Archive for the ‘Assoedilizia informa’ category

IL GIORNALE – Rinvio pagamento tributi comunali – Polemica – Assoedilizia difende la posizione dei proprietari immobiliari

giugno 3, 2021

IL GIORNALE
Milano, 30 maggio 2021                              

FI, le imposte rinviate? «È solo propaganda»

LA POLEMICA: «Rinvio delle imposte pura propaganda» Fi chiede un fondo garanzia per gli affitti.
Colombo Clerici «Perché non si consente la dilazione dell’Imu?»

Continua a non convincere la delibera approvata dalla giunta comunale che prevede il differimento della scadenza per il pagamento delle imposte locali come Tari, rette dei nidi, refezione scolastica, imposta di soggiorno, canone di occupazione di suolo pubblico, e la rateizzazione per gli importi dovuti e ancora non versati.

«La tanto sbandierata dilazione dei pagamenti tributari è veramente poca cosa e una pubblicità ingannevole di Sala attacca il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino Fabrizio de Pasquale -. L’Imu che, con 700 milioni, è la tassa più pesante per i milanesi dovrà essere versata nella prima rata il 16 giugno. La Tari negli ultimi anni si è sempre pagata tra ottobre e dicembre».

Da qui la richiesta di interventi concreti a favore delle categorie in difficoltà: «FI ribadisce la necessità di intervenire subito con un fondo di garanzia per gli affitti per dare sollievo a esercizi pubblici e commerciali e alle proprietà dei locali». Difende la posizione dei proprietari di casa il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, una categoria completamente dimenticata dal governo. «La legge nazionale non prevede infatti la possibilità per il Comune di rinviare il pagamento dell’Imu» eppure i proprietari di casa hanno dovuto far fronte a insolvenze e morosità dei propri inquilini, contenziosi per la riduzione dei canoni di locazione e blocco degli sfratti. «Siamo di fronte all’assurdo che si possa sospendere il pagamento della Tari, che è una tassa, cioè il corrispettivo di un servizio la cui erogazione ha un costo per il Comune, e non quello dell’Imu che non comporta alcuna spesa relativa a carico dell’amministrazione locale commenta Colombo Clerici -. Vengono ancora una volta penalizzati i proprietari immobiliari che locano, già duramente colpiti dalla crisi economica in atto: solo a Milano portano alle casse comunali 700 milioni di euro l’anno di sola Imu» conclude il presidente, ma «per loro la pandemia, con i suoi lutti ed i suoi danni, è come se non ci fosse mai stata».

Milano – Rinvio dei tributi comunali. Assoedilizia: “Iniquo e assurdo che la legge non preveda di rinviare il pagamento dell’Imu”

giugno 3, 2021

Presa di posizione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici
IL COMUNE DI MILANO RINVIERA’ IL PAGAMENTO DEI TRIBUTI COMUNALI A TUTTI I CONTRIBUENTI
MA L’IMU NON SI PUO’ TOCCARE PERCHE’ LA LEGGE NAZIONALE NON LO PREVEDE 

“Siamo di fronte all’assurdo che si possa sospendere il pagamento della Tari, che è una tassa, cioè il corrispettivo di un servizio la cui erogazione ha un costo per il Comune, e non quello dell’Imu che, quale imposta, non comporta alcuna spesa relativa a carico dell’amministrazione locale.  La legge nazionale non prevede infatti la possibilità per il Comune di rinviare il pagamento dell’Imu.”

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, prende posizione sulla questione posta dalla mozione della maggioranza, approvata dal Consiglio comunale all’unanimità, che riguarda il rinvio di Tari, rette dei nidi, refezione scolastica, imposta di soggiorno ed altro fino al canone di occupazione del suolo di bar e ristoranti.

La decisione non è ancora effettiva: la mozione aveva invitato la Giunta a percorrere la strada del rinvio. Il Sindaco ha confermato che il rinvia ci sarà.

Vengono ancora una volta penalizzati i proprietari immobiliari che locano, già duramente colpiti dalla crisi economica in atto, dalle insolvenze, dalle morosità, dal contenzioso per la riduzione dei canoni di locazione, dal blocco degli sfratti: solo a Milano sono decine di migliaia e portano alle casse comunali 700 milioni di euro l’anno di sola IMU” conclude il commento di Colombo Clerici “Per loro la pandemia, con i suoi lutti ed i suoi danni, è come se non ci fosse mai stata.”

Osservatorio Metropolitano, terzo appuntamento del ciclo sul PGT di Milano, piani e progetti. Le zone e i luoghi – CIAM, ARCHXMI, AIM

maggio 28, 2021

Osservatorio Metropolitano (CIAM, ARCHXMI, AIM) terzo appuntamento del ciclo sul PGT
MILANO. PIANI E PROGETTI. LE ZONE E I LUOGHI

 di Benito Sicchiero

Dalla Milano del passato alla città del presente, al tentativo di prevedere quale sarà la Milano del prossimo futuro. E’ stato l’affascinante percorso della tappa numero 3 di Osservatorio per Milano, patrocinato da Assoedilizia, secondo ciclo di incontri che intende offrire proposte e relative soluzioni al divenire della città metropolitana così come delineato dal PGT.

Il titolo dell’incontro “Milano. Piani progetti. Le zone e i luoghi” già inquadra la tipologia degli interventi che il coordinatore Alberico Belgiojoso ha messo sul tavolo. Ha iniziato con la storia quasi bimillenaria della ‘città delle trasformazioni’, corredandola con una ricca serie di immagini: dai resti, non adeguatamente valorizzati, di Milano capitale dell’Impero romano d’Occidente (286-402) per l’importanza militare, politica ed economica che la città possedeva, arrivando ai giorni nostri attraverso Medioevo e Rinascimento, le dominazioni spagnola, austriaca, francese e i loro influssi sulla città , al Neoclassico che coincide con lo sviluppo della Milano moderna ed i primi Piani regolatori (Beruto e Pavia-Masera), le Università, i trafori ferroviari del Sempione e del Gottardo, l’annessione del comune   dei Corpi Santi – primo passo per la grande Milano –  cui seguirono altre inclusioni, da Affori a Baggio, Gorla, Greco, Lambrate, Turro ecc.

Quindi, l’espansione fine Ottocento inizio Novecento, l’inizio di una nuova architettura che supera l’Eclettismo ottocentesco, fonda le Avanguardie, che proprio a Milano si sviluppano nel Novecento;  la cintura ferroviaria con la nuova Stazione Centrale , il Piano Albertini del 1933, i grandi insediamenti industriali a ridosso del centro città, la deindustrializzazione (con i 10 milioni di mq delle cosiddette ‘aree dismesse’) e la riconversione in città del terziario prima e della conoscenza poi, della quale sono testimoni i grattacieli di Porta Nuova. Rimangono parzialmente irrisolti i grandi problemi della ‘ricucitura’ con le periferie e per citare solo due dei rilievi di Belgiojoso, la riqualificazione della cinta ferroviaria e il progetto di abbattere lo stadio di San Siro.

Di grande interesse l’esperimento sul campo di Maria Vegeto del Politecnico di Milano autrice di studi ed analisi su alcune zone chiave della citta: San Siro, Scalo Farini, Rubattino, Lambrate. La sua convinzione di coinvolgere la popolazione sulle scelte che la riguardano l’ha portata ad accompagnare giovani allievi che risiedono lungo il Lambro a ‘riscoprire’ il fiume e le località affascinanti che esso percorre tanto da realizzare un documento “Cartoline dal Lambro” che illustra realtà diverse – urbane, agricole, industriali – fuse in un mix lungo l’itinerario Forlanini, Lambrate, Monluè.

Giovanni Padula, economista urbano e docente nell’università Carlo Cattaneo di Castellanza, si è assunto il compito di analizzare gli impatti del Covid sulla tipologia del lavoro (esempio smartworking) e quindi sul mercato immobiliare commerciale e di tentare di prevedere la sua evoluzione nel prossimo futuro, cosa non facile, ammette. Afferma, in sostanza, che gli spazi del terziario si dividono in due categorie: quelli che necessitano di contatti in presenza (rappresentanza, creatività, innovazione, ricerca ecc.) che non subiranno flessioni; e gli spazi destinati alla produttività (per citare, uffici generici, studi commerciali, associazioni) per i quali si prevede un calo, molti diventeranno abitazioni.   

Se Milano subirà la competizione dei centri urbani più vicini, resterà comunque il luogo del lavoro privilegiato. I suoi poli di sviluppo più promettenti sono Scalo Farini e Mind. Ma molto dipenderà dallo sviluppo demografico.

Riassume Gianni Verga, co-coordinatore dell’Osservatorio: la città deve trasformarsi continuamente. E’ successo con la deindustrializzazione che ha causato una certa sofferenza nel tessuto economico e sociale; ma che ha consentito di mettere a disposizione 10 milioni di mq di aree. Resta comunque la scuola il luogo più importante della città dove si avvia il processo di aggregazione e socializzazione. La scuola dovrebbe essere aperta dalla mattina alla sera: per insegnare, ma anche per svolgere altre utili funzioni.

Prossimo ed ultimo appuntamento dell’Osservatorio martedì 22 giugno, ore 18, con il tema “Milano. La questione della casa”. Resta la possibilità offerta ai cittadini di rivolgere osservazioni, critiche, proposte utilizzando la email eventi@aim.mi.it

Foto:

L’espansione fine Ottocento inizio Novecento, l’inizio di una nuova architettura che supera l’Eclettismo ottocentesco e fonda le Avanguardie – I gloriosi palazzi di via Spartaco 8 e 10, prima sede storica della Fondazione Prada

L’asse San Satiro, Sant’Alessandro e San Sebastiano

Milano, città d’arte delle trasformazioni

Il Sindaco Beppe Sala con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

ADI Design Museum – Compasso d’oro, “Simbolo di ripartenza” – Inaugurazione

maggio 26, 2021

Inaugurato dal ministro della Cultura Dario Franceschini 
ADI DESIGN MUSEUM-COMPASSO D’ORO, SIMBOLO DI RIPARTENZA 

di Benito Sicchiero

Con l’inaugurazione dell’ADI Design Museum-Compasso d’Oro, benedetta da una splendida giornata di avanzata primavera, Milano conferma diversi primati: essere la capitale mondiale del design, avere il museo sul tema più grande d’Europa, frutto della collaborazione pubblico-privato, simboleggiare la ripartenza di una città, di una regione, tra le più duramente colpite dalla pandemia.

“E’ sempre un giorno di festa quando apre un nuovo museo” ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini ai selezionati invitati, tra i quali il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. “E questo è un museo straordinario che raccoglie la storia del design ed è contemporaneamente proiettato sul futuro: è una grande operazione e una grande festa anche perché si inaugura in una fase di ripartenza, non solo di Milano, ma di tutto il Paese.”

Gli ha fatto eco nella fase pomeridiana della cerimonia il presidente della Regione Attilio Fontana: “La creatività e l’ingegno che tutto il mondo invidia alla Lombardia e all’Italia ha una nuova casa. Un progetto che come Regione Lombardia abbiamo sostenuto e che simbolicamente prende il via in questa fase di riaperture e rilancio per tutto il Paese”.

“Milano torna ad essere attrattiva” ha commentato il sindaco Giuseppe Sala. “Come dimostra l’evento di oggi, la pandemia non ne ha piegato le competenze, la capacità di fare cultura e di produrre. E lavorando insieme ricostruiremo una Milano migliore di prima”.

Umberto Cabini, presidente Fondazione ADI; Luciano Galimberti, presidente ADI (della quale è tesoriere Marco Predari); Andrea Cancellato, direttore ADI; Beppe Finessi, curatore della mostra “Il cucchiaio e la città”; Stefano Galli, assessore regionale all’autonomia e alla cultura; Barbara Beltrame Giacomello, vicepresidente di Confindustria si sono alternati nel descrivere funzioni ed obiettivi del nuovo museo.

Realizzato in un edificio degli anni ’30 che veniva utilizzato come deposito di tram a cavallo e come impianto di distribuzione di energia elettrica il Museo sorge davanti al Monumentale con ingressi da via Bramante e via Ceresio. Copre una superficie di 5.135 metri quadrati ricreati da più architetti con un investimento del Comune di 6 milioni e mezzo, due dell’ Adi per gli allestimenti, oltre ai contributi dal Ministero e dalla Regione. L’impianto conserva caratteristiche industriali: luce zenitale, ferro e un carroponte come testimonianza. Il grande spazio espositivo sarà tagliato in due da un boulevard vetrato, poi ci saranno uffici, depositi e all’esterno la piazza Compasso d’oro.

La raccolta permanente del Museo si intitola “Il cucchiaio e la città” (dal noto slogan di Ernesto Nathan Rogers) ed è curata da Beppe Finessi: il Museo ha anche un curatore dell’allestimento, che in questo caso si fa in tre: Ico Migliore&Mara Servetto e Italo Lupi, ideatore anche del marchio Adi Design Museum.

È composta dalla collezione del Compasso d’Oro, oggetti selezionati dal 1954 a oggi: 350 dei vincitori e 140 dei menzionati, più circa duemila altri oggetti e documenti.

Il Compasso d’Oro, nato nel 1954 da un’idea di Gio Ponti, vede tra i maggiori premiati Richard Sapper, Mario Bellini, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini e i Castiglioni. Questa esposizione permanente resterà per almeno un anno, ma il museo offre al pubblico altre otto rassegne di approfondimento. Non ci sarà la tradizionale biglietteria: il ticket (12 euro; 9 il ridotto; orari: 10.30-20 dal martedì alla domenica) si acquista con l’app. Ticket in vendita anche sul sito del Museo (adidesignmuseum.org) o sul posto con pagamenti elettronici.

Fra le mostre permanenti tre sono installazioni e videoinstallazioni: “Il design entra nella storia” realizzato dalle OffiCine (Ied e Anteo), Bios (com POLI.design – Sistema Design Politecnico di Milano. “Il cucchiaio e la città” mette in mostra le collezioni storiche con un racconto di tutte le edizioni e focus su 28 progetti premiati, mentre “Manifesto alla carriera” è un omaggio della grafica italiana ai 139 Compassi d’oro alla carriera. A questi si aggiungono le esposizioni temporanee “Uno a uno. la specie degli oggetti” con accoppiamenti di oggetti vincitori come una Ferrari e la Fiat Zagato; “Renata Bonfanti, tessere la gioia” personale dedicata alla prima vincitrice donna, che è stata fra i primi designer di textile italiani, e “Giulio Castelli”, tributo all’imprenditore che ha creato Kartell ed è stato fra i fondatori dell’ADI. In programma ci sono a giugno l’ADI Design Index 2020, mentre quello del 2021 sarà a novembre. In autunno una prestigiosa mostra su Adriano Olivetti in collaborazione con la Fondazione Olivetti.

Foto dell’evento:

Dario Franceschini con Achille Colombo Clerici

Beppe Sala con Achille Colombo Clerici

Foto del pubblico

18a Edizione del Master PolisMaker – Politecnico di Milano

maggio 18, 2021

 A giugno la 18a edizione del Master PolisMaker del Politecnico di Milano, guidato da Angelo Caruso di Spaccaforno   
IN 18 ANNI FORMATI 152 ALLIEVI DI 42 PAESI

Foto: Angelo Caruso di Spaccaforno con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

Casa: Due accordi del Comune di Milano: uno con Airbnb, l’altro con Assoedilizia, Sunia e Cooperativa Abitare

maggio 10, 2021

Da AFFARI ITALIANI.IT

Lunedì, 10 maggio 2021 – 12:36:00

Casa: accordo del Comune di Milano con Airbnb

Affitti a canone concordato per i “cittadini temporanei”: accordo tra Comune di Milano e Airbnb per soggiorni sino a 18 mesi

Sono sempre più numerose le persone che hanno necessità di soggiornare a Milano per un periodo lungo, ma comunque a termine. Non turisti, ma veri e propri “cittadini temporanei” che per qualche mese o qualche anno scelgono di abitare nella città-laboratorio d’Italia. Intercettando questo fenomeno, il Comune di Milano e Airbnb hanno siglato un accordo di collaborazione con il quale la piattaforma si impegna a promuovere gli affitti a canone concordato. Le prime iniziative riguarderanno i contratti di affitto transitorio – con durata compresa fra 1 e 18 mesi – e quelli per studenti.

L’annuncio è stato dato dagli assessori Gabriele Rabaiotti (Politiche sociali e abitative) e Pierfrancesco Maran (Urbanistica) insieme alla Head of Public Policy di Airbnb Valentina Reino nel corso di un webinar dedicato al tema. Il patto è il risultato di un Avviso pubblico di manifestazione di interesse in capo alla direzione Casa del Comune di Milano, cui aveva già risposto diversi mesi fa anche immobiliare.it. Ora il nuovo accordo con Airbnb. Il progetto presentato dalla piattaforma prevede la creazione di una pagina dedicata dove gli host troveranno due template di contratti affitto a canone concordato (1-18 mesi e studentesco 6-36 mesi). La pagina verrà promossa attraverso una campagna su diversi canali: seminari in collaborazione con l’Associazione dei proprietari OspitaMI, email informative agli host Airbnb e una campagna sui social network.

Saranno inoltre disponibili sulla pagina tutte le informazioni relative alle agevolazioni del Comune per la promozione del canone concordato attraverso l’Agenzia sociale per la locazione Milano Abitare, costola di Fondazione Welfare e convenzionata con l’Amministrazione, oltre alle forme di garanzia per la regolare esecuzione dei contratti di locazione a favore di proprietari e inquilini. Il Comune di Milano lavora da tempo per la diffusione dell’affitto a canone concordato, soprattutto attraverso Milano Abitare che negli ultimi anni ha favorito la sottoscrizione di oltre 1.600 contratti. Obiettivi sono la promozione del risparmio per le famiglie, con la garanzia agli inquilini di canoni al di sotto dei valori di mercato di circa il 30% e ai proprietari di profitti adeguati insieme a incentivi e agevolazioni fiscali e tributarie (tra questi, oltre alla riduzione dell’Imu e della cedolare secca al 10%, un contributo una tantum variabile tra i 1.200 e i 2mila euro, un altro per la risistemazione dell’appartamento fino a 4mila euro, un fondo di garanzia in caso di morosità dell’inquilino fino a un importo pari a 18 mesi di locazione). Importanti anche il potenziamento della connessione tra le diverse soluzioni abitative in locazione, l’aumento della capacità attrattiva della città soprattutto rispetto a chi, come i giovani soprattutto, ha una modesta capacità reddituale, l’interazione stretta con i soggetti che operano nel campo dell’housing sociale, anche per definire modelli operativi integrati nei piani urbanistici con quote di alloggi dedicati alla locazione accessibile in edilizia convenzionata. Di recente, è stato anche firmato l’accordo integrativo per il concordato tra la Cooperativa Abitare, Assoedilizia Associazione milanese della Proprietà Edilizia, il sindacato inquilini Sunia e il Comune come soggetto garante, con cui Abitare metterà a disposizione dell’affitto a canone concordato una parte del suo patrimonio abitativo.

“L’obiettivo del nostro Avviso – dichiara l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – che peraltro è ancora aperto, è quello di riuscire a collegare la politica pubblica del canone concordato con le reti di offerta commerciale presenti nella città che intervengono sulla locazione privata. Siamo quindi soddisfatti del fatto che, dopo l’accordo con immobiliare.it, anche Airbnb si sia resa disponibile a partecipare a questa sfida. Se la locazione nelle città è garanzia di vivacità e mobilità sociale, il calmieramento dei prezzi dell’affitto attraverso il canone concordato è garanzia di maggiore accessibilità universale, in modo che tutti abbiano la possibilità di accedere alle opportunità che la città offre”.

“La pandemia ha cambiato le dinamiche di domanda e offerta abitativa a livello mondiale, creando l’esigenza di pensare a nuove strategie attraverso il dialogo tra pubblico e privato – dichiara Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura – Le istituzioni devono essere più dinamiche, le piattaforme che hanno rappresentato l’innovazione dello scorso decennio possono implementare i propri servizi adattandoli al prossimo. Questo accordo nasce proprio con questo obiettivo, e dalla consapevolezza che il tema dell’abitare sarà centrale nei prossimi anni in una città che vuole accogliere tutti”. Ecco l’identikit del milanese ‘temporaneo’: Chi arriva in città e si affida ad Airbnb per una prenotazione oltre i 28 giorni è single (circa il 70% delle prenotazioni). Sceglie di trasferirsi a Milano in prevalenza nei mesi di gennaio, settembre e ottobre e i suoi quartieri preferiti sono Centrale, Sarpi, Magenta-Sant’Ambrogio, porta Romana e porta Venezia-Dateo. A riprova della crescente mobilità, oltre una ricerca su due per un soggiorno transitorio viene effettuata con l’obiettivo di essere a Milano entro il mese successivo. La maggior parte delle ricerche riguarda soggiorni di almeno 1 o 2 mesi. Oltre il 70% delle ricerche è effettuata da italiani, il restante da stranieri che, nonostante le difficoltà di spostamento legate alla pandemia, sono alla ricerca di una sistemazione ‘lunga’ a Milano.

“Ci sono numerose ragioni personali e professionali che portano una persona a cercare una sistemazione transitoria e a chiamarla comunque casa – afferma Valentina Reino, Head of Public Policy di Airbnb Italia. La collaborazione con il Comune va nella direzione di immaginare un futuro di ospitalità sostenibile, che speriamo di poter replicare in altre città. Gli host stanno dimostrando molta attenzione all’affitto a lungo termine con l’80% accetta già soggiorni superiori ai 28 giorni 50% degli annunci prevede una tariffa scontata sul lungo periodo”.

Foto:
Achille Colombo Clerici e Cesare Rosselli

PGT di Milano analisi e proposte – Webinar dell’Osservatorio Metropolitano CIAM, ARCHXMI, AIM

maggio 6, 2021

Secondo ciclo di dibattiti organizzato da Osservatorio Metropolitano. Assoedilizia tra i patrocinatori

 RIPENSARE LA LOGICA DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
LA CITTA’ AL SERVIZIO DEI CITTADINI, ESEMPIO IL PROGETTO C15’

 di Benito Sicchiero

Una città a servizio dei cittadini, delle loro necessità, delle loro aspirazioni, non l’obbligo dei cittadini di adeguarsi ai progetti dei programmatori pubblici. Questo – ha detto Alberico Belgiojoso, presidente di ArchxMi – l’obiettivo del secondo ciclo di dibattiti organizzato da Osservatorio Metropolitano presentando il webinar “Milano. Piani Progetti. Commenti al PGT”.  Assoedilizia è tra i patrocinatori.

Il Piano di Governo del Territorio è lo strumento di pianificazione urbanistica che indirizza il futuro della Grande Milano fino al 2030. Uno strumento che segna una svolta. A differenza dei precedenti Piani Regolatori non tratta l’espansione della città perché sono venute meno le condizioni (popolazione stabile e tramonto degli insediamenti industriali) ma il miglioramento della qualità di vita dei residenti. In estrema sintesi, qualità invece di quantità, cambio di rotta tanto più importante dopo lo choc sociale ed economico generato dalla pandemia. In tale ottica i pubblici amministratori devono fare scelte fondamentali, senza delegare ad altri. Eccone alcune.

Stabilire un rapporto tra conservazione e innovazione. Milano è la vetrina – forse unica al mondo, perciò potrebbe essere definita “città d’arte delle trasformazioni” – di cambiamenti millenari: conserva testimonianze che vanno da capitale dell’impero romano, passando attraverso medioevo, Rinascimento, influenza spagnola, austriaca, francese, fino ad essere, oggi, la più europea delle città italiane. Ma dalle altre città dell’Europa moderna differisce in un punto fondamentale: nel rapporto pubblico-privato le amministrazioni metropolitane decidono cosa fare e lo indicano ai grandi investitori immobiliari; a Milano avviene il contrario. Sul tema periferie, si tratta di recuperare i borghi, coordinare l’espansione dei nuovi quartieri (il fallimento Assago docet) e mantenere e sviluppare le attività artigianali.

Clara Rognoni, architetto e vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, dopo un’interessante analisi storica dei vari strumenti regolatori del territorio (il piano regolatore, come strumento di riordino della città, venne introdotto dalla legge del 1865  in materia di espropriazione per pubblica utilità, a seguito dell’epidemia di colera scoppiata a Napoli, allora la più grande città d’Italia, con 400mila abitanti, dove la gente viveva ammassata e senza servizi igienici) ha riservato alcune critiche al PGT milanese pur sottolineando che, per la prima volta, i cittadini sono stati chiamati ad esprimersi prima della stesura del Piano: dall’eccessiva lunghezza del documento (oltre 3000 pagine)  al non essere riuscito  (Piano dei Servizi) a creare attrattività per gli operatori, nonché all’essere poco flessibile. Inoltre, esso soffre la conflittualità politica tra Regione e Comune; e sulla rigenerazione urbana appare difficile convincere i residenti ad abbandonare, sia pure temporaneamente, gli edifici condominiali perché vengano ricostruiti in maniera più efficiente ed accogliente.

Secondo Marco Engel, architetto e presidente di INU Lombardia, il Piano urbanistico deve cambiare natura: da strumento di controllo a strumento di promozione attiva delle trasformazioni. Ciò a causa del crollo della domanda al di fuori dei confini comunali – Milano continua ad essere attrattiva per gli investitori immobiliari – riassumibile in due cifre: in Lombardia nel 2011 costruiti 22.800 alloggi, nel 2015 (ultimo dato disponibile) 8.200. Anche se c’è stata una lieve risalita dal 2017, la situazione rimane critica a causa del declino demografico e della denatalità, della riduzione della ricchezza delle famiglie, della precarietà dei posti di lavoro, della impossibilità di pianificare gli investimenti produttivi.

Sul progetto Città a 15 minuti (intendendo la possibilità, per qualsiasi residente, di raggiungere i servizi pubblici nel raggio di un chilometro) è intervenuto Alessandro Alì, Centro studi PIM, docente al Politecnico. Una metropoli policentrica o di quartieri dove sono ‘a portata di piedi’ negozi, mercati, bar, ristoranti, attività artigianali, asili e scuole, luoghi della cultura e dell’intrattenimento, impianti sportivi, parchi ecc. Per la realizzazione, il progetto necessita della collaborazione di una pluralità di attori (governo, regione, enti locali, forze economico-sociali, terzo settore e cittadinanza attiva ecc.) e di una cooperazione intra-organizzativa.

A conclusione dei lavori Gianni Verga, presidente del Collegio Ingegneri e Architetti di Milano fondato nel 1563, coordinatore di Osservatorio Metropolitano con Belgiojoso e Carlo Berizzi presidente di Aim-Associazione interessi metropolitani, ha lanciato una proposta-provocazione:  è tempo di fare  un salto di qualità in tema di pianificazione e legislazione con strumenti che definiscano gli obiettivi da raggiungere e con quali risorse, non solo pubbliche: impegnando professionisti della burocrazia ed esperti.

Foto:
Gianni Verga, Achille Colombo Clerici, Alberico Barbiano di Belgiojoso

Alberico Belgiojoso, Marco Engel, Clara Rognoni, Alessandro Alì

Osservatorio Smart city – Newsletter – Numero 5

maggio 4, 2021

Newsletter dell’Osservatorio Smart City, presentata durante il workshop del 27 aprile e dedicata al tema del ruolo delle città nel PNRR:

Intervista di Adnkronos a Achille Colombo Clerici Recovery Fund e Imu

aprile 29, 2021

Recovery Fund: Colombo Clerici (Assoedilizia), “Imu prima casa impensabile, colpirebbe 80% famiglie” – “Bene parole Draghi su mutuo under 35, spinta a ripresa economica”

Milano, 27 apr. (Adnkronos)

(Fem/Adnkronos)

L’ipotesi di reintrodurre l’Imu sulla prima casa, circolata nelle settimane scorse come un’opzione al vaglio del governo, fa storcere il naso ad Assoedilizia, convinta che sarebbe “impensabile”, allo stato attuale, immaginare che la prima casa torni ad essere tassata. “L’Unione europea da anni insiste per la reintroduzione dell’Imu sulla prima casa – spiega all’Adnkronos Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia – ed è una posizione condivisa dagli organismi internazionali e da coloro che nel nostro Paese seguono questo orientamento e se fanno portavoce. Ma io dico che è fuori luogo in questo momento immaginare che ci possa essere un pur minimo incremento del prelievo fiscale, di qualunque genere si tratti”. 

Per Clerici è dunque da escludere, per ora, il ripristino della misura mandata definitivamente in soffitta nel 2016. Se dovesse essere reintrodotta, infatti, la misura andrebbe a colpire circa l’80% delle 26 milioni di famiglie italiane che abitano nelle prime case, in piena proprietà. “Siamo in pieno choc economico – osserva Clerici – e con i problemi che sorgeranno, molte famiglie saranno toccate dalla crisi, molti perderanno il lavoro e siccome questo coinvolge circa l’80% delle famiglie italiane, è assolutamente impensabile reintrodurre l’Imu sulla abitazione principale in proprietà”. 

I fondi messi a disposizione per la ripresa, fa notare ancora il numero uno di Assoedilizia, “devono servire per sostenere chi ha avuto danni enormi dovuti alla crisi economica”. L’esenzione dell’Imu, ricorda ancora, “a mio avviso è stata introdotta in modo sbagliato nel nostro Paese. Vuole essere un aiuto per coloro che sono in una situazione di difficoltà e allora si introduce un sistema che dovendo incidere su situazioni soggettive si basa su criteri oggettivi”. Oggi il pagamento dell’imposta avviene solo se l’abitazione è considerata di lusso, ossia se rientra nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ossia case aventi determinati requisiti quantitativi, ovvero signorili, ville e castelli.

Quanto alle affermazioni del premier Mario Draghi, che ieri ha annunciato un prossimo decreto che si occuperà di agevolare l’acquisto dell’abitazione da parte degli under 35, “se si riesce a realizzarlo è positivo – commenta Clerici –. Questo sistema se va in porto ed è attuabile incrementa un processo economico virtuoso. Andrebbe nella direzione di una spinta alla ripresa economica e renderebbe più semplice per i giovani chiedere un finanziamento”.

“I cambiamenti climatici modificano le città” Webinar alla Università Bocconi di Milano – Osservatorio Smart City

aprile 28, 2021

Achille Colombo Clerici al workshop online organizzato dall’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi

I CAMBIAMENTI CLIMATICI MODIFICANO LE CITTA’

di Benito Sicchiero

“Che il clima in questi ultimi anni sia cambiato è sotto gli occhi di tutti. Si parla del riscaldamento globale del pianeta. Quanto questo fenomeno sia esogeno, in altri termini episodico e dipendente dall’azione umana, o quanto viceversa sia endogeno, cioè, morfologico sul piano naturale e irreversibile e spiegabile con l’alternarsi dei mutamenti climatici intervenuti storicamente, lasciamo agli scienziati di stabilirlo.”

Così ha esordito il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici intervenendo al workshop on line “Progettare spazi, infrastrutture e servizi urbani in un clima che cambia”  organizzato dall’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi in collaborazione con POLI.Design – Politecnico di Milano, Dipartimenti di Design con la partecipazione di esperti di fenomeni climatici e di progettazione urbana, nonché testimonianze di enti ed imprese che operano nelle infrastrutture e nei servizi urbani.

Con riferimento al settore edilizio-urbanistico – ha proseguito Colombo Clerici – è in atto, sotto la spinta dell’U.E. (programma per l’efficienza del parco immobiliare), una duplice azione: per un verso volta a incidere direttamente sulle cause dei cambiamenti climatici (parliamo della politica per la riduzione delle emissioni di CO2 e, più recentemente, di metano). Per altro verso, è in atto un processo di riqualificazione, sotto il profilo funzionale, degli edifici esistenti. In altri termini un ripensamento della funzionalità delle strutture urbane alla luce delle tendenze centrifughe e deterritorializzanti manifestatesi a seguito della vicenda pandemica: pensiamo allo smart working, alla didattica a distanza, all’e-commerce, alla telemedicina, alla cultura, allo spettacolo e al leisure online, etc.

La condizione di vita di clausura affrontata durante tutto il periodo del lockdown ha accentuato quella ricerca di soluzioni abitative tese a consentire il maggior contatto con la luce, l’aria, la natura, che già era in atto. Una ricerca di proiezione dell’uomo al di fuori della cella abitativa edilizia; la ricerca di un prolungamento della casa nella natura, per soddisfare sul piano psicologico il desiderio, l’ansia di libertà e di salubrità. Terrazze, serre e verande, ma anche bowindi, terrazzini di sottotetti, giardinetti condominiali sono diventati preziosi corredi delle unità abitative. Sono in fase di realizzazione nuovi complessi residenziali che rispondono alle nuove esigenze.  

Una ultima notazione: le città, sul piano geo-climatico (in quanto luoghi di consumo dell’energia, quindi “isole di calore”), costituiscono un forte fattore di squilibrio naturale. Vi si verificano con maggior frequenza di un tempo eventi naturali catastrofici, quali: bombe d’acqua, con esondazioni e allagamenti (e conseguenti problemi fognari e di deflusso delle acque), trombe d’aria e tifoni di vento che causano problemi alle alberature e alle coperture delle case.  

Va osservato, tra l’altro, che in Italia il problema-città ai fini ecologici, è più grave che altrove. Con l’opzione referendaria antinucleare, infatti, si è fatta la scelta di inquinare (attraverso l’uso prevalente degli idrocarburi – petrolio, metano – e non dell’elettricità) dove l’energia è consumata, cioè all’interno delle città, e non dove viene prodotta, cioè in aperta campagna, luogo in cui lo smaltimento dell’inquinamento sarebbe più agevole.”

Dall’introduzione ai lavori effettuata da Giuseppe Franco Ferrari,coordinatore Osservatorio Smart City, Dipartimento di Studi Giuridici Angelo Sraffa, Università Bocconi e da Edoardo Croci, coordinatore Osservatorio Smart City, GREEN – Università Bocconi, si è appreso che il cambiamento climatico sta interessando direttamente migliaia di città (dove vive oltre la metà della popolazione mondiale) e centinaia di milioni di abitanti.  Le città stanno rispondendo alla minaccia costituendo network nei quali vengono scambiate esperienze e realizzate iniziative.

Non c’è tempo da perdere: è sufficiente guardare Milano, casa nostra. In 50 anni (1961-2010) le temperature medie estive sono aumentate di 2°, i periodi secchi si sono prolungati (il record è di 48 giorni senza pioggia) interrotti da temporali ‘tropicali’ che causano allagamenti e, in altre  città, talvolta  alluvioni con numerose  vittime e danni ingenti. Nella città stessa – sopra il centro e in misura meno rilevante sulle zone industriali periferiche – si formano vere e proprie isole di calore, causa anch’esse di vittime tra gli abitanti più anziani e più fragili. Altro indice del cambiamento climatico è che in questi anni il consumo di energia per produrre freddo d’estate ha superato quello per produrre caldo d’inverno. E il fenomeno è in incremento esponenziale.

Nelle città moderne il cambiamento climatico non viene subito passivamente: si raccolgono dati sempre più attendibili, si costituiscono nuove strutture per organizzare i servizi pubblici (interessante il progetto di istituire ‘zone franche’ dove sperimentare le nuove iniziative), si realizzano edifici e quartieri ecologici; con il teleriscaldamento proveniente da termovalorizzatori e  acciaierie si recupera il calore altrimenti disperso per ridurre l’inquinamento e addirittura, grazie ad apposite tecnologie, per raffrescare d’estate le nostre abitazioni, si moltiplicano i centri che diffondono la cultura della decarbonizzazione: perché la salute della città vuol dire anzitutto la salute dei cittadini.

Sono intervenuti: Cristina Lavecchia, Direttore Operativo, Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo- Alessandro De Carli, Ordine degli Ingegneri di Milano – Alessandro Deserti, Direttore Dipartimento di Design, Politecnico di Milano –  Mario Abbadessa Senior Managing Director & Country Head, Hines Italy – Luigi Borrè Presidente, Euromilano- Beatrice GustinettiSmart Cities & Carbon Free Manager, ENGIE Italia – Andrea Lanuzza Direttore generale gestione, Gruppo CAP – Carlo Papa Direttore, Fondazione Enel –  Luca Rigoni Presidente e Amministratore Delegato, A2A Calore & Servizi.