Archive for the ‘Istituto Europa Asia’ category

GINEVRA KABUL 1939 Prospettive e speranze per il popolo afghano

febbraio 28, 2022

EUROPASIA informa – Mercoledì 2 marzo 2022, ore 17.30 GINEVRA KABUL 1939 Prospettive e speranze per il popolo afghano-

Diretta streaming e Aula G.127 Pio XII – Largo Gemelli, 1 Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano

La mostra, realizzata dal Centro F. Peirone di Torino e costituita da oltre 40 scatti fotografici, racconta il viaggio avvenuto nel 1939 da Ella Maillart e Annemarie Schwarzenbach, due giovani giornaliste e scrittrici svizzere, entrambe già protagoniste di inchieste e reportage in diversi Paesi. Partite per un lungo e avventuroso viaggio in auto da Ginevra verso Kabul, devono realizzare reportage per importanti quotidiani e riviste. Il loro viaggio è anche una fuga spirituale da un’Europa imbarbarita che, dopo i massacri della Prima guerra mondiale e l’avvento dei totalitarismi, il nazismo sta trascinando nella tragedia della Seconda guerra mondiale.

In occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica, si terrà la tavola rotonda:

Quali prospettive e speranze per il popolo afghano dopo il ritiro militare occidentale?

Intervengono:

Gastone BRECCIA, Docente dell’Università degli Studi di Pavia
Sabrina DALLAFIOR, Console generale di Svizzera a Milano
Paolo GIROLA, Vicepresidente Centro F. Peirone dell’Arcidiocesi di Torino

Soraya MALEK, Principessa d’Afghanistan Francesca MANNOCCHI, Giornalista freelance

Rossella MICCIO, Presidente di Emergency Vittorio Emanuele PARSI, Direttore ASERI

Si collegheranno da remoto:

Caroline HANCOCK-EBNER, Dipartimento federale Affari esteri (DFAE)

Gianfranco PETRUZZELLA, Ministro Plenipotenziario e Inviato Speciale MAECI per l’Afghanistan

Info

in diretta streaming su @consolatosvizzeromilano

Apertura mostra:

Dal 2 al 25 marzo 2022 dalle ore 9.00 alle ore 19.00 Cortile d’Onore

Con il Patrocinio di

 UNIVERSITÀ CATTOLICA del Sacro Cuore

ALTA SCUOLA DI ECONOMIA E RELAZIONI INTERNAZIONALI. Istituto Europa Asia informa

Conferenza ISPI “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro”

gennaio 14, 2022

Conferenza ISPI “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro?”
ITALIA, ANCORA UN ANNO IN ROSA, MA CON MOLTE OMBRE E INCERTEZZE

Istituto Europa Asia Europasia informa

Benito Sicchiero

Sostanziale ottimismo all’annuale conferenza organizzata dall’ISPI nell’ambito dell’Osservatorio Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Assolombarda e SACE: alla sua decima edizione, ha avuto quale tema “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Rischi e opportunità per le imprese”. Un titolo double face, ha spiegato Paolo Magri vicepresidente esecutivo del think tank, che comprende rischi (ritorno al passato) e opportunità (slancio nel futuro).

Ebbene nonostante l’incombere della cupa ombra Omicron, e nonostante disastri climatici, crisi irrisolte sul piano geopolitico e shock economici, i rappresentanti delle imprese, pur chiamate ad affrontare sfide particolarmente significative nei prossimi mesi, vedono il 2022 vestito di rosa segnato comunque da alcune macchie, supportati dalle cifre e dai dati raccolti nel ponderoso dossier “il mondo che verrà. 2022”.

Li hanno illustrati Alessandro Spada, presidente Assolombarda, che ha aperto i lavori, il citato Paolo Magri, Alessandro Terzulli, chief Economist SACE e Gregorio De Felice, chief Economist Intesa Sanpaolo i quali hanno trattato gli scenari globali. Le prospettive delle imprese sono state oggetto degli interventi di Enrico Cereda, presidente IBM Italia e general manager IBM Technology EMEA; Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e vice presidente Nokia Italia; Alberto Dossi, presidente Gruppo Sapio; Gioia Ghezzi, presidente ATM e Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia; Andrea Illy, presidente Illycaffè. Moderatore Daniele Manca, vice direttore Corriere della Sera.

Anzitutto  la cornice geopolitica nella quale si inserisce l’economia del Paese che nel 2021 ha fatto meglio di Francia, Germania, Spagna meritandosi dall’Economist il riconoscimento di leader europeo: nel 2022 la crescita sarà del 4,3% con più 5% nei consumi e più 6,3% negli investimenti;  una forte spinta inoltre potrebbe venire dall’enorme massa di risparmi di famiglie e imprese cresciuti di oltre 250 miliardi proprio nei due anni di pandemia, oggi inattivi nei conti correnti ed erosi dall’inflazione che si stima attorno al 3%, inflazione che non si abbasserà tanto presto.

Ma ci sono variabili nel mondo da tenere sotto osservazione: pandemia, inflazione, Iran – Paese nel quale l’Italia ha molteplici interessi – Russia e Cina che ha già superato gli Usa quale potenza commerciale. Ebbene, nonostante si respiri un clima da guerra fredda, non si arriverà a quella calda. A riprova, aggiungiamo un emblematico esempio: il primo gennaio è entrato in vigore in Asia il blocco commerciale più grande del mondo del quale fanno parte, tra altri Paesi, Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia, ma non gli Usa, a dimostrare che gli affari sono affari creando alleanze anche tra avversari geopolitici. Così, si ragiona, avverrà anche in Europa dove è alta tensione tra Nato e Russia.

Per tornare a casa nostra, una delle sfide più importanti è quella del Pnrr cui si aggiungono momenti di politica interna con l’elezione del Presidente della Repubblica. Abbiamo davanti molti fattori frenanti della ripresa. Tra questi, il rincaro e la volatilità dei prezzi e poi dell’inflazione. Ma la vera emergenza è l’energia, con il prezzo in crescita del 50% e il gas che registra il rincaro più impressionante.  Le imprese, soprattutto quelle energivore, rischiano la chiusura anche se le previsioni parlano di un assestamento del prezzo a livello di 200 euro Mgw/ora rispetto ai 550 di adesso. Servono interventi urgenti e misure straordinarie quali la riapertura dei pozzi di metano.

Novità anche nella mobilità. Avviata la trasformazione elettrica dei trasporti pubblici della città metropolitana di Milano, per citare, che verrà completata nel 2030. Mentre la digitalizzazione con il 5G sta permettendo la prima rivoluzione industriale sostenibile. Positive in tal senso le iniziative del governo a favore della digitalizzazione della pubblica amministrazione con la nascita del cloud nazionale, ma la nomenclatura 4.0 è pervasiva in tutto il piano di resilienza. Questo vuol dire che la governance diventa un fattore determinante per lo sviluppo delle imprese. Come Nokia, operante in Italia, cui la Nasa ha affidato la costruzione della prima rete 4G sulla Luna. La prima missione senza equipaggio è prevista per la fine del 2022 e aprirà la strada verso la presenza umana sostenibile sulla satellite nel prossimo decennio. Realizzare una rete del genere sulla Luna aiuterà anche a migliorare le reti terrestri nelle aree climaticamente più difficili.

In conclusione. Il 2022 si configura dunque come un anno in bilico tra opportunità di ripresa e slancio verso il futuro e rischi rappresentati da nuove e vecchie aree di crisi. La crescente digitalizzazione offrirà sempre più occasioni per una crescita economica all’insegna di innovazione e produttività, ma la necessità di regolamentare le big tech potrebbe creare frizioni internazionali e rallentare piani di investimento. L’ ‘economia dello spazio’ potrebbe decollare definitivamente, ma in parallelo si aprirà anche una nuova partita geopolitica “extraterrestre”. Inoltre, la transizione energetica potrebbe essere rallentata da un ritorno alle fonti fossili, mentre il mondo torna a prendere in considerazione l’energia nucleare come un’alternativa plausibile, anche se discussa. In parallelo a queste nuove sfide, su cui gli attori internazionali saranno chiamati a misurarsi, bisognerà fare attenzione ad aree di crisi più “tradizionali”: dalla Libia all’Ucraina, senza dimenticare Taiwan.

Infine, anche nel 2022 non mancheranno appuntamenti elettorali chiave. In Brasile, dove Lula sembra spinto dai sondaggi che lo vedono in grande vantaggio rispetto al presidente uscente Bolsonaro. E soprattutto in Europa, dove i riflettori saranno puntati sulle elezioni francesi: l’esito della corsa per l’Eliseo contribuirà a determinare la direzione che l’Unione Europea prenderà nei prossimi anni.

Foto:
Achille Colombo Clerici pres. Europasia

Il premio Eccellenze d’Impresa 2021 a Palazzo Mezzanotte Borsa Italiana in Milano

novembre 15, 2021

Il premio Eccellenze d’Impresa 2021  (VIII edizione) a Zucchetti
PANDEMIA: OBIETTIVO ALTO DELLA FINANZA, RIDURRE LE ACCRESCIUTE DISUGUAGLIANZE

ISTITUTO EUROPA ASIA EUROPASIA informa

di Benito Sicchiero

Zucchetti, azienda leader di soluzioni software, è il vincitore assoluto dell’ottava edizione del Premio Eccellenze d’Impresa, l’iniziativa promossa da GEA-Consulenti di Direzione, dalla rivista di management Harvard Business Review Italia e dalla società di gestione del risparmio Arca Fondi SGR, con il patrocinio di Borsa Italiana.

La Giuria del premio, composta da Gabriele Galateri di Genola, presidente di Assicurazioni Generali, Patrizia Grieco, presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, Luisa Todini, presidente e partner Green Arrow Capital SGR, Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison e Raffaele Jerusalmi, già amministratore delegato di Borsa Italiana, ha assegnato anche i premi delle quattro categorie: Olon per Sostenibilità; Mutti per Internazionalizzazione; Wiit per Rising Star. Zucchetti, oltre che il premio assoluto, si è aggiudicato anche il riconoscimento per la categoria Innovazione e Tecnologia. L’azienda è leader di soluzioni software con il 15% del fatturato generato all’estero in più di 50 Paesi.     

La cerimonia, svoltasi nel Palazzo Mezzanotte sede della Borsa Italiana a Milano, è stata aperta da Enrico Sassoon presidente Eccellenze d’Impresa, presenti esponenti del mondo della finanza e dell’imprenditoria tra i quali  il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici e Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia Cina, ed ha consentito di fare il punto sulla realtà e le prospettive della piccola e media impresa italiana in una nuova realtà sociale e imprenditoriale che la pandemia ha  profondamente modificato anche se, va detto, non ha stravolto in quanto ha accelerato cambiamenti già in atto.

Per Gianmario Verona, rettore dell’Università Bocconi, pandemia, PNRR, ecologia che impatta sull’economia, rappresentano un momento storico straordinario, che si verifica una volta ogni cento anni alla pari delle rivoluzioni industriali: l’800 fu il secolo del vapore, il ‘900 quello dell’elettricità e della produzione di massa, il 2000 è quello dell’energia digitale.

Ciò ha prodotto risultati straordinari, non prevedibili e quindi non programmabili, con conseguenze positive e negative: la tecnologia da un lato è riuscita a produrre un vaccino in 8 mesi in luogo dei 10 anni sinora impiegati, dall’altro ha esasperato le disuguaglianze e la povertà nel mondo: il tutto nella consapevolezza delle conseguenze del cambiamento climatico. Il Covid19 ha fatto capire che la salute è un bene pubblico.

Un’alta sfida attende il mondo della finanza – ha concluso Verona –. Oltre a puntare a legittimi profitti, deve impegnarsi a stimolare innovazione nei Paesi poveri affinché si riducano quelle disuguaglianze: una sfida olivettiana, la sfida del porpose.  

E’ stata quindi presentata la ricerca “Campioni d’Italia” effettuata in dieci anni a cura di GEA, Arca Fondi sgr, Harvard Business Review Italia riguardante circa 20.000 piccole e medie imprese che esaltano nel mondo il ruolo del nostro Paese. Ma che, ha sottolineato Luigi Consiglio, rivelano tradizionali insufficienze di finanziamento. Facendo un confronto con la competitor Germania, se le nostre Pmi potessero contare su risorse adeguate, la produttività crescerebbe del 26% e il Pil del 6%. E’ seguita la tavola rotonda “Strumenti finanziari, normativi e fiscali per consolidare la competizione delle imprese italiane”.

In apertura dei lavori calorosi saluti e ringraziamenti per l’attività svolta sono andati a Raffaele Jerusalmi che ha lasciato il ruolo di amministratore delegato di Borsa Italiana dopo il passaggio di questa al gruppo Euronext.

Foto:
Achille Colombo Clerici, Luigi Consiglio, Mario Boselli

La sala del Palazzo della Borsa di Milano

Recital di Rudolf Buchbinder al Conservatorio di Milano sul tema delle “Variazioni Diabelli” – Società dei Concerti di Milano

novembre 2, 2021

Nuova iniziativa della Fondazione La Società dei Concerti di Milano
BUCHBINDER E IL SUO “THE DIABELLI PROJECT” AL CONSERVATORIO

 Europasia Institute informa

Nel 1819 l’editore musicale e compositore Anton Diabelli scrisse una danza tedesca di 32 battute – un precursore del valzer – e la inviò a più di 50 compositori austriaci, chiedendo a ciascuno di loro di scrivere una variazione sul suo tema originale.  Per la Fondazione La Società dei Concerti, il celebre pianista e rinomato specialista di Beethoven Rudolf Buchbinder ha portato in Sala Verdi le Variazioni Diabelli, capolavoro del genio tedesco, abbinate ad una nuova serie di brani basati sul tema che le ha generate, le “Nuove” Variazioni, commissionate da Buchbinder a 12 compositori contemporanei. Quattro ne ha eseguite al Conservatorio di Milano, nella Sala Verdi: quelle di Brett Dean, Jörg Widmann, Toshio Hosokawa e Tan Dun, combinate a quattro di quelle dei più grandi compositori austriaci del passato, Liszt, Schubert, Czerny   

Programma:

“The Diabelli Project” – A. Diabelli Valzer in do maggiore
A.A.V.V. New Variations on a Waltz by Anton Diabelli (2020) L. van Beethoven 33 variazioni su un Valzer di Diabelli op. 12

Foto: Rudolf Buchbinder con Enrica Ciccarelli Mormone e Achille Colombo Clerici

Convegno di Saint Vincent, della Fondazione Democrazia Cristiana – Speranze e problemi della transizione ecologica

ottobre 19, 2021

Colombo Clerici relatore all’annuale convegno di Saint Vincent, della Fondazione Democrazia Cristiana (22-23-24 ottobre)
TRANSIZIONE ECOLOGICA, MOLTE SPERANZE, MOLTI PROBLEMI

L’annuale convegno della fondazione “Democrazia Cristiana” di Gianfranco Rotondi con il quotidiano “La Discussione” e il gruppo parlamentare della Camera di Forza Italia si svolgerà a Saint Vincent da venerdì 22 ottobre a domenica 24 ottobre, tema “E’ tempo di transizione.” Per il secondo anno consecutivo la Balena Verde (definizione di Rotondi) si incentrerà sulla transizione ecologica, a conferma dell’attenzione del laicato cattolico su questo tema. Commenta Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, relatore al convegno: “L’Italia è destinata a fornire un sostanziale contributo all’analisi e alla soluzione dei molti problemi che tale passaggio epocale comporta. Basti considerare che, per rispettare gli obiettivi di riduzione dell’uso dei combustibili fossili che l’UE si è data per il 2030 bisognerà in questi anni quadruplicare o quintuplicare la produzione delle energie alternative eolica e solare; e tenere presente, inoltre, l’impatto economico e sociale che la transizione comporterà per alcuni Paesi dell’Unione.”

Il programma. Venerdì 22 ottobre 2021 si parlerà di Ambiente e salute post covid con Antonio Giannone e tavola rotonda su “Carlo Donat Cattin trent’anni dopo” a cui prenderanno parte Vito Bonsignore, Achille Colombo Clerici, Raffaele Fitto, Calogero Mannino, Giorgio Merlo, Giovanni Quaglia, Maria Tripodi descritti da Nicola Affronti, Gerardo Capozza, Paolo Fontana, Luigi Forte, Giuseppe Lavitola, Fabio Migliorati, Francesco Tufarelli. Modera: Franco De Luca.
Sabato 23 ottobre 2021 tavola rotonda su “Quattro liste al 20%, dov’è la nuova DC?” con: Rocco Buttiglione, Fabio Massimo Castaldo, Guido Crosetto, Paola De Micheli, Raffaele Fitto, Emilio Floris, Giuseppe Gargani, Ubaldo Livolsi, Biagio Maimone, Augusto Minzolini, Nello Musumeci, Francesco Verderami, Claudio Vivona. Modera: Angelo Polimeno Bottai. A seguire “Arriva la Balena Verde?” con: Angelo Bonelli, Rocco Buttiglione, don Gianni Fusco, Davide Maraffino, Paolo Prisco, Vincenzo Sanasi D’Arpe, Renato Soru, Michele Zuin. Modera: Stefano Tunis.
Domenica 24 ottobre 2021, dopo la messa, le conclusioni affidate a Paola Balducci, Annamaria Bernini, Giampiero Catone, Lorenzo Cesa, Maria Stella Gelmini, Roberto Occhiuto, Ettore Rosato, Gianfranco Rotondi, Antonio Tajani. Previsto il saluto di Silvio Berlusconi.

Doppio debutto della straordinaria pianista cinese Ying Li

ottobre 14, 2021

SERATE MILANESI D’ECCEZIONE ALLA SOCIETA’ DEI CONCERTI

EUROPA ASIA INSTITUTE EUROPASIA informa

Serate d’eccezione per i più raffinati musicofili milanesi frequentatori assidui de La Società dei Concerti fondata da Antonio Mormone – cui è stata intitolata la Fondazione presieduta dalla consorte Enrica Ciccarelli – con il doppio debutto della straordinaria pianista cinese Ying Li, vincitrice del primo Premio Internazionale Antonio Mormone conferitole alla Scala il luglio scorso. Tra gli sponsor della Fondazione il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici.

A luglio Ying aveva trionfato su una concorrenza di altissimo livello, dimostrando non solo dominio tecnico e raffinatezza di tocco, ma – ed è quello che Mormone cercava nei musicisti – profondità interpretativa, idee, poesia.

Qualità che ha mostrato alla Palazzina Liberty  (programma Winners!) spaziando da Bach fino a Berg (e passando da Schumann), e in Conservatorio (programma Evocazioni Classiche con  la Nordwestdeutsche Philharmonie diretta dal M.° Jonathan Heyward) con il Concerto in la maggiore K 488 di Mozart, uno dei più popolari e amati ( Wolfang Amadeus dovette ripetere lo struggente secondo movimento quando, dirigendo dal pianoforte la prima esecuzione a Vienna, il pubblico proruppe in un applauso commosso prima che attaccasse il finale). Maestro direttore, l’Afroamericano del South Carolina, Jonathon Heyward firma la sua prima tournée italiana debuttando in Conservatorio con la NWD Philharmonie, di cui è appena stato nominato direttore principale.

 Quella milanese è per Li la tappa più importante della tournée internazionale che l’ha vista applaudita in città tedesche e italiane. Chiuderà il suo tour europeo sabato 16 ottobre a Cerro Maggiore alle ore 21, con un programma dedicato a Bach, Schumann e Liszt.

Foto: Ying Li,Jonathon Heyward, Enrica Ciccarelli e Achille Colombo Clerici

Camera di Commercio Milano, Monza-Brianza, Lodi – 31° rapporto Milano Produttiva. Realtà e prospettive

luglio 12, 2021

Presentato il 31° rapporto Milano Produttiva. Realtà e prospettive
SVILUPPO LEGATO A DEMOGRAFIA E CONOSCENZA                                                   

Europasia informa

di Benito Sicchiero

Se l’oggi e il prossimo futuro dell’economia milanese e lombarda si presentano con buoni segni – dopo il 2020 estremamente difficile cresce il numero di imprese, il valore aggiunto 2021 supererà nettamente il 5% – incertezze  permangono sul futuro meno immediato. Si chiamano occupazione, sopravvivenza delle imprese, dinamiche dei consumi, mobilità, denatalità. Solo per citare: se ha stupito tutti che pure nell’anno orribile le imprese siano cresciute di numero, per non parlare del mini-boom in corso, quante di esse riusciranno a sopravvivere ai profondi mutamenti che Covid ha generato e accelerato?

Analisi e interrogativi sono stati la cornice alla presentazione del 31° Rapporto Milano Produttiva della Camera di Commercio Milano, Monza-Brianza, Lodi illustrato dal presidente Carlo Sangalli e dalla segretaria generale Elena Vasco. Giovanni Pons di La Repubblica ha moderato i lavori sul tema “Ripensare Milano oltre il 2020” cui sono intervenuti i docenti del Politecnico di Milano Stefano Ronchi (Giovani e Internazionalizzazione, driver per la ripresa) e Luca Tamini (Rigenerazione urbana e trasformazioni delle attività economiche).

Da Ronchi è venuto un forte richiamo alla necessità di contrastare l’involuzione demografica dalla quale dipende la sostenibilità dello sviluppo economico e sociale. Già oggi, con il 13% della popolazione da 0 a 14 anni e il 23,2% dai 65 anni ed oltre è impossibile, in prospettiva, sostenere tale sviluppo. E il fenomeno è destinato ad aggravarsi, se non si adotteranno subito politiche demografiche, nei decenni a venire.

Uno sviluppo legato d’altronde alla conoscenza, come sostiene uno studio del FMI, che ha visto  dopo il secondo dopoguerra la crescita economica dipendere dalla tecnologia, poi dalla globalizzazione. La funzione delle università diventa quindi fondamentale: accogliere studenti stranieri (nelle 13 università milanesi aumentati dell’83% dal 2008 al 2019), inviare nostri studenti all’estero, farli rientrare offrendo loro lavoro adeguato e adeguatamente retribuito. In questa terza fase che si apre Milano e la sua regione possono svolgere un ruolo trainante per l’intero Paese.

L’intervento di Tamini è stato focalizzato sul territorio. Il mutato contesto pone Milano davanti ad una scelta radicale: in estrema sintesi, diventare città-regione su modello delle metropoli mondiali, o città- quartieri, quella, per intenderci, dove in 15’ si possono raggiungere tutti i servizi pubblici e privati a piedi o in bicicletta. Ovviamente ciò comporta una strategia di politica urbanistica differente. Per restare nell’ambito commerciale, la grande distribuzione sembra avere già scelto: si chiudono o non si realizzano i megacentri e si moltiplicano i supermercati di prossimità (fino a 400 mq).

Sulla scelta bisogna fare in fretta.  Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quasi 5 miliardi, andrebbero investite prioritariamente nel potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali, come ad esempio la banda ultra larga, nel rilancio del turismo a livello internazionale e a favore dell’innovazione del sistema imprenditoriale. I tempi però sono molto stretti, perché il 70% dei fondi europei deve essere impegnato entro il 2022 e il restante 30% nell’anno successivo. Sarà questa certamente, la grande sfida della nuova amministrazione comunale per ripensare e rilanciare il futuro di Milano.

Osservatorio Metropolitano – CIA, ARCHXMI, AIM – Dibattito sul tema casa – In Italia occorrono 650.000 alloggi popolari

giugno 25, 2021

Osservatorio Metropolitano – CIA, ARCHXMI, AIM – ha concluso sul tema casa il ciclo di primavera

IN ITALIA OCCORRONO 650.000 ALLOGGI POPOLARI

EUROPASIA informa

Benito Sicchiero

La questione casa, a Milano e nel Paese, è stata messa un po’ in ombra in questi ultimi tempi causa pandemia e conseguente crisi economica, ma resta sempre di attualità, talvolta drammatica. Come è stato documentato dal webinar dell’Osservatorio Metropolitano (organizzatori Archxmi, Aim, Collegio Ingegneri e Architetti), patrocinato da Assoedilizia; ultimo appuntamento del ciclo primavera 2021.

Coordinati da Gianni Verga, i lavori hanno visto la partecipazione di Carlo Berizzi, presidente Aim; Anna Tagliaferri del Politecnico di Milano; Alessandro Maggioni, Confcooperative Habitat e l’intervento di Alberico Belgiojoso, Archxmi.

Presente il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

E’ stata l’occasione per una valutazione olistica della questione casa a Milano, ma con riferimenti nazionali, di carenze della politica abitativa locale e nazionale, di suggerimenti per possibili soluzioni.

Nell’anticipazione del report “La casa (e una città) per tutti” di Aim non mancano le sorprese: la più rilevante è che, contraddicendo una vulgata di origine partitica, i 700.000 alloggi pubblici in Italia (ne occorrerebbero altri 650.000) sono occupati, per l’88%, da italiani meno abbienti, di cui il 38% monocomponenti e il 30% anziani. La metà vi risiede da più di 20 anni, a differenza di quanto avviene nell’Europa avanzata dove l’alloggio popolare è concepito quale luogo di transizione verso altre sistemazioni.

Negli anni ’90 è stato alienato il 20% del patrimonio pubblico con l’obiettivo di utilizzare il ricavato per ammodernare il patrimonio restante: è stato un fallimento. E’ soltanto 2,7% la percentuale degli affitti in edilizia sociale, la quasi totalità è lasciata al libero mercato.

Non va meglio, anzi, a Milano. Si è scesi dai 100.000 alloggi pubblici degli anni ’70 ai 64.000 del 2020 suddivisi tra proprietà comunale e regionale; la percentuale degli affitti dello stock abitativo complessivo (pubblico e privato) nel frattempo è passato dal 51% al 34%, rendendo più difficile avere un tetto sulla testa a chi la casa non può comprarla.

Iniziative comunali, come Abitare a Milano ed housing sociale hanno contribuito a rendere meno difficile la situazione: ma occorre ben altro. Occorre innanzitutto una visione che vada al di là delle scadenze delle elezioni amministrative (Gianni Verga è autore di una politica abitativa tipo Abitare a Milano attuata tre amministrazioni dopo); e agevolare iniziative come le Quattro Torri del quartiere Stadera.

Di che si tratta? Il quartiere venne realizzato negli anni ’20 con  criteri residenziali all’avanguardia per l’epoca (parliamo sempre di case popolari). In tempi più recenti parte del complesso, composto da monolocali, venne dichiarato inutilizzabile dalla proprietaria Aler in quanto nuove normative stabilivano una soglia minima di mq per alloggio. Due cooperative – Solidarnosc e Dare=Casa – stipularono con Aler una convenzione venticinquennale di gestione degli alloggi; alla scadenza, sarebbero stati restituiti ristrutturati. In questa maniera si sono ricavati alloggi bilocali e trilocali con affitti rispettivamente di 300 e 400 euro al mese. Formule analoghe potrebbero essere adottate per i circa 10.000 alloggi pubblici vuoti a fronte di oltre 25.000 domande.

Ma a Milano la questione casa va affrontata in maniera più complessiva. Innanzitutto bisogna evitare che prezzi troppo alti (spesso conseguenza di speculazione: per citare, i costi complessivi di un edificio nel semicentro-periferia sono 2.000€ al mq, vengono venduti anche a 5.000€ al mq) per cui la ‘popolazione normale’ è costretta a lasciare la città per i comuni limitrofi creando così squilibri sociali e territoriali. La Città Metropolitana si è dimostrata solo parzialmente in grado di gestire una sinergia tra capoluogo, dove affluiscono investimenti internazionali, e i comuni. Compito di Milano sarebbe anche quello di proporre modelli per il resto del Paese. Ma alla base della soluzione della questione casa resta la necessità di una politica abitativa dall’orizzonte almeno ventennale.

Osservatorio Metropolitano riprende in autunno con un nuovo ciclo i cui temi saranno: Intelligenza artificiale e la città; L’energia per la città; L’anima dei quartieri; Scuole, centri di comunità.

Osservatorio Smart City (Università Bocconi di Milano) – Infrastrutture: grandi prospettive ma anche grandi ostacoli

giugno 22, 2021

Workshop dell’Osservatorio Smart City (Università Bocconi di Milano)
INFRASTRUTTURE: GRANDI PROSPETTIVE MA ANCHE GRANDI OSTACOLI

Europasia Institute informa

di Benito Sicchiero

Infrastrutture, tallone d’Achille della modernizzazione dell’Italia. Mentre molte parti del Paese versano in condizioni critiche – solo per citare, dalle autostrade liguri a quelle siciliane, al dissesto idrogeologico, alle alluvioni con conseguenze drammatiche soprattutto nelle aree densamente popolate – non siamo in grado di porre un rimedio, nonostante le risorse a disposizione, a causa dell’inadeguatezza dello Stato e delle amministrazioni locali e della loro litigiosità, della burocrazia, dell’opposizione delle comunità locali. Sono state commissariate 29 – su 57 – grandi opere pubbliche per un importo di 83 miliardi di euro e sono 421 le opere incompiute, alcune da decenni, di cui 26 di interesse nazionale. Con l’arrivo delle risorse, sovvenzioni e prestiti, del Next Generation EU, che l’Italia dovrà impiegare entro il 2023 e spendere entro il 2026 soprattutto in grandi infrastrutture, porti, ferrovie, autostrade, come ce la caveremo?

E’ stato il tema del workshop organizzato dall’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi di Milano (Assoedilizia è sponsor dell’Osservatorio) che, in particolare, ha posto l’accento sulla rigenerazione territoriale del paesaggio e di una rinnovata resilienza urbana della prossima città, accentuata dall’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per stabilire tutta una serie di priorità da cui partire. Relatori, studiosi della materia e testimoni multiattoriali di importanti enti e imprese che quotidianamente si confrontano con le complessità delle normative in tema di appalti pubblici.

Fino a mezzo secolo fa l’Italia primeggiava in Europa in due importanti comparti infrastrutturali, autostrade e centrali elettriche: oggi è agli ultimi posti tra i Paesi avanzati. Se nel 1995 le infrastrutture impegnavano il 2,6% del Pil, nel 2019 si è scesi al 2,2%. La loro carenza è causa non ultima dello spopolamento dei piccoli comuni. E infatti le infrastrutture trasportistiche, urbane ed extraurbane, assieme a quelle energetiche, sono i punti nodali dei futuri investimenti.

Gli ostacoli da superare non sono solo tecnici: se tutti vogliono avere efficienti servizi infrastrutturali, una gran parte si oppone a che vengano realizzati nel ‘cortile di casa’. Inoltre bisogna tenere conto dell’impatto sul paesaggio. Ancora. C’è la burocrazia opprimente, sei mesi, ad esempio, per una firma; e c’è l’impossibilità, soprattutto da parte dei Comuni più piccoli, di gestire le opere a causa della carenza di tecnici.

Tutto ciò nella cornice della transizione ecologica che punta sulle energie rinnovabili ma deve tener conto dell’industria legata al fossile, carbone e petrolio.

Comunque si fanno passi nella giusta direzione. Per citare, con una cabina di regia nazionale che fornisca le linee guida alle amministrazioni locali; e con una Soprintendenza nazionale che faccia lo stesso per la tutela del paesaggio la quale va conciliata con lo sviluppo. Una sfida per il nostro presente e per il futuro dei nostri figli. Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto (Thomas Jefferson, terzo presidente Usa).

Il prorettore della Bocconi Francesco Billari ha portato ai convenuti il saluto dell’ateneo. Il tema è stato illustrato dai coordinatori dell’Osservatorio Edoardo Croci e Giuseppe Franco Ferrari, che ha moderato i lavori e ne ha tratto le conclusioni.

Le relazioni:

INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E PAESAGGIO: UNA SFIDA TRA ESIGENZE DEL PROGRESSO E TUTELA DEL TERRITORIO: Eugenio Madeo,  Vice-segretario generale Presidenza del Consiglio ;

INFRASTRUTTURE STRATEGICHE TRA SEMPLIFICAZIONI E GREEN ECONOMY: Mario Scino, Avvocatura dello Stato;

PROGRAMMAZIONE ED ATTUAZIONE DEGLI INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI NEI TRASPORTI: Luca Einaudi, Dirigente generale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica;

 LE INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI COME VOLANO PER LA RIPARTENZA: Aldo Isi, Amministratore Delegato e Direttore Generale Italferr SpA;  

LE INFRASTRUTTURE NELL’ESPERIENZA DELLA COMMISSIONE VIA:Guido Monteforte Specchi, Presidente Commissione Via-Vas, 2008-2020;   

MOBILITÀ AUTOSTRADALE: IL SISTEMA LOMBARDO: Gianantonio Arnoldi, Amministratore Delegato CAL SpA;  

PEDEMONTANA SI PUÒ ANCORA FARE FINANZA DI PROGETTO IN ITALIA?: Roberto Castelli, già ministro, Presidente Autostrada Pedemontana Lombarda SpA;  

LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE INFRASTRUTTURALI: CRITICITÀ E PROSPETTIVE: Armando Zambrano, Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri;  

LE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE AL SERVIZIO DEI NUOVI PAESAGGI PRODUTTIVI: Andreas Kipar, Architetto del paesaggio, fondatore e CEO di LAND Srl;  

LE RETI ENERGETICHE DEL FUTURO: DECARBONIZZAZIONE, DIGITALIZZAZIONE E ARMONIA CON IL TERRITORIO: Massimo Derchi, Chief Business Unit Asset Italia Snam SpA;

LE INFRASTRUTTURE AUTOSTRADALI: Fabrizio Palenzona,  Presidente Aiscat;

 INFRASTRUTTURE AEROPORTUALI E COMPATIBILITÀ AMBIENTALE: Bortolo Mainardi, Commissione nazionale Via-Vas, 2008-2020;

 REGOLE E RISORSE: Edoardo Bianchi,  Vice Presidente con delega alle opere pubbliche ANCE .

Foto:  Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

La legge sulla rigenerazione urbana – INSTAT informa – Il sen. Mirabelli illustra il contenuto del DDL al Senato

Maggio 24, 2021

Illustrata dal sen. Mirabelli in un  video-incontro del PD milanese
ENTRO L’ESTATE LA LEGGE SULLA RIGENERAZIONE URBANA

                                                                                  I N S T A T  informa

di Benito Sicchiero

La legge sulla rigenerazione urbana potrebbe essere approvata entro l’estate. L’ha annunciato Franco Mirabelli, Vicepresidente gruppo PD al Senato e relatore della legge nel corso di un video-incontro organizzato dal Dipartimento trasformazione urbana PD Milano Metropolitana. Il dibattito, coordinato dal Responsabile del Dipartimento Mario Oro, ha visto la partecipazione di Chiara Braga, Responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture Segreteria Nazionale PD; Arianna Censi, Vicesindaca Città Metropolitana di Milano; Alessandro Maggioni, Presidente Confcooperative Habitat; Silvia Roggiani, Segretaria PD Milano Metropolitana; Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale Legambiente.

Il testo unificato sulla rigenerazione urbana – ha spiegato Mirabelli – nasce dalla sintesi di più disegni di legge presentati da tutti i gruppi parlamentari e ha raccolto molti elementi da questi derivanti. È anche per questo che il testo in Commissione è stato assunto all’unanimità, con una sola astensione. 

La proposta cerca di dare una visione di lungo periodo sulla rigenerazione urbana e propone soluzioni che permettano la condivisione delle decisioni e delle scelte tra Stato, Regioni e Comuni fino a prevedere il dibattito pubblico. Non vi è rischio di intervenire in ambiti di competenza prettamente regionali né di sovrapporsi con disposizioni regionali esistenti. Il Ddl attribuisce alle Regioni un ruolo rilevante su ripartizione delle risorse, adozione di disposizioni per la rigenerazione urbana, definizione dei criteri per individuare gli ambiti su cui intervenire, specifici programmi per l’edilizia Residenziale Pubblica, individuazione di proprie risorse da destinare ai bandi. Le Regioni possono adottare, inoltre, specifiche disposizioni per incentivare la rigenerazione urbana.

Il Ddl vuole incentivare la rigenerazione grazie a ingenti risorse pubbliche,  un miliardo l’anno per venti anni,  gli incentivi di natura diversa (da esenzione IMU e Tari alla riduzione, da parte dei Comuni, dei canoni e tributi dovuti per l’occupazione di suolo pubblico, al Superbonus); inoltre, gli interventi di rigenerazione urbana diventano ambiti prioritari per l’attribuzione dei Fondi strutturali europei e sono pensati incentivi adeguati per indirizzare le risorse private su interventi di rigenerazione.

Si tratta di un sistema di incentivazione che non è destinato, né deve esserlo, a qualunque intervento edilizio in ambito urbano, ma esplicitamente a quegli interventi che servono a combattere il degrado, in tutte le sue forme: la rigenerazione urbana è strumento per i Comuni per migliorare le città, le loro periferie e la qualità di vita dei cittadini, oltre che per impedire, o quantomeno per contenere, il consumo di suolo.

Si è pensato ad un processo decisionale semplice e lineare, ispirato alla strategia di transizione ecologica, che preveda un ruolo forte delle Regioni e che riconosca ai Comuni la definizione degli interventi, dal generale al particolare, con adeguato sostegno pubblico e stimoli ai privati.

Altri interventi hanno posto in rilievo il fatto che il quadro guida nazionale ha quali principali obiettivi ricostruire la comunità e la coesione sociale, prevedendo che il post pandemia non porterà le città e i suoi abitanti alla vita di prima, con conseguenze sul mercato del lavoro e sulle modalità di lavorare (smartworking). La politica ha il compito non di subire tale trasformazione ma di governarla, attraverso una cabina di regia nazionale. Resta comunque il timore che la burocrazia complichi tutto.

Ma non solo. Il PNRR prevede massicci investimenti in infrastrutture (strade, ferrovie): bisognerà che l’impatto sul territorio e il paesaggio venga regolamentato e che non si ripeta il caso dell’autostrada Brebemi la quale ha generato uno sviluppo sconsiderato delle strutture logistiche.

La nuova legge aiuterà i territori più arretrati per ragioni storiche a recuperare il tempo perduto e i suoi benefici effetti si perpetueranno nei futuri governi.  

 Foto: Franco Mirabelli e Achille Colombo Clerici