Archive for the ‘Assoedilizia informa’ category

“Ceto medio e risparmio delle famiglie in Italia” di Achille Colombo Clerici

agosto 1, 2019

Giunge più di una sorpresa dall’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani di Intesa SanPaolo in collaborazione con il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi: resuscita il ceto medio, la casa rimane l’investimento preferito, la diseguaglianza economica si riduce.

Innanzitutto i dati. Un milione e trecentomila famiglie sono rientrate a far parte del ceto medio o vi sono entrate per la prima volta, riallargandolo dopo il record storico negativo raggiunto nel 2013 quando solo il 39% delle persone riusciva a risparmiare. Ora i risparmiatori (52%) superano di nuovo i non risparmiatori (48%) e la percentuale di quanto si accantona tocca il 12,6%, massimo storico, delle entrate.

Gli italiani continuano a resistere alle sirene della finanza mantenendo la casa al primo posto quale destinazione del risparmio. E continuano a investire nel mattone nonostante il 63% del patrimonio sia già rappresentato da immobili: il 57% ha ristrutturato la casa o un altro immobile. Anche la disuguaglianza è meno accentuata che nel resto d’Europa: il 10% degli italiani più benestanti detiene il 42,8% della ricchezza netta complessiva, percentuale che in Germania sale al 59,8%, a prescindere dal record disuguaglianza della Gran Bretagna. E ancora. I redditi da attività professionale e da lavoro dipendente sono aumentati; negli ultimi tre anni i bilanci delle famiglie hanno riacquistato parte della prosperità perduta durante la lunga crisi.
La percentuale di coloro che ritengono sufficiente il reddito per sostenere il tenore di vita corrente sale nel 2019 al 69% degli intervistati, massimo storico del decennio.
Nonostante la base produttiva dell’economia stia rallentando, i bilanci familiari sono simili al colore roseo dell’alba (parliamo sempre di media statistica). I primi a notare come l’Italia sia ben lontana dal baratro, come profetizzano alcuni, sono stati i signori dello spread che hanno portato l’asticella sotto i 200 punti.
Ho sempre sostenuto, in buona compagnia d’altronde, che la ripartenza del Paese poggia sulla fiducia dei suoi cittadini e delle sue imprese. Se la politica riuscisse a convincerli ad utilizzare, per spese e investimenti, anche soltanto una parte dei 1.400 miliardi di euro di risparmi inattivi nei conti correnti, potremmo forse assistere ad un nuovo minimiracolo economico italiano.
D’altronde, nelle emergenze, riusciamo sempre a stupire positivamente i consoci europei.
E’ questa la forza dello zoccolo duro socio/economico del Paese che poggia su una impalcatura di cultura, tradizioni, valori etici dei quali la famiglia è stata il vero storico motore, come centro di vita sociale ed economica.

 

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QN Il Giorno pag. 21 – 27.07.2019 Penalizzata la proprietà, di Achille Colombo Clerici

luglio 29, 2019

Alcune delle nuove norme contenute nel  Pgt del Comune di Milano, attualmente in fase di controdeduzioni,  mirano  a  mettere sotto pressione il proprietario per indurlo ad un “fare” non previsto da alcuna legge; norme non ottemperando alle quali si incorre nella sanzione della compressione sul piano economico del diritto di proprietà immobiliare.

Di grande rilievo è l’art. 11 del Piano delle Regole che disciplina i cosiddetti “edifici abbandonati e degradati ” da più di 24 mesi.

I proprietari degli edifici individuati come tali dal PGT – che contiene un elenco/tavola (aggiornabile mediante determina dirigenziale –  non è prevista comunicazione ai proprietari interessati ) – sono tenuti a presentare un piano attuativo o una domanda per un titolo abilitativo al recupero dell’immobile, ed i lavori dovranno iniziare entro 18 mesi dalla loro individuazione.
In difetto, è fatto obbligo di procedere alla demolizione del manufatto.
Se questa è compiuta su iniziativa del proprietario, lo stesso mantiene il diritto alla superficie lorda del precedente edificio. Diversamente perderà tale diritto. L’area sarà considerata nuda ( l’Amministrazione si riserva di demolirla a spese del proprietaro ) e dotata, ai fini edificatori, solo di una superficie nei limiti dell’indice territoriale, pari a 0,35 mq/mq.

L’ applicazione della norma rimane “sospesa” nel caso in cui il proprietario non disponga del bene a causa di fallimenti, pignoramenti, concordati, sequestri; non per l’indisponibilità economica del proprietario. Paradossalmente, per conservare il valore della proprietà è preferibile fallire: se fallisco mantengo il valore, se non ottempero  il valore quasi si azzera.

Si tratta di una norma strumentale e sanzionatoria avente carattere di penale, per la quale potrebbe esserci qualche dubbio, nel nostro ordinamento, che possa rientrare nella competenza del Comune, in quanto oggetto di riserva di legge.

Il comune giunge a questo risultato combinando  i principi della perequazione, basata sulla natura non conformativa del piano (potenzialità e non capacità edificatoria), con i meccanismi normativi dell’urbanistica contrattata e del   procedimento descritto.

In tal modo il comune, per pubblica utilità, non procede ad una vera espropriazione ablativa della proprietà, ma sostanzialmente azzera un valore immobiliare senza corrispondere indennizzi. Che ne e’ della Costituzione?

E’ la conseguenza del fatto che resta tuttora  aperta la decisiva questione che investe il regime dei suoli che nel nostro Paese è duale, a seconda della regione e del comune, con piani conformativi, dotati di  zonizzazioni e indici edificatori, e piani non conformativi.

Occorre dunque una legge quadro nazionale in materia urbanistica ed in materia di regime dei suoli.

foto presidente 318

 

 

QN Il Giorno ediz. del 20 luglio 2019 pag. 22 – Una crisi infinita di Achille Colombo Clerici

luglio 22, 2019

I dati Eurostat sui prezzi delle abitazioni nel primo quadrimestre del 2019 indicano che l’Italia è l’unico Paese – tra i 28 dell’Unione europea – a registrare ancora una volta un calo nell’ultimo anno: meno 0,8% rispetto al più 4% della media Ue, con i valori tornati ai livelli del 1997-98, sia pure con forti differenze regionali e locali.

Alla base c’è una sostanziale crisi di fiducia nell’investimento immobiliare, da parte dei risparmiatori. Insomma manca il mercato: se nessuno compra, i valori non salgono e, se i valori non salgono, nessuno compra. La riprova sta nel fatto che nei conti correnti delle banche italiane giacciono depositati 1.400 miliardi di euro di risparmi di famiglie e imprese che non prendono la via dell’investimento immobiliare.
Quali le cause?
Anzitutto il perdurare di un carico fiscale, risalente al 2012, abnorme e superiore alla media europea, che l’esenzione dall’Imu delle abitazioni principali in proprietà non ha potuto alleviare. Queste infatti non entrano nel flottante che determina i prezzi del mercato.
In secondo luogo, il settore immobiliare è diventato il “campo di Agramante” dove indecisione, contraddizione e discordia cavalcano appaiate e le forze politiche si scontrano con messaggi l’uno opposto all’altro.
Mai come ora il settore immobiliare vive un momento di disorientamento e di preoccupazione.

Patrimoniale, riforma del catasto, riforma delle successioni, continuamente sbandierate, gettano lunghe ombre sulla credibilità del settore.

Si tratta di una riforma del catasto concepita all’ insegna dell’innalzamento immediato dei valori imponibili e senza nessun paracadute. Si prevede che si faranno delle verifiche solo dopo l’entrata in vigore della legge e, vistine gli effetti, si introdurranno semmai dei correttivi per garantire l’invarianza di un gettito che non può, per sua natura, rimanere invariato. Chiaro? Una vera manovra all’ italiana, atta cioè ad incamerare subito il maggior gettito fiscale con la promessa di “rivedere” l’impostazione chissà quando, e con meccanismi di correzione incerti e impraticabili.
A mio sommesso avviso si dovrebbe fare proprio il contrario. Si dovrebbe verificarne l’effetto prima di far entrare in vigore la norma.

Quanto alla ventilata riforma delle imposte di successione, osservo che l’investimento immobiliare è legato allo spirito della conservazione e non della novità, dell’avventura e del rischio.
E riforme che mirano a privilegiare la trasferibilità e non la continuità del possesso dei patrimoni in capo alle famiglie – come quelle di cui si sente parlare, che consentirebbero di trasformare in obbligazione il diritto di ‘sequela’ dei coeredi legittimari nei confronti del donatario preferito dal de cuius, togliendo garanzie ai primi – vanno contro questo spirito e sono fattore di preoccupazione. Insomma, l’innovazione è una gran bella cosa; ma quando vien assunta concitatamente, rischia di produrre più danni di quanti problemi intenda risolvere.
Aggiungiamo comunque che, se l’economia andasse meglio, l’aumento di stipendi e salari darebbe una ulteriore spinta alla ripresa del mercato.
Ma è un circolo vizioso: se l’immobiliare non decolla anche l’economia generale stenta a riprendersi.

 

Rigenerazione Urbana Regione Lombardia – Incontro in Regione pres. Assoedilizia e Federlombarda edilizia Colombo Clerici con consiglieri FI Comazzi e Barucco

luglio 19, 2019

Colombo Clerici (Assoedilizia e Federlombarda edilizia) incontra Comazzi e Barucco (FI): bene la legge sulla rigenerazione urbana – Precisare la definizione di “edifici abbandonati”

*  *  *

Ieri mattina al Pirellone di Milano sede del Consiglio Regione Lombardia, è avvenuto l’incontro tra il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Gianluca Comazzi, il consigliere regionale dello stesso partito Gabriele Barucco e il presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia regionale Achille Colombo Clerici, per una valutazione congiunta della proposta di legge regionale in itinere, sulla rigenerazione urbana.

Favorevole il giudizio di Colombo Clerici sull’impianto generale della legge e sui suoi contenuti incentivanti gli interventi privati. Colombo Clerici sottolinea inoltre la necessità di una più attenta definizione degli edifici abbandonati per evitare sovrapposizioni con i Piani di governo del territorio comunali.

Soddisfatti Comazzi e Barucco, a detta dei quali “il confronto con gli operatori del settore è fondamentale per redigere un progetto di legge accurato, che tenga conto delle esigenze di tutti. Questa è una grande occasione per dare un nuovo volto alle periferie, restituendo decoro e dignità alle zone marginali”.

Foto:
da sin. Gianluca Comazzi, Achille Colombo Clerici, Gabriele Barucco

Edifici degradati, risanamento forzato Il Sole 24 Ore pag. 24 – 16.07.2019 (Achille Colombo Clerici)      

luglio 16, 2019

Edifici degradati, risanamento forzato
Il Sole 24 Ore pag. 24 – 16.07.2019 di Achille Colombo Clerici

Alcune delle nuove norme contenute nel Pgt varato da poco dal Comune di Milano (la delibera di adozione, assunta il 4 marzo, è stata pubblicata il 15 maggio scorso) mirano a mettere sotto pressione il proprietario per indurlo ad un “fare” non previsto da alcuna legge e non ottemperando alle quali si incorre nella sanzione della compressione sul piano economico del diritto di proprietà immobiliare.

Dall’esame del Pgt sono emerse alcune questioni di grande rilievo, fra le quali è la norma dell’art. 11 del Piano delle Regole che disciplina i cosiddetti “edifici abbandonati e degradati ” da più di 24 mesi (nel testo 2018 erano 36).
I proprietari degli edifici individuati come tali dal piano – che contiene un elenco/tavola specifico (aggiornabile semplicemente mediante determina dirigenziale – l’individuazione va comunicata a prefettura e questura; non è prevista comunicazione ai proprietari interessati) – sono tenuti a presentare un piano attuativo o una domanda per un titolo abilitativo al recupero dell’immobile, ed i lavori dovranno iniziare entro 18 mesi dalla loro individuazione.
In difetto, è fatto obbligo di procedere alla demolizione del manufatto.
Se la demolizione è compiuta ad iniziativa del proprietario, questi mantiene il diritto alla superficie lorda del precedente edificio. Diversamente si perderà tale diritto. L’area sarà considerata nuda (l’Amministrazione si riserva di demolirla a spese del proprietario) e dotata, ai fini edificatori, solo di una superficie nei limiti dell’indice territoriale, pari a 0,35 mq/mq.

L’applicazione della norma rimane “sospesa” nel caso in cui il proprietario non disponga direttamente del bene: a causa ad esempio di fallimenti, pignoramenti, concordati, sequestri.
L’indisponibilità economica del proprietario non è contemplata fra le cause di sospensione dell’obbligo. Paradossalmente, per conservare il valore della proprietà è preferibile fallire: se fallisco mantengo il valore, se non ottempero il valore quasi si azzera.

Si tratta di una norma strumentale e sanzionatoria (compressione del contenuto di un diritto reale) avente carattere di penale, per la quale potrebbe esserci qualche dubbio, nel nostro ordinamento, che possa rientrare nella competenza del Comune, in quanto oggetto di riserva di legge.

 

Il Giorno pag. 21 – 13.07.2019 Un Paese che arranca (Achille Colombo Clerici)

luglio 15, 2019

Le cause dell’insoddisfacente sviluppo economico del Paese, che da decenni registra indici inferiori alla media europea, si debbono far risalire al modello della nostra economia basata, da un lato sulla rilevante quota pubblica, dall’altro sulla piccola e media impresa: certamente virtuosa all’origine del boom, dal Dopoguerra agli anni ’70, ma che non si è adeguata ai profondi cambiamenti che hanno percorso il mondo globalizzato.
C’è però da chiedersi quanto il venir meno della grande industria in Italia dipenda dalle nostre disattitudini e quanto viceversa dall’ attuazione di politiche economiche globali da parte dei potenti players che reggono il gioco a livello mondiale.
La stizzita reazione di Macron sul caso Fincantieri-Stx potrebbe esserne l’ultimo tassello rivelatore.

L’acquisto straniero di tante aziende del “made in Italy” non sarebbe grave se a questo flusso di vendite corrispondesse un eguale flusso di aziende italiane che acquistano all’estero. Purtroppo non avviene, in quanto le dimensioni delle nostre aziende – pur essendo l’Italia ancora la seconda potenza manifatturiera d’Europa – sono in genere troppo piccole e non permettono di fare il salto che porti ad assumere dimensioni adeguate, sopra i 15-20 miliardi di fatturato. Nella classifica mondiale del tasso di sviluppo, non abbiamo più davanti a noi i soliti Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito ma anche Svizzera, Olanda, Canada, Corea del Sud.

I difensori del “medio” – aziende che operano in nicchie e diventano “multinazionali tascabili”- affermano, a ragione, che i distretti industriali godono di ottima salute e che anche nel 2019 aumenteranno il loro fatturato del 2,5%, dopo il più 7,7% degli ultimi due anni.

La crescita quindi prosegue – afferma il centro Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – così come il ritmo dell’export; la produttività è salita nei sistemi locali più che nella media del manifatturiero, l’adozione di tecnologie 4.0 ha avuto una buona diffusione. In definitiva i distretti continuano ad offrire “vantaggi localizzativi”; il legame con il territorio favorisce innovazione e internazionalizzazione e la logica dell’integrazione si estende anche a specializzazioni come la cosmetica e l’automotive. Ma l’impressione è che ci si trovi davanti a un difficile passaggio: oltre al fattore dimensionale, ci sono da risolvere i problemi del capitale umano con la crescente difficoltà a trovare operai specializzati e addetti 4.0,   e infine nella governance, i consigli hanno ancora amministratori per i quattro quinti provenienti dalla regione in cui operano i distretti.

Se si aggiungono pecche tipicamente italiane quali burocrazia, scarsa qualità dei servizi, lentezza della giustizia, evasione fiscale, corruzione e quant’altro, si spiega perché siamo ancora a 4 punti di distanza dal livello precrisi mentre i Paesi competitors hanno abbondantemente superato quel livello.

Monza, CASA, MENO INQUINAMENTO E PIU’ RISPARMIO – Monza città efficiente – Forum all’Urban Center

luglio 11, 2019

“Monza Città Efficiente, patti chiari per la sostenibilità degli edifici”

CASA, MENO INQUINAMENTO E PIU’ RISPARMIO

“Monza città efficiente, patti chiari per la sostenibilità degli edifici” è il titolo del forum con pubblici amministratori, stakeholders del mondo immobiliare, scientifico e della proprietà, per illustrare i modelli di efficienza energetica e per scoprire come è possibile in modo rapido ed efficace conoscere lo stato di fatto di un edificio pubblico o privato; e produrre scenari di efficienza degli edifici confrontando sia i benefici di risparmio che i costi di realizzazione e garantendo l’efficacia degli interventi.

Si è svolto nella Sala Picasso dell’”Urban Center” di Monza. Nel panel degli interventi, il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Simone Villa; Marco Mariani consigliere Regione Lombardia, già sindaco di Monza, in rappresentanza dell’assessore regionale Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni; Mauro Marani, responsabile Rete Territoriale Enea; Carlo Maria Nizzola, dirigente Comune di Monza; Andrea Moro, presidente iiSbe Italia; Giuseppe Liritano, presidente Comitato promotore Protocollo Itaca. Introduzione e coordinamento di Giovanni Pivetta, Habitami & Building Advisor. E’ seguita una Tavola Rotonda sulla strategia per la pianificazione energetica con Paolo Crisafi, presidente Remeeting e senior advisor per l’industria immobiliare Censis, cui hanno partecipato decisori istituzionali dei Comuni e stakeholders.  L’assessore regionale all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo ha inviato un messaggio.

Il riscaldamento delle abitazioni è uno dei più importanti fattori di inquinamento dell’aria. Un italiano spende, in media, tra i 1.500 e i 2.000 euro l’anno per riscaldare la propria casa. Una spesa che potrebbe essere sensibilmente ridotta grazie a interventi di efficienza energetica. Quindi operare sui condomini più obsoleti è una scelta strategica e non più rinviabile.

Scuole sempre più “green” è la prima tappa degli interventi sugli edifici pubblici.  E’ iniziato l’iter che porterà a trasformare la Scuola “Ardigò”, costruita negli anni Settanta, in un edificio “a impatto zero”. Secondo le ipotesi dei tecnici, le emissioni di Co2 scenderanno di oltre l’80%, mentre i costi di riscaldamento del 70%. Per non parlare del progetto di ristrutturazione della “Salvo D’Acquisto” o quello del “Nanni Valentini”. Ma il Comune pensa anche agli edifici privati che hanno la possibilità di collegarsi alla rete di teleriscaldamento, una forma di energia “pulita”. Gli interventi sul patrimonio edilizio pubblico e privato sono determinanti perché avrebbero una significativa ricaduta sia in termini di risparmio energetico che di tutela ambientale. Perché il mondo di domani lo costruiamo con le scelte di oggi.

C’è qualche dubbio sulla possibilità di raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati dall’UE per la riduzione del consumo di energia (40% entro il 2030, 80-90% entro il 2050) e della decarbonizzazione. La pianificazione nelle Regioni non è partita o è stata realizzata solo in parte. Comunque si sono raggiunti risultati concreti che esemplifichiamo con gli ecobonus: 39 miliardi il fatturato interessato nel periodo 2007-2018 con un risparmio di 16 miliardi di Mgw/ora. I risultati potrebbero essere migliori se adottando tecnologie di risparmio energetico si influisse in maniera più consistente sul valore degli edifici, oggi rappresentato da una differenza del 10%.

“Monza città efficiente”, promosso dal Comune di Monza in collaborazione con iiSBE Italia e Habitami Energy and Building Advisor, è la prima iniziativa di una campagna di monitoraggio e informazione degli edifici della città. L’obiettivo è informare i cittadini sugli strumenti tecnici, economici, finanziari e sulle opportunità di legge per fare efficienza energetica sulle proprie abitazioni e aprire con sindaci e istituzioni un dibattito sugli strumenti e le linee guida per migliorare le prestazioni di tutti gli edifici. Senza dimenticare che il comparto stesso rappresenta per il nostro Paese un’importante occasione di rilancio economico. La campagna informativa riprenderà a settembre con una serie di incontri in tutti i Centri civici della città che si concluderanno a giugno del prossimo anno.

Foto:
l’Assessore Regione Lombardia Pietro Foroni con il pres. di Assoedilizia Achille Colombo Clerici