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Comunicato Confedilizia e Aspesi – Tutelare la locazione e rilanciare il mercato immobiliare

aprile 9, 2020

CONFEDILIZIA E ASPESI: TUTELARE LA LOCAZIONE E RILANCIARE IL MERCATO IMMOBILIARE  

Un appello al Governo a salvaguardare le imprese e le famiglie che svolgono l’indispensabile funzione economica e sociale dell’affitto. È quello che giunge da CONFEDILIZIA, la Confederazione della proprietà immobiliare, e da ASPESI, che nel sistema CONFEDILIZIA rappresenta il settore delle società di investimento immobiliare.

Con la pubblicazione in Gazzetta del decreto liquidità, un altro tassello si è aggiunto nel sostegno alle attività di impresa, tale da rappresentare – attraverso la garanzia dello Stato ai finanziamenti bancari – un ausilio rilevante, fra l’altro, per il pagamento dei canoni di locazione da parte delle imprese. In precedenza, con il decreto Cura Italia, un’ampia platea di operatori aveva ottenuto uno specifico supporto costituito dal credito di imposta pari al 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo in favore dei conduttori di locali commerciali rientranti nella categoria catastale C/1.

Si può fare, però, di più, nell’interesse di entrambe le parti dei contratti e dell’intera economia, senza esborso di denaro pubblico. CONFEDILIZIA e ASPESI propongono allora di:

  • estendere il credito d’imposta di cui al “Cura Italia” per gli utilizzatori di immobili colpiti dalla chiusura forzata (ora limitato ai negozi) a tutte le asset class non residenziali, sempre a condizione dell’avvenuto pagamento del canone;
  • attribuire tale credito d’imposta alle proprietà, qualora i conduttori non abbiano invece corrisposto nei termini il canone;
  • estendere l’applicazione della norma, ora limitata alla mensilità di marzo, anche al mese di aprile.

Si sottolinea che l’attribuzione del bonus fiscale alle proprietà danneggiate dal blocco delle attività non implica nuova spesa – e quindi non richiede una specifica copertura finanziaria – in quanto è lo stesso credito di imposta che potrà essere concesso solo ad una parte del rapporto locativo, quella effettivamente danneggiata.

Inoltre, si rivelano più che mai indispensabili – in questa fase di grande difficoltà – due misure che già prima della crisi si erano dimostrate necessarie ed urgenti, vista la situazione critica del commercio: l’estensione a tutte le locazioni non abitative della cedolare secca, che ora avrebbe l’ulteriore vantaggio di incentivare le revisioni dei contratti, e l’eliminazione dell’assurda regola della tassazione dei canoni non percepiti.

Per la ripresa del mercato immobiliare post-blocco, CONFEDILIZIA e ASPESI propongono, poi, di far nascere il mercato di sostituzione con le permute tra la propria casa vecchia ed una nuova. Ciò, attraverso la sospensione per 5 anni dell’imposta di registro sulla vendita alla società costruttrice dell’alloggio vecchio a deconto del prezzo del nuovo. Non è prevedibile, infatti, in questo quadro di debolezza delle famiglie italiane, la possibilità di rilanciare a breve qualsiasi altro mercato residenziale che non sia, appunto, quello di sostituzione. E la produzione di alloggi nuovi nelle grandi città che ne deriverebbe, in particolare da recupero, avrebbe un fortissimo ed immediato impatto anticiclico su produzione e occupazione, oltre che su risparmio energetico e qualità della vita.

 

Roma, 9 aprile 2020

ASSOEDILIZIA e Aspesi – Revisione del PGT di Milano – Delibera della Giunta Comunale di Milano in data 29 dicembre 2016

febbraio 27, 2017

A s s o e d i l i z i a

COMUNICATO STAMPA

TAVOLO DI ISTITUZIONI PER LA REVISIONE DEL PGT

 

Colombo Clerici (Assoedilizia): “Nuovo momento pianificatorio che dia respiro mondiale a Milano”
Anzani (Aspesi): “PGT grande occasione di sviluppo per la città”

 

*    *    *

L’avvio del procedimento di revisione del Piano di Governo del Territorio (PGT) di Milano, massimo strumento urbanistico per lo sviluppo della città, (che si attuerà attraverso la redazione di un nuovo Documento di Piano e l’approvazione di Varianti al Piano dei Servizi ed al Piano delle Regole) ha indotto Assoedilizia e Aspesi a riunire presso Assoedilizia un Tavolo di  lavoro per una prima valutazione, al fine di offrire alla Giunta comunale – nello specifico all’Assessore all’urbanistica Pierfrancesco Maran – contributi in termini di osservazioni, se del caso anche in chiave critica, di suggerimenti e di proposte.

Erano presenti: avv. Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia; avv. Federico Filippo Oriana, presidente di Aspesi; arch. Antonio Anzani, vicepresidente di Aspesi e presidente della Commissione urbanistica dell’associazione; prof. arch. Alberico Barbiano di Belgiojoso, presidente dell’Associazione Architetti per Milano; avv. Giovanna Branca, di Cobaty; avv. Marco Luigi di Tolle invitato Assoedilizia; avv. Bruna Gabardi Vanoli, Direttivo Assoedilizia; ing. Lorenzo Greppi, Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano; arch. Marco Matteini, consigliere di Fiabci Italia; arch. Pierluigi Roccatagliata invitato Assoedilizia; avv. Luca Stendardi, Direttivo di Assoedilizia.

Achille Colombo Clerici, dopo aver rilevato che “manca una legge quadro nazionale sul regime dei suoli che consenta di superare la dicotomia esistente in Italia tra piani urbanistici conformativi e piani non conformativi” ha aggiunto: “Il documento di indirizzi approvato dalla Giunta di Milano, che apre il processo di revisione del Pgt, contiene una serie di proposizioni che, nel loro complesso, si dimostrano assai aderenti alle esigenze di riforma manifestatesi nel corso del quinquennio di vigenza del Piano.
Si tratta ora di coniugarle al meglio, nel contesto della realtà cittadina, metropolitana e regionale, con gli sviluppi di dinamiche in rapidissima evoluzione, quali sono quelle che caratterizzano la vita della nostra città. Da parte nostra siamo disponibili, in spirito collaborativo, nell’interesse generale anche del Paese, ad offrire alla Pubblica Amministrazione un pieno supporto, per affrontare un nuovo momento pianificatorio che dia respiro mondiale a Milano.
Poichè il Pgt ha optato per l’adozione del criterio della perequazione e della traslazione dei diritti edificatori, credo che questa possa essere l’occasione per dare vita alla “stanza di compensazione dei diritti edificatori” sotto il controllo pubblico che sola può assicurare a tutti i cittadini l’equidistanza dalla pubblica amministrazione.”

Secondo Antonio Anzani “La città di Milano sta vivendo una trasformazione urbanistica epocale grazie ai grandi progetti già realizzati sul territorio ed a quelli che prenderanno vita nel prossimo futuro. Dopo la riqualificazione di Porta Nuova e la nascita di Citylife toccherà al Portello, alle aree degli ex scali ferroviari, a quelle in zona Città Studi dopo lo spostamento delle strutture sanitarie che confluiranno nella nuova Città della Salute. Per non parlare delle aree ex Expo, del progetto Human Technopole, una grande opportunità alle porte della città. Importanti interventi da affrontare anche in termini di infrastrutture, di servizi, di trasporti e viabilità. Il nuovo PGT necessita quindi di una visione di ampio respiro, che rivolga l’attenzione verso la metropoli milanese futura e le sue necessità urbanistiche, aperta al più ampio concetto di area metropolitana della quale il Comune di Milano costituisce il centro e alla innovazione socio-economico-culturale”.
“L’importanza del progetto urbanistico di Milano – ha proseguito Anzani – è confermata dalla presenza a questo tavolo di molte delle Organizzazioni più rappresentative del settore territorio, legate ad Aspesi e ad Assoedilizia, con le quali ci confronteremo per dare il nostro contributo alla città e a questa grande occasione di sviluppo”.

Milano, 27 febbraio 2017

Foto d’archivio:
Achille Colombo Clerici con l’ Assessore Pierfrancesco Maran ed il Sindaco Giuseppe Sala
Achille Colombo Clerici con Giuseppe Sala 2

 

 

Nota Confedilizia: Emendamento nullità contratti di locazione

agosto 1, 2013

Il Parlamento aveva inopinatamente (e improvvisamente) approvato all’inizio di questa settimana una modifica al d.l. energia del seguente, letterale tenore (compresa l’inspiegabile congiunzione “o”):

L’attestato di prestazione energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti.

L’emendamento in questione era stato presentato da deputati tutti del Movimento Cinque Stelle e votato con parere favorevole del Relatore Benamati (PD) e del Governo (Sottosegretario Vicari, PDL).

La Confedilizia si è subito attivata. Il Presidente, in particolare, ha incontrato nella giornata di ieri esponenti sia del PD che del PDL, illustrando l’assoluta negatività dell’emendamento in questione.

Siamo lieti di informare che, in seguito, il Governo si è impegnato in Senato ad eliminare la previsione in parola con il primo provvedimento utile.

Roma, 1 agosto 2013

Comunicato stampa Confedilizia: “Fisco, Confedilizia: 6 punti fermi per la tassazione delle case”

luglio 30, 2013

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:

“La riforma fiscale per la casa che si sta delineando presenta problemi irrisolti di grande spessore. Nel confronto con le parti sociali rappresentative del settore che aprirà il Governo, sottolineeremo alcuni punti fermi principali e irrinunciabili.

1) La tassazione non può colpire che il reddito riveniente dal bene tassato, pena un’espropriazione surrettizia, come ha già detto la nostra Corte costituzionale (e, poi, anche la Corte costituzionale tedesca). E’ progressiva l’Irpef, non può esserla anche l’IMU, che del resto è un tributo reale. 

2) La service-tax va strettamente collegata al beneficio che proprietari, residenti e non residenti, hanno dalle opere e dai servizi apportati dai Comuni.

3) Per gli immobili di lusso devono essere stabiliti criteri validi per tutta Italia, il riferimento catastale varia da zona censuaria a zona censuaria.

4) Le case tenute a disposizione non vanno confuse con lo sfitto involontario, oggi dilagante. Va invece incentivato l’affitto (come da discorso Presidente Letta alle Camere).

5) Per l’uso diverso necessita un’urgente liberalizzazione, come Mario Monti chiedeva già 15 anni fa: la normativa in vigore è un macigno che impedisce il rinnovamento di imprese e attività commerciali, creando lo sfitto.

Da ultimo, la cartina di tornasole dello spirito liberale e democratico:

6) non si può pensare di costruire il nuovo Catasto algoritmico per i fabbricati (la sorte del Catasto dei terreni non si sa) non riconoscendo ai contribuenti – come si insiste a voler fare da parte dell’Agenzia entrate e del Ministero Finanze – la possibilità di impugnare le rendite catastali nella loro congruità. Lo Stato di diritto è tale perché le sue leggi ed i suoi principii fondanti valgono anche per lo Stato e il suo Fisco”.

 Roma, 29 luglio 2013

Comunicato stampa Confedilizia: “Fisco, Confedilizia: l’alta finanza combatte gli investimenti nel mattone e coglie l’occasione della riforma del Catasto”

luglio 30, 2013

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha così dichiarato:

“In coincidenza col prossimo varo della delega per la formazione di un Catasto algoritmico reddituale, ed anche patrimoniale, si moltiplicano segni che sono espressione dei gruppi finanziari e con i quali gli uomini dell’alta finanza cercano di condizionare le scelte del Parlamento sulla tassazione immobiliare. Nelle preferenze di investimento degli italiani, i prodotti finanziari hanno ultimamente, per la prima volta, superato gli investimenti nel mattone. Non assicurare ai risparmiatori un Catasto che, già algoritmico, e quindi con un margine di errore del 30 per cento, non preveda neppure rimedi giurisdizionali di congruità a proposito delle rendite, rafforzerebbe la tendenza che s’è già manifestata a favore della finanza, creerebbe ulteriore sfiducia nel mattone, ulteriormente scoraggiando gli investimenti delle famiglie in un settore centrale per la rinascita com’è quello delle case”.

Roma, 26 luglio 2013

Mediazione Conciliazione obbligatoria dal settembre prossimo – Organismo di Assoedilizia già operativo

luglio 15, 2013

ASSOEDILIZIA

COMUNICATO STAMPA

RITORNA OBBLIGATORIA LA MEDIAZIONE PER IL CONDOMINIO E LA LOCAZIONE

Da 60 euro la spesa fissata dalla legge per il primo incontro tra le parti

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La mediazione per le controversie che riguardano il condominio, la locazione, i diritti reali, le divisioni, le successioni ereditarie, i patti di famiglia, il comodato, l’affitto di aziende, è nuovamente obbligatoria, come previsto dal D.L. (decreto del fare) del 21/6/2013 n. 69, pubblicato lo stesso giorno sulla Gazzetta Ufficiale.

I tempi tecnici prevedono che il provvedimento entrerà in vigore entro il prossimo settembre.

Scopo della mediazione, permettere di  trovare rapidamente ed economicamente un accordo tra le parti.

Verrà così alleggerito anche il carico di procedimenti, circa 850.000, che grava sui tribunali civili.

In Assoedilizia è già da tempo operante, presso gli uffici di via Meravigli 3 a Milano, l’Organismo di Mediazione (che conta circa 80 esperti) iscritto al n. 846 presso il Ministero della Giustizia.

Una delle novità stabilisce un primo incontro di programmazione dove le parti potranno decidere, con il mediatore, la eventualità di proseguire o meno nel tentativo di mediazione con una spesa per parte molto contenuta per questa prima fase.

– 60 € per le liti di valore sino a 1.000€;
– 100 € per le liti di valore sino a 10.000€;
– 180 € per le liti di valore sino a 50.000€;
– 200 € per le liti di valore superiore.

Assoedilizia assiste in maniera totalmente gratuita i soggetti non abbienti, quelli che nel procedimento giudiziario avrebbero diritto al gratuito patrocinio.

Le spese previste dal Ministero della Giustizia, nel caso di prosieguo del procedimento di mediazione, rivestono un carattere economico e non dovrebbero essere variate rispetto al passato.

Assoedilizia stemma alta risoluzione colori vers. definitiva

Fisco Immobili – Imu, adempimenti in sede di dichiarazione – Comune di Milano

gennaio 18, 2013

A seguito del convegno del 16 gennaio, svoltosi presso la nostra sede di via Meravigli e avente come tema centrale la “dichiarazione Imu”, nel corso del quale sono state evidenziate incertezze interpretative foriere di complicazioni anche per l’assolvimento dell’obbligo dichiarativo, si precisa.

A rendere più arduo e difficoltoso l’adempimento dell’ obbligo dichiarativo  il regolamento del comune di Milano stabilisce che, per l’ applicazione delle aliquote ridotte previste per i fabbricati concessi in locazione, i contribuenti debbano  presentare una serie di documenti già noti alla pubblicazione amministrazione, fra cui addirittura una “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” che attesti che la copia del contratto di locazione da presentare all’ufficio tributi del comune è conforme al contratto originale presentato a suo tempo all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Assoedilizia, rileva che tale normativa può ritenersi illegittima, per i motivi appresso indicati; tuttavia, come d’altronde nel corso del convegno il presidente ha suggerito ai soci partecipanti, Assoedilizia consiglia prudenzialmente di OTTEMPERARE  alle richieste del Comune di Milano . 

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L’aggravio dell’adempimento dichiarativo costituisce una palese violazione, sia dello Statuto dei diritti del contribuente, secondo cui al contribuente “non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell’amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente” (articolo 6, comma 4, della legge 212/2000), sia della norma sulla potestà regolamentare generale, nella parte in cui sancisce espressamente che la potestà regolamentare va esercitata “nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti” (articolo 52, comma 1, del Dlgs 446/97).
Non sembra che il Comune di Milano abbia tenuto conto della norma che impone la semplificazione degli adempimenti dei contribuenti.

www.assoedilizia.com

 

Assicurazione obbligatoria degli immobili per rischi catastrofali. A rischio la salvaguardia del bel Paese

dicembre 6, 2012

Colombo Clerici: 

C’è un errore concettuale nella posizione di chi invoca una copertura assicurativa obbligatoria, a carico degli immobili, in caso di catastrofi naturali.

Nessuna analogia, infatti con l’assicurazione obbligatoria per la circolazione stradale.
Questa solleva dalla responsabilità civile il privato, per fatto proprio; ma comunque garantisce al contempo i terzi del danno subito.

L’assicurazione obbligatoria per calamità tende viceversa a sollevare lo Stato dall’onere di rispondere pubblicamente dei danni derivanti da eventi sul territorio, la cui prevenzione ricade direttamente sotto la sua responsabilità.

Lo Stato peraltro percepisce dagli immobili, per questo compito, imposte erariali generali e, in determinate zone, contributi specifici per oltre 167 miliardi (attraverso i consorzi di bonifica).

Imporre dunque una assicurazione obbligatoria equivarrebbe ad applicare una doppia tassazione, per il medesimo scopo.  

Anzi l’introduzione di una assicurazione obbligatoria a carico dei danneggiati potrebbe paradossalmente essere controproducente: perché lo Stato, sollevato dall’obbligo degli indennizzi e degli oneri di ricostruzione, potrebbe sottrarsi di fatto gradualmente al suo compito istituzionale di investire nella sicurezza del territorio. E così si chiuderebbe, una volta per tutte, con l’ennesimo errore, il cerchio della salvaguardia del bel Paese.

Per concludere ricordiamo che Assoedilizia per la copertura, a costi contenuti, di rischi e responsabilità civile derivanti da eventi di natura catastrofale, quale quelli connessi all’uso del gas (il vero rischio che incombe sul proprietari immobiliari e ricade ingiustamente sotto la loro responsabilità) ha dovuto propiziare una apposita polizza assicurativa con un massimale di ben 25 milioni, al costo di 175 euro.

Esodo Estivo – Vacanze 2012 – Primo weekend d’agosto – Classifica top ten delle mete per vacanze dei milanesi. – Turismo stazionario rispetto all’anno scorso

agosto 2, 2012

COMUNICATO STAMPA 

PRIMO WEEK-END D’AGOSTO,  12 MILIONI IN AUTOSTRADA, IN FERROVIA, IN AEREO

Escludendo il turismo pendolare, in partenza per le vacanze vere e proprie: 400.000 da Roma,  290.000 da Milano, 175.000 da Torino, 95.000 da Genova, 85.000 da Bologna 

Milano, 3 agosto 2012

L’annunciato maltempo di domenica nel nord-ovest non frena il traffico delle vacanze nel primo week-end di agosto; ma senza problemi particolari, sia sulle autostrade, sia negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie.

Secondo Cescat-Centro Studi Ambiente e Territorio di Assoedilizia e Aiaga-Associazione Italiana Amici Grandi Alberghi si metteranno in viaggio tra venerdì 3 agosto e lunedì 6

– per il solo week end oppure per le vacanze vere e proprie – oltre 12 milioni di italiani.

In partenza per le vacanze vere e proprie (escludendo il turismo pendolare che è più o meno equivalente): da Roma 400 mila turisti; 290 mila da Milano; 175 mila da Torino, 95.000 da Genova, 85.000 da Bologna. 

Commenta il presidente Achille Colombo Clerici:
“Un tempo le ferie erano concomitanti con la chiusura delle fabbriche. La data fatidica era il fine luglio, quando chiudeva la FIAT che si portava dietro la cessazione del lavoro per una miriade di imprese.
Le autostrade verso il Meridione cambiavano fisionomia: si riempivano di utilitarie che partivano cariche sul tetto di pacchi all’andata e pure al ritorno con le damigiane di olio e di vino; le stazioni ferroviarie erano prese d’assalto.   

L’esodo coincide oggi con la chiusura degli uffici. Le nostre città metropolitane e le grandi conurbazioni hanno perso il loro carattere industriale.

Sono divenute città del terziario: professionisti, manager, dirigenti, operatori finanziari e commerciali. E soprattutto i liberi professionisti tendono a ritardare la partenza per mettere a profitto anche le ultime ore di lavoro.

Per le nuove generazioni vacanze, in generale, più brevi, ma più intense.” 

Stazionario il numero delle partenze rispetto al 2012.

Ma da rilevare, soprattutto, l’estensione, alla “europea”, del periodo estivo destinato alle vacanze; che va ormai da giugno a settembre.

Perciò dei complessivi 32 milioni di vacanzieri estivi  oltre il 30% le vacanze vere e proprie (media di 10 giorni) le ha già fatte in giugno e luglio: si tratta di circa 10 milioni di persone. 
– 4 milioni di italiani faranno  le vacanze settembre.

In agosto complessivamente in vacanza 18 milioni di connazionali. 

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I luoghi Top Ten preferiti dai milanesi e dai Lombardi per le vacanze estive,classificati per aree geografico-climatiche.
Tre Lombardi su quattro prediligono le località marine

-1) la Liguria e la Costa Azzurra; 15%
-2) La costa Romagnola e Veneta 14%
-3) La Versilia e la Toscana; 13%
-4) Il Meridione d’Italia e la Grecia 12%
-5) i laghi, le Prealpi, l’Oltrepo’ 8%
-6) la Sardegna e la Sicilia 7%
-7) il Trentino Alto Adige 5%
-8) La Valtellina, la Valchiavenna, l’Engadina; 4%
-9) La valle d’Aosta ed il Vallese; 4%
-10) Umbria, Marche, Lazio; 3%
 -Altro: 15% ………..

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I viaggi (in ordine decrescente di interesse):
Spagna, Europa del Nord e continentale, Francia,Turchia, Inghilterra ed Irlanda, Nord America, Sud Est Asiatico, Sud America.

Casa sicura – Suggerimenti di Assoedilizia per la sicurezza nel periodo delle vacanze estive

agosto 1, 2012

VACANZE 2012: VADEMECUM PER LA CASA IN SICUREZZA E PER LA PROTEZIONE DEGLI ANZIANI SOLI

Milano

– Alla vigilia delle vacanze estive con milioni di case incustodite in città, Assoedilizia rinnova i propri suggerimenti per limitare al massimo ogni sorpresa e danno conseguenti all’abbandono disattento ed imprudente della casa.

E, con il pensiero rivolto agli anziani che le vacanze proprio non le fanno e che restano ancora più soli in condominii semideserti, indica alcuni elementari regole di comportamento di prudenza.

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 AVVERTENZE GENERALI

1 – Lasciare al custode (se la casa è munita di portineria) il numero di telefono dove si è reperibili in caso di emergenza.

Assoedilizia da anni ha istituito corsi di formazione dei custodi di palazzi; istruendo, ad oggi, circa 10 mila addetti.

Se lo stabile è privo dell’utile servizio di portineria, lasciare il proprio numero di telefono, e magari una copia delle chiavi di casa a persona di fiducia (il vicino che non fa le vacanze, ma anche il panettiere, il barista che rimangono in città).

Utile pure un messaggio, sempre con il numero di telefonino, sulla propria segreteria telefonica.

2 – Mettere al sicuro oggetti di valore, riprodurre e conservare con sé documenti personali, delle automobili o motoveicoli e delle proprietà, nonché le polizze di assicurazioni.

– eseguire un controllo sull’efficace funzionamento dell’antifurto;

Per attenuare, invece, le conseguenze di un furto sarebbe opportuno:

–  redigere inventario di tutti gli oggetti di valore posseduti;
–  stipulare idonea polizza assicurativa;
–  fare subito la denuncia dettagliata dell’evento subìto, allegando documentazione e foto di tutto quanto sottratto; per poter recuperare i propri beni è indispensabile presentare una copia della denuncia di sottrazione ed essere in grado di descrivere dettagliatamente il materiale prima di procedere al riconoscimento.

3 – C’è chi incolla un bigliettino sulla porta di casa per informare dove è reperibile, dimostrando senso civico, ma anche un po’ di leggerezza: è come dire che l’appartamento è vuoto; i ladri si accomodino.

Evitare che si accumuli posta nella cassetta delle lettere accordandosi con il postino affinché la trattenga o facendola ritirare da un parente od amico.

4 –  GAS METANO –
E’ opportuno chiudere bene i rubinetti di afflusso del gas di tutti gli apparecchi, compresi gli scaldabagni e le caldaiette; e, per maggiore sicurezza, chiudere anche il contatore. Se questo è collocato in locale diverso dall’abitazione, ed è di difficile accesso (ad esempio, la porta è chiusa a chiave), tenere presente che c’è sempre un rubinetto sul condotto principale di afflusso del gas nell’abitazione, e operare su quello.

– Se si avverte un forte odore di gas provenire da un alloggio, non suonare alla porta, telefonare o usare il citofono (eventuali scintille delle apparecchiature elettriche potrebbero innescare la miscela esplosiva), ma bussare e chiamare a voce nell’eventualità che in casa ci sia qualcuno.

– Se il pericoloso combustibile si è diffuso nella tromba delle scale, aprire le finestre per “depurare” l’atmosfera satura, quindi chiamare i vigili del fuoco. Questi possono entrare nell’abitazione, arrecando il minor danno possibile alla porta o alle finestre, risolvere il problema, e, dopo essere usciti, devono bloccare l’apertura in maniera tale che l’alloggio non sia accessibile ai malintenzionati.

Se questo non è possibile, il caposquadra ha l’obbligo di avvertire la pubblica sicurezza. 

5 – ELETTRICITA’ – Il discorso è più complesso. Si può togliere la corrente dalla rete domestica agendo sul salvavita o sul contatore: ma in questa maniera si manda in rovina il contenuto del frigorifero e, se c’è un impianto di allarme, esso comincia a suonare.

Provvedere comunque a togliere dalle prese elettriche a muro le spine di elettrodomestici, lampade, televisore, computer ecc. 

6 – Ricordarsi di togliere dalla presa anche il cavo dell’antenna tv. In caso di temporale può succedere che un fulmine sia attirato dall’antenna e che si scarichi all’interno dell’appartamento, danneggiando irrimediabilmente tutti gli apparecchi collegati e provocando, talvolta, un incendio. 

7 – ACQUA – Chiudere tutti i rubinetti della cucina e dei sanitari e il rubinetto centrale di adduzione del liquido. Ricordarsi che i vigili del fuoco possono intervenire in assenza dell’occupante dell’alloggio – con le inevitabili conseguenze – anche in caso di allagamento. 

8 – FURTI  – Provvedere ad una efficace “difesa passiva” garantita da porta blindata, inferriate per le finestre accessibili anche dal tetto (mansarde, solai), “fermi” alle tapparelle le quali devono essere di materiale antisfondamento.

9 – Opportuno dotarsi di impianto di allarme, realizzato da un tecnico.
Se l’assenza è di pochi giorni, un altro deterrente è costituito dal lasciare accesa una luce oppure la radio. 

10 – Chi avesse una cassaforte in casa sarebbe opportuno che trasferisse in banca il suo contenuto; lasciandone nel contempo spalancato il portello, ad evitare scassi inutili.

11  – ANZIANI SOLI IN CASA – 

Nel caso di stabile privo di portineria, non aprire mai a chi citofona se non si tratta di persona conosciuta (naturalmente il portone d’ingresso deve essere sempre chiuso, lo impone il regolamento condominiale).

Stessa precauzione se uno sconosciuto si presenta alla porta: non aprire mai, anche se fa riferimento a vostri congiunti.
Se insiste, chiamare subito le forze dell’ordine.

12 – Diffidare anche se lo sconosciuto si presenta  munito di tesserino di riconoscimento (dell’azienda del gas, della luce ecc.): il tesserino può essere falso.
Non son mancati casi di gente che si presenta in divisa.
Se lo sconosciuto insiste adducendo motivi di emergenza (controllo per una fuga di gas, ad esempio), telefonare all’azienda per controllare se è vero; oppure chiamare un vicino/a.

13 – Se si decide di far entrare in casa lo o gli sconosciuti, sempre e solo con l’assistenza di un vicino/a, controllarne a vista gli spostamenti. Se sono più di uno,  evitare che si separino: succede infatti che mentre uno intrattiene l’anziano, il complice passi rapidamente in rassegna le stanze arraffando quanto capita.

14 – Tenere ben presente che nessun rappresentante di ente fornitore può chiedere denaro per qualsiasi motivo: eventuali addebiti verranno fatturati in bolletta.

15 – Si sa che l’anziano solo spesso accoglie con piacere ogni novità che allevi la monotonia della giornata: evitare comunque sempre di far entrare in casa venditori ambulanti, arrotini ed impagliasedie, sedicenti rappresentanti ed esponenti di comunità religiose, presunti benefattori alla ricerca di fondi per qualche opera buona: i beneficati sarebbero solo loro. 

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