Archive for the ‘Assoedilizia informa’ category

Incontro Assoedilizia con il Consigliere comunale di Milano Fabrizio De Pasquale di Forza Italia

settembre 13, 2021

In occasione delle prossime elezioni amministrative di Milano 
ACHILLE COLOMBO CLERICI INCONTRA IL CONSIGLIERE CAPOGRUPPO DI FI AL COMUNE DI MILANO FABRIZIO DE PASQUALE

Il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha incontrato il Consigliere Capogruppo di FI al Consiglio Comunale di Milano Fabrizio De Pasquale in occasione delle prossime elezioni amministrative.   

Nel corso di un amichevole e franco colloquio, sono stati affrontati numerosi temi riguardanti la città, in particolare il rilancio post-pandemia e la casa, sotto i diversi profili, sociale, economico, fiscale,

Colombo Clerici ha sottolineato come ci siano alcuni segnali di ripresa – come dimostra il successo superiore alle aspettative del Salone del mobile – ma che ancora ci sia molta strada da fare. La Città abbisogna della collaborazione di tutti gli attori metropolitani, dalle imprese agli artigiani, dai professionisti agli esercenti agli operatori turistici affinché, anche attraverso adeguati incentivi, come capitale economica e finanziaria del Paese, mantenga il ruolo che da sempre le è riconosciuto, di protagonista continentale.  

E’ perciò fondamentale che la futura amministrazione comunale sia in grado di elaborare una strategia che vada ben oltre le scadenze elettorali delineando il ruolo della Grande Milano fino agli anni ’30 ed oltre.

La città deve essere al servizio dei cittadini. In quest’ottica prevale la qualità dell’abitare. Le conseguenze della pandemia nel settore della casa sono lungi dall’essere concluse, come dimostra l’allontanamento verso l’ex hinterland di migliaia di milanesi. Le cause sono numerose e complesse.  Ai prossimi futuri governanti spetta il compito, non facile, di trovare le soluzioni.  

Patto Milano per la scuola per garantire la sicurezza sui mezzi pubblici – Presentato dalla Prefettura di Milano

settembre 8, 2021

Obblighi e raccomandazioni perché la pandemia è ancora ben presente. L’impegno di Assoedilizia

PATTO MILANO PER LA SCUOLA PER GARANTIRE LA SICUREZZA SUI MEZZI PUBBLICI

Lunedì 13 settembre riaprono le scuole, riproponendo il problema di viaggiare in sicurezza sui mezzi pubblici. Che quest’anno si presenta sotto buoni auspici. L’hanno ribadito il prefetto di Milano Renato Saccone e il sindaco Giuseppe Sala in occasione della riproposizione del “Patto Milano per la Scuola” basandosi su scelte così riassumibili: orari differenziati per scuole e attività; maggior numero di mezzi pubblici e più serrati controlli per il rispetto delle norme (mascherine innanzitutto). Perché se i vaccini costituiscono la più importante barriera contro la diffusione del Covid-19, è anche vero che pure i vaccinati non sono sicuri al cento per cento. Infine tutti i partecipanti – istituzioni, imprese, associazioni, ordini professionali, sindacati e quant’altro – devono impegnarsi a diffondere il più possibile il messaggio ancora relativamente poco noto alla popolazione.

Il Patto opera in continuità con le indicazioni già condivise il 29 dicembre scorso basate su uno studio del Politecnico di Milano, e si propone di riorganizzare gli spostamenti nella fascia oraria mattutina per garantire la ripartenza in piena sicurezza delle attività scolastiche e non solo, tenendo conto del limite di capienza del trasporto pubblico locale all’80%.

Nel dettaglio, per quanto riguarda la programmazione oraria delle lezioni delle scuole secondarie di secondo grado, il 70% degli studenti entrerà in classe entro le ore 8, il restante 30% dopo le ore 9:30. Per i centri di formazione professionale, le lezioni avranno inizio per la totalità della popolazione scolastica entro le ore 8:00, con attenzione da parte dei singoli istituti ad adottare le misure necessarie ad evitare assembramenti. Le università sono invitate a organizzare le lezioni in presenza a partire dalle ore 10.

Le attività commerciali non alimentari al dettaglio (abbigliamento, calzature, profumerie ed erboristerie, casalinghi, ottici etc.) apriranno dopo le 10:15: l’indicazione vale sia per gli esercizi di vicinato, sia per le attività presenti nei mercati coperti, centri commerciali e strutture ad essi assimilabili. Questa limitazione oraria non si applicherà a edicole, tabacchi, librerie, cartolerie, farmacie e parafarmacie.

Per parrucchieri, centri estetici e per tutte le attività afferenti ai servizi per la persona, l’apertura avverrà dopo le ore 9:30. 
 
Gli uffici aperti al pubblico delle pubbliche amministrazioni riceveranno dalle ore 9:30, possibilmente previo appuntamento, salvi gli appuntamenti già fissati. Per quanto riguarda il Comune di Milano, gli uffici dei servizi funebri, dell’Anagrafe e dello Stato civile, considerati essenziali, manterranno l’apertura alle ore 8:30.

Per le aziende private che erogano servizi al pubblico (tra cui quelle operanti nell’ambito dei servizi bancari, finanziari e assicurativi) si raccomanda di aprire dopo le ore 9:30 previo appuntamento. Studi di professionisti e consulenti sono chiamati a ricevere i clienti su appuntamento a partire dalle 10.

Per le attività produttive di tipo manifatturiero l’apertura è anticipata entro le ore 8:00.  

Il Patto intende promuovere, sia nel settore pubblico sia presso le aziende, l’uso ottimale dello “smart working” nell’organizzazione del lavoro

Commenta il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Condivido l’iniziativa, ma ritengo che essa sia ancora relativamente poco nota ai milanesi.  Assoedilizia, invitata dalla Prefettura di Milano insieme ad altre istituzioni cittadine, si impegna dunque alla sua diffusione sia tra i propri associati, sia attraverso i propri mezzi di comunicazione.”

Foto: Il Prefetto di Milano Renato Saccone con il pres. di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Incontro Riformista di Milano – settembre 2021 – Dalla riforma della giustizia alla crisi afgana

settembre 7, 2021

All’Incontro Riformista di Milano tanti i temi di attualità
DALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ALLA CRISI AFGANA

di Benito Sicchiero

Le Associazioni LibertàEguale MilanoLombardia, Associazione Democratici Per Milano, Circoli Dossetti promuovono gli Incontri Riformisti. Il più recente presso la Sala Conferenze ACLI di via Bernardino Luini 5 a Milano, ha visto affrontare temi di grande attualità in diverse sessioni. Eccone i temi e relativi relatori.  

Prima Sessione: LO SVILUPPO SOSTENIBILE NEI PROGRAMMI ELETTORALI PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI MILANO E DEI COMUNI LOMBARDI: sono intervenuti Arianna Censi (Vicesindaca Città Metropolitana, Consigliera PD Comune di Milano) e Filippo Barberis (Capogruppo PD in Consiglio Comunale a Milano) Coordina: Lorenzo Gaiani (Segreteria Regionale PD Lombardia).

Seconda Sessione: L’ATTUAZIONE DEL PNRR TRA REGIA DEL GOVERNO E RESPONSABILITÀ DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI E REGIONALI.  Sono intervenuti: Antonio Misiani (Responsabile Economia e Finanze Segreteria Nazionale PD), Franco Mirabelli (Vicepresidente dei Senatori PD) e Carlo Borghetti (Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia), coordinati da Chiara Braga (Responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture Segreteria Nazionale PD).

Terza Sessione: IL RAPPORTO TRA STATI UNITI D’AMERICA E L’UNIONE EUROPEA: VERSO UN NUOVO MULTILATERALISMO? Sono intervenuti: Piero Fassino (Presidente Commissione Esteri Camera dei Deputati), Patrizia Toia (Parlamentare Europea PD) e Andrea Carati (Università degli Studi di Milano) coordinati da Paolo Segatti (Università degli Studi di Milano).  Nel corso dei lavori hanno preso la parola i Segretari Regionale e Metropolitano Milanese del PD, Vinicio Peluffo e Silvia Roggiani.

La sintesi dell’intervento di Mirabelli: “Oltre a quella sulla prescrizione, che assorbe quasi totalmente l’attenzione dei media, stiamo facendo due riforme importanti che sono in dirittura di arrivo: la riforma del processo penale e la riforma della giustizia civile. Stiamo anche facendo la riforma del CSM. Inoltre, dovremo fare anche la riforma del diritto tributario perché rientra tra quelle da fare. Ridurre tutto, quindi, ad una discussione ideologica sulla prescrizione, tralasciando ciò di cui ha bisogno il Paese rispetto alle riforme sulla giustizia è poco. È utile ricordare che tra i diversi blocchi allo sviluppo che il Paese subisce da molto tempo c’è sicuramente il tema della giustizia, il funzionamento della giustizia, i tempi della giustizia, l’enormità degli arretrati che sono nei corridoi di tanti tribunali. Tutto questo non solo mette in discussione un diritto fondamentale dei cittadini ad avere una giustizia oltre che giusta anche in tempi corretti e rapidi ma sicuramente costituisce uno dei più grandi elementi che disincentiva la capacità attrattiva del Paese rispetto agli investimenti dall’estero e rende più difficile e più problematico investire in Italia. Credo, quindi, che abbia fatto bene la Commissione sul PNRR a condizionare una parte importante dei soldi al fatto che si facciano queste riforme. Credo che il Governo stia facendo bene sul PNRR, a partire dalla riforma della giustizia penale e civile. Dobbiamo sapere che siamo di fronte ad un obbligo, che paradossalmente ci aiuta.”

Toia sulla crisi afgana e il ruolo UE: “Quando scoppiò la pandemia l’Unione Europea si è dimostrata dapprima incerta poi ha dimostrato, nel giro di poche settimane, una capacità di reazione che ha stupito il mondo. Penso che di fronte alla crisi afgana, come ha efficacemente illustrato Fassino nella sua analisi politica, anche in questo caso – lo testimonia, tra l’altro, l’incontro Draghi-Macron – saprà riposizionarsi in tema di difesa, sicurezza, interessi legittimi, oltreché come avviene da sempre per la tutela dei valori liberali e dei diritti umani. L’Afghanistan d’altronde ha soltanto accelerato un dibattito interno alla UE già avviato da tempo: di maggiore autonomia, tenendo presente, beninteso, i tradizionali, consolidati rapporti con Usa e Nato”.  

Foto:

Achille Colombo Clerici con Patrizia Toia

con Enrico Letta

con Arianna Censi
con Franco Mirabelli

Photo gallery Assoedilizia – Forum Ambrosetti Cernobbio 2021 The European House

settembre 6, 2021

Il Presidente con la consorte Giovanna Colombo Clerici e la Dott.ssa Livia Pomodoro
con il rappresentante della Commissione Europea Dott. Massimo Gaudina e il Principe Cesare Castelbarco Albani
con la consorte Giovanna Colombo Clerici e il delegato dell’Ordine di Malta Niccolò D’Aquino di Caramanico
con l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan Stefano Pontecorvo
con la Ministra Luciana Lamorgese
con il Ministro Giancarlo Giorgetti
con l’On. Giorgia Meloni
con l’On. Giorgia Meloni
con il Sen. Matteo Salvini
con la Ministra Maristella Gelmini
con Enrico Letta
con Renato Brunetta
con Giuseppe Conte
con Paolo Gentiloni

Critiche alla riforma catastale approntata dal “Fisco italiano” dietro la pressione europea – ASSOEDILIZIA al 47° Forum The European House – Ambrosetti di Villa d’Este a Cernobbio

settembre 3, 2021

Al Forum Ambrosetti di Cernobbio il trattamento fiscale degli immobili
COLOMBO CLERICI: RIFORMA DEL CATASTO, UN SALASSO PER GLI IMMOBILI?

Alla 47^ edizione del Forum The European House – Ambrosetti di Villa d’Este a Cernobbio, aperto oggi, il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha sollevato il tema del trattamento fiscale degli immobili in Italia.  In particolare della riforma del catasto.

Tutto nasce da una delle “Raccomandazioni Paese” (Country Recommendations) che la Commissione Europea invia periodicamente ai Paesi membri U.E.; all’Italia raccomanda appunto la “riforma dei valori catastali non aggiornati” e “la revisione delle agevolazioni fiscali”.  A sua volta, l’atto di indirizzo 2021-2023, inviato dal MEF alle Agenzie Fiscali, raccomanda di “presidiare la qualità e la completezza delle banche dati catastali”, con un “costante aggiornamento dell’Anagrafe immobiliare integrata”. Il timore è che dietro al proposito di riforma si nasconda, senza mai pronunciarlo, un aumento della “patrimoniale” sugli immobili.

L’U.E. continua a ritenere che gli immobili nel nostro Paese forniscano un gettito che, in rapporto al Pil, è inferiore a quello medio europeo e quindi insiste acriticamente per l’aumento delle relative imposte, in primis riformando il catasto.

E’ bene dunque che l’U.E. sappia alcune cose che mostra di ignorare sulla fiscalità immobiliare italiana, e si renda conto di quanto sia miope e dannosa per la nostra economia la riforma catastale che il Fisco italiano ha in mente.

A parte il fatto che l’assunto dell’U.E. non risponde neppure al vero, in quanto nel computo delle imposte che concorrono a formare il gettito in esame rientrano, per molti Paesi, tasse che sono escluse dal computo del gettito italiano, occorre dire che nel ragionamento c’è un irrimediabile errore di fondo.

Non si tratta infatti di raffrontare, come fa l’Unione, il gettito fiscale al Pil, bensì di verificare l’entità del carico fiscale che grava su quegli immobili che pagano le imposte.

Va da sé che, se questi immobili sono una esigua minoranza rispetto al totale, il gettito sarà basso, ma l’incidenza fiscale elevatissima.

Ed allora, semmai, non è questione di aumentare ancora le imposte che gravano sul comparto immobiliare (perché in tal modo si finirebbe a strozzarlo), bensì di rivedere l’intera politica della casa e del settore immobiliare del nostro Paese. Se c’è una distorsione nel sistema (l’Italia è molto al di sotto della media dei Paesi Europei più avanzati, quanto ad abitazioni in locazione) la via da percorrere non è quella di accentuarne gli effetti, ma quella di eliminare la distorsione stessa.

Il fatto è che da noi ben il 60,5% dei fabbricati residenziali, non solo non paga l’Imu, ma non concorre nemmeno a pagare l’Irpef, l’Irpeg, l’Imposta di registro, né dà luogo al virtuoso meccanismo economico/fiscale derivante dal turn over abitativo.

Una precisa scelta politica è stata fatta, collegata a precipue ragioni ideologiche: penalizzare la locazione privata e favorire l’abitazione in proprietà. Ora l’80% delle famiglie occupa le case a titolo di proprietà. Su queste, niente prelievo fiscale e niente indotto economico, producente a sua volta gettito tributario.

Quanto alla invocata riforma del catasto va detto che cambiare il metodo di valutazione catastale degli immobili, introducendo criteri che porteranno ad un innalzamento dei valori imponibili e lasciando di fatto inalterato il sistema delle aliquote, che è calibrato sugli attuali più bassi valori, è operazione iniqua, insensata e dannosa.

Questo perché non si può pensare di introdurre tout court la riforma e vedere poi che effetto fa per decidere in merito ad una ipotetica revisione, in altri termini, all’abbassamento delle aliquote.

E’ la questione della sperequazione: si dice che oggi il problema è far pagare di più chi paga di meno rispetto ad altri. Domani, attuata la riforma, il problema sarà far pagare di meno tutti coloro che pagheranno in modo spropositato. Non è né equo, né sensato.

La “garanzia” della cosiddetta invarianza, infatti, che, si badi bene, è invarianza del gettito e non del prelievo a carico dei contribuenti, è molto relativa. Anzi inattuabile, stante l’impossibilità di una verifica da parte del contribuente, a causa della presenza di tre variabili incrementative affidate alla mera e insindacabile valutazione comunale: la nuova produzione edilizia, la riqualificazione edilizia, il recupero della evasione fiscale. La scelta comunale dunque rimarrà meramente discrezionale e insindacabile. Quanto all’eventuale intervento legislativo di revisione delle aliquote: ve lo immaginate? Campa cavallo…

C’è dunque il rischio che per una infinità di casi si dia luogo ad un ulteriore innalzamento di valori, già elevati, cui non faccia seguito una pur necessaria corrispettiva diminuzione delle aliquote.

Occorre spiegarlo bene all’ U.E. (che richiede a gran voce la riforma del nostro catasto, senza averne né compresa, né bene valutata la portata) ed a tutte le istituzioni (internazionali e nazionali…ma chi informa l’U.E. distorcendone la visione) che ne recepiscono il pensiero facendosene pedissequamente portatrici.

Forum Ambrosetti di Cernobbio, The European House 2021 – Assoedilizia affronta i temi della fiscalità immobiliare e della riforma catastale

settembre 1, 2021

La “Fiscalità immobiliare” al Forum Ambrosetti di Cernobbio
COLOMBO CLERICI: RIFORMA DEL CATASTO, MIOPE E DANNOSA 

In occasione della 47^ edizione del Forum The European House – Ambrosetti di Villa d’Este di Cernobbio, 3-5 settembre, il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici affronta un tema di grande attualità: la fiscalità immobiliare in Italia e la riforma del Catasto.

 “L’U.E. – afferma Colombo Clerici – continua a sostenere che gli immobili nel nostro Paese forniscano un gettito che, in rapporto al Pil, è inferiore a quello medio europeo e quindi insiste acriticamente per l’aumento delle relative imposte, in primis riformando il catasto, ignorando quanto sia miope e rischiosa per la nostra economia la riforma catastale che ha in mente il Fisco italiano.” E prosegue:

“Non si tratta di aumentare ancora le imposte (poiché in Italia gli immobili sono più tassati che negli altri Paesi europei) bensì di rivedere semmai l’intera politica della casa e del settore immobiliare dove ben il 60,5% dei fabbricati residenziali non solo non paga l’Imu, ma non concorre nemmeno a pagare l’Irpef, l’Irpeg, l’Imposta di registro, né dà luogo a quel virtuoso meccanismo economico/fiscale derivante dal turn over abitativo.

Una precisa scelta politica è stata fatta, collegata a precipue ragioni ideologiche: penalizzare la locazione privata e favorire l’abitazione in proprietà. Ora l’80% delle famiglie abita in case in proprietà. Su queste, niente prelievo fiscale e niente indotto producente a sua volta imposte. Il gettito fiscale considerato dall’Europa è solo quello prodotto dalla parte rimanente dello stock immobiliare.

Quanto alla invocata riforma del catasto va detto che cambiare il metodo di valutazione catastale degli immobili, introducendo criteri che porteranno ad un innalzamento dei valori imponibili e lasciando di fatto inalterato il sistema delle aliquote che è calibrato sugli attuali più bassi valori, è operazione iniqua, insensata e dannosa.

Occorre spiegarlo bene all’ U.E. (che richiede a gran voce la riforma del nostro catasto, senza averne né capito, né bene valutata la portata) ed a tutte le istituzioni (internazionali e nazionali… ma chi informa l’Europa?) che ne recepiscono il pensiero facendosene pedissequamente portatrici.”

Polemiche sui disagi causati dal G20 – Santa Margherita Ligure

agosto 30, 2021

In occasione del G20 a Santa Margherita Ligure
Colombo Clerici: Polemiche irragionevoli sull’evento  

“Il meeting G20 di Santa Margherita Ligure ha sollevato localmente polemiche per l’aumento del traffico stradale e le conseguenti misure di sicurezza adottate che limitano la circolazione, i posteggi, e danno luogo a qualche disagio individuale. Non si tiene conto del fatto che il G20, che ha luogo all’Hotel Miramare, pone la città ligure al centro dell’attenzione mondiale arrecando, al contempo, sensibili benefici all’economia in termini di occupazione alberghiera, ristoranti, shopping, consumi in generale. Soprattutto del fatto che la perla del Tigullio, come testimonia la presenza di un centinaio di giornalisti convenuti da ogni parte del mondo per seguire l’evento, godrà di una ricaduta di visibilità, che ne accrescerà l’attrattività, fondamentale da un punto di vista turistico, negli anni a venire”.

 E’ il parere espresso dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, personalità di spicco habitué della città – intervistato dalla TV Primo Canale – che ricorda ospitare annualmente altri eventi rilevanti a livello nazionale, quali il Convegno dei giovani industriali di Confindustria e il meeting di Scenari Immobiliari di Mario Breglia. “Stiamo uscendo da una grave crisi economica causata dalla pandemia. Ben vengano quindi eventi di valenza nazionale e internazionale anche se comportano qualche sacrificio.” Concludendo, con una punta di amarezza: “Siamo un popolo che ama polemizzare ad oltranza e tale natura non si smentisce anche contro ogni ragionevolezza.”

“Disfunzione dei Comuni e stallo delle compravendite immobiliari” – ASSOEDILIZIA 1894 – Osservatorio economico/sociale al servizio dei cittadini

agosto 30, 2021

La macchina amministrativa in moltissimi comuni non funziona più in modo regolare, causando lo stallo delle compravendite immobiliari. Migliaia di compravendite bloccate e ingenti danni all’economia nazionale.

I nostri “sensori” presenti nella società civile – afferma il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici – ci avevano indotti a porre in generale il tema della “Cyber Security”, fondamentale per la vita del Paese, con un intervento apparso sulla stampa parecchi giorni prima che scoppiasse il caso della Regione Lazio e che i mass media si occupassero in misura adeguata del problema della pirateria informatica.

 Oggi, a seguito di una denuncia di Assoedilizia, il Sole 24 Ore solleva la questione dello stallo delle compravendite immobiliari (in particolare di vecchi immobili che non sono stati oggetto di recenti interventi edilizi) causato dalla inefficienza di molti Comuni italiani che non sono in grado – per le modalità di svolgimento del lavoro, in tempo di pandemia, da parte dei funzionari – di consentire agli interessati quell’ “accesso agli atti” senza il quale gli stessi non possono sensatamente ottemperare agli obblighi di legge in termini di dichiarazioni in sede di rogito.

Moltissime compravendite immobiliari, già perfezionate tra le parti nei loro contenuti sostanziali, sono sospese a causa della impossibilità di verificare, sulla base degli atti comunali, la legittimità degli immobili compravenduti, che pure il venditore è tenuto a dichiarare e garantire.

In moltissimi casi il venditore, non riuscendo ad ottenere l’accesso agli atti comunali (si stanno verificando casi di mesi e mesi di ritardo) è costretto non dar corso al rogito per non incorrere in gravi conseguenze. E il nostro ordinamento non contempla efficaci rimedi a questa disfunzione.

Una questione assai grave per la vita sociale ed economica del Paese, che apre una riflessione: smart working per i funzionari pubblici, digitalizzazione della P.A. e cyber security sono tre campi che, se non gestiti con saggezza, rischiano di formare un cocktail di situazioni micidiale, in grado di arrecare gravissimi danni al Paese, impedendo anche i benefici effetti del PNRR.

Monopattini elettrici, sostegno alla proposta dell’ACI – Assoedilizia insiste per la targhetta di identificazione sulle bici

agosto 6, 2021

Colombo Clerici (Assoedilizia) sostiene la proposta Aci sui monopattini elettrici. E ricorda.

 E’ LA CONSEGUENZA INEVITABILE DEL NON AVERE REGOLAMENTATO A SUO TEMPO  LE BICICLETTE 

di Benito Sicchiero

Omologazione per la produzione, regole omogenee, una targhetta di riconoscimento, obbligo del casco, formazione e obbligo d’assicurazione per quelli più potenti. Così, secondo l’agenzia di informazione ANSA, il presidente dell’Automobile club d’Italia (Aci) Angelo Sticchi Damiani in audizione in commissione Trasporti alla Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge dedicata alla circolazione dei monopattini elettrici, espone alcune proposte per il testo del provvedimento.

La prima è quella di “dotare tutti i monopattini di un regime di omologazione” per chi “costruisce monopattini. La logica conseguenza è l’introduzione di una targhetta di identificazione da concordare con il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili”. Inoltre Sticchi propone “l’obbligo dell’uso del casco per tutti, e l’obbligo d’assicurazione sulla responsabilità civile verso terzi, assolutamente necessaria se il monopattino va oltre 25 km all’ora, cioè quelli con una potenza nominale superiore a 350 watt. Ma sarebbe eccezionale se ci fosse per tutti”. C’è poi il “tema importante della formazione, anche perché il rischio maggiore è che il conduttore faccia male ai pedoni. Noi dobbiamo garantirli. Il corso si può fare nelle scuole secondarie, nelle università e nelle scuole guida (dove servirebbe un modulo dedicato) con il rilascio di una specie di patentino”. Infine “il divieto di sosta sui marciapiedi; servono zone di rilascio che non siano ingombranti per i pedoni”.  

Proposte che il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici apprezza e sostiene. E che andrebbero estese anche alle bici elettriche; la misura andrebbe anche accompagnata dall’introduzione di una targhetta di identificazione per le normali biciclette (la sua semplice presenza avrebbe un “effetto deterrente” notevolissimo) anch’esse in grado di superare abbondantemente i 25 km. di velocità.

A tal proposito Colombo Clerici ricorda che l’Associazione dei proprietari immobiliari, da sempre attenta al vivere civile, diversi anni or sono aveva lanciato una campagna contro il cattivo uso delle biciclette: pur sottolineando l’utilità di questo mezzo ecologico e salutare per spostarsi in città, aveva stigmatizzato  il comportamento di una minoranza di ciclisti incivili che sfrecciavano sui marciapiedi, contravvenivano alle più elementari regole della circolazione stradale (passaggio con il semaforo rosso, circolazione contromano, zigzagare a tutta velocità tra i pedoni sui marciapiedi e nelle zone pedonali e quant’altro), causando incidenti con conseguenze anche mortali; contando sull’impunità garantita dall’assenza di ogni tipo di identificazione (targa) che ogni  veicolo circolante su suolo pubblico dovrebbe avere.

Apriti cielo! Gruppi di scalmanati organizzati, occupando vie e piazze e manifestando davanti al Comune, avevano bloccato sul nascere ogni possibilità di discussione. Il lassismo di certa politica e il timore di perdere consensi elettorali hanno fatto sì che il fenomeno si estendesse prima al settore delle bici elettriche, oggi a quello dei monopattini (più pericolosi a causa della ridotta dimensione delle rotelline).  Cosa dovrà accadere prima che si scrivano alcune regole? Ricordando ai talebani del “liberi tutti” che il sacrosanto valore della libertà va difeso fino a quando non lede la libertà (che comprende anche la sicurezza) degli altri.

Assemblea generale dei Soci di Assoedilizia, luglio 2021. Relazione per l’anno 2020

luglio 27, 2021

SENZA INTERRUZIONE LA TUTELA DEGLI INTERESSI DEI PROPRIETARI IMMOBILIARI NONOSTANTE L’ ANNO DEL COVID    

L’Assemblea Generale dei Soci di Assoedilizia, la più importante organizzazione territoriale dei proprietari di casa d’Italia, si è svolta ancora in un anno straordinario, caratterizzato però da previsioni di uscita dalla crisi causata dalla pandemia.

L’Assemblea, presieduta dal Presidente avv. Achille Colombo Clerici, ha approvato all’unanimità il rendiconto consuntivo 2020 e il preventivo 2021, nonché nominato il Collegio dei revisori dei conti.

La Relazione del Consiglio Direttivo, preceduta da un minuto di silenzio in memoria delle vittime del Covid, è stata illustrata dal Consigliere amministratore ing. Paolo Jacini. In essa sono state riaffermate le basi fondamentali della posizione dell’Associazione che si ispirano da sempre ai valori liberali e democratici, sia pure in un contesto nel quale non si può prescindere da un’azione pubblica.

Ricordato il costante rapporto con le istituzioni,  si sono trattati i temi di maggior interesse per gli Associati e i proprietari immobiliari in generale, sui quali Assoedilizia è puntualmente intervenuta, nonostante l’emergenza nella quale ha operato per quasi tutto il 2020: dalla tutela nei confronti di un fisco gravoso allo sviluppo armonico del territorio, al rilancio di Milano quale città europea e di crescente valenza nei confronti del turismo, specialmente internazionale, che apporta benefici economici diretti e che diventa messaggero all’estero dell’attrattività e della competitività della città e della regione.

Si sono organizzati incontri e convegni e si è partecipato ad iniziative economiche, culturali e politiche: tra queste, una lettera aperta al Sindaco per una campagna promozionale a sostegno di Milano, la partecipazione a iniziative sul rilancio delle Olimpiadi Milano-Cortina, alle attività dell’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi, del quale Assoedilizia è fondatore. L’Associazione ha promosso, con L’Università degli Studi, un ciclo di incontri sul futuro di Milano e del Paese, collaborando inoltre  costantemente con il Politecnico; ha ribadito, in ogni sede, e con ogni mezzo – compreso un inserto in quotidiano milanese, tema la tassa patrimoniale – che onerare di tasse, balzelli e burocrazia il comparto immobiliare è iniquo e controproducente; in quanto, come unanimemente riconosciuto, il comparto immobiliare rappresenta il volano più efficace per il rilancio dell’economia di un Paese.

Assoedilizia ha  organizzato un convegno on line sulla “Semplificazione e rigenerazione in materia urbanistica e edilizia”; nel contempo ha intrapreso iniziative di tutela dei diritti dei proprietari sul piano fiscale delle richieste di ristori opponendosi ad ogni intervento dirigistico sui canoni e favorendo accordi caso per caso; si è impegnata contro la revisione del Catasto urbano, ha rilanciato l’idea di una migliore utilizzazione del territorio e del suolo attraverso una vasta riqualificazione di “rigenerazione urbana”. E ad ogni incontro con le istituzioni è stata svolta un’ampia disamina delle problematiche connesse all’abitazione, alla sicurezza della casa e del territorio, alla riqualificazione delle periferie e dei quartieri di social housing, alla rilevanza sociale ed economica della locazione privata. Per il CIS-Certificato di idoneità statica degli edifici, si è ottenuto il rinvio, di proroga in proroga, fino ad ottobre 2021 mentre la legge della Regione Lombardia sulla rigenerazione urbana ha visto la collaborazione di Assoedilizia affinchè si seguisse la via degli incentivi, non quella dei deterrenti.

Mentre prosegue la collaborazione con l’Osservatorio Metropolitano (CIAM-Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, ArchxMi, AIM-Associazione Interessi Metropolitani) l’azione dell’Associazione si è esplicata su un più ampio territorio intensificando ulteriormente i rapporti con la Federazione Regionale Lombarda della Proprietà Edilizia-Federlombarda.

Tutto questo, va rilevato, in un periodo molto complesso: ma nonostante la necessità di contenere la diffusione del virus che ha messo a dura prova le capacità organizzative dell’Associazione, evitando oltretutto l’uso della cassa integrazione per i dipendenti, i Soci hanno ottenuto sempre l’assistenza richiesta. Una sfida vinta grazie all’apporto di tutti.

Proprio per far fronte a questa particolare situazione è stato introdotto un nuovo canale di comunicazione agli Associati, quello delle circolari informative sui temi di maggiore attualità con cadenza quasi settimanale. Come pure un servizio di consulenza specializzato sul Superbonus ed in generale su tutte le agevolazioni fiscali riguardanti la casa; mentre sono proseguite, grazie a decine di consulenti, i Corsi di formazione per gli amministratori di condominio, il servizio di mediazione, il supporto per la soluzione dei mille problemi che il mondo della casa comporta.

Sul fronte della comunicazione e della promozione si sono addirittura incrementate le attività e le ricadute sui mass-media: intensa la collaborazione con mezzi audiovisivi nazionali quali, per citare, Corriere della Sera, QN Il Giorno, Repubblica, Sole 24 Ore, Il Giornale, Libero, La Verità, RaiNews 24, mentre la rivista “La Proprietà Edilizia” continua a rappresentare uno dei più apprezzati legami tra mondo associativo e Associazione.

Foto di archivio