. Vanno viste come un insieme – percorsi, quartieri, punti-monumento, sistemi urbanisti e culturali – e non come singoli edifici; e vanno viste con gli occhi degli abitanti, non degli operatori. Milano è una città geometrica, che si è espansa in cerchi concentrici, ogni fascia è un pezzo di storia, il centro, le circonvallazioni, le periferie, la cintura ferroviaria. Per citare, i Bastioni punteggiati di neoclassico, le aree dove fiorì l’industria, dove si concentra la cultura con le università, ogni pezzo della città abbisogna di una valutazione ad hoc con uno spirito non di fanatica conservazione ma attraverso una valutazione del patrimonio urbanistico decidendo cosa e come salvare. Sulla base delle scelte Milano, città in continua trasformazione, deciderà il proprio futuro.

Secondo Corrieri,  che si è avvalso di una nutrita ed emblematica documentazione visiva, Milano è piena di orrori urbanistici: dalle rovine della seconda guerra mondiale che ancora esistono in pieno centro (Cinque Vie) ai “mostri” di grandi edifici abbandonati o non completati di proprietà pubblica e privata (Inps, Telecom, San Petronio, Poste, Tiro a Segno, caserme, cascine, gasometri per citare) che potrebbero essere riutilizzati senza ricorrere a nuove costruzioni che mangiano il territorio. Lodata la legge del 1939 che consentiva allo Stato di cooperare con la proprietà privata privilegiando l’interesse pubblico a tutela del territorio e del Paesaggio, si è soffermato sull’aspetto del turismo a Milano: in crescita sì, ma che potrebbe trovare ulteriore e più razionale sviluppo se i suoi luoghi di attrazione venissero inseriti in percorsi ad hoc. Esempio, l’Ultima Cena. Una toccata e fuga di migliaia di turisti perché non inserita in un “percorso Leonardesco”.

La tecnologia per la ristrutturazione è stato l’argomento di De Adamich che ha illustrato alcuni interventi di recupero: dell’Acquario (bombardato nel 1943) che, pur avendo ripreso l’attività  nel 1963, ha visto realizzare dal 2003 al 2006 i lavori per offrire una struttura tecnologicamente avanzata e di recupero architettonico dell’edificio; della chiesa sconsacrata di San Carpoforo in Brera; del Padiglione d’arte contemporanea  di via Palestro; del complesso dell’Annunciata di Abbiategrasso.  Un tema, quello dei cantieri nell’arte, oggetto di un volume-ricerca di Assimpredil Ance ed altri per far conoscere al mondo la realtà di eccellenza dei cantieri di restauro milanesi.

Foto:
Alberico Barbiano di Belgiojoso con Achille Colombo Clerici

 

 

 

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QN Il Giorno pag. 30 – 08.12.2018 “Una matassa da sbrogliare” di Achille Colombo Clerici

dicembre 10, 2018

Il futuro del Paese dipende dal futuro dei nostri giovani.  Ma cosa vede un giovane italiano?

Vede uno Stato settima economia del mondo, secondo in Europa per capacità manifatturiera, ma anche uno Stato con il terzo debito pubblico del mondo,  debito esploso a metà degli anni Ottanta e progressivamente cresciuto.

Vede inoltre che il suo futuro dipende dalla crescita economica, la quale dipende a sua volta dagli investimenti privati e pubblici: che questi ultimi non si possono fare perché, a seguito di una serie di vincoli con l’Unione Europea che non permettono ulteriore indebitamento, essi dovrebbero esser fatti attraverso un aumento di imposte. Che tale aumento sarebbe un freno alla crescita economica e quindi un freno alla creazione di posti di lavoro per giovani come lui, e dunque fonte di impoverimento generale. Insomma, in estrema sintesi, vede una situazione in avvitamento. Senza via d’uscita.

Il giovane, sul versante nazionale, vede inoltre: corruzione pervasiva dilagante: secondo Transparency International  siamo al 7° posto su 31 Paesi europei; un’evasione fiscale abnorme che equivale a 120 mld di euro l’anno; mafie e criminalità organizzata che dalle aree di origine si sono metastasizzate nell’intero Paese; una spesa pubblica corrente primaria senza freni che raggiunge gli 670 miliardi all’anno; l’incapacità di mettere a frutto o monetizzare, da parte dello Stato, i valori patrimoniali accumulati attraverso le tasse e  l’indebitamento; la disfunzione di tutto l’apparato istituzionale pubblico, cioè di giustizia, sanità, infrastrutture, servizi.

Ma vede anche un Paese con il maggior asset mondiale di beni culturali e ambientali, volano per il turismo domestico, che deve assurgere ad un ruolo chiave nella nostra economia; settori di eccellenza quali l’industria meccanica e le tre effe:  fashion, food and forniture; un invidiabile surplus commerciale con l’estero (52 mld nel 2017); il patrimonio finanziario (4.200 mld) e immobiliare (abitativo e ad uso diverso)  delle famiglie, che sfiora i 8.000 miliardi; nel solo residenziale (oltre 5 mila mld).

Solo se lo Stato sarà in grado di intervenire con una serie di misure virtuose, che comincino ad affrontare le criticità e sviluppino le positività esaminate dando fiducia agli investitori privati, i nostri giovani – e con loro l’intero Paese – potranno spiccare il salto verso il futuro, senza precipitare nel baratro o, per ben che vada, senza scivolare in una situazione di irreversibile declino.

 

In Assoedilizia Seminario sul tema “La Conservazione del patrimonio storico e le trasformazioni”. CIAM in collaborazione con ARCHxMI ed AIM – 11 Nov. 2018. Ore 18

dicembre 4, 2018

 

A s s o e d i l i z i a

 

In Assoedilizia a Milano il Seminario del ciclo Osservatorio Metropolitano per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana organizzato dal CIAM in collaborazione con ARCHxMI ed AIM, patrocinato da Assoedilizia e Ordine degli Architetti

CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO E TRASFORMAZIONI. CRITERI E MOTIVAZIONI

Assoedilizia ospiterà il Seminario del ciclo OSSERVATORIO METROPOLITANO- Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana, coordinato da Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga:

11 dicembre 2018 ore 18:00 sul tema: Conservazione del patrimonio storico e trasformazioni. Criteri e motivazioni. Coordinatore C. Berizzi. Relatori A. Belgiojoso, L. Corrieri, M. De Adamich

Il Seminario è organizzato dal CIAM-Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con AIM- Associazione Interessi Metropolitani e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano.

Il Seminario fa parte di un ciclo di incontri con l’obiettivo di approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e la Città Metropolitana: bellezza e qualità urbana, verifica del Piano di Governo del Territorio e del Regolamento Edilizio, grandi interventi, ecc.; i criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono.

Intende essere una iniziativa utile per le Istituzioni professionali e culturali, un contributo al miglior funzionamento delle iniziative e dei “meccanismi urbani”. Quali relatori sono stati scelti professionisti particolarmente esperti, in un ampio quadro multidisciplinare.

La partecipazione è gratuita ed è previsto il rilascio di CFP. Per le iscrizioni inviare una mail a formazione@ciam1563.it.

Alberico Barbiano di Belgiojoso con Achille Colombo Clerici

 

 

 

QN Il Giorno pag. 25 – 01.12.2018 Questioni di Brexit (Achille Colombo Clerici)

dicembre 3, 2018

Dopo l’udienza del 27 novembre scorso la Corte di Giustizia Europea si pronuncerà sulla revocabilità o meno in via unilaterale, da parte del Regno Unito, della istanza di recesso dall’U.E. notificata nel marzo del 2017, ai sensi dell’art. 50 del trattato di Lisbona.

Il 14 novembre, il Governo di Teresa May aveva sottoscritto una bozza di accordo, approvata dai 27 paesi membri della Unione, per regolamentare l’uscita soft del Paese dalla stessa Unione.
Il 12 dicembre prossimo questa bozza passerà al vaglio del Parlamento inglese per l’approvazione.

Tale approvazione avrebbe l’effetto di dar corso ad una “uscita pilotata” dell’ U.K.;  consentendo, ai fini della negoziazione dei vari aspetti, una proroga del termine, fino a tutto il 2020. Termine prorogabile per una sola volta. Nel frattempo continuerebbero ad applicarsi le norme U.E.

In caso di bocciatura da parte del Parlamento inglese, il 30 marzo del 2019, (a meno di complicatissime proroghe) sempre secondo l’art. 50 del trattato di Lisbona, avrebbe luogo una hard Brexit; il Regno Unito cioè si troverebbe fuori dalla Comunità, senza alcun ammortizzatore normativo.

La bozza in questione disciplina alcuni aspetti generali del processo di uscita.
Stabilisce che le norme del trattato producano un effetto diretto verso i destinatari: diano luogo a diritti direttamente tutelabili dinnanzi al giudice ordinario.

I diritti di cittadinanza (sia degli inglesi in Europa, sia degli europei nel Regno Unito) verranno trattati secondo principi improntati al criterio della continuità.

Si darà luogo ad una separazione ordinata delle leggi (es. polizia giudiziaria, proprietà intellettuale etc.): secondo stime attendibili, nell’ordinamento inglese sono presenti 5mila norme comunitarie.

Sul piano della governance si stabilisce la competenza della Corte di Giustizia, per le questioni interpretative.

E si pone il tema del back stop, cioè del confine tra l’Ulster e la Repubblica di Irlanda.
Se alla fine non interverrà l’accordo, si darà luogo probabilmente ad una unione doganale.

Certo è che gli investitori comunitari nei mercati inglesi, finanziario ed immobiliare, non sono indifferenti a quanto sta accadendo Oltremanica.

Comunque, dobbiamo ritenere come improbabili norme discriminatorie in campo finanziario o contingentamenti per gli investimenti immobiliari (in forse una modifica della tassazione); anche se va detto che in campo finanziario i problemi da risolvere non saranno pochi, a cominciare da quelli della “equivalence”.

Sul piano nazionale, con la Brexit si aprono interessanti prospettive di acquisizione delle attività che lasceranno l’U.K.

 

La fatturazione elettronica nel settore immobiliare – Workshop in Assoedilizia

novembre 29, 2018

A s s o e d i l i z i a

 

Affollato workshop in Assoedilizia dedicato a condominii, rappresentanti di società immobiliari, amministratori, singoli proprietari

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA NEL SETTORE IMMOBILIARE

Centinaia di operatori del settore immobiliare – condominii, rappresentanti di società immobiliari, amministratori, singoli proprietari – hanno affollato le sale convegni di Assoedilizia per il workshop “La fatturazione elettronica nel settore immobiliare” che entra in vigore il primo gennaio prossimo.

Ad aprire i lavori, i saluti introduttivi di Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia e di Saverio Fossati, Il Sole 24 Ore. Sono seguiti gli interventi degli esperti, i commercialisti Massimo De Angelis, Alberto Citterio, Marco Iannace e l’avvocato Cesare Rosselli Segretario Generale di Assoedilizia che ha coordinato il workshop.

Molte decine i quesiti dei partecipanti ai quali si è data risposta.

L’argomento è stato  affrontato nei suoi vari profili con indicazioni operative e presentazione dei servizi che possono essere messi a disposizione o organizzati per gli associati.  In sintesi, questi gli argomenti trattati. Si precisa che quanto segue non riguarda la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione che va effettuata seguendo norme e procedure in parte diverse.

QUANDO:
dal 1° gennaio 2019. Le voci e le richieste di eventuali proroghe sono state smentite e comunque respinte dal Governo che appare deciso a non differire l’entrata in vigore. Anche la recente presa di posizione del Garante Privacy, che ha posto il problema della gestione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate in rapporto al Regolamento Europeo (GDPR), non ha indotto il Governo a modificare la propria posizione.

CHI:
l’obbligo di fatturazione elettronica riguarda tutti gli “operatori residenti”, ossia, semplificando i termini, i titolari di partita Iva.  Sono esentati: i contribuenti minimi o forfettari, gli agricoltori, nonché le operazioni verso o da soggetti esteri (non stabiliti nel territorio dello stato).

COSA:
la fattura elettronica è un file di un particolare formato standard (.xml) che deve essere prodotto tramite un apposito software.

CONTENUTO:
oltre al formato, la fattura elettronica è regolata anche rispetto al suo contenuto. Deve contenere tutti i dati di una normale fattura previsti dalla normativa iva (si tratta perciò di un insieme di dati che già sono inseriti nelle fatture cartacee) ma deve contenere anche un altro insieme di dati finalizzato a rendere possibile la trasmissione ed il ricevimento telematico; si tratta del Codice destinatario e/o dell’indirizzo PEC di chi emette la fattura e di chi la deve ricevere. Nel caso di destinatario consumatore finale, il Codice destinatario va convenzionalmente indicato con sette zeri: la fattura sarà recapitata dallo SDI in base al codice fiscale.

CANALE DI TRASMISSIONE:
è obbligatoria la trasmissione attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. Tutte le fatture elettroniche – attive o passive che siano – vanno trasmesse al SDI che provvede ad inoltrarle al destinatario dopo aver operato dei controlli automatici.

MODALITA’ DI TRASMISSIONE:
l’invio della fattura elettronica al SDI può avvenire in modi diversi: 1) via PEC; 2) tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate sul portale Fatture e Corrispettivi; 3) tramite un web service (un servizio acquistato sul mercato da fornitori accreditati); 4) tramite sistemi di trasmissione dati tra terminali remoti basati sul protocollo FTP.
Semplificando si può dire che i primi 2 sistemi sono gestiti direttamente da chi emette la fattura, mentre il terzo consiste nell’avvalersi di un servizio esterno che si occupa di tutto il ciclo di trasmissione e di ricezione ed il quarto è a sua volta gestito da chi emette la fattura e dispone direttamente di una infrastruttura informatica complessa.

RICEVIMENTO O MENO:
il SDI risponde al mittente (chi emette la fattura) con un primo messaggio di ricevimento ed un secondo messaggio di recapito. Se però il file non supera i controlli automatici vi sarà un messaggio di “scarto”, se poi il file non può essere recapitato (ad esempio il destinatario ha la casella PEC piena) vi sarà messaggio di “mancata consegna”. In caso di iter senza difficoltà, l’emittente la fattura dovrà conservare non solo il file della fattura, ma anche i files dei due messaggi del SDI il tutto in un unico “pacchetto”, abbinandoli. Nel caso di messaggio di scarto, la fattura dovrà esser nuovamente emessa (ma la questione è più complessa perché ha delle implicazioni tipicamente fiscali e non informatiche, ad esempio rispetto ai temi della numerazione, della data di emissione ecc.). Nel caso di messaggi di mancato recapito la fattura si considera emessa per l’emittente, ma non ancora ricevuta per il destinatario (anche in questo caso la questione è più complessa perché ha delle implicazioni tipicamente fiscali e non informatiche, ad esempio per la data di decorrenza della detraibilità dell’iva ecc.).

CONSERVAZIONE:
le fatture emesse ed i relativi messaggi vanno conservati per 10 anni. Trattandosi di documenti informatici per la conservazione si devono seguire le norme del Codice dell’ Amministrazione digitale e relativi decreti attuativi. In sostanza, non basta “salvare” i files in un PC, occorre che siano garantiti l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura. A tal fine vi è una considerevole normativa tecnica di riferimento che rende difficoltosa ed onerosa la gestione diretta della conservazione. Sarà generalmente necessario affidarsi ad un servizio esterno di operatore abilitato e certificato.

RICEZIONE:
le fatture elettroniche sono inviate all’indirizzo telematico indicato nelle stesse: PEC o Codice destinatario. In mancanza di tali dati nella fattura, il SDI le mette a disposizione in un’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate accessibile in concreto solo a chi abbia le credenziali Fiscoonline, Entratel, Spid (identità digitale) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

REGISTRAZIONE e QRCode:
per assicurarsi che le fatture da ricevere siano recapitate tutte al medesimo indirizzo, è possibile registrare la propria PEC o il proprio Codice destinatario associandolo alla propria partita iva. Il servizio è messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul portale Fatture e Corrispettivi. Altro servizio sempre messo a disposizione dall’Agenzia è la generazione di un QRCode (codice bidimensionale) che riporta i dati anagrafici e fiscali nonché l’indirizzo di ricevimento se registrato. Si tratta di una sorta di biglietto da visita che può esser trasmesso o comunicato ai fornitori per facilitare la trasmissione delle fatture.

QUESTIONI FISCALI:
in generale si può rilevare che il coordinamento tra le disposizioni fiscali (DPR IVA in primis) e procedura telematica non è stato particolarmente curato, solo il decreto fiscale di ottobre ne ha regolate alcune. Vi sono infatti varie questioni dalla numerazione delle fatture, alla data di emissione, alla loro registrazione, alla detraibilità dell’iva, ai comportamenti da tenere in caso di comunicazione di scarto o di impossibilità di consegna, solo per citare le principali, che sono state risolte solo in via interpretativa da circolari dell’Agenzia delle Entrate o che non hanno ancora una risposta del tutto certa. I relativi temi saranno trattati nel corso del Convegno.

CONDOMINIO:
è un consumatore finale che non emette fatture. Il problema è quindi la ricezione e la conservazione. Può continuare a ricevere il cartaceo ed operare su quello. Vi è però il problema che ai fini fiscali e civilisti la fattura è il file e, quindi, sono ipotizzabili diverse situazioni in cui sia necessario esibire l’originale o un duplicato informatico.

SOCIETA’ IMMOBILIARE:
la sua situazione non differisce nella sostanza da quella di una qualsiasi società commerciale: vi saranno fatture in uscita e fatture in entrata e tutte le tematiche della conservazione a norma.

AMMINISTRATORE:
ove l’attività sia svolta come professionista con partita iva, l’amministratore non differisce dagli altri professionisti e delle società immobiliari e dovrà perciò affrontare i medesimi problemi. Ma l’amministratore deve anche gestire le fatture ricevute da ogni condominio amministrato e non può farlo direttamente dal momento che il recapito delle fatture è per codice fiscale ossia ogni condominio riceve le proprie. Si pone allora il problema dell’eventuale necessità di accesso all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate dove sono recapitate dal SDI le singole fatture per singolo condominio. La loro ricezione e smistamento nelle contabilità dei singoli condomini è forse l’aspetto più importante per l’amministratore, aspetto peraltro legato più che agli adempimenti fiscali alla organizzazione del proprio lavoro.

COLLABORAZIONE E SERVIZI DELL’ASSOCIAZIONE:
per tutti i soci, Assoedilizia mette a disposizione gratuitamente le consulenze fiscali ed operative relative ai temi della fatturazione elettronica.

Sono poi previsti servizi a pagamento a seconda delle varie esigenze, servizi che saranno attivati in base alle richieste:

– predisposizione del file .xml della fattura elettronica previo ricevimento dei relativi dati dall’interessato con invio e verifica ricevute da parte di quest’ultimo;

– assistenza, anche tramite intermediario abilitato, alla generazione delle fatture elettroniche, invio e gestione delle ricevute;

– gestione, anche tramite intermediario abilitato e web service esterno, di tutto il ciclo di fatturazione e ricezione delle fatture con smistamento delle stesse e conservazione a norma sia per società/professionisti che per tutti i condomini amministrati da un medesimo amministratore;

– convenzioni con fornitori terzi del servizio di web service per la gestione del ciclo attivo e passivo della fatturazione nonché della conservazione e norma.

 

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Foto
Tavolo dei relatori: Achille Colombo Clerici, presidente Assoedilizia,  Massimo De Angelis, Saverio Fossati, Cesare Rosselli, Alberto Citterio, Marco Iannace

 

 

 

QN – Il Giorno pag. 24 – 24.11.2018 “Patrimoniale, meglio di no” (Achille Colombo Clerici)

novembre 26, 2018

Il settore immobiliare italiano è l’unico in Europa che non si sia ancora ripreso dall’ormai decennale recessione: i prezzi degli immobili sono ancora in calo; le compravendite sono ben lontane dai livelli numerici del 2007; i tempi delle trattative estremamente dilatati.

Orbene, lo Stato ha tra i suoi compiti istituzionali quello di varare politiche atte ad affrontare situazioni economico-sociali problematiche (per citare: disoccupazione, povertà, sicurezza, dissesto idrogeologico) oppure ad incentivare settori per lo sviluppo del Paese (esportazioni, industria 4.0, istruzione e ricerca, infrastrutture).

Ma, nel campo degli investimenti immobiliari privati, a parte le ipotesi di intervento da parte della Cassa Depositi e Prestiti a sostegno di operazioni mirate di riqualificazione urbana ed alcune misure di limitatissima portata, a favore di situazioni di disagio abitativo – fondi di  garanzia per facilitare l’acquisto casa (mutui); di sostegno affitti; per morosità incolpevoli; finanziamenti per piani di recupero di edilizia residenziale pubblica – lo Stato nulla fa per sostenere quel ” mercato”, che è strettamente connesso al risparmio di milioni di famiglie, investitrici nella casa.

Gli rimane la leva fiscale.

Possiamo dire che la stia usando utilmente a quel fine?

Consideriamo che la spesa pubblica ammonta a ben 830 miliardi, quasi il 50 per cento del PIL – mentre la spesa pubblica primaria corrente assomma a 670 miliardi, comprensiva delle provvidenze elargite dallo Stato a famiglie ed imprese per oltre 380 miliardi l’anno.

Che non si sta facendo, da decenni, quasi nulla per diminuire tale spesa. Ed allora possiamo ben comprendere quali difficoltà ci siano a ridurre le imposte.

Eppure l’eccessivo carico fiscale, costituisce un forte freno agli investimenti, non solo per l’oggettiva situazione prodotta, di antieconomicità degli stessi, ma anche per il senso di sfiducia che gli inasprimenti fiscali generano nei risparmiatori.

Ma, altro è non riuscire a ridurre le imposte, altro è aggravarle.
Ciò si risolverebbe in un grave freno alla crescita economica.  Così avverrebbe se si introducesse una patrimoniale quale quella di cui si sente parlare da parte di taluni che credono semplicisticamente che i soldi per mantenere (o incrementare) la spesa pubblica basta andare a prenderli dove si manifestano nominalmente.

Una patrimoniale generale e/o immobiliare ‘aggiuntiva’ rispetto a quella esistente, sarebbe esiziale per la nostra economia, anche se si risolvesse in un abbassamento del debito pubblico in funzione del calmieramento dello spread.  Perché, oltre a sconquassare i bilanci dei risparmiatori, si tradurrebbe in un provvedimento tale da ammazzare la fiducia degli stessi nelle “tenuta” della nostra economia.

 

Fatturazione elettronica nel settore immobiliare – Workshop Assoedilizia in data 28 Novembre 2018

novembre 21, 2018

 

Workshop per i soci Assoedilizia, aperto agli operatori del campo immobiliare (proprietari singoli, condomini, società immobiliari, amministratori)

LA FATTURAZIONE ELETTRONICA, NEL. SETTORE IMMOBILIARE. COS’E’ E  COME PROCEDERE

Il primo gennaio 2019 entra in vigore la fatturazione elettronica, un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che permette di abbandonare per sempre il supporto cartaceo e tutti i relativi costi di stampa spedizione e conservazione.

Per agevolare chiunque operi nel campo immobiliare – proprietari singoli, condomini, società immobiliari, amministratori – Assoedilizia ha organizzato  WORKSHOP  “LA FATTURAZIONE ELETTRONICA NEL SETTORE IMMOBILIARE” che informa su come procedere in questo fondamentale adempimento.

Si svolgerà nella Sala Convegni di Assoedilizia, via Meravigli 3, Milano, mercoledì 28 novembre 2018.

PROGRAMMA

Ore 14, 30 – Saluto introduttivo
Avv. Achille Colombo Clerici, Presidente Assoedilizia
Dott. Saverio Fossati – Sole 24 Ore

Ore 14,45 – Interventi
Dott. Massimo De Angelis, commercialista
Dott. Alberto Citterio, commercialista
Dott. Marco Iannace, commercialista

Ore 16,30 – Presentazione servizi e quesiti dei partecipanti

Coordinamento Avv. Cesare Rosselli

 

Temi trattati
1. Come funziona lo SDI: flussi, registrazione, l’utilizzo dei software gestionali
2. Processo e flusso delle FE: termini emissione, numerazione, scarti e correzioni
3. Effetti sui soggetti IVA: operatività e conseguenze contabili
4. Effetti sui consumatori finali: privati e condomini
5. La conservazione sostitutiva: cenni e rinvio
6. Le specificità per gli operatori immobiliari
7. I servizi di Assoedilizia

La partecipazione è gratuita. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

Per informazioni: Assoedilizia tel. 02.88559.1 email info@assoedilizia.mi.it