Archive for the ‘Istituto Europa Asia’ category

The European House Ambrosetti, Ricerca sul contributo del Gruppo Iren a Genova e in Liguria per la creazione di valore sul territorio – Presentazione a Genova – Europasia informa

gennaio 3, 2019

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Ricerca di The European House – Ambrosetti sul contributo del Gruppo Iren a Genova e in Liguria per la creazione di valore sul territorio

INVESTITI 293 MILIONI, 3000 POSTI DI LAVORO

In Liguria Iren negli ultimi 5 anni ha investito 293 milioni di euro e nel solo 2017 nel servizio idrico integrato sono stati circa 55,8 i milioni di euro investiti, creando un contributo occupazionale di oltre 3 mila posti di lavoro tra effetto diretto, indiretto e indotto.
Sono solo alcuni dei principali dati territoriali emersi dalla ricerca “Il contributo di Iren alla creazione di valore per i territori e nelle città” realizzata da The European House – Ambrosetti che, in collaborazione con Iren, ha organizzato l’incontro, a Villa del Principe in Genova, “Orientati al futuro. Strategie di sviluppo e valorizzazione dei territori” cui hanno partecipato, tra gli altri,
il Sindaco di Genova Marco Bucci,
Valerio De Molli Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti,
Paolo Peveraro e Massimiliano Bianco, rispettivamente Presidente e AD del Gruppo Iren.

Iren rappresenta una realtà industriale di primaria importanza a livello nazionale, posizionandosi – con un fatturato 2017 di 3.7 miliardi di euro – 25esima tra tutte le aziende del comparto industriale italiano, 6a nel proprio settore di riferimento e 3a tra i comparable, con un tasso di crescita dei ricavi del 9,3% tra il 2015 e il 2017 rispetto a una media dell’industria italiana dell’1,5%.

Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti, ha dichiarato “Siamo in un momento di grande trasformazione per i territori, che si ritrovano ad affrontare nuove sfide in diversi settori. In questo contesto, le multiutility possono rappresentare un attore chiave per il loro sviluppo, fungendo da catalizzatori per un cambiamento positivo. Il caso di Iren ci dimostra come questo sia possibile, coniugando un elevato contributo economico e sociale con un’attenzione per la sostenibilità ambientale e un sostegno al sistema dell’innovazione di grande rilevanza.”

Tra gli invitati il presidente di Assoedilizia e di Europasia Achille Colombo Clerici.

 

 

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Premio Excellent 2019 – Le decisioni della Giuria riunita al Principe di Savoia Milano – Europasia informa

gennaio 3, 2019

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“Il turismo alberghiero strategico per il Paese. Milano città accogliente e vitale”

PREMIO EXCELLENT 2019, LE SCELTE DELLA GIURIA

Sì è riunita a Milano, sotto la presidenza dell’onorevole Ombretta Fumagalli Carulli, la giuria incaricata di designare le personalità alle quali sarà assegnato il Premio Excellent 2019. Il riconoscimento, giunto alla XXIV edizione, è riservato a imprenditori e manager del turismo e dell’ospitalità, vero asset strategico dell’economia italiana, ma anche a personalità del mondo della politica, dell’economia, della cultura, dello sport e della solidarietà che si distinguono per il loro contributo alla valorizzazione e alla promozione del brand Italia nel mondo. La cerimonia di consegna avrà luogo a Milano, all’Hotel Principe di Savoia, lunedì 11 febbraio 2019.

“Il turismo alberghiero è strategico per il Paese – ha sottolineato la Presidente del Premio, Ombretta Fumagalli Carulli – per questo, ogni anno vogliamo dare un riconoscimento a personalità che operano nel turismo e nella società distinguendosi per il valore e l’eccellenza del proprio operato. Anche in questa edizione non mancheranno nomi illustri della politica e della società. Il premio andrà a tre personalità dal grande profilo umano e professionale, oltre che ai migliori operatori del turismo alberghiero”. Per ora c’è massimo riserbo sui nomi dei premiati, che verranno annunciati a fine gennaio. La giuria ha scelto personalità all’interno delle istituzioni parlamentari, del governo e del corpo consolare. Milano avrà un ruolo di primo piano nel Premio. “Milano è una città – ha concluso Fumagalli Carulli – a cui tutto il mondo guarda, per la vivacità, per la capacità di essere accogliente e di rinnovarsi. Milano ha, per esempio, il maggior numero di rappresentanti consolari in Italia, a testimonianza della sua vocazione al dialogo e alle relazioni internazionale”.

Per Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia “quello del turismo è l’unico settore che può progredire anche in tempi in cui crolla la produttività, perché il suo sviluppo non è in alcun modo legato ai limiti di capacità di assorbimento da parte del mercato, come avviene per i beni durevoli. Sicché il turismo sta dimostrando di rappresentare una fondamentale via di uscita per controbilanciare la stasi di altri settori. Una importante risorsa per il Paese che meriterebbe maggiore attenzione da parte di governanti ed operatori privati.”

Un premio speciale verrà assegnato ad esponenti della grande ristorazione alberghiera e non solo. Nella scorsa edizione il riconoscimento è andato, tra gli altri, a Lorenzo Giannuzzi, amministratore delegato e direttore del Forte Village, Sofia Vedani, amministratore delegato di Planetaria Hotels, Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia, Carlo Bonomi, Presidente Assolombarda, Sandro Neri, Direttore de il Giorno, Heinz Beck, Executive Chef del ristorante la Pergola di Roma.

La Commissione del Premio Excellent presieduta da Ombretta Fumagalli Carulli è composta da personalità  quali  Francesco Saverio Borrelli, magistrato emerito e raffinato musicologo; Mario Mancini, presidente Communication Agency; Claudia Buccellati CB marketing&consulting; Federico Falck, presidente Gruppo Falck; Clemente Mimun, direttore TG5; Pasquale Spinelli, primario emerito Istituto dei Tumori di Milano; Paolo Casella, ordinario di Diritto Commerciale, Università di Milano; Magda Antonioli Corigliano, direttrice del MET, Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi di Milano; Guglielmo Guidobono Cavalchini, delegato granpriorale per la Lombardia Sovrano Militare Ordine di Malta; Maria Pia d’Angella, Gruppo Crédit Agricole. Completano il panel gli hôtelier Paolo Biscioni e Jean Marc Droulers; Stefano Bonini, partner Trademark Italia. Della Giuria fa parte inoltre Ezio Indiani, General Manager dell’Hotel Principe di Savoia di Milano che ospita la serata di gala per la consegna dei Premi Excellent.

Foto:
Da sin. Pasquale Spinelli, Claudia Buccellati, Guglielmo Guidobono Cavalchini, Achille Colombo Clerici, Mario Mancini, Ombretta Fumagalli Carulli, Madga Antonioli Corigliano, Stefano Bonini, Ezio Indiani

 

 

 

 

 

“Logos” Convegno Internazionale su “Sovranità, Democrazia, Libertà” all’ Auditorium Gaber Regione Lombardia dic. 2018 – Europasia informa

dicembre 17, 2018

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Convegno di Logos a Milano su Sovranità, Democrazia, Libertà

NO A NAZIONALISMO E GLOBALISMO MA DIFESA DEI VALORI OCCIDENTALI

“Il XX secolo si è chiuso con la questione della libertà responsabile; il XXI secolo si apre con la questione della sovranità”. Così Giuseppe Valditara, direttore scientifico di Logos, dopo i saluti di Stefano Bruno Galli, assessore alla Cultura della Regione Lombardia, ha aperto i lavori del convegno internazionale svoltosi al Pirellone di Milano “Sovranità, Democrazia, Libertà”. Con lui esperti italiani e stranieri di mezzo mondo.  Un dibattito che, pur in una cornice “di parte”, ha avuto il merito di affrontare da un punto di vista scientifico un tema che percorre l’Italia, l’Europa, il mondo al di fuori degli stravolgimenti tipici della politica. Infatti i partecipanti (citiamo nei ruoli di moderatori il presidente Rai Marcello Foa e il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia Alessandro Galimberti; e di relatori il giudice della Corte Costituzionale Nicolò Zanon e Giampio Bracchi presidente emerito della Fondazione Politecnico di Milano) non fanno parte di un disegno politico, ma sono accomunati da una sensibilità al tema.

Valditara, docente di Diritto pubblico romano nell’Università di Torino e da qualche mese capo dipartimento per la formazione superiore e la ricerca del ministero dell’Istruzione, ha precisato che sarebbe sciocco chiudere alla globalizzazione ma è necessario gestirla nelle sue ricadute negative, il globalismo, in particolare per quanto riguarda la cancellazione di valori e di identità. Ad esempio, le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo prevalgono sulle sentenze dei magistrati italiani; così come lo strapotere delle grandi multinazionali condiziona pesantemente lo sviluppo economico di un Paese.

Quanto costa, ciò, alla manifestazione della volontà popolare attraverso il voto democratico? Fin dai tempi dell’antica Roma si sono combattute oligarchia e democrazia, ma oggi la famosa frase di Abramo Lincoln “governo del popolo, dal popolo, per il popolo” sembra avere perso validità.

Ciò non vuol dire – altra importante affermazione – fare la guerra all’Unione Europea: i piccoli Stati che la compongono sarebbero facile preda delle superpotenze, Usa e Cina. Ma vanno preservati valori e tradizioni nazionali.  Questo è patriottismo mentre la sua degenerazione, il nazionalismo, è volontà di dominio. E una forte identità nazionale è cosa opposta al razzismo. Bisogna quindi difendere i valori universali della civiltà occidentale che hanno dato democrazia e libertà ai popoli, patrimonio dell’umanità, ha concluso Valditara.

Sottolineata nel corso dei lavori l’importanza del rapporto tra giornalismo e democrazia soprattutto in un’epoca di inquinamento da social media, il costituzionalista Nicolò Zanon ha espresso forte perplessità sul ruolo “creativo” di certe sentenze della Suprema Corte obbligata talvolta a supplire ai silenzi  del legislatore. Dobbiamo sempre riferirci a quanto è scritto nella Costituzione che assegna ruoli precisi, e diversi, alle istituzioni che governano il Paese, ha detto. Un esempio riassuntivo, il caso del radicale Marco Cappato che ha aiutato il Dj Fabo al suicidio assistito: chiamata ad esprimersi, la Corte ha demandato al legislatore l’intervento. Non una soluzione pilatesca, ma di rispetto delle regole.

I relatori:

MARIO COMBA Prof. Diritto Pubblico Comparato Univ. Torino
GIAMPAOLO AZZONI Prof. Teoria Generale del Diritto Univ. Pavia
MICHAEL JOHANNES RAINER Prof. Comparative Civil Law / Preside Facoltà Giurisprudenza Univ. Salisburgo
PAUL COYER Research Professor Institute of World Politics Washington D.C. / Associate Prof. Ecole Spéciale Militaire de Saint-Cyr France
JANET REZNICEK Ricercatrice di Civil Law Univ. Salisburgo
PAULINA NEUDING Editor-in-chief di Kvartal, Stoccolma
MORDECHAI KEDAR Prof. of Arabic, Islam & Middle East Issues, Bar Ilan Univ. Tel Aviv
UMBERTO VINCENTI Prof. Diritto Romano Univ. Padova
RAIMONDO CUBEDDU Prof. Filosofia Politica Univ. Pisa
LUDOVICO MAZZAROLLI Prof. Diritto Costituzionale Univ. Udine
GABOR HAMZA Prof. Roman Law and Comparative Legal History Univ. Budapest
JOHN TASIOULAS Prof. of Politics, Philosophy and Law King’s College Londra
ALESSANDRO BERNASCONI Prof. Diritto Processuale Penale Univ. Brescia
GIAMPIO BRACCHI Pres. Emerito Fondazione Politecnico Milano
FRANCESCO MANFREDI Prof. Economia Aziendale e Pro Rettore Univ. Jean Monnet Bari
ALDO RUSTICHINI Prof. Economia Univ. Twin Cities Minnesota
HELEN THOMPSON Prof. Political Economy Univ. Cambridge
FRANCESCO CAVALLA Prof. Emerito Filosofia del Diritto Univ. Padova
FRANCISZEK LONGCHAMPS DE BERIER Prof. Roman Law Univ. Cracovia
NICOLO’ ZANON Prof. Diritto Costituzionale Univ. Milano / Giudice Corte Costituzionale
RICHARD EKINS Associate Prof. Faculty of Law Univ. Oxford / Director of Programme for the Foundations of Law and Constitutional Government Univ. Oxford / Head of Policy Exchange’s Judicial Power Project
FRANCISCO DE BORJA LOPEZ-JURADO Prof. Administrative Law Univ. Navarra
GUGLIELMO VERDIRAME Prof. International Law King’s College Londra
PAOLO BECCHI Prof. Filosofia del Diritto Univ. Genova
MARIA CAHILL Prof. Constitutional Law Univ. College Cork
DOUGLAS MURRAY scrittore.

I moderatori:

MARCELLO FOA, presidente Rai
PIETRO SENALDI direttore Libero Quotidiano
REBECCA LOWE Institute of Economic Affairs
JULIET SAMUEL The Telegraph
MARCO CREMONESI corrisp. Corriere della Sera
ALESSANDRO GALIMBERTI corrisp. Il Sole 24 Ore.  Pres. Ordine Giornalisti Regione Lombardia

Foto:
Marcello Foa, Nicolò Zanon, Achille Colombo Clerici, Giuseppe Valditara

Alessandro Galimberti con Achille Colombo Clerici pres. Europasia

 

 

“Rapporto 2018 sul mercato immobiliare della Lombardia” di Scenari Immobiliari e Casa.it – Milano Dicembre 2018 – Europasia informa

dicembre 17, 2018

Istituto Europa Asia
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Presentato il Rapporto 2018 sul mercato immobiliare della regione di Scenari Immobiliari e Casa.it

CASA, LA LOMBARDIA SI CONFERMA PRIMA IN ITALIA

Gode buona salute il mercato immobiliare in Lombardia, e lo stato dovrebbe essere positivo anche nel prossimo anno. Sulla nostra regione, soprattutto a Milano, continua ad appuntarsi l’attenzione degli investitori istituzionali, italiani e stranieri, sia pure meno consistente rispetto all’eccezionale 2017. Bene, ma solo fino a un certo punto: perché Milano ha una capacità territoriale limitata e corre il rischio di non riuscire a soddisfare la domanda. E’ necessario quindi coinvolgere, con una politica di incentivi e di promozione, anche le province che gravitano sul capoluogo (circa 7 milioni e mezzo di abitanti su un totale di 10 milioni dell’intera regione) ma non godono della medesima attrattività.

“La Lombardia – hanno detto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari e Luca Rossetto di Casa.it presentando il Rapporto 2018 – ha un numero di compravendite superiore a quello del Belgio e si avvicina a quello del Portogallo, confermandosi anche nel 2018 come un mercato a parte rispetto al resto del Paese, e rappresenta il primo mercato immobiliare d’Italia, concentrando il 22,8 % delle compravendite residenziali nazionali.”
Rispetto al 2017 la crescita delle transazioni nella regione ha vissuto un’ulteriore accelerata, incrementandosi del 13,8% (quasi cinque punti in più sul comunque positivo risultato nazionale del comparto residenziale).
Il numero di compravendite concluse in Lombardia dovrebbe attestarsi entro la fine dell’anno a 140 mila unità immobiliari, contro le 123 mila registrate nel 2017 in uno scenario nazionale di 610 mila transazioni (in crescita dell’8,9% rispetto all’anno precedente). Nel 2018 i prezzi medi di vendita sono tornati al 95,8 % del valore nominale registrato nel 2007, con una crescita dell’1,2% rispetto al 2017. In Italia, invece, in media le quotazioni hanno proseguito la discesa (pur mostrando un significativo rallentamento) perdendo lo 0,1% sull’anno precedente e fermandosi a quota 83,9% dei valori rilevati nel 2007.
Il 2019 in Italia si dovrebbe caratterizzare per un arresto del calo dei prezzi medi delle abitazioni, che rimarranno invariati rispetto al 2018, mentre in Lombardia è prevista una lieve accelerazione della crescita delle quotazioni, con un incremento nell’ordine dell’1,5%. E nel 2020 si dovrebbe arrivare a una crescita dei prezzi del 4,2%, assistendo al contempo anche a un primo ricarico dei prezzi a livello nazionale, attorno all’1% rispetto al 2018, pur rimanendo ancora stabilmente al di sotto dei valori pre-crisi.

A Milano la rinnovata qualità urbana, unita al consolidamento dei fondamentali economici della città, ha reso il capoluogo lombardo una delle mete più ambite come destinazione di studenti lavoratori, turisti, imprese e investimenti. A fine anno si prevedono 36 mila compravendite, per un incremento dell’8,4% sul 2017, con un fatturato di 10,6 miliardi di euro.
Tutti i capoluoghi di provincia registrano un segno positivo.
Nel panel di commento, moderato da Francesca Zirnstein di Scenari Immobiliari, interventi di Marco Daviddi – E&Y; Corrado de Francisco – Lendlease; Clemente Di Paola – Atlantica Real Estate; Marco Grumetti – Fiaip Lombardia; Luca Guffanti – Ance Lombardia; Guido A. Inzaghi – Belvedere, Inzaghi & Partners; William Maggio – Dovevivo; Antonio Mazza – Aareal Bank; Massimiliano Morrone – UnipolSai Investimenti Sgr; Roberto Nicosia – Colliers International.

Foto:
Mario Breglia con il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

 

Incontro AIM CIAM ARCHXMI In Assoedilizia Dic. 2018 – Osservatorio Metropolitano – “Conservazione del patrimonio storico e trasformazioni. Criteri e Motivazioni” – Europasia informa

dicembre 12, 2018

Istituto Europa Asia
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In Assoedilizia concluso il ciclo 2018 di incontri dell’Osservatorio Metropolitano organizzati dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e con l’Associazione Interessi Metropolitani

LE CITTA’ VISTE COME UN INSIEME, NON COME SINGOLI EDIFICI

Si è concluso con l’ormai tradizionale successo di partecipazione e di interesse il ciclo di incontri 2018 dell’Osservatorio Metropolitano ospitati da Assoedilizia presieduta da Achille Colombo Clerici. Ciclo che riprenderà nel 2019, come ha annunciato il presidente del Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Milano Gianni Verga che con il presidente dell’Associazione Architetti per Milano Alberico Belgiojoso e con il presidente dell’Associazione Interessi Metropolitani Carlo Berizzi ha coordinato gli incontri.

Lo stesso Belgiojoso ha ripercorso le tappe dell’Osservatorio durante le quali si sono discussi temi quali Città e Cittadinanza, Bellezza e Qualità Urbana, Piano di Governo del Territorio, Regolamento Edilizio – un riuscito mix di argomenti urbanistici, tecnici, sociali, culturali, finalizzati ad approfondire le diverse questioni che stanno alla base delle future proposte sullo sviluppo di Milano e della Città Metropolitana – prima di avviare il dibattito coordinato da Berizzi  su “Conservazione del patrimonio storico e trasformazioni. Criteri e Motivazioni”.

Con lui Libero Corrieri (già Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici) e Massimo De Adamich (consigliere delegato Comitato Tecnico Tecnologia e Innovazioni di Assimpredil Ance).

Belgiojoso: le città parlano, ciascuna con il proprio linguaggio. Vanno viste come un insieme – percorsi, quartieri, punti-monumento, sistemi urbanisti e culturali – e non come singoli edifici; e vanno viste con gli occhi degli abitanti, non degli operatori. Milano è una città geometrica, che si è espansa in cerchi concentrici, ogni fascia è un pezzo di storia, il centro, le circonvallazioni, le periferie, la cintura ferroviaria. Per citare, i Bastioni punteggiati di neoclassico, le aree dove fiorì l’industria, dove si concentra la cultura con le università, ogni pezzo della città abbisogna di una valutazione ad hoc con uno spirito non di fanatica conservazione ma attraverso una valutazione del patrimonio urbanistico decidendo cosa e come salvare. Sulla base delle scelte Milano, città in continua trasformazione, deciderà il proprio futuro.

Secondo Corrieri,  che si è avvalso di una nutrita ed emblematica documentazione visiva, Milano è piena di orrori urbanistici: dalle rovine della seconda guerra mondiale che ancora esistono in pieno centro (Cinque Vie) ai “mostri” di grandi edifici abbandonati o non completati di proprietà pubblica e privata (Inps, Telecom, San Petronio, Poste, Tiro a Segno, caserme, cascine, gasometri per citare) che potrebbero essere riutilizzati senza ricorrere a nuove costruzioni che mangiano il territorio. Lodata la legge del 1939 che consentiva allo Stato di cooperare con la proprietà privata privilegiando l’interesse pubblico a tutela del territorio e del Paesaggio, si è soffermato sull’aspetto del turismo a Milano: in crescita sì, ma che potrebbe trovare ulteriore e più razionale sviluppo se i suoi luoghi di attrazione venissero inseriti in percorsi ad hoc. Esempio, l’Ultima Cena. Una toccata e fuga di migliaia di turisti perché non inserita in un “percorso Leonardesco”.

La tecnologia per la ristrutturazione è stato l’argomento di De Adamich che ha illustrato alcuni interventi di recupero: dell’Acquario (bombardato nel 1943) che, pur avendo ripreso l’attività  nel 1963, ha visto realizzare dal 2003 al 2006 i lavori per offrire una struttura tecnologicamente avanzata e di recupero architettonico dell’edificio; della chiesa sconsacrata di San Carpoforo in Brera; del Padiglione d’arte contemporanea  di via Palestro; del complesso dell’Annunciata di Abbiategrasso.  Un tema, quello dei cantieri nell’arte, oggetto di un volume-ricerca di Assimpredil Ance ed altri per far conoscere al mondo la realtà di eccellenza dei cantieri di restauro milanesi.

Foto:
Alberico Barbiano di Belgiojoso con Achille Colombo Clerici

 

 

 

“La Smart City del futuro: il suo paesaggio indoor e outdoor” Incontro dibattito organizzato a Milano da V.I.V.A. Consulting&Management nella sede Azimut Capital Management sgr, corso Venezia 48 – Europasia informa

dicembre 10, 2018

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Incontro a Milano sul tema “La Smart City del futuro: il suo paesaggio indoor e outdoor”

PUNTO PRIMO, LA QUALITA’ DELLA VITA NELLE MEGALOPOLI

Le città coprono il 2% della superficie terrestre ma in esse vive oltre la metà della popolazione del globo che diventerà il 70% nel 2050, risultato di un incremento del fenomeno dell’emigrazione dalle zone rurali esploso con la globalizzazione. Perché le città – beninteso in rapporto ai differenti livelli dei Paesi nelle quali sorgono – sanno attrarre e trattenere il talento, guidare e gestire i cambiamenti tecnologici e hanno infrastrutture che contribuiscono a un’elevata qualità della vita. Le città sono in grado di garantire uno slancio positivo a lungo termine, le meglio equipaggiate per affrontare le sfide alle quali il futuro potrà sottoporle.

La città intelligente, o smart city per gli anglofili, diventa quindi una scelta obbligata per offrire a milioni di persone compresse in spazi limitati una qualità di vita accettabile, migliore di quella di oggi.

E’ il concetto emerso all’incontro-dibattito “La Smart City del futuro: il suo paesaggio indoor e outdoor” organizzato a Milano  da V.I.V.A. Consulting&Management nella sede Azimut Capital Management sgr, corso Venezia 48. Invitati selezionati, professionisti e operatori del settore, tra i quali il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici.

Gli interventi dei relatori
Alfonso Femia (architettura come ritmo e sequenza);
Aldo Bottini (edifici e sostenibilità circolare);
Marco Predari, presidente di Universal Selecta (gli arredi indoor: materiali e innovazione) – sono stati moderati da Ezio Rendina che inoltre ha presentato il libro “La Prossima Città”, a cura di Giuseppe Franco Ferrari, Mimesis 2017, del quale è stato coautore con il capitolo “Il Paesaggio Sonoro”.

Sono stati analizzati casi e soluzioni nei quali la progettazione innovativa svolge il ruolo essenziale, spaziando da soluzioni sostenibili ad arredi outdoor e indoor fino alla definizione del paesaggio nel senso più ampio del termine.

Parigi, per citare, vedrà unito il centro urbano all’Ile de France (una realtà simile a Milano e Lombardia) attraverso 200 chilometri di nuove linee metropolitane mettendo così in collegamento ogni agglomerato urbano, comprese le banlieue, di una regione con 12 milioni di abitanti che producono il 30% del prodotto interno lordo francese.  Un investimento complessivo, se si considerano anche alcune opere accessorie e la rivalutazione edilizia delle aree limitrofe operata però da soggetti privati, di 40 miliardi di euro. Fondi interamente pubblici. E uno zinzino di invidia da parte dei milanesi che attendono da trent’anni il collegamento di pochi chilometri con Monza.

Il Grand Paris Express mostra come il futuro delle città passi inevitabilmente dalle infrastrutture. Ma anche da audaci ristrutturazioni come quella che ha interessato lo storico edificio, opera di Vico Magistretti, realizzato alla fine degli anni Cinquanta in Corso Europa a Milano. Completamente svuotato e ricostruito all’interno, dotato di tutte le più moderne tecnologie ecosostenibili, è stato oggetto – nel rispetto delle normative che salvaguardano gli edifici storici – di un’audace realizzazione di ulteriori tre piani, interrati, con lo sfondamento e la ricostruzione delle fondamenta originarie. I piani superiori, tutti open space, hanno reso necessaria la realizzazione di “isole di privacy” ottenute con un sistema modulare, coperto da cinque brevetti,  fornito in kit, denominato Chakra: una “stanza” dalle pareti trasparenti ma perfettamente isolata può essere montata in una mattina. A conclusione, ingentilendo il tecnicismo dell’incontro, l’anteprima dell’esposizione di ritratti di animali di Marina Rigolone.

Foto:
Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

 

 

 

“Società e Magistratura nell’età repubblicana” Libro di Edmondo Bruti Liberati ed. Laterza – Presentazione al Palazzo di Giustizia Milano, Aula Magna – Europasia informa

dicembre 10, 2018

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Presentato con un convegno a Palazzo di Giustizia di Milano l’affascinante volume di Edmondo Bruti Liberati

MAGISTRATURA E SOCIETA’ NELL’ITALIA REPUBBLICANA

Altrochè magistratura rinchiusa in una torre d’avorio, avulsa dalla società sulla quale si erge: essa  non solo ne è l’espressione, ma, almeno dagli anni ’60, ne rappresenta la componente di punta  dell’Italia – nota al mondo per un certo lassismo nel rispetto di leggi e regole – che pungola ad affiancarsi ai Paesi più moderni e corretti.

E’ quanto abbiamo recepito al convegno “La giustizia in Italia. Il lungo viaggio nella democrazia” organizzato da ANM-Associazione Nazionale Magistrati e dall’Ordine degli Avvocati di Milano a Palazzo di Giustizia di Milano, nell’affollata Aula Magna testimone di molti importanti eventi, per la presentazione del libro di Edmondo Bruti Liberati “Magistratura e società nell’Italia repubblicana” (editore Laterza). I lavori sono stati introdotti da Marina Tavassi, presidente della Corte d’Appello di Milano e coordinati dal giornalista Gad Lerner. Interventi di Remo Danovi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati; di Francesco Minisci, presidente dell’ANM; di Virginio Rognoni, già più volte ministro e vicepresidente del CSM; di Giuliano Pisapia, avvocato e già sindaco di Milano.   Solo un cenno sull’autore, rispettando la sua scelta di non-protagonismo (nel libro si cita solo pochissime volte, quando indispensabile), già procuratore della Repubblica di Milano ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Per la cronaca, applausi ad alcune personalità presenti – tra cui  Teresa Pomodoro, prima donna in magistratura e Francesco Greco, procuratore capo di Milano – e ad un assente, Armando Spataro, procuratore capo di Torino oggetto di un recente attacco politico.

Nel libro Bruti Liberati si chiede: “La magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere»: così recita la Costituzione. E nei fatti?”. La risposta traccia un quadro ampio e non privo di ombre del difficile percorso di attuazione dei valori democratici nella magistratura e nella società. Dalla caduta del fascismo all’entrata in funzione della Corte Costituzionale e del Consiglio superiore della magistratura; dai difficili anni del terrorismo alla stagione di Mani pulite, per arrivare ai più recenti tentativi di riforma del sistema della giustizia.

Una vera e propria storia d’Italia dalla Liberazione ad oggi. Redatta senza nascondere le sue opinioni (Bruti Liberati è tra i leader di Magistratura democratica, la corrente progressista dei giudici e dei pm) da autentico cronista che non nasconde mai le opinioni altrui – come scrive Corrado  Stajano sul Corriere della Sera  – è un lavoro  frutto di una documentazione rigorosa e di grande peso: atti, libri, giornali, convegni, tornate parlamentari, discussioni politiche, polemiche che si sono via via accumulati nel suo archivio. Essenziale, naturalmente, la sua testimonianza. A far da sfondo c’è sempre la società nazionale, l’opinione pubblica più o meno attenta ai problemi che la riguardano.

Parte, Bruti Liberati, dalla constatazione che la Repubblica nasce malata dalla contiguità con il fascismo che ha visto all’inaugurazione dell’anno giudiziario del 1940  a Palazzo Venezia i magistrati che indossavano l’orbace del partito fascista; gli stessi che, a Liberazione avvenuta, resteranno al loro posto assurgendo ai più alti incarichi nominati dai presidenti della Repubblica Gronchi e Saragat. Aggiungiamo che tale contiguità faceva comodo alle potenze vincitrici in omaggio a considerazioni geopolitiche (l’Unione Sovietica premeva ad est). Ma non mancarono pochi coraggiosi, coloro che, con sacrificio, incuranti dei rischi, si schierarono dalla parte dell’antifascismo e della Resistenza; tra gli altri Luigi Bianchi d’Espinosa, i fratelli Alessandro e Carlo Galante Garrone, Giorgio Agosti, Domenico Peretti Griva.

La nascita della magistratura come la intendiamo oggi, “ordine autonomo e indipendente”, opposta ad un rapporto organico con il potere politico, fu una gestione lunga e travagliata, complici troppi silenzi e passività.  Dal dominio pressocchè assoluto della Corte di Cassazione si arrivò solo a metà degli anni ’60 alle sentenze della Corte Costituzionale che impressero, dopo la dichiarazione di illegittimità delle leggi fasciste, la svolta democratica. Quindi l’arrivo delle donne in magistratura (ora sono la maggioranza), il XII Congresso dell’ANM nel quale si stabilì: “Il giudice deve essere consapevole della portata politico-costituzionale della propria funzione di garanzia, così da assicurare, pur negli invalicabili confini della sua subordinazione alla legge, un’applicazione della norma conforme alle finalità fondamentali volute dalla Costituzione”.

Ma ancora negli anni Settanta, che oggi vengono definiti “gli anni di piombo” (e delle bombe, aggiungiamo, di provenienza opposta) l’alta magistratura condiziona pesantemente l’operato di chi lavora sul campo delle indagini: il processo sulla strage di Piazza Fontana finì a Catanzaro per decisione della Cassazione, la procura di Roma diventò il “porto delle nebbie” dove si eclissarono alcune tra le più importanti inchieste. E ancora i casi schedatura dei 300.000 operai della Fiat, golpe Borghese, Rosa dei venti,  terrorismo,  P2  (che coinvolse il vicepresidente del Csm Ugo Zilletti, ministri, generali capi dei servizi segreti, direttori di giornali; e  Sindona, gli assassini  di Moro, dell’avvocato Giorgio Ambrosoli,  del generale Carlo Alberto dalla Chiesa). Sono anni sul filo della legge quelli in cui il terrorismo e la mafia uccisero un’impressionante numero di magistrati. La politica non aiuta: Craxi odia i giudici, Berlusconi, attento soprattutto, nei suoi governi, alle leggi ad personam, li definisce “matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana. Se fai quel mestiere devi essere affetto da turbe psichiche”; e il presidente del Senato Marcello Pera propone rivoluzioni del sistema giudiziario più volte bocciate dal presidente della Repubblica Ciampi.

Su Mani Pulite, che politici della stessa area hanno definito “rapina a toga armata”, riconosciuti i grandi meriti del procuratore Saverio Borrelli  che ha coordinato lo straordinario pool di magistrati , Bruti Liberati scrive: “A un quarto di secolo non sono utili celebrazioni, ma analisi. Vi furono, certo, taluni eccessi (in particolare nell’uso della custodia cautelare in carcere), errori, protagonismi, vi furono dolorose e tragiche vicende personali. Ma la storia di Mani pulite non è una storia di eccessi e di errori; è, al contrario, la storia del doveroso intervento repressivo penale di fronte ad un vero e proprio sistema di corruzione, ad una devastazione della legalità”. Dietro questo libro c’è la storia del Paese, senza la quale non c’è futuro.

Dagli interventi dei relatori sono emerse interessanti considerazioni, alcune delle quali già inserite nella recensione del libro: le  correnti della magistratura, da alcuni auspicate, costituiscono una ricchezza di pluralismo e di democrazia e mai influiscono sulla garanzia di imparzialità del magistrato; la separazione delle carriere può essere il primo passo, non certo auspicabile, per un nuovo ruolo del pubblico ministero; la collaborazione tra magistrati e avvocati ha portato ad importanti innovazioni quali il giudice unico, il giudice di pace, la depenalizzazione dei reati minori che ingolfavano la macchina giudiziaria, le sanzioni domiciliari.

Ma passi indietro quali le leggi sul falso in bilancio, sulle prescrizioni, sulle rogatorie, per citare, ricordano come la “legge giusta” non sia un bene acquisito per sempre. E che la magistratura non può continuamente essere chiamata a supplire alla politica.

Foto:
Edmondo Bruti Liberati con Achille Colombo Clerici