Archive for the ‘Confedilizia’ category

Tabella agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie, acquisto mobili, interventi di risparmio energetico e antisismici dopo la conversione in legge del decreto n. 63/2013 – Ufficio Studi Confedilizia

agosto 26, 2013

Per scaricare la tabella cliccare:

Tabella agevolazioni fiscali agosto 2013

 

Nota Confedilizia: Emendamento nullità contratti di locazione

agosto 1, 2013

Il Parlamento aveva inopinatamente (e improvvisamente) approvato all’inizio di questa settimana una modifica al d.l. energia del seguente, letterale tenore (compresa l’inspiegabile congiunzione “o”):

L’attestato di prestazione energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti.

L’emendamento in questione era stato presentato da deputati tutti del Movimento Cinque Stelle e votato con parere favorevole del Relatore Benamati (PD) e del Governo (Sottosegretario Vicari, PDL).

La Confedilizia si è subito attivata. Il Presidente, in particolare, ha incontrato nella giornata di ieri esponenti sia del PD che del PDL, illustrando l’assoluta negatività dell’emendamento in questione.

Siamo lieti di informare che, in seguito, il Governo si è impegnato in Senato ad eliminare la previsione in parola con il primo provvedimento utile.

Roma, 1 agosto 2013

Comunicato stampa Confedilizia: “Fisco, Confedilizia: 6 punti fermi per la tassazione delle case”

luglio 30, 2013

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:

“La riforma fiscale per la casa che si sta delineando presenta problemi irrisolti di grande spessore. Nel confronto con le parti sociali rappresentative del settore che aprirà il Governo, sottolineeremo alcuni punti fermi principali e irrinunciabili.

1) La tassazione non può colpire che il reddito riveniente dal bene tassato, pena un’espropriazione surrettizia, come ha già detto la nostra Corte costituzionale (e, poi, anche la Corte costituzionale tedesca). E’ progressiva l’Irpef, non può esserla anche l’IMU, che del resto è un tributo reale. 

2) La service-tax va strettamente collegata al beneficio che proprietari, residenti e non residenti, hanno dalle opere e dai servizi apportati dai Comuni.

3) Per gli immobili di lusso devono essere stabiliti criteri validi per tutta Italia, il riferimento catastale varia da zona censuaria a zona censuaria.

4) Le case tenute a disposizione non vanno confuse con lo sfitto involontario, oggi dilagante. Va invece incentivato l’affitto (come da discorso Presidente Letta alle Camere).

5) Per l’uso diverso necessita un’urgente liberalizzazione, come Mario Monti chiedeva già 15 anni fa: la normativa in vigore è un macigno che impedisce il rinnovamento di imprese e attività commerciali, creando lo sfitto.

Da ultimo, la cartina di tornasole dello spirito liberale e democratico:

6) non si può pensare di costruire il nuovo Catasto algoritmico per i fabbricati (la sorte del Catasto dei terreni non si sa) non riconoscendo ai contribuenti – come si insiste a voler fare da parte dell’Agenzia entrate e del Ministero Finanze – la possibilità di impugnare le rendite catastali nella loro congruità. Lo Stato di diritto è tale perché le sue leggi ed i suoi principii fondanti valgono anche per lo Stato e il suo Fisco”.

 Roma, 29 luglio 2013

Comunicato stampa Confedilizia: “Fisco, Confedilizia: l’alta finanza combatte gli investimenti nel mattone e coglie l’occasione della riforma del Catasto”

luglio 30, 2013

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha così dichiarato:

“In coincidenza col prossimo varo della delega per la formazione di un Catasto algoritmico reddituale, ed anche patrimoniale, si moltiplicano segni che sono espressione dei gruppi finanziari e con i quali gli uomini dell’alta finanza cercano di condizionare le scelte del Parlamento sulla tassazione immobiliare. Nelle preferenze di investimento degli italiani, i prodotti finanziari hanno ultimamente, per la prima volta, superato gli investimenti nel mattone. Non assicurare ai risparmiatori un Catasto che, già algoritmico, e quindi con un margine di errore del 30 per cento, non preveda neppure rimedi giurisdizionali di congruità a proposito delle rendite, rafforzerebbe la tendenza che s’è già manifestata a favore della finanza, creerebbe ulteriore sfiducia nel mattone, ulteriormente scoraggiando gli investimenti delle famiglie in un settore centrale per la rinascita com’è quello delle case”.

Roma, 26 luglio 2013

Confedilizia Napoli – Convegno riforma condominio – Avv. Prospero Pizzolla presidente – 19 gennaio 2013

gennaio 2, 2013

 

NUOVA LEGGE SUL CONDOMINIO:
PRIMI COMMENTI
(ore 10 – 14)

Napoli, sabato 19 gennaio 2013
Sala convegni Associazione proprietà edilizia
Viale Gramsci 17/B

 

ore 9,30  Registrazione partecipanti
ore 10     Inizio lavori

avv. PROSPERO PIZZOLLA
Vicepresidente Confedilizia
Saluto introduttivo

avv. PAOLO SCALETTARIS
Vicepresidente Confedilizia
L’assemblea di condominio 

avv. VINCENZO NASINI
Responsabile Coordinamento condominiale Confedilizia
L’amministratore di condominio e le altre novità della riforma

INTERVENTI E QUESITI

 L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Preannunciare la propria presenza ai numeri 06.6793489 o 081.664530.

foto presidente

Il rilancio dell’affitto è un’esigenza sociale

novembre 15, 2012

Imu sperimentale – Ufficio Studi Confedilizia

gennaio 3, 2012

schema imu confedilizia

 

Appello Confedilizia-Fiaip

dicembre 1, 2011

GOVERNO: CONFEDILIZIA E FIAIP  DIFFONDONO UN «APPELLO ALL’EQUITA’»

Confedilizia e Fiaip hanno oggi diffuso un “Appello all’equità” che definisce “inquietante” anche “la sola ipotesi che si stia concependo una manovra a senso unico che colpisca chi – titolare di beni certi – ha sempre pagato il dovuto e a beneficio di altri non altrettanto individuabili”.
L’appello dell’Organizzazione storica della proprietà edilizia e della Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali prosegue rilevando che quella di una nuova manovra – come già nel ‘92 – direttamente punitiva per una sola categoria, non è equità ma la confessione dell’incapacità (o non volontà) di colpire la ricchezza dove essa effettivamente si annida, pur giustificandola con l’esigenza di aiutare la crescita.
L’Appello così testualmente continua: “L’equità fiscale, in particolare, non ammette discriminazioni fra soggetti incisi, così come non ammette (ed è quanto ha deciso la Corte costituzionale tedesca) che il prelievo fiscale sia superiore alla concreta capacità di reddito dei beni colpiti. Il confronto, poi, con gli altri Paesi sul livello della fiscalità immobiliare, se è basato sul rapporto fisco/PIL è viziato dal fatto che il nostro PIL include anche il sommerso, e tale confronto non può, in ogni caso, prescindere dalla considerazione che i proprietari di casa – la cui imposizione fiscale si basa su rendite che di fatto fanno incostituzionalmente riferimento al valore dei beni e non (come la legge catastale prescrive) al reddito degli stessi – patiscono in Italia una tassazione patrimoniale che non ha paragoni, mentre altrove è caratterizzata dall’essere ancorata al reddito”.
L’Appello conclude sottolineando che l’assommarsi di imposte patrimoniali, a maggior ragione col collegamento ad un criterio di progressività, costituisce di per sé un’espropriazione surrettizia dei beni nei quali hanno investito i propri risparmi le famiglie e la proprietà diffusa in genere, così garantendo l’esistenza di quel mercato della locazione che solo assicura la mobilità di lavoratori e studenti sul territorio. 

Roma, 1 dicembre 2011

appello: Appello Confedilizia Fiaip 1.12.2011

 

Tributi sugli immobili – Confedilizia

novembre 18, 2011

Fiscalità sulle case, una tassazione patrimoniale che non ha paragoni

Sugli immobili urbani gravano tributi di vario tipo: patrimoniale (sui quali è necessario soffermarsi più avanti in modo particolare), reddituale (l’Irpef e relative addizionali comunali e regionali, nonché l’Ires); sui trasferimenti (Iva, imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale, imposta sulle successioni e sulle donazioni).
Ma il settore è colpito, direttamente o indirettamente, da un’altra serie di forme di imposizione: dall’Irap (in relazione ai fabbricati non strumentali) alla tassa o tariffa sui rifiuti; dall’imposta sostitutiva sui mutui al tributo provinciale per l’ambiente. Fino ad arrivare  ai contributi ai Consorzi di bonifica, di cui la giurisprudenza ha da tempo riconosciuto la natura tributaria.
Sui tributi di tipo patrimoniale, come detto, è importante puntare l’attenzione in modo specifico, in un momento – peraltro caratterizzato da una ben nota incoerenza fra reddito e patrimonio –  in cui da molte parti viene richiesta (peraltro, sempre a carico di categorie differenti da quelle che la richiedono) l’istituzione di un’imposta patrimoniale (che – sempre nelle mire della gran parte dei richiedenti – dovrebbe estendersi anche ai patrimoni mobiliari ed agli immobili rustici). Ed è bene dire con chiarezza che in un ordinamento fiscale caratterizzato dal principio della tassazione su base reddituale, gli immobili urbani sono gli unici beni tassati su base patrimoniale, attraverso una serie di tributi: l’Ici, soppressa nel 2008 esclusivamente per le abitazioni adibite ad abitazione principale, e con esclusione delle unità immobiliari di categoria A/1, A/8 e A/9; la stessa Irpef sulle “seconde case”, e comunque su tutti gli immobili tenuti a disposizione, con le relative addizionali comunali e regionali, essendo in questi casi tassato un reddito meramente figurativo; l’Imu (che sostituirà l’Ici e parte dell’Irpef a partire – salvo anticipazioni – dal 2013), che dell’Ici replica il vizio di fondo, vale a dire quello di essere un’imposizione puramente patrimoniale; l’imposta di scopo comunale, un’addizionale all’Ici, di molto appesantita con il decreto sul federalismo fiscale, attraverso la quale i Sindaci possono metterein cantieredelle opere pubbliche e farsele finanziare al 100% da una sola categoria di contribuenti, quella dei proprietari di casa (in molti casi non votanti in quanto non residenti); l’imposta di scopo provinciale, un’ulteriore addizionale all’Ici appena introdotta con il federalismo fiscale, modellata sull’impianto dell’imposta di scopo comunale ma resa maggiormente pericolosa dal fatto che potrà essere istituita anche per “particolari scopi istituzionali”…; il previsto Tributo rifiuti e servizi-Res: un tributo che, alla parte sostitutiva della tassa/tariffa rifiuti, affianca una componente (del tutto inedita, finora) collegata a servizi indivisibili (dalla viabilità all’illuminazione delle strade, fino alla polizia urbana, per capirci), e quindi irragionevole in sé, ma per di più avente come (assurda) base imponibile il valore catastale degli immobili.
Il quadro sopra descritto dimostra come la fiscalità immobiliare necessiti in Italia di un’azione di equità (anche con riguardo a forme particolari di proprietà).
L’equità fiscale non ammette infatti discriminazioni fra soggetti incisi (specie sulla base delle forme di proprietà, persone fisiche o società) così come non ammette (ed è il civile principio stabilito dalla Corte costituzionale tedesca) che il prelievo fiscale sia – come avverrebbe in Italia, per un gran numero di concrete fattispecie – superiore alla capacità di reddito dei beni colpiti. Il confronto, poi, con gli altri Paesi sul livello della fiscalità immobiliare, sia urbana che rustica, non può prescindere dalla considerazione che l’immobiliare urbano patisce in Italia una tassazione patrimoniale che non ha paragoni, mentre altrove è caratterizzata dall’essere ancorata al reddito.

Corrado Sforza Fogliani
presidente Confedilizia

 

Comunicato stampa Confedilizia – Fisco, Confedilizia: il prelievo fiscale ha il suo limite nella capacità di reddito del patrimonio

novembre 9, 2011

Audizione in Senato sulla riforma fiscale

Nell’ordinamento italiano dovrebbe essere introdotto il principio stabilito dalla Corte costituzionale federale tedesca: “Il prelievo fiscale trova il proprio limite costituzionale nella capacità di reddito del patrimonio”. 
Questa una delle posizioni espresse dalla Confedilizia in sede di audizione presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma fiscale.
Il principio della Corte costituzionale tedesca si pone – come ha evidenziato la Confedilizia nel corso dell’audizione e come è più ampiamente illustrato nel documento depositato, disponibile anche sul sito dell’Organizzazione (www.confedilizia.it) – in netta antitesi con le ripetute proposte di introduzione di un’imposta patrimoniale. Proposte che contrastano con la convinzione della Confedilizia che un’imposta di carattere patrimoniale non sia conforme al principio costituzionale della capacità contributiva, posto che è per definizione insensibile alla produttività dell’oggetto tassato e quindi alla sua capacità di generare reddito.
L’ipotesi di introdurre un’imposta patrimoniale non trova giustificazione – a giudizio della Confedilizia – neppure se motivata dalla situazione di crisi finanziaria in essere e dai rischi derivanti dall’ingente debito pubblico italiano. Anzitutto, l’Unione europea non ha inserito tale misura fra quelle espressamente richieste al Governo italiano ai fini della sostenibilità dei conti pubblici. Inoltre, è necessario che l’Italia rispetti il Programma nazionale di riforma (Pnr) inviato dal Governo all’Unione europea, e da questa approvato; testo che non prevede l’imposizione di alcuna forma di patrimoniale (dopo l’eliminazione di ogni riferimento alla tassazione della proprietà in quanto tale, riferimento sul quale la Confedilizia aveva espresso la propria contrarietà). Non va poi sottaciuto – ha rilevato ancora la Confedilizia in Senato – che l’introduzione di un’imposta patrimoniale avrebbe effetti devastanti sul piano psicologico, scoraggiando – al pari di ogni nuova forma di tassa – la fiducia degli investitori.
La Confedilizia ha poi evidenziato come qualsiasi ipotesi di riforma fiscale non possa prescindere – in particolare con riferimento alla fiscalità immobiliare – dai contenuti della normativa emanata ed emananda in materia di federalismo fiscale. Sulla fiscalità immobiliare ha infatti recentemente inciso in modo particolare il decreto legislativo in materia di federalismo municipale, da un lato devolvendo ai Comuni quote consistenti del relativo gettito e dall’altro attraverso l’introduzione dell’Imu e l’appesantimento dell’imposta di scopo (che è un’addizionale all’Ici).
Inoltre, se le anticipazioni relative ai contenuti dello schema di decreto correttivo del provvedimento sul federalismo municipale saranno confermate, il quadro della fiscalità immobiliare risulterà ulteriormente aggravato, sia dal punto di vista dell’entità del carico fiscale sia da quello del contrasto con i principii costituzionali. In particolare, l’ipotesi dell’introduzione nell’ordinamento italiano di un tributo collegato a servizi indivisibili, per di più avente come base imponibile il valore catastale degli immobili, trova nella Confedilizia una ferma opposizione, fondata su ragioni di equità e di civiltà giuridica prima ancora che di tutela dei diritti proprietari.

Roma, 8 novembre 2011

UFFICIO STAMPA