Archive for the ‘Assoedilizia informa’ category

“Un mercato a più livelli” – Assoedilizia – QN Il Giorno pag. 26 – 16.06.2018 di Achille Colombo Clerici

giugno 18, 2018

“Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle”.

Argomento vastissimo e generale, affrontato in un recente dibattito tenutosi in Assoedilizia.

C’ è dentro tutta la nostra cultura, il costume, la storia e la tradizione, la sociologia, l’economia, la politica.

Significa parlare anche di mercato o di mercati immobiliari.

A Cernobbio, al Forum Ambrosetti nel 2016, in un intervento-stampa, ho avanzato un giudizio provocatorio e ironico: il mercato immobiliare è finito.

Tutti gli indicatori davano segnali in questo senso. Dimezzamento del numero delle transazioni immobiliari rispetto ai dati pre crisi – drastica riduzione del volume di affari – dilatazione dei tempi delle trattative.

Ancor oggi siamo in presenza di un leggero aumento del numero delle compravendite, ma assistiamo ad una, sia pur lieve, riduzione dei valori. Cioè aumenta la domanda, ma calano i prezzi.
Se i prezzi aumentano, anche di poco, la domanda non segue l’offerta.

Come si fa a parlare di mercato immobiliare in queste condizioni?

La globalizzazione ha portato alla omologazione dei mercati nei campi produttivi e finanziari; in campo immobiliare ha condotto, se possiamo dire, alla segmentazione del mercato in differenti mercati, o meglio circuiti commerciali. Corredati, ciascuno, di regimi fiscali differenziati e di operatori distinti. Il cosiddetto relativismo fiscale tanto vituperato.

Condizione essenziale perché si possa parlare di mercato immobiliare è che sussista un equilibrio tra domanda potenziale ed offerta potenziale.

Oggigiorno siamo in presenza di una offerta reale che è contenuta, perché molti proprietari che vorrebbero vendere sono trattenuti dal farlo a cause di condizioni economiche inaccettabili.
Se vendessero, svenderebbero. Fino a quando potranno resistere?
Il problema è che c’è stata una rarefazione della domanda, causata da condizioni fiscali, gestionali, amministrative, manutentive eccessivamente onerose, per tutto il settore immobiliare ed anche da una sfiducia diffusa sulla “tenuta” del valore immobiliare nel tempo, conseguenza della perdurante crisi economica e della assenza di una assennata politica della casa.

Ma poi quanti immobili delle vecchia generazione sono effettivamente vendibili con tutte le norme e i cavilli insorti in questi anni?

In conclusione: “sic stantibus rebus” assisteremo ad una progressiva tendenza alla formazione di più circuiti commerciali, con sensibili dislivelli di valore, a seconda delle aree geografiche, ma anche delle aree economiche e sociali e ad una progressiva selettività della domanda.

Le differenziazioni potranno concernere: la localizzazioni dei beni a seconda che si tratti di città più o meno dinamiche dal punto di vista socio-economico e resto del Paese.

Distinzioni anche sulla base della tipologia fra immobili che potremmo definire “griffati” (per prestigio e funzionalità) e immobili ordinari, in mano al risparmio familiare diffuso.

Inoltre: dato il diverso impatto che l’ordinamento italiano ha nei confronti dell’investitore straniero rispetto a quello italiano, si potrà verificare una accentuazione della tendenza alla esteroproprietà degli immobili italiani di una certa qualità.

 

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Le logiche dell’investimento immobiliare: come operano e come guidarle – Ciam Archxmi Aim – Terzo Seminario In Assoedilizia – 12 Giugno 2018

giugno 13, 2018

A s s o e d i l i z i a

 

In Assoedilizia il terzo dei quattro seminari del ciclo Osservatorio Metropolitano

COME LE LOGICHE IMMOBILIARI INFLUISCONO SULLA CITTA’

Si è svolto in Assoedilizia a Milano il terzo di quattro Seminari del ciclo Osservatorio Metropolitano dal titolo “Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle”. E’ stato  organizzato dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI, l’Associazione Interessi Metropolitani  e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Milano e provincia.

Coordinatori, Gianni Verga ed Eugenio Radice Fossati,

Relatori Achille Colombo Clerici, Guido Iannoni Sebastianini, Giuseppe Abruzzese, Vincenzo Albanese.

Dopo l’apertura dei lavori di Verga che ha spiegato i motivi del seminario “gli operatori immobiliari influiscono certamente sullo sviluppo, la qualità della vita, la bellezza di una città”, l’intervento di Colombo Clerici:

“Logiche immobiliari. Come operano e come guidarle.”

Argomento vastissimo e generale, affrontato in un recente dibattito tenutosi in Assoedilizia. C’ è dentro tutta la nostra cultura, il costume, la storia e la tradizione, la sociologia, l’economia, la politica.

Significa parlare di mercato o di mercati immobiliari.

A Cernobbio, al Forum  Ambrosetti nel 2016, in un intervento-stampa, ho avanzato un giudizio provocatorio e ironico: il mercato immobiliare è finito.

Tutti gli indicatori davano segnali in questo senso. Dimezzamento del numero delle transazioni immobiliari rispetto ai dati pre crisi – drastica riduzione del volume di affari – dilatazione dei tempi delle trattative.

Ancor oggi siamo in presenza di un leggero aumento del numero delle compravendite, ma assistiamo ad una, sia pur lieve, riduzione dei valori. Cioè aumenta la domanda, ma calano i prezzi. Se i prezzi aumentano, anche di poco, la domanda non segue l’offerta.

Come si fa a parlare di mercato immobiliare in queste condizioni?

La globalizzazione ha portato alla omologazione dei mercati nei campi produttivi e finanziari; in campo immobiliare ha condotto, se possiamo dire, alla segmentazione del mercato in differenti mercati, o meglio circuiti commerciali. Correlati, ciascuno, di regimi fiscali differenziati e di operatori distinti. Il cosiddetto relativismo fiscale tanto vituperato.

Condizione essenziale perché si possa parlare di mercato immobiliare è che sussista un equilibrio tra domanda potenziale ed offerta potenziale.

Oggigiorno siamo in presenza di una offerta reale che è contenuta, perché molti proprietari che vorrebbero vendere sono trattenuti dal farlo a cause di condizioni economiche inaccettabili.

Se vendessero, svenderebbero. Fino a quando potranno resistere?

Il problema è che c’è stata una rarefazione della domanda, causata da condizioni fiscali, gestionali, amministrative, manutentive eccessivamente onerose, per tutto il settore immobiliare ed anche da una sfiducia diffusa sulla “tenuta” del valore immobiliare nel tempo, conseguenza della perdurante crisi economica e della assenza di una assennata politica della casa.

Ma poi quanti immobili delle vecchia generazione sono effettivamente vendibili con tutte le norme e i cavilli insorti in questi anni?

In conclusione: ‘sic stantibus rebus’  assisteremo ad una progressiva tendenza alla formazione di più circuiti commerciali, con sensibili dislivelli di valore, a seconda delle aree geografiche, ma anche delle aree economiche e sociali e ad una progressiva selettività della domanda.

Le differenziazioni potranno concernere: la localizzazioni dei beni a seconda che si tratti di città più o meno dinamiche dal punto di vista socio-economico.

Resto del Paese.

Distinzioni anche sulla base della tipologia fra immobili che potremmo definire “griffati” (per prestigio e funzionalità) e immobili ordinari, in mano al risparmio familiare diffuso.

Inoltre: dato il diverso impatto che l’ordinamento italiano ha nei confronti dell’investitore straniero rispetto a quello italiano, si potrà verificare una accentuazione della tendenza alla esteroproprietà degli immobili italiani di una certa qualità.

Per Abruzzese “si registra un record di investitori stranieri nell’immobiliare a Milano e in Lombardia attratti dall’alta qualità della vita ma anche da normative regionali che, se pure non rivoluzionarie, costituiscono un forte incentivo agli investimenti: per citare, la spinta a rigenerare l’esistente per il blocco al consumo di nuovo suolo, l’abolizione della “zonizzazione” residenziale, produttiva, commerciale, la riduzione degli oneri di urbanizzazione. Purtroppo gli stranieri restano sconcertati dalle grandi differenze normative tra regioni e comuni diversi”. Iannoni Sebastianini si è soffermato sul ruolo delle assicurazioni e prevede l’arrivo di nuovi soggetti-investitori destinati a rimpiazzare, in un certo senso, i benefici finora portati dal quantitative easing, con un occhio sulla logistica (piccoli e medi centri commerciali soprattutto in provincia) mentre perde appeal il residenziale.

Albanese ha quantificato in 130 miliardi gli investimenti nell’immobiliare lo scorso anno, 90 dei quali proprio nel residenziale: Milano è capofila in Italia con 11 miliardi di investimenti, parte dei quali però del tipo “compra e vendi”. “Si tratta – ha detto – di far restare questi capitali in loco anche incentivando nicchie di investimento sempre più promettenti quali campus studenteschi, residenze per anziani, locazioni brevi.  Grava su tutto una certa difficoltà di assorbimento della nuova produzione condizionata dalle zone nelle quali viene realizzata: ad esempio, se entro la cerchia filoviaria della linea 90-91 si vende anche prima del completamento, oltre, il mercato è più difficile. Un mercato che dovrebbe rivolgersi – considerato che il settore lusso interessa non più del 5% degli acquirenti – alla fascia media con possibilità di spesa attorno ai 4.000 euro al mq.”

Numerosi e interessanti gli interventi al dibattito che ne è seguito: secondo Radice Fossati il tema proposto da Colombo Clerici andrebbe  ulteriormente sviluppato; Alberico Belgiojoso ha sostenuto che City Life resta un corpo estraneo nel tessuto urbanistico della città anche se ha avuto il merito di sviluppare attorno a sé iniziative immobiliari più aderenti al territorio; Lorenzo Greppi vede due rischi: il venir meno della cultura urbana del risparmio e la possibile uscita degli investitori italiani a causa dell’arrivo di quelli stranieri. Verga ha denunciato l’impreparazione del nostro sistema creditizio a sostenere grandi investimenti, creando per contro la pericolosa falla dei crediti inesigibili, e l’assurdità di normative che risalgono  ad oltre un secolo cui fa riferimento il Regolamento Edilizio. Ha concluso Colombo Clerici manifestando perplessità sull’eccessiva presenza di capitali stranieri nell’immobiliare: “Una volta c’erano i capitani d’industria che investivano sul territorio e ad esso erano ancorati. Oggi ci sono capitani di ventura.”

Nella foto da sin.:

– Gianni Verga, Giuseppe Abruzzese, Guido Iannoni Sebastianini, Achille Colombo Clerici, Eugenio Radice Fossati, Vincenzo Albanese. ( 2 foto )

– Guido Iannoni Sebastianini, Achille Colombo Clerici, Eugenio Radice Fossati

 

 

 

QN Il Giorno pag. 27 · 09-06-2018 “Crisi e fiducia nel mattone” – di Achille Colombo Clerici

giugno 11, 2018

In questi ultimi anni, caratterizzati da una situazione di crisi economica latente, i crediti in sofferenza presso le banche sono aumentati, in termini numerici e di entità complessiva. Si tratta, in particolare, di crediti inesigibili assistiti da garanzia reale su immobili pignorati e messi all’asta.

Il rischio è che un’errata valutazione del loro valore porti a svendite o, al contrario, ad una richiesta al di fuori del mercato e quindi ad un susseguirsi di esperimenti d’asta senza compratore: in entrambi i casi ci rimettono tutti. Il creditore, il debitore, il mercato …

Per eliminare o almeno ridurre tale rischio l’ABI-Associazione Bancaria Italiana e i principali operatori dell’immobiliare hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che, con il titolo “Nuove linee guida per la valutazione degli immobili”, è stato illustrato in Assoedilizia, a Milano.

Il documento è finalizzato a definire una serie di principi/linee guida coerenti con la vigente legislazione e con gli standard di valutazione immobiliare europei ed internazionali per favorire la trasparenza, la correttezza e l’affidabilità nelle valutazioni degli immobili a garanzia dei crediti non esigibili ed è destinato ai giudici, ai valutatori, ai creditori, ai debitori e agli stakeholder coinvolti nei processi di gestione e recupero del credito immobiliare. Serve anche a favorire l’efficienza delle procedure esecutive: oggi i tempi sono particolarmente dilatati, 1100 giorni in Italia, contro i 410 della Germania ed i 550 della Spagna.
L’ iniziativa comune ABI-Istituzioni/operatori immobiliari dimostra come sia possibile una collaborazione proficua superando la competizione tra investimenti finanziari e immobiliari in una realtà di crisi che, almeno per quanto riguarda gli investimenti in immobili da mettere a reddito, è lungi dall’essere conclusa.

Una crisi che viene da lontano e che segue la logica di spostare gli investimenti immobiliari da quello diretto delle famiglie, all’investimento indiretto, attraverso un gestore finanziario. Dal 2007 il valore degli immobili è sceso anche del 40-50% – calo che continua ad oggi, caso unico tra i Paesi avanzati – causando una pesante crisi di fiducia nel settore.  Ebbene, la fiducia nel mattone non tornerà fino a quando chi vi ha investito non vedrà recuperate le perdite subite o almeno una significativa inversione di tendenza. E fino a quando non si assisterà ad un revirement nell’azione del fisco, sino ad oggi volta ad un progressivo aumento del carico fiscale.

ACHILLE COLOMBO CLERICI

 

Seminario “LE LOGICHE IMMOBILIARI. COME OPERANO E COME GUIDARLE” – Organizzato dal CIAM in collaborazione con ARCHxMI, AIM, patrocinato da Assoedilizia e da Ordine degli Architetti di Milano In sede Assoedilizia il 12 giugno 2018 ore 18

giugno 8, 2018

 

In Assoedilizia a Milano il Seminario del ciclo “Osservatorio Metropolitano”

per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana organizzato dal CIAM in collaborazione con ARCHxMI ed AIM, patrocinato da Assoedilizia e Ordine degli Architetti di Milano

“LE LOGICHE IMMOBILIARI. COME OPERANO E COME GUIDARLE”

Assoedilizia ospiterà  il Seminario del ciclo OSSERVATORIO METROPOLITANO – Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana, coordinato da  Alberico Barbiano di  Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga il  12 giugno 2018 ore 18:00 Sala dei Convegni Via Meravigli 3 Milano

Sul tema: Le logiche immobiliari. Come operano e come guidarle.
Coordinatori Gianni Verga ed Eugenio Radice Fossati.

Relatori
– Achille Colombo Clerici,
– Guido Iannoni Sebastianini,
– Vincenzo Albanese.

Il Seminario è organizzato dal CIAM-Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con AIM- Associazione Interessi Metropolitani e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano.

Il Seminario fa parte di un ciclo di incontri con l’obiettivo di approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e la Città Metropolitana: bellezza e qualità urbana, verifica del Piano di Governo del Territorio e del Regolamento Edilizio, grandi interventi, ecc.; i criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono.

Intende essere una iniziativa utile per le Istituzioni professionali e culturali, un contributo al miglior funzionamento delle iniziative e dei “meccanismi urbani” Quali relatori sono stati scelti professionisti particolarmente esperti, in un ampio quadro multidisciplinare.

La partecipazione è gratuita ed è previsto il rilascio di CFP. Per le iscrizioni inviare una mail a formazione@ciam1563.it

 

 

 

ABI “Nuove linee guida per la valutazione degli immobili” Seminario in Assoedilizia – 6 giugno 2018

giugno 7, 2018

A s s o e d i l i z i a

 

Illustrate in Assoedilizia le nuove linee guida per la valutazione degli immobili elaborate da ABI e dagli operatori del settore

QUANTO VALE VERAMENTE UN IMMOBILE MESSO ALL’ASTA?

Quanto vale veramente un appartamento? Se stabilirlo è abbastanza semplice quando si parla di libera domanda e offerta tra privati, diventa molto più complesso quando si tratta di immobili a garanzia dei crediti inesigibili: quelli, in parole semplici, che vengono messi all’asta perché il debitore proprietario non è riuscito a far fronte ai propri impegni e che rappresentano una parte consistente dei cosiddetti non performing loans in pancia alle banche. Il rischio è che un’errata valutazione del loro valore porti a svendite o, al contrario, ad una richiesta al di fuori del mercato e quindi a una successione di aste senza compratore: in entrambi i casi ci rimettono tutti. Il creditore, il debitore, il mercato…

Per eliminare o almeno ridurre il rischio l’ABI-Associazione Bancaria Italiana e i principali operatori dell’immobiliare hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che, con il titolo “Nuove linee guida per la valutazione degli immobili” è stato presentato  in Assoedilizia, a Milano.

Tale documento è finalizzato a definire una serie di principi/linee guida coerenti con la vigente legislazione e con gli standard di valutazione immobiliare europei ed internazionali per favorire la trasparenza, la correttezza e l’affidabilità nelle valutazioni degli immobili a garanzia dei crediti non esigibili ed è destinato ai giudici, ai valutatori, ai creditori, ai debitori e agli stakeholders coinvolti nei processi di gestione e recupero del credito immobiliare.

Il lavoro mira quindi a preservare il valore della garanzia immobiliare con un impatto positivo in termini di efficienza nel recupero del credito e massimizzazione del valore del residuo patrimonio eventualmente destinato al debitore, superando le “criticità” di natura localistica che non di rado caratterizzano, differenziandole, le procedure di trasferimento di proprietà degli immobili nei casi di crediti non esigibili.

Ne hanno parlato  Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia; Corrado Sforza Fogliani, vicepresidente di ABI e presidente del Centro studi Confedilizia; Osvaldo Ranica, presidente della Commissione regionale ABI della Lombardia; Marco Grumetti, vicepresidente regionale Fiaip Lombardia; Roberto Ponzini, presidente del Collegio Periti Industriali di Milano e Lodi; Riccardo Pellegatta già presidente del Collegio Ingegneri e Architetti di Milano e provincia e dirigente nazionale dell’Ordine degli ingegneri; Angelo Peppetti, Ufficio crediti ABI; Alberto M. Lunghini, presidente onorario Aici; Francesco Tedone del Collegio Periti Industriali Milano e Lodi. Moderatore Cesare Rosselli, segretario generale di Assoedilizia.

Nel saluto di apertura Colombo Clerici ha detto: “In questi ultimi anni, caratterizzati da una situazione di crisi economica latente, i crediti in sofferenza presso le banche sono grandemente aumentati, in termini numerici e di entità complessiva dei crediti inesigibili.

Oggi l’UE ha accumunato, nella medesima categoria dei NPL, crediti in sofferenza, crediti incagliati e crediti inesigibili, complicando non di poco la loro iscrizione nei bilanci delle banche.

In tale situazione si avverte l’esigenza di favorire la certezza, la trasparenza, sui valori e sui tempi di intervento nella esecuzione dei contratti bancari corredati della garanzia immobiliare, ai fini, non solo della copertura e della riscossione dei crediti, ma anche, in estrema analisi, ai fini di una più efficiente erogazione del credito stesso.

In questo senso si è mossa anche la legislazione più recente, in tema di gestione dell’inadempimento del consumatore, in relazione al trasferimento del bene immobile, e in tema di disciplina fallimentare.

Il tavolo di lavoro composto da ABI e da una ventina di istituzioni interessate alla tematica intende in sostanza:

– definire linee guida per la valutazione degli immobili a garanzia dei crediti non esigibili, secondo i più moderni standard nazionali e internazionali;

– definire linee guida per favorire l’efficienza delle procedure esecutive.  Oggi i tempi sono particolarmente dilatati: 1100 giorni in Italia contro i 410 della Germania ed i 550 della Spagna.

– promuovere buone pratiche nella valutazione degli immobili a garanzia dei crediti bancari presso tutti gli stakeholders pubblici e privati interessati.

La finalità è quella di preservare il valore della garanzia immobiliare, con la massimizzazione del valore del residuo patrimoniale eventualmente destinato al debitore.”

Sforza Fogliani: “L’iniziativa comune ABI-operatori immobiliari dimostra come sia possibile una collaborazione proficua superando la competizione tra investimenti finanziari e immobiliari in una realtà di crisi che, almeno per quanto riguarda gli investimenti in immobili da mettere a reddito, è lungi dall’essere conclusa. Una crisi che viene da lontano e che ha quale obiettivo spostare gli investimenti dall’immobiliare verso la finanza. Lo conferma il “caso Savona”, un economista da sempre sostenitore del principio secondo il quale è l’immobiliare il più forte motore dello sviluppo economico.  Con i recenti governi il valore degli immobili è sceso anche del 40-50% – calo che continua tutt’oggi, caso unico tra i Paesi avanzati – causando una pesante crisi di fiducia nel settore.  Ebbene, la fiducia nel mattone non tornerà fino a quando chi vi ha investito non vedrà recuperate le perdite subite o almeno una inversione di tendenza – che il nuovo governo fa intravvedere – intervenendo su una tassazione abnorme che non copre neppure i costi. Invece dagli organismi internazionali si continua a suggerire una patrimoniale per ridurre il debito pubblico”.

Ma la fiducia non nasce da sola, va costruita, ha sostenuto Lunghini il quale si è soffermato sulla figura del valutatore che deve contare su collaboratori specialisti dei quali deve addirittura anticipare le spese sperando che vada in porto l’asta programmata.  Affermando infine che la ripresa dei valori immobiliari avviene – secondo uno schema da lui elaborato definito “a nido d’ape”-  anni dopo la ripresa delle compravendite. Senza contare fattori fondamentali quali il potere d’acquisto medio che dagli anni ’60 agli anni ’90 si è triplicato, mentre dagli anni ’90 ad oggi è rimasto praticamente a zero.

foto:
– Corrado Sforza Fogliani e Achille Colombo Clerici

– Riccardo Pellegatta,  Corrado Sforza Fogliani, Achille Colombo Clerici, Cesare Rosselli

 

 

 

 

QN Il Giorno pag. 23 · 02.06.2018 Ribellarsi alla violenza (Achille Colombo Clerici)

giugno 5, 2018

“Ha ragione chi grida più forte”. Il concetto espresso da questa libera traduzione di un vecchio detto lombardo è stato avallato dalla scienza, rappresentata da una ricerca dell’ Ohio State University, Usa, lo stesso Paese dal quale abbiamo importato la cultura della maleducazione assieme a molte  altre cose, democrazia e benessere in primis.

Ebbene, i ricercatori hanno dimostrato che piglio deciso e un pizzico di prepotenza portano parecchi vantaggi: da uno stipendio migliore a una maggiore considerazione sociale fino a migliori voti a scuola e a un trattamento di favore in molte circostanze, dall’ufficio pubblico alla assemblea di condominio. La maleducazione, compagna dell’arroganza, è ormai diventata uno status symbol e la persona educata rischia sempre di passare per un debole sul quale – è la sempiterna legge della jungla – è lecito infierire. Chi, di fronte agli insulti rivolti da un energumeno a un anziano, specie se donna, si ritiene in dovere di intervenire a difesa del più debole?

E’ statisticamente dimostrato che nove volte su dieci prevaricare non porta conseguenze, anzi è gratificante per l’ego del gradasso (la decima volta però si corre il rischio di incappare in uno più maleducato).

Film, televisione e social media, in omaggio alla libertà di espressione, mostrano più volte al giorno a noi e, peggio, ai nostri figli, esempi di violenza verbale e fisica che hanno contagiato ormai anche le figure pubbliche di riferimento, dai politici agli attori, ai presentatori radiotelevisivi, il turpiloquio strappa applausi e consenso, il linguaggio compito, il politically correct sembrano morti e sepolti.

Ma a contraddire i presunti vantaggi della violenza e della maleducazione interviene ancora una volta la scienza. Sempre dagli Usa, dall’Università della Florida più precisamente, giunge uno studio sconcertante: violenza e maleducazione seminano ostilità ed abbassano la produttività, logorano spirito e fisico incidendo pure sulle capacità psichiche, e riducono l’aspettativa di vita.

Ecco quindi la necessità di comportarci da persone civili mostrando forza e non debolezza, di ribellarci alla maleducazione e alla violenza, perché ogni volta che chiudiamo un occhio davanti alle quotidiane prevaricazioni di cui siamo testimoni ne diventiamo complici. Ribellarsi ad ogni forma di violenza diventa quindi un dovere sociale.

 

Milano 2030 RIGENERARE LA CITTA’ VALORIZZANDO GLI 88 QUARTIERI CHE LA FORMANO Convegno alla Triennale – Giugno 2018 – Assoedilizia informa

maggio 31, 2018

A s s o e d i l i z i a

Informa

Ultimo dei tre dibattiti su quella che sarà la Milano del 2030

RIGENERARE LA CITTA’ VALORIZZANDO GLI 88 QUARTIERI CHE LA FORMANO

Rigenerare la città valorizzando i suoi 88 quartieri a partire dalla “riscoperta” dello spazio pubblico, concepito finalmente come bene comune. E’ uno degli obiettivi del nuovo Piano di Governo del Territorio che delinea lo sviluppo della città di qui ai prossimi dieci anni. Se ne è parlato alla Triennale di Milano nel corso del terzo e conclusivo incontro del ciclo “Milano 2030” alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, del vicesindaco  Anna Scavuzzo e degli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica, Verde e Agricoltura),  Gabriele Rabaiotti (Casa e Lavori Pubblici) e Pierfrancesco Majorino (Politiche Sociali, Salute e Diritti).
La riqualificazione delle piazze è la prima strategia da attuare per rafforzare l’identità dei quartieri. La fase di crescita di Milano si esprime infatti non solo attraverso il cambio di ‘skyline’, ma anche a partire dalla nascita dei nuovi spazi urbani e luoghi di aggregazione che hanno inciso sulla dimensione strutturale della città, allargandone il centro proprio a partire dalla vocazione pedonale. Basti pensare alla pedonalizzazione di Piazza Castello e alla Darsena, a Piazza Tre Torri e al Parco di CityLife, a Piazza Aulenti e alla Biblioteca degli Alberi, o in prospettiva, ai 675.000 mq di verde e spazi pubblici previsti negli scali ferroviari.

Con questo approccio, il Piano pone lo spazio pubblico al centro della rigenerazione, e lo fa partire da 6 piazze: Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Trento e Corvetto. Si tratta di luoghi a cavallo tra centro e periferia, punti di discontinuità della rete pedonale, in cui la qualità del progetto di rigenerazione dello spazio pubblico è condizione sine qua non per accedere a possibili interventi di densificazione.

La rigenerazione delle piazze d’altra parte è un obiettivo già messo in atto da tempo dall’Amministrazione con gli obietti di rafforzare le identità locali di quartiere, favorire lo spazio pedonale e la mobilità dolce, incrementare le aree verdi, accrescere attrattività, bellezza e vivibilità della città, favorire il commercio locale e il turismo, favorire la sicurezza, la coesione e l’inclusione sociale. Da Sant’Agostino, a San Luigi, da Castello a Piazzale Archinto, sono tante le piazze per cui esiste già un progetto che va in questa direzione.
La politica urbanistica prende in considerazione una città che nel 2030  conterà 1.500.000 abitanti con un netto incremento della popolazione anziana (gli  over 85 saranno 12.000) ma anche una maggiore presenza di giovani cui Milano offre opportunità maggiori di altre città italiane. Per la riqualificazione delle periferie sono stati stanziati 350 milioni di euro e una cinquantina di interventi sono già stati eseguiti o sono in programma.
Sul recupero degli edifici fatiscenti il Comune conferma la linea: se il proprietario non ha la disponibilità economica per provvedere al ripristino, l’edificio è destinato all’ abbattimento  e il proprietario viene rimborsato con una volumetria edificabile pari a quella dell’edificio abbattuto. In corso la ristrutturazione di circa 3.000 alloggi popolari ed è in via di attuazione un progetto destinato a disabili che hanno perso i familiari che li accudivano.

foto:
– Il Sindaco Giuseppe Sale con il pres. di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e il Prefetto Luciana Lamorgese ( foto d’archivio )