Archive for the ‘Istituto Europa Asia’ category

Camera di Commercio Milano, Monza-Brianza, Lodi – 31° rapporto Milano Produttiva. Realtà e prospettive

luglio 12, 2021

Presentato il 31° rapporto Milano Produttiva. Realtà e prospettive
SVILUPPO LEGATO A DEMOGRAFIA E CONOSCENZA                                                   

Europasia informa

di Benito Sicchiero

Se l’oggi e il prossimo futuro dell’economia milanese e lombarda si presentano con buoni segni – dopo il 2020 estremamente difficile cresce il numero di imprese, il valore aggiunto 2021 supererà nettamente il 5% – incertezze  permangono sul futuro meno immediato. Si chiamano occupazione, sopravvivenza delle imprese, dinamiche dei consumi, mobilità, denatalità. Solo per citare: se ha stupito tutti che pure nell’anno orribile le imprese siano cresciute di numero, per non parlare del mini-boom in corso, quante di esse riusciranno a sopravvivere ai profondi mutamenti che Covid ha generato e accelerato?

Analisi e interrogativi sono stati la cornice alla presentazione del 31° Rapporto Milano Produttiva della Camera di Commercio Milano, Monza-Brianza, Lodi illustrato dal presidente Carlo Sangalli e dalla segretaria generale Elena Vasco. Giovanni Pons di La Repubblica ha moderato i lavori sul tema “Ripensare Milano oltre il 2020” cui sono intervenuti i docenti del Politecnico di Milano Stefano Ronchi (Giovani e Internazionalizzazione, driver per la ripresa) e Luca Tamini (Rigenerazione urbana e trasformazioni delle attività economiche).

Da Ronchi è venuto un forte richiamo alla necessità di contrastare l’involuzione demografica dalla quale dipende la sostenibilità dello sviluppo economico e sociale. Già oggi, con il 13% della popolazione da 0 a 14 anni e il 23,2% dai 65 anni ed oltre è impossibile, in prospettiva, sostenere tale sviluppo. E il fenomeno è destinato ad aggravarsi, se non si adotteranno subito politiche demografiche, nei decenni a venire.

Uno sviluppo legato d’altronde alla conoscenza, come sostiene uno studio del FMI, che ha visto  dopo il secondo dopoguerra la crescita economica dipendere dalla tecnologia, poi dalla globalizzazione. La funzione delle università diventa quindi fondamentale: accogliere studenti stranieri (nelle 13 università milanesi aumentati dell’83% dal 2008 al 2019), inviare nostri studenti all’estero, farli rientrare offrendo loro lavoro adeguato e adeguatamente retribuito. In questa terza fase che si apre Milano e la sua regione possono svolgere un ruolo trainante per l’intero Paese.

L’intervento di Tamini è stato focalizzato sul territorio. Il mutato contesto pone Milano davanti ad una scelta radicale: in estrema sintesi, diventare città-regione su modello delle metropoli mondiali, o città- quartieri, quella, per intenderci, dove in 15’ si possono raggiungere tutti i servizi pubblici e privati a piedi o in bicicletta. Ovviamente ciò comporta una strategia di politica urbanistica differente. Per restare nell’ambito commerciale, la grande distribuzione sembra avere già scelto: si chiudono o non si realizzano i megacentri e si moltiplicano i supermercati di prossimità (fino a 400 mq).

Sulla scelta bisogna fare in fretta.  Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quasi 5 miliardi, andrebbero investite prioritariamente nel potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali, come ad esempio la banda ultra larga, nel rilancio del turismo a livello internazionale e a favore dell’innovazione del sistema imprenditoriale. I tempi però sono molto stretti, perché il 70% dei fondi europei deve essere impegnato entro il 2022 e il restante 30% nell’anno successivo. Sarà questa certamente, la grande sfida della nuova amministrazione comunale per ripensare e rilanciare il futuro di Milano.

Osservatorio Metropolitano – CIA, ARCHXMI, AIM – Dibattito sul tema casa – In Italia occorrono 650.000 alloggi popolari

giugno 25, 2021

Osservatorio Metropolitano – CIA, ARCHXMI, AIM – ha concluso sul tema casa il ciclo di primavera

IN ITALIA OCCORRONO 650.000 ALLOGGI POPOLARI

EUROPASIA informa

Benito Sicchiero

La questione casa, a Milano e nel Paese, è stata messa un po’ in ombra in questi ultimi tempi causa pandemia e conseguente crisi economica, ma resta sempre di attualità, talvolta drammatica. Come è stato documentato dal webinar dell’Osservatorio Metropolitano (organizzatori Archxmi, Aim, Collegio Ingegneri e Architetti), patrocinato da Assoedilizia; ultimo appuntamento del ciclo primavera 2021.

Coordinati da Gianni Verga, i lavori hanno visto la partecipazione di Carlo Berizzi, presidente Aim; Anna Tagliaferri del Politecnico di Milano; Alessandro Maggioni, Confcooperative Habitat e l’intervento di Alberico Belgiojoso, Archxmi.

Presente il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.

E’ stata l’occasione per una valutazione olistica della questione casa a Milano, ma con riferimenti nazionali, di carenze della politica abitativa locale e nazionale, di suggerimenti per possibili soluzioni.

Nell’anticipazione del report “La casa (e una città) per tutti” di Aim non mancano le sorprese: la più rilevante è che, contraddicendo una vulgata di origine partitica, i 700.000 alloggi pubblici in Italia (ne occorrerebbero altri 650.000) sono occupati, per l’88%, da italiani meno abbienti, di cui il 38% monocomponenti e il 30% anziani. La metà vi risiede da più di 20 anni, a differenza di quanto avviene nell’Europa avanzata dove l’alloggio popolare è concepito quale luogo di transizione verso altre sistemazioni.

Negli anni ’90 è stato alienato il 20% del patrimonio pubblico con l’obiettivo di utilizzare il ricavato per ammodernare il patrimonio restante: è stato un fallimento. E’ soltanto 2,7% la percentuale degli affitti in edilizia sociale, la quasi totalità è lasciata al libero mercato.

Non va meglio, anzi, a Milano. Si è scesi dai 100.000 alloggi pubblici degli anni ’70 ai 64.000 del 2020 suddivisi tra proprietà comunale e regionale; la percentuale degli affitti dello stock abitativo complessivo (pubblico e privato) nel frattempo è passato dal 51% al 34%, rendendo più difficile avere un tetto sulla testa a chi la casa non può comprarla.

Iniziative comunali, come Abitare a Milano ed housing sociale hanno contribuito a rendere meno difficile la situazione: ma occorre ben altro. Occorre innanzitutto una visione che vada al di là delle scadenze delle elezioni amministrative (Gianni Verga è autore di una politica abitativa tipo Abitare a Milano attuata tre amministrazioni dopo); e agevolare iniziative come le Quattro Torri del quartiere Stadera.

Di che si tratta? Il quartiere venne realizzato negli anni ’20 con  criteri residenziali all’avanguardia per l’epoca (parliamo sempre di case popolari). In tempi più recenti parte del complesso, composto da monolocali, venne dichiarato inutilizzabile dalla proprietaria Aler in quanto nuove normative stabilivano una soglia minima di mq per alloggio. Due cooperative – Solidarnosc e Dare=Casa – stipularono con Aler una convenzione venticinquennale di gestione degli alloggi; alla scadenza, sarebbero stati restituiti ristrutturati. In questa maniera si sono ricavati alloggi bilocali e trilocali con affitti rispettivamente di 300 e 400 euro al mese. Formule analoghe potrebbero essere adottate per i circa 10.000 alloggi pubblici vuoti a fronte di oltre 25.000 domande.

Ma a Milano la questione casa va affrontata in maniera più complessiva. Innanzitutto bisogna evitare che prezzi troppo alti (spesso conseguenza di speculazione: per citare, i costi complessivi di un edificio nel semicentro-periferia sono 2.000€ al mq, vengono venduti anche a 5.000€ al mq) per cui la ‘popolazione normale’ è costretta a lasciare la città per i comuni limitrofi creando così squilibri sociali e territoriali. La Città Metropolitana si è dimostrata solo parzialmente in grado di gestire una sinergia tra capoluogo, dove affluiscono investimenti internazionali, e i comuni. Compito di Milano sarebbe anche quello di proporre modelli per il resto del Paese. Ma alla base della soluzione della questione casa resta la necessità di una politica abitativa dall’orizzonte almeno ventennale.

Osservatorio Metropolitano riprende in autunno con un nuovo ciclo i cui temi saranno: Intelligenza artificiale e la città; L’energia per la città; L’anima dei quartieri; Scuole, centri di comunità.

Osservatorio Smart City (Università Bocconi di Milano) – Infrastrutture: grandi prospettive ma anche grandi ostacoli

giugno 22, 2021

Workshop dell’Osservatorio Smart City (Università Bocconi di Milano)
INFRASTRUTTURE: GRANDI PROSPETTIVE MA ANCHE GRANDI OSTACOLI

Europasia Institute informa

di Benito Sicchiero

Infrastrutture, tallone d’Achille della modernizzazione dell’Italia. Mentre molte parti del Paese versano in condizioni critiche – solo per citare, dalle autostrade liguri a quelle siciliane, al dissesto idrogeologico, alle alluvioni con conseguenze drammatiche soprattutto nelle aree densamente popolate – non siamo in grado di porre un rimedio, nonostante le risorse a disposizione, a causa dell’inadeguatezza dello Stato e delle amministrazioni locali e della loro litigiosità, della burocrazia, dell’opposizione delle comunità locali. Sono state commissariate 29 – su 57 – grandi opere pubbliche per un importo di 83 miliardi di euro e sono 421 le opere incompiute, alcune da decenni, di cui 26 di interesse nazionale. Con l’arrivo delle risorse, sovvenzioni e prestiti, del Next Generation EU, che l’Italia dovrà impiegare entro il 2023 e spendere entro il 2026 soprattutto in grandi infrastrutture, porti, ferrovie, autostrade, come ce la caveremo?

E’ stato il tema del workshop organizzato dall’Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi di Milano (Assoedilizia è sponsor dell’Osservatorio) che, in particolare, ha posto l’accento sulla rigenerazione territoriale del paesaggio e di una rinnovata resilienza urbana della prossima città, accentuata dall’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per stabilire tutta una serie di priorità da cui partire. Relatori, studiosi della materia e testimoni multiattoriali di importanti enti e imprese che quotidianamente si confrontano con le complessità delle normative in tema di appalti pubblici.

Fino a mezzo secolo fa l’Italia primeggiava in Europa in due importanti comparti infrastrutturali, autostrade e centrali elettriche: oggi è agli ultimi posti tra i Paesi avanzati. Se nel 1995 le infrastrutture impegnavano il 2,6% del Pil, nel 2019 si è scesi al 2,2%. La loro carenza è causa non ultima dello spopolamento dei piccoli comuni. E infatti le infrastrutture trasportistiche, urbane ed extraurbane, assieme a quelle energetiche, sono i punti nodali dei futuri investimenti.

Gli ostacoli da superare non sono solo tecnici: se tutti vogliono avere efficienti servizi infrastrutturali, una gran parte si oppone a che vengano realizzati nel ‘cortile di casa’. Inoltre bisogna tenere conto dell’impatto sul paesaggio. Ancora. C’è la burocrazia opprimente, sei mesi, ad esempio, per una firma; e c’è l’impossibilità, soprattutto da parte dei Comuni più piccoli, di gestire le opere a causa della carenza di tecnici.

Tutto ciò nella cornice della transizione ecologica che punta sulle energie rinnovabili ma deve tener conto dell’industria legata al fossile, carbone e petrolio.

Comunque si fanno passi nella giusta direzione. Per citare, con una cabina di regia nazionale che fornisca le linee guida alle amministrazioni locali; e con una Soprintendenza nazionale che faccia lo stesso per la tutela del paesaggio la quale va conciliata con lo sviluppo. Una sfida per il nostro presente e per il futuro dei nostri figli. Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto (Thomas Jefferson, terzo presidente Usa).

Il prorettore della Bocconi Francesco Billari ha portato ai convenuti il saluto dell’ateneo. Il tema è stato illustrato dai coordinatori dell’Osservatorio Edoardo Croci e Giuseppe Franco Ferrari, che ha moderato i lavori e ne ha tratto le conclusioni.

Le relazioni:

INFRASTRUTTURE STRATEGICHE E PAESAGGIO: UNA SFIDA TRA ESIGENZE DEL PROGRESSO E TUTELA DEL TERRITORIO: Eugenio Madeo,  Vice-segretario generale Presidenza del Consiglio ;

INFRASTRUTTURE STRATEGICHE TRA SEMPLIFICAZIONI E GREEN ECONOMY: Mario Scino, Avvocatura dello Stato;

PROGRAMMAZIONE ED ATTUAZIONE DEGLI INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI NEI TRASPORTI: Luca Einaudi, Dirigente generale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica;

 LE INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI COME VOLANO PER LA RIPARTENZA: Aldo Isi, Amministratore Delegato e Direttore Generale Italferr SpA;  

LE INFRASTRUTTURE NELL’ESPERIENZA DELLA COMMISSIONE VIA:Guido Monteforte Specchi, Presidente Commissione Via-Vas, 2008-2020;   

MOBILITÀ AUTOSTRADALE: IL SISTEMA LOMBARDO: Gianantonio Arnoldi, Amministratore Delegato CAL SpA;  

PEDEMONTANA SI PUÒ ANCORA FARE FINANZA DI PROGETTO IN ITALIA?: Roberto Castelli, già ministro, Presidente Autostrada Pedemontana Lombarda SpA;  

LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE INFRASTRUTTURALI: CRITICITÀ E PROSPETTIVE: Armando Zambrano, Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri;  

LE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE AL SERVIZIO DEI NUOVI PAESAGGI PRODUTTIVI: Andreas Kipar, Architetto del paesaggio, fondatore e CEO di LAND Srl;  

LE RETI ENERGETICHE DEL FUTURO: DECARBONIZZAZIONE, DIGITALIZZAZIONE E ARMONIA CON IL TERRITORIO: Massimo Derchi, Chief Business Unit Asset Italia Snam SpA;

LE INFRASTRUTTURE AUTOSTRADALI: Fabrizio Palenzona,  Presidente Aiscat;

 INFRASTRUTTURE AEROPORTUALI E COMPATIBILITÀ AMBIENTALE: Bortolo Mainardi, Commissione nazionale Via-Vas, 2008-2020;

 REGOLE E RISORSE: Edoardo Bianchi,  Vice Presidente con delega alle opere pubbliche ANCE .

Foto:  Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

La legge sulla rigenerazione urbana – INSTAT informa – Il sen. Mirabelli illustra il contenuto del DDL al Senato

Maggio 24, 2021

Illustrata dal sen. Mirabelli in un  video-incontro del PD milanese
ENTRO L’ESTATE LA LEGGE SULLA RIGENERAZIONE URBANA

                                                                                  I N S T A T  informa

di Benito Sicchiero

La legge sulla rigenerazione urbana potrebbe essere approvata entro l’estate. L’ha annunciato Franco Mirabelli, Vicepresidente gruppo PD al Senato e relatore della legge nel corso di un video-incontro organizzato dal Dipartimento trasformazione urbana PD Milano Metropolitana. Il dibattito, coordinato dal Responsabile del Dipartimento Mario Oro, ha visto la partecipazione di Chiara Braga, Responsabile Transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture Segreteria Nazionale PD; Arianna Censi, Vicesindaca Città Metropolitana di Milano; Alessandro Maggioni, Presidente Confcooperative Habitat; Silvia Roggiani, Segretaria PD Milano Metropolitana; Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale Legambiente.

Il testo unificato sulla rigenerazione urbana – ha spiegato Mirabelli – nasce dalla sintesi di più disegni di legge presentati da tutti i gruppi parlamentari e ha raccolto molti elementi da questi derivanti. È anche per questo che il testo in Commissione è stato assunto all’unanimità, con una sola astensione. 

La proposta cerca di dare una visione di lungo periodo sulla rigenerazione urbana e propone soluzioni che permettano la condivisione delle decisioni e delle scelte tra Stato, Regioni e Comuni fino a prevedere il dibattito pubblico. Non vi è rischio di intervenire in ambiti di competenza prettamente regionali né di sovrapporsi con disposizioni regionali esistenti. Il Ddl attribuisce alle Regioni un ruolo rilevante su ripartizione delle risorse, adozione di disposizioni per la rigenerazione urbana, definizione dei criteri per individuare gli ambiti su cui intervenire, specifici programmi per l’edilizia Residenziale Pubblica, individuazione di proprie risorse da destinare ai bandi. Le Regioni possono adottare, inoltre, specifiche disposizioni per incentivare la rigenerazione urbana.

Il Ddl vuole incentivare la rigenerazione grazie a ingenti risorse pubbliche,  un miliardo l’anno per venti anni,  gli incentivi di natura diversa (da esenzione IMU e Tari alla riduzione, da parte dei Comuni, dei canoni e tributi dovuti per l’occupazione di suolo pubblico, al Superbonus); inoltre, gli interventi di rigenerazione urbana diventano ambiti prioritari per l’attribuzione dei Fondi strutturali europei e sono pensati incentivi adeguati per indirizzare le risorse private su interventi di rigenerazione.

Si tratta di un sistema di incentivazione che non è destinato, né deve esserlo, a qualunque intervento edilizio in ambito urbano, ma esplicitamente a quegli interventi che servono a combattere il degrado, in tutte le sue forme: la rigenerazione urbana è strumento per i Comuni per migliorare le città, le loro periferie e la qualità di vita dei cittadini, oltre che per impedire, o quantomeno per contenere, il consumo di suolo.

Si è pensato ad un processo decisionale semplice e lineare, ispirato alla strategia di transizione ecologica, che preveda un ruolo forte delle Regioni e che riconosca ai Comuni la definizione degli interventi, dal generale al particolare, con adeguato sostegno pubblico e stimoli ai privati.

Altri interventi hanno posto in rilievo il fatto che il quadro guida nazionale ha quali principali obiettivi ricostruire la comunità e la coesione sociale, prevedendo che il post pandemia non porterà le città e i suoi abitanti alla vita di prima, con conseguenze sul mercato del lavoro e sulle modalità di lavorare (smartworking). La politica ha il compito non di subire tale trasformazione ma di governarla, attraverso una cabina di regia nazionale. Resta comunque il timore che la burocrazia complichi tutto.

Ma non solo. Il PNRR prevede massicci investimenti in infrastrutture (strade, ferrovie): bisognerà che l’impatto sul territorio e il paesaggio venga regolamentato e che non si ripeta il caso dell’autostrada Brebemi la quale ha generato uno sviluppo sconsiderato delle strutture logistiche.

La nuova legge aiuterà i territori più arretrati per ragioni storiche a recuperare il tempo perduto e i suoi benefici effetti si perpetueranno nei futuri governi.  

 Foto: Franco Mirabelli e Achille Colombo Clerici

The Global Banking Forum “Banca e finanza tra sfide tecnologiche e opportunità di mercato” – EUROPASIA informa

Maggio 12, 2021

The Global Banking Forum “Banca e finanza tra sfide tecnologiche e opportunità di mercato”
EUROPASIA Informa

Prima edizione del “The Global Banking Forum”

CORSA AL RECUPERO DEL GAP CON IL MONDO BANCARIO INTERNAZIONALE

di Benito Sicchiero

Se la pandemia ha causato dolorose perdite umane ed ha inferto un colpo durissimo all’economia e alla qualità della vita, ha anche accelerato processi di modernizzazione prima impensabili: basti pensare al vaccino anti-Covid creato in meno di un anno invece dei 5 o 6 usualmente necessari, al rinato ruolo dello Stato che sembrava surclassato da multinazionali e globalizzazione, allo sviluppo della tecnologia, dalla telemedicina alle banche e al credito in generale. In Italia questo settore sta registrando un rapido cambiamento tanto che si può parlare di una corsa veloce per recuperare il gap con il mondo bancario internazionale. Opportuno sarebbe ora agevolare la transizione del risparmio italiano, che ha toccato un nuovo record, o almeno di una parte di esso, verso il sistema produttivo nazionale.  

E’ questo il messaggio di sostanziale ottimismo – che non deve trascurare la possibilità di ‘caduti sul campo’ e che necessita di efficaci regolamentazioni –  lanciato  dalla prima edizione del “The Global Banking Forum” con il titolo “Banca e finanza tra sfide tecnologiche e opportunità di mercato” organizzato da Eccellenze d’impresa, Prometeia, Associazione per lo sviluppo degli Studi di banca e borsa dell’Università Cattolica, con il patrocinio della Commissione Europea e di Borsa Italiana.  

Il cambiamento del mondo bancario e finanziario, cui le iniziative europee e la Banca d’Italia hanno offerto un notevole aiuto, è dovuto all’ampio uso della tecnologia digitale che da un lato ha offerto alla clientela nuovi servizi, dall’altro ha consentito al sistema di reggere meglio alla crisi pandemica riducendo i costi attraverso smart working, flessibilità di orario, aumentata efficienza. Un nuovo modo di fare banca. Occorre però che, a livello globale, si evitino eccessive concentrazioni del mercato del credito; una preparazione al ripetersi di eventi catastrofici quali la pandemia e un ruolo più attivo dei regolatori di fronte a fenomeni quali monete “aziendali” e alle diverse forme di bitcoin.

I cambiamenti climatici e ambientali, oltre alle conseguenze socio-economiche – basti considerare l’immigrazione – sono anche causa di rischi finanziari: la distruzione di un’azienda ha evidenti effetti. E nonostante gli impegni internazionali, è in aumento l’effetto ‘gas serra’. Inoltre, molti comparti industriali hanno a che fare con soggetti inquinatori. Anche se prospettive parlano di una riduzione dell’utilizzo dei combustibili fossili (82% del carbone, 49% del gas, 33% del petrolio) bisognerà gestire la transizione dell’industria che ancora li usa per evitare inevitabili conseguenze sociali e politiche. Un primo, importante passo, è di carattere culturale: convincere gli imprenditori ad abbandonare l’uso dell’energia inquinante a favore dell’energia pulita, ovviamente con una politica di incentivi.   

Nel mondo finanziario domina il modello anglosassone fatto di concentrazioni, cui si oppone un modello europeo più frammentato. Ma il modello anglosassone sta risentendo della diffusione della digitalizzazione; l’Europa però deve rinnovare il proprio sistema legale, antiquato e inefficiente, tanto da produrre nel Paese leader, la Germania, anomalie bancarie inaccettabili.

I lavori sono stati aperti da Enrico Sassoon Presidente, Eccellenze d’Impresa; Rony Hamaui Segretario generale, ASSBB e docente, Università Cattolica del Sacro Cuore; Massimo Gaudina Rappresentanza di Milano, Commissione europea; Angelo Tantazzi Presidente, Prometeia.

Sono seguite tre sessioni.

L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA BANCARIO IN ITALIA E NEL MONDO Verso nuovi modelli strategici e operativi

Nazzareno Gregori Presidente, ASSBB e Direttore Generale, Credito Emiliano (chairman); Giuseppe Lusignani Vicepresidente, Prometeia; Elena Lavezzi Head of Southern Europe, Revolut;  Patrizia Grieco Presidente, MPS; Davide Serra Amministratore delegato, Algebris Investments; Giovanni Sabatini Direttore generale, ABI; Giuliano Cicioni, KPMG.

 BANCHE E FINANZA NEL VORTICE DELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE Nuovi protagonisti, nuova organizzazione, nuovi sistemi di pagamento

Angelo Tantazzi Presidente, Prometeia (chairman); Elena Goitini Amministratore delegato, BNL BNP Paribas; Alessandra Losito Direttrice generale, Pictet Wealth Management Italia; Pietro Sella CEO, Sella Group; Roberto Nicastro Chairman, Aidexa; Ignazio Rocco CEO, Credimi; Ugo Cotroneo Managing Director & Partner, Boston Consulting Group.

LA CANALIZZAZIONE DEL RISPARMIO VERSO IL SISTEMA DELLE IMPRESE Oltre la crisi, quali strumenti finanziari per sostenere lo sviluppo

Ugo Loeser CEO, Arca Fondi SGR (chairman); Monica Mandelli Managing Director, KKR; Ugo Bassi Direttore Mercati finanziari, Commissione europea; Victor Massiah Past President, ASSBB; Giovanni Sandri Country Head for Italy, BlackRock; Giovanni Tamburi Presidente, Tamburi Investment Partners; Raffaele Jerusalmi Amministratore delegato, Borsa Italiana.  

Keynote speaker – Alessandra Perrazzelli Vicedirettrice generale, Banca d’Italia

Le conclusioni sono state di Luigi Consiglio, Presidente GEA s.p.a.

Foto:
Luigi Consiglio e Achille Colombo Clerici di Europasia

“Il Lavoro a Milano” dibattito dell’Associazione culturale DEMOS – EUROPASIA informa

Maggio 7, 2021

“Il Lavoro a Milano” dibattito dell’Associazione culturale Demos
EUROPASIA INFORMA

di Benito Sicchiero

Con un omaggio ai due più recenti caduti sul lavoro – Luana D’Orazio di Prato e Christian Martinelli di Busto Arsizio – si è aperto il webinar sul tema Lavoro a Milano organizzato dall’Associazione culturale Demos*. Autorevoli i relatori: in ordine di intervento, Tito Boeri, economista e accademico, già presidente INPS; Aldo Bonomi, sociologo e direttore del Consorzio Aaster; Massimo Ferlini, esperto di politiche sul lavoro, già presidente della Compagnia delle Opere. Coordinatore Paolo Petracca, presidente provinciale delle Acli di Milano.

E sono stati la sicurezza sul lavoro (27 i caduti da inizio anno in Lombardia) assieme alla ‘riscoperta’ della partecipazione (la cogestione della seconda metà del secolo scorso) i temi principali del dibattito, inquadrati da Petracca nella cornice della conseguenza della pandemia in termini di aumento della povertà, delle disuguaglianze, della disoccupazione (secondo la Cgil, nell’area metropolitana sono a rischio 400.000 posti di lavoro, previsti 40.000 disoccupati). Ciò rende necessari non solo sostegni a chi non ha reddito oppure un reddito insufficiente, ma anche accompagnare la formazione con il reinserimento nel mondo del lavoro. Perché, ha concluso Petracca, il lavoro è elemento identitario fortissimo: milanese è chi lavora a Milano.

Per Boeri l’Italia registra il triste primato di maggior numero di morti sul lavoro tra i Paesi occidentali industrializzati: a causa del gran numero di contratti temporanei che non consentono una adeguata preparazione alla sicurezza dei lavoratori e dell’assenza di controlli nelle fabbriche (l’Ispettorato del Lavoro è stato ulteriormente penalizzato in termini di personale).

Quali le prospettive di ripresa? La Lombardia, un tempo all’avanguardia nella politica sanitaria, ha rivelato una insospettata inefficienza, registrando il più alto alto numero di morti e di contagiati del Paese, con forti conseguenze sull’economia e sul tessuto sociale nel suo complesso. Se alcuni settori produttivi hanno contenuto le perdite (edilizia e manifatturiero) ed altri hanno addirittura registrato profitti, ristorazione, turismo, consumo al dettaglio, servizio alla persona, spettacolo – che oltretutto non possono adottare il lavoro a distanza – non si riprenderanno facilmente: nel 2020 in Lombardia si è registrata la perdita di 4.000 aziende, e con essa la perdita del capitale umano che ne faceva parte. E’ necessario, ha concluso Boeri, che il PNRR dedichi maggiori risorse alle piccole e medie realtà locali, invece si concentra sui grandi progetti infrastrutturali quali autostrade, ferrovie, porti. 

Bonomi non è stupito dal boom della povertà, perché il trend nasce ben prima del Covid-19 e l’accelerata era inevitabile. Ma è preoccupato che la risposta possa essere parziale e incapace di ricucire il Paese sfaldato dalla pandemia: green economy e svolta digitale sono fondamentali ma senza un Social Recovery non usciremo da questa grande crisi. Vanno riscritti in fretta il welfare e i meccanismi di inclusione sociale, abbiamo davanti dati terribili. Concorda con Boeri che l’opera di ricostruzione deve partire dal basso; e va riscoperta la cogestione olivettiana, a suo tempo sconfitta dallo scontro capitale-lavoro.

Ferlini. Rispetto ad altre crisi, la pandemia sta facendo pagare a Milano l’accelerazione delle disuguaglianze nel mondo del lavoro. C’era chi, già occupato ma con reddito insufficiente, arrotondava con altri lavoretti che ha perso; chi, con contratti a termine, ha perso tutto. Il welfare italiano lascia scoperte ampie fasce sociali, colpendo anche i livelli ‘alti’, i settori delle Fiere, del lancio di prodotti, delle sfilate e il loro indotto. Occorre che una sola agenzia, come avviene in altri Paesi, si occupi non solo della formazione ma anche di procurare un lavoro analogo al precedente. Sono poi da incentivare politiche sociali tali da mantenere il melting pot che ha caratterizzato la città (il 20% degli immigrati ha comprato casa); con edilizia popolare, case a riscatto, affitto politico. L’obiettivo di un nuovo welfare si può raggiungere con la collaborazione pubblico privato: altrimenti ci restano solo gli apertivi.

Conclude Petracca riassumendo: ripristinare la medicina sul territorio dopo trent’anni di abbandono; recuperare il capitale umano disperso dalla pandemia fornendo il lavoro dopo la formazione; ripartire dal concetto evangelico francescano.

*Associazione Culturale Demos per la cittadinanza attiva, la partecipazione popolare e lo sviluppo sostenibile. Attiva dal 2017, si pone l’obiettivo
di sviluppare la partecipazione della cittadinanza alla vita democratica della comunità.
L’adesione all’Associazione è libera e il suo funzionamento è basato sulla volontà democraticamente espressa dai Soci. Le cariche sociali sono elettive ed è assolutamente escluso ogni scopo di lucro
.

Foto: Tito Boeri con Achille Colombo Clerici presidente di EUROPASIA Istituto Europa Asia (foto d’archivio)

Convegno della Fondazione Dc (9-11 ottobre 2020) a Saint-Vincent

ottobre 1, 2020

Tra i partecipanti il presidente di Europa Asia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici

A Saint-Vincent il convegno della Fondazione Dc (9-11 ottobre 2020)

“A dispetto del Covid, e con le massime cautele organizzative, torna il convegno democristiano di Saint-Vincent. Dapprincipio era Carlo Donat Cattin a riunire la sua corrente Dc nella cittadina valdostana, poi l’evento fu ripristinato dalla Dc per le autonomie, da un anno abbiamo trasformato la Dc in una Fondazione e abbiamo deciso di ripristinare l’evento di Saint-Vincent dal 9 all’11 ottobre prossimo”. Lo annuncia – in un comunicato ANSA – Gianfranco Rotondi, presidente della Fondazione Dc, che patrocina l’evento con il quotidiano ‘La Discussione’ e il gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera.

Il tema sarà ‘Laudato sì: la politica cristiana dal bianco al verde’. A cinque anni dalla enciclica di papa Francesco, la fondazione Dc punta a esplorare la possibilità di un’alleanza per la Terra tra cattolici e laici.

Il convegno sarà aperto venerdì 9 ottobre alle 17 con il saluto del sindaco di Saint-Vincent e del presidente delle Regione Valle D’Aosta. Seguirà una tavola rotonda sul tema “‘Laudato sì’, cinque anni dopo: la cura del creato nuova frontiera dell’impegno politico dei cattolici”, a cui parteciperanno tra gli altri Paola Binetti, Angelo Bonelli, Achille Colombo Clerici, Biagio Maimone, Roberto La Galla, Ubaldo Livolsi e Giorgio Merlo.

Sabato 10 alle 11 si discuterà del tema “Cattolici ed ecologisti, è l’ora di un’alleanza per la Terra?” con, tra gli altri, Elena Bonetti, Michela Vittoria Brambilla, Loredana De Petris, Gian Luca Galletti, Jacopo Mele, Fabio Melilli, Graziano Musella, Alfonso Pecoraro Scanio, Stefania Prestigiacomo, Fabio Rampelli e concluderà il ministro Sergio Costa.

Alle 18 discuteranno di legge elettorale e riforme, tra gli altri, Annamaria Bernini, Vito Bonsignore, Marco Frittella, Riccardo Molinari, Gianluigi Paragone, Saverio Romano, Renato Schifani, Christian Solinas, Bruno Tabacci, Mario Tassone. Concluderà Renato Brunetta.

Nella giornata conclusiva di domenica si terrà un confronto tra Rocco Buttiglione, Lorenzo Cesa, Guido Crosetto, Paola De Micheli, Lorenzo Fioramonti, Alfonso Pecoraro Scanio, Ettore Rosato. Le conclusioni saranno affidate a Maria Stella Gelmini.

A fine mattinata – prevede il programma del convegno – gli interventi di Silvio Berlusconi e Giuseppe Conte.

Foto d’archivio

 

Bologna Fiere sbarca a Milano con All Around Work

settembre 21, 2020

Istituto Europa Asia Europasia informa

Con  All Around  Work alleanza Milano-Bologna nel settore fieristico

COLOMBO CLERICI: IL TURISMO INTERNAZIONALE PER RISPONDERE ALLA GRANDE SFIDA DELLA RIPRESA

“Lo  sviluppo di una città è dovuto alla sua apertura che si traduce in  contatti economici e culturali. Ben vengano, quindi, soprattutto dopo la chiusura dovuta alla pandemia, iniziative come All Around Work che nel settore fieristico riaprono la stagione con un segnale di grande importanza: la collaborazione tra Milano e Bologna, capoluoghi delle due regioni traenti l’economia del Paese, che registrano il più basso residuo fiscale italiano”.

Così Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’associazione Amici di Milano alla presentazione della manifestazione milanese che si terrà dal 6 all’8 ottobre presso lo spazio Megawatt Court, nel distretto Around Richard a Milano. E proseguendo: “Milano, dopo aver pagato un terribile prezzo in termini di vite umane e di blocco economico a Covid-19 si trova nella necessità di rispondere alla nuova, grande sfida: riprendere, assieme a città come Bologna, la centralità della ripartenza. Per questo – come ho recentemente sostenuto a The European House-Ambrosetti di Cernobbio – è indispensabile che, assieme ad ogni altra incentivazione, si avvii un progetto mirato di promozione del turismo internazionale di alto livello E’ il turismo, infatti, soprattutto quello internazionale, con tutta la sua filiera e tutto l’indotto, unitamente alla cultura, a fare l’immagine delle città italiane; ed a crearne l’appeal ai fini anche degli investimenti produttivi e commerciali. Il turista quindi non solo attiva l’economia locale – alberghi, ristoranti, shopping – ma diventa, al rientro nel proprio Paese, il migliore ambasciatore della qualità e della competitività della città della quale è stato ospite. E’ quindi in gioco la capacità dello Stato di approntare misure di sostegno per queste attività economiche primarie.”

Donato Loria, general manager Bologna Congressi, Marco Predari e Alfonso Femia, architetti e ideatori di All Around Work hanno illustrato l’evento organizzato da Events Factory, divisione del Gruppo BolognaFiere. Sono inoltre intervenuti Luca Bigliardi, architetto, fondatore e partner Principioattivo Architecture Group e Marialisa Santi, architetto e consigliere dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Milano.

Il debutto di questa prima edizione rappresenta un’importante testimonianza della volontà, da parte di tutta la struttura organizzativa di All Around Work, di sostenere la ripresa della città di Milano, cuore e punto di riferimento del design nel mondo. La manifestazione si inserirà, inoltre, temporalmente nel ciclo di eventi legati alla Milano Design City Week, che avrà luogo dal 28 settembre al 10 ottobre 2020.

All Around Work nasce con l’obiettivo di far conoscere da vicino l’evoluzione del mercato e rispondere alle esigenze di progettazione di nuovi modelli organizzativi per l’ufficio e il lavoro – individuale o condiviso – che favoriscano produttività, collaborazione, creatività e benessere.  La manifestazione si propone quindi come luogo di incontro fra domanda e offerta, collocandosi in modo puntuale nel contesto attuale dell’emergenza sanitaria, che ha portato a una forte accelerazione di un fenomeno, già in atto da tempo, legato alla trasformazione dei luoghi di lavoro.

Durante i tre giorni di manifestazione, che avrà come cuore pulsante un percorso espositivo di nuova generazione inserito in un concept architettonico unico e innovativo suddiviso in 5 aree tematiche ( architettura, ingegneria, general contract, arredo per ufficio, tecnologie) , si susseguirà un palinsesto ricco e autorevole di eventi, incontri, in presenza e in streaming, di assoluto valore per il mondo della progettazione e delle imprese dell’arredo, per gli sviluppatori e gestori immobiliari e per le aziende di servizi che si occupano di spazi per il lavoro.

Gli incontri, accreditati presso l’Ordine degli Architetti di Milano, vedranno la partecipazione di esperti del settore e opinion leader che racconteranno le migliori prassi, maturate anche in questo periodo di profondo cambiamento del mercato. Molti i temi che saranno proposti: nuovi layout e modelli di business, anche in risposta all’ibridazione dei luoghi di vita con gli spazi del lavoro, i criteri ambientali minimi e le novità in materia di gare pubbliche, gli investimenti nel settore immobiliare e i nuovi servizi del proptech, i cambiamenti dei comportamenti e dei processi delle organizzazioni alla prova della rivoluzione digitale e dell’evoluzione delle biotecnologie, come stanno evolvendo le tecnologie e i servizi per la condivisione delle informazioni, quali i nuovi parametri fisici per definire e  ottimizzare il comfort indoor, lo scenario internazionale dei migliori spazi, e dei servizi integrati, per lavorare e creare. Uno degli appuntamenti, inoltre, vedrà ospiti alcuni degli studi di progettazione più giovani che, in ambito italiano, hanno costruito recenti ed interessanti spazi per il lavoro. Non mancherà un incontro con alcuni dei nomi più noti della progettazione, del Real Estate e dei servizi, per ascoltare un punto di vista, tutto al femminile, sulle evoluzioni del settore.

Ad arricchire il programma degli eventi anche il concorso di industrial design patrocinato da ADI, Associazione Italiana per il Disegno Industriale e rivolto a progettisti, designer, architetti, ingegneri iscritti all’albo di riferimento, sia italiani che stranieri e studenti degli ultimi due anni di corso delle facoltà di Architettura, Ingegneria o scuole di Design.  Il concorso sarà presentato ad All Around Work, lunedì 6 ottobre 2020, alle ore 18.

Informazioni complete su programma, parcheggi e navetta sono disponibili all’interno del sito della manifestazione: www.allaroundwork.it

 

Photo gallery Assoedilizia – Forum Ambrosetti Cernobbio The European HouseHOUSE 2020

settembre 7, 2020

Il Premier Giuseppe Conte con Achille Colombo Clerici

Ministro Luigi di Maio con Achille Colombo Clerici

Senatore Matteo Salvini con Achille Colombo Clerici

La prof. Elsa Fornero con Achille Colombo Clerici

Referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, Cernobbio 2020 Repubblica intervista Colombo Clerici

settembre 7, 2020

ISTITUTO EUROPA ASIA EUROPASIA informa

 

Referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, Cernobbio 2020

COLOMBO CLERICI A REPUBBLICA: LA DEMOCRAZIA ESIGE UN ADEGUATO NUMERO DI DELEGATI

Nell’ambito del Forum Ambrosetti di Cernobbio The European House 2020, intervistato da Repubblica.it sul voto nel referendum riguardante la riduzione del numero dei parlamentari, Achille Colombo Clerici ha dichiarato: “Ragioni diverse militano a favore e contro ciascuna delle due tesi. In generale e prescindendo dalle identificazioni e dalle connotazioni politiche, Democrazia è partecipazione. E dunque l’ideale sarebbe che ogni cittadino potesse partecipare direttamente al governo della cosa pubblica. Non potendo ciò avvenire, i cittadini delegano propri rappresentanti. E’ intuitivo che, maggiore è il numero dei delegati e più alto è il livello di democrazia. Tant’è che, quando i delegati si riducono al numero di uno, siamo alla dittatura. E’ comunque sempre questione di equilibrio proporzionale tra il popolo e la parte rappresentativa. Perché, se questa è pletorica ed eccessiva, si cade nel difetto opposto: la parcellizzazione e la soggettivizzazione delle istanze di base e la confusione delle lingue, in un sistema che non riesce a portarle a sintesi. Soprattutto in momenti storici, come mi sembra l’attuale, in cui la politica è malata.

Comunque, l’attuale numero è stato fissato in un’epoca in cui la rappresentanza politica non si sostanziava in un sistema articolato e compiuto qual è l’attuale. Oggi, ad esempio c’ è anche il livello regionale, un tempo mancante.

Va detto in ogni caso che l’attuale numero dei Parlamentari italiani è appena sopra la media europea.