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“Manifesto per il decoro e l’ordine della città e nella città” – Convegno Assoedilizia sul tema “Graffiti a Milano”

aprile 1, 2022

Un manifesto rivolto a istituzioni e cittadini per un impegno comune a tutela del decoro e della vita ordinata della città e nella città: è la proposta scaturita a conclusione del Convegno “Graffiti a Milano tra vandalismo e Street Art” organizzato da Assoedilizia con il Coordinamento Comitati Milanesi

COLOMBO CLERICI: NEPPURE UN PICASSO POTREBBE PRETENDERE DI DIPINGERE SUI MURI PRIVATI SENZA IL CONSENSO DEI PROPRIETARI 

di Benito Sicchiero 

Nella Sala Convegni di Assoedilizia di Milano riuniti per la prima volta tutti gli attori – dai cittadini al Comune, dagli esperti alla magistratura, dai politici alle forze dell’ordine – per analizzare un fenomeno riassunto nel titolo “Graffiti a Milano. Tra vandalismo (reato soglia) e Street Art”; fenomeno che dopo un calo di intensità ha ripreso vigore.  Al termine è scaturita la proposta, accolta con grande interesse dagli esponenti dei diversi campi di forza presenti in sala, di presentare prossimamente alla città un manifesto di principi, proposte, idee, per chiamare a raccolta istituzioni e cittadini su un impegno comune sociale e civico volto a presidiare il decoro e la vita ordinata della città e nella città.

Da decenni Assoedilizia analizza e combatte il fenomeno nelle sue manifestazioni più deleterie, come ha ricordato il suo presidente Achille Colombo Clerici: “Da oltre 40 anni, tra i primi ad occuparsene in Italia, Assoedilizia è protagonista a Milano e nel paese del dibattito sui cosiddetti ‘graffiti’. Ma il termine è fuorviante, perché nobilita una quantità di sgorbi che imbrattano la nostra città e altro non sono che atti vandalici riprovevoli e condannabili. Aveva ragione l’allora sindaco di Milano Letizia Moratti quando affermava che, prima di decidere se si tratti di arte o non arte, occorre vedere se si tratti di atti leciti o meno. Infatti, arte o non arte, nel nostro ordinamento nessun Picasso potrebbe pretendere di ‘abbellire’ i muri dei palazzi, senza il consenso dei proprietari. E addirittura nessun proprietario potrebbe chiamare un Basquiat a dipingere le proprie facciate senza l’autorizzazione del Comune.

Le norme del regolamento edilizio, allora come ora, erano severe al proposito: figuriamoci che per il colore delle facciate si discuteva talvolta per mesi in Commissione edilizia. E’ questione di decoro pubblico.

Dall’inizio del fenomeno ad oggi ne abbiamo sentite, ma soprattutto viste di tutti i colori.

Giravano gli slogan della cultura autonoma giovanile hip hop, nata negli Stati Uniti d’America alla fine degli anni ’80 (come ci ricorda nella sua tesi di laurea Beatrice Sicchiero) che nella musica (rap) e nella danza (break) aveva le altre fondamentali manifestazioni.

‘Un sabato sera è fatto per far baldoria e la vita per essere celebrata, un muro è fatto per esser disegnato’ diceva Keith Haring pittore e writer statunitense morto giovanissimo, a 42 anni a New York.

‘Muri bianchi, popolo muto!’  gli faceva eco Star Walls, il collettivo di appassionati lettori dei muri delle città.

A Milano c’erano gli irriducibili. Specialmente i cosiddetti ‘maestri’ come Bros (Nicolosi) i quali sostenevano che ogni muro fosse da considerarsi libero. Contro alcuni di questi la Procura avrebbe proceduto con condanne penali e risarcimenti ai danneggiati.

Il dibattito socio/politico/culturale infuriava sui media.

Sono forme di aspirazione all’arte; sono espressioni del disagio dei giovani, lasciamoli sfogare. Non dimentichiamo il benaltrismo del ‘con tutti i problemi che ci sono ci perdiamo in questi problemucci.’ Oppure, troviamo dei muri per loro; ad evitare che la strada del vandalismo possa esser considerata la scorciatoia per diventare Jorit.

E’ la vox populi – diceva Cesare Lanza – e bene farebbero la Casta, l’élite, la classe dirigente a guardare, riflettere, intervenire.

Nel frattempo Milano diventava la Città meta degli imbrattatori di tutto il mondo. Gli hooligans, i vandali imperversavano. Venendo dalla Spagna, dall’Olanda, da tutta l’Europa e da oltreoceano. Erano migliaia, organizzati in bande (crew), collegati in una rete mondiale con giornali, radio, siti; per un certo periodo si tenne anche un loro congresso annuale in un hotel cittadino.

Ma il fenomeno non si limitava a questo. Oltre i muri si imbrattavano, anzi si sfregiavano le vetrine, le vetture della Metropolitana, delle ferrovie. Il vandalismo dilagava. Arrivarono pure le bombolette spray selvagge durante i cortei del 25 Aprile e del Primo maggio, che lasciavano dietro di sé vere e proprie devastazioni, talvolta con lanci di ‘uova’ alla vernice.  Il fenomeno si allargò dalla città capoluogo alle province della Lombardia. 

Come mai – si chiedeva Alberto Arbasino in un articolo pubblicato su Repubblica nel 1997 – proprio Milano ha tanti milioni di metri quadri di muri pubblici e privati sistematicamente deturpati dagli spray degli zombi con danni economici gravi per tutta la collettività, ma anche con evidenti spese vive per acquistare le bombolette, invece di devolvere le somme alla solidarietà progressista, all’ospitalità nella protesta, all’accoglienza in ambienti non degradati ma appunto ospitali?

Assoedilizia provò a stimare i danni dei graffiti in tutta la regione: ammontavano a ben 305 milioni di euro. In testa alla poco invidiabile classifica, come previsto, la città di Milano, non a torto considerata la capitale d’Italia dei graffiti. Circa 24mila gli edifici imbrattati su un totale di oltre 55mila, con danni per 100 milioni di euro. Nelle altre province danni più limitati, ma comunque costosi.

Nel 2008 era arrivata la Commissione per l’assegnazione di Expo e la Città aveva fatto uno sforzo, già iniziato peraltro anni prima con il sindaco Gabriele Albertini, per ripulirsi il volto, ma senza grandi risultati. Questo trend si protrasse con le giunte Moratti e Pisapia.

 Il Comune e la procura nel 2012 si irrigidirono e cominciò a vedersi qualche risultato (procuratore incaricato era Elio Ramondini, con il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati). 

Passò il tempo e tutto si diluì. Il fenomeno sembrava essersi affievolito, ma rimase latente e grave. Tanto da far pensare ad una sconfitta di ogni tentativo di venirne a capo. Anzi, da qualche tempo assistiamo ad una sua recrudescenza. Oggi, forti delle passate esperienze, non possiamo restare con le mani in mano, come nell’apologo della rana bollita, citato l’altro giorno da Schiavisul Corriere della Sera. 

L’odierno convegno non deve dunque ridursi ad essere un momento di mere analisi o di riflessioni, ma deve porsi come momento propositivo di un’azione decisa di interventi per affrontare questo problema che da oltre mezzo secolo affligge Milano”

Giangiacomo Schiavi del “Corriere della Sera”, moderatore dei lavori, ha ripreso la celebre battuta del sindaco newyorkese Giuliani “importata” dall’allora sindaco di Milano Albertini: la finestra rotta di un edificio attirerà altri sassi, ovvero: un muro imbrattato è il richiamo di altri imbrattatori. Ma, aggiungiamo, già con il primo cittadino Formentini Assoedilizia organizzò il “graffiti tour” portando i vertici del Comune, giornalisti, graffitari su un pullman in giro per la città per confrontare le rispettive posizioni. Città che rispose alla devastazione dei contestatori No Expo vedendo scendere in strada i cittadini – armati di stracci e ramazze – prima ancora delle istituzioni, ripulendo e aggiustando le conseguenze del raid, esempio in Italia.    

Spirito che è stato ereditato da Fabiola Minoletti, vicepresidente del Coordinamento Comitati Milanesi e battagliera fondatrice di un Gruppo di pulizia civica per contrastare il graffitismo vandalico: “Oltre ai danni economici, ci sono danni ecologici – i prodotti per cancellare le scritte inquinano, così come le bombolette spray – e sociali. Infatti un ambiente degradato ingenera insicurezza” ha esordito

Che fare? Minoletti suggerisce un vero e proprio “manifesto operativo”. “Il fenomeno sta peggiorando, lo confermano le nuove metodologie di vandalismo che vanno dall’incisione di vetri e metalli all’utilizzo di acidi aggiunti ai colori. E’ necessario intervenire subito a ripulire ogni imbrattamento anche se si sa che i vandali si ripresenteranno. Il loro scopo è mantenere visibili le loro ‘opere’ (tag). Se esse restano visibili solo per poche ore, andranno a colpire altrove”.

E ancora. La diffusione sui social agevola la costituzione di  “bande” (crew) interregionali e addirittura internazionali: “Il graffitismo vandalico” non è un reato minore,  ma alimenta una cultura dell’illecito che genera reati più gravi.  La proposta: attivare gli amministratori condominiali; semplificare le procedure per ripulire; istituire una banca dati nazionale degli imbrattatori; aumentare le multe, oggi ridicolmente basse rispetto ad altri Paesi. Il che trasforma l’Italia, e soprattutto Milano, nella Mecca del graffitismo internazionale.

Per contrastare il graffitismo vandalico, con la giunta Pisapia è stato istituto un pool composto da un nucleo speciale di polizia urbana affiancato dalle altre forze dell’ordine e da funzionari comunali, coordinato dal sostituto Procuratore della Repubblica Elio Ramondini. Lusinghieri i risultati: operando anche con collegamenti internazionali, si sono individuati 350 casi di imbrattamento con oltre 500 soggetti coinvolti. Ma più interessanti ancora i risultati ottenuti da un punto di vista sociale. Agli autori del reato era stata proposta, in luogo di condanne penali o multe, l’alternativa ai servizi sociali, ripulendo – da esperti nel campo – quanto sporcato o intervenendo in altre attività. Ciò spesso ha portato i “rei” alla riscoperta di valori quali la solidarietà e il rispetto delle norme.    

Ma non sempre le istituzioni hanno risposto alle attese. Ne è testimone il già senatore e assessore provinciale Giuseppe Valditara, coordinatore di Lettera 150 autore assieme a Colombo Clerici di una proposta di legge per vietare la vendita di bombolette spray ai minori: la proposta non passò per l’opposizione di uno schieramento trasversale tra i partiti. Valditara ha comunque voluto ricordare che alla base di graffitismo selvaggio c’è l’attacco a tre valori: della proprietà privata; del decoro; dell’ordine.

Altri qualificati interventi hanno riguardato la parte nobile del graffitismo nota con il nome di “street art”. Un esponente per tutti: Jean-Michel Basquiat, writer e pittore americano, che ha portato questo movimento dalla strada alle gallerie d’arte. Ne hanno parlato anche esibendo numerose foto,  Marina Pugliese, direttrice Mudec e Arte Pubblica del Comune di Milano; Alessandro Barbiano di Belgiojoso, fotografo, con una rassegna di opere in città di diversi continenti, partendo da graffiti di 13.000 anni fa scoperti nell’America del Sud; Luciano Galimberti, presidente di ADI- Associazione per il Disegno Industriali, il più grande museo europeo del settore; Sissa Caccia Dominioni, storica dell’arte e vicepresidente della Fondazione Ambrosianeum. Per concludere con Maria Rosa Sala, direttore dell’area Avvocatura del Comune di Milano e Marco Luciani, coordinatore antigraffiti della Polizia Locale.       

Foto
La sala del convegno

Il tavolo con alcuni relatori: Alessandro Galimberti, Elio Ramondini, Fabiola Minoletti, Achille Colombo Clerici, Giangiacomo Schiavi, Sissa Caccia Dominioni

Marco Luciani, Elio Ramondini, Alessandro Galimberti, Achille Colombo Clerici, Sissa Caccia Dominioni, Fabiola Minoletti

Achille Colombo Clerici, Giangiacomo Schiavi, Sissa Caccia Dominioni

Riprende il ciclo di incontri OSSERVATORIO METROPOLITANO

marzo 17, 2022

Marzo/giugno 2022
AIM Osservatorio Metropolitano
Calendario dei nuovi incontri

Riprende il ciclo di incontri in webinar

Dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana
Primo ciclo di incontri edizione 2022 “Visioni e proposte”

1. Trasformatori/osservatori/ricercatori            
Martedì 29 marzo 2022 ore 18
Coordinatore: Gianni Verga
Relatori:Valeria Fedeli, Marco Marcatili,Silvia Rovere, Francesca Zirnstein

2. I fruitori
Martedì 28 aprile 2022 ore 18
Coordinatore: Carlo Berizzi
Relatori: Silvio Anderloni, Marco Magnifico, Filippo Petrolati*, Enrico Maria Tacchi

3. I regolatori
Martedì 24 maggio 2022 ore 18
Coordinatore: Clara Rognoni
Relatori: Federico Aldini, Stefano Cetti, Davide Luraschi

4. Il giudizio
Martedì 21 giugno 2022 ore 18
Coordinatore: Alberico Belgiojoso
Relatori: Maurizio Cabras, Raffaele Cattaneo, Achille Colombo Clerici, Paolo Mistrangelo, Giancarlo Tancredi

* in attesa di conferma

Gli incontri si terranno sulla piattaforma online BigMarker

    AIM – Associazione Interessi Metropolitani con il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano e l’associazione Architetti per Milano propone nuovi incontri per il ciclo “Osservatorio Metropolitano” che, con il coinvolgimento di relatori esperti, approfondisce questioni e proposte sullo sviluppo della città metropolitana di Milano.   A partire da martedì 29 marzo 2022 alle ore 18:00 inizierà infatti il nuovo ciclo “Visioni e proposte”.   La modalità di partecipazione agli incontri è online e iscrivendovi riceverete un link per poter accedere agli incontri.   La partecipazione agli incontri è gratuita fino al raggiungimento del numero massimo consentito di utenti connessi.   Sono stati richiesti cfp all’Ordine degli Architetti. Per la partecipazione ai 4 incontri verranno riconosciuti 6 cfp agli ingegneri.   Per informazioni scrivere a formazione@ciam1563.it      ISCRIVITI   IL PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

Tigullio – Sosteniamo la candidatura di Tigullio capitale italiana della Cultura – Post di Achille Colombo Clerici

marzo 2, 2022

#Tigullio sosteniamo la candidatura di #TigullioCapitaleItalianadellaCultura2024 – E’ tra le dieci località finaliste – Siamo al rush finale, domani l’audizione – #AmicidelTigullio @AmicidelTigullio #EnteCasedelGenovesatodelLevante

Translated from Italian

#Tigullio we support the candidacy of #TigullioCapitaleItalianadellaCultura2024 – It is among the ten finalist locations – We are at the final rush, tomorrow the audition – #AmicidelTigullio @AmicidelTigullio

Riceviamo e pubblichiamo: voto al Premio Mormone – Società dei concerti

marzo 2, 2022

Cari Amici della Fondazione La Società dei Concerti,

ci permettiamo di inviarVi questa mail per ricordarVi che il 21 marzo p.v. scade la prima fase del Concorso Art Bonus 2021 e il nostro progetto del Premio Internazionale Antonio Mormone è stato scelto per partecipare. Ogni cittadino può votare il suo progetto preferito e noi ci auguriamo che il PIAM, che si è concluso lo scorso 11 luglio 2021 al Teatro alla Scala decretando vincitrice la giovane pianista Ying Li, sia il vostro.

Il Premio consiste in un riconoscimento simbolico rappresentato da una targa di ringraziamento che viene consegnata il 15 aprile all’ente beneficiario e ai mecenati con una cerimonia pubblica in presenza di alti rappresentanti del Ministero della Cultura. Per tutti noi che abbiamo lavorato con passione e contro ogni ostacolo al Premio Internazionale dedicato a Antonio Mormone sarebbe un ulteriore riconoscimento che pone le basi per lavorare con rinnovato entusiasmo alla seconda edizione.

Votare non costa nulla e non sono richiesti dati personali di alcun tipo. Basta cliccare a questo link:

https://artbonus.gov.it/fondazione-la-societ%C3%A0-dei-concerti-premio-internazionale-antonio-mormone.html

Al momento abbiamo raccolto circa 450 voti, ma abbiamo bisogno di triplicare il numero di preferenze.

Vi ringraziamo fin da ora per il sostegno e vi aspettiamo ai prossimi concerti.

Enrica Ciccarelli

Fondazione
La Società dei Concerti

Corso di Porta Vittoria, 18

20122 Milano

www.soconcerti.it

info@soconcerti.it

+39 02 66984134

“Un rapporto da ricostruire coi giovani” – Articolo su QN Il Giorno del 26 febbraio 2022 – di Achille Colombo Clerici

febbraio 28, 2022

I nostri giovani hanno un nuovo problema. Secondo uno studio realizzato dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Bicocca di Milano, le restrizioni imposte dal Covid-19 hanno inciso in maniera rilevante sulla salute mentale e sul benessere psicofisico degli italiani e dei giovani in particolare; i quali, anche dopo il graduale ritorno alla normalità, non hanno recuperato il benessere pre-pandemia, già allora compromesso dall’insicurezza sul futuro generata da disoccupazione e contratti a termine e mal retribuiti.  La comparazione è stata possibile perché l’indagine era partita prima della pandemia coinvolgendo i medesimi soggetti. 

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, documenta che i cambiamenti negli stili di vita sono rimasti anche dopo la vaccinazione: crollo dell’attività fisica, aumento della depressione le manifestazioni più evidenti.   

In coincidenza – ma è solo tale? – le cronache registrano ripetuti episodi di risse tra giovani con accoltellamenti e rapine, concentrati nelle zone della movida di Milano e di altre città lombarde. Episodi che avvengono non nelle periferie depresse, ma nelle zone centrali coinvolgendo i quartieri residenziali obiettivo di spedizioni organizzate che sembrano avere lo scopo di portarvi il caos. Realtà ben diversa dall’occasionale, anche se grave, baraonda collettiva fuori controllo come accaduto a capodanno in piazza Duomo a Milano.

Certo, il meccanismo urbano secondo il quale il meglio attira il peggio, è noto e scontato, ma quando il peggio prende violentemente il sopravvento sul meglio, qualche domanda bisogna porsela.

L’impressione è che una parte allarmante di giovani rigetti ogni regola di comportamento civile e con la violenza gratuita dia sfogo a disagi e a frustrazioni dalle origini profonde. Culturali anzitutto: la scomparsa del potere educativo della scuola, della potestà genitoriale, dell’assenza della politica che dovrebbe sentirsi coinvolta nello studiare e nell’arginare il fenomeno invece di lasciare senza supporti gli studiosi. E non aiuta certo il fatto che, secondo una ricerca americana, i più giovani siano sottoposti a un bombardamento televisivo di film, telefilm e quant’altro che esaltano la violenza, calcolati nel numero monstre di circa 8.000 per la fascia d’età che va dagli 8 ai 16 anni.  

Stefano Simontacchi nominato componente dell’advisory board di Nextalia

febbraio 18, 2022

A seguito dell’annuncio dell’accordo con Intesa Sanpaolo finalizzato alla creazione di una nuova realtà leader nella formazione e digital learning, Nextalia SGR S.p.A. (“Nextalia”) in considerazione dei progressi dell’attività di investimento e del proseguimento della fase di raccolta del fondo (dopo aver raggiunto in sede di primo closing nel novembre 2021 sottoscrizioni per oltre mezzo miliardo di euro), ha ritenuto opportuno ampliare ulteriormente le competenze ed expertise dello Strategic Advisory Board con la nomina di cinque nuovi membri: Domenico Catanese, Antonio Falchetti, Silvia Merlo, Fabrizio Palenzona e Stefano Simontacchi.

Stefano Simontacchi, è presidente dello Studio BonelliErede. È esperto di diritto tributario. Attualmente ricopre la carica di consigliere del Ministro degli Esteri per l’Attrazione Investimenti e nel 2020 ha fatto parte del Comitato di Esperti in materia economica e sociale (c.d. task-force Colao) nominato dalla Presidenza del Consiglio per fronteggiare l’emergenza Covid. È inoltre presidente della Fondazione Buzzi e consigliere di amministrazione di RCS S.p.A., Prada S.p.A, Cordusio SIM S.p.A. (Gruppo Unicredit), Fattorie Osella S.p.A., ISPI, e Assoedilizia.

Foto d’archivio: Stefano Simontacchi con Lina Sotis e Achille Colombo Clerici pres. di Assoedilizia

Premiazione annuale del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia

dicembre 21, 2021

Premiazione annuale del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia
Il riconoscimento 2021 a chi si batte contro la pandemia

Nel Salone degli Affreschi della Società Umanitaria, il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia ha assegnato un riconoscimento speciale a sei personalità che si sono distinte per il loro impegno nella lotta contro la pandemia da Covid19 e per la particolare collaborazione con il Corpo Consolare.

L’Ambasciatore Augusto Salamanca, Console Generale del Perù e Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia,  Patrizia Signorini, Console Generale Onorario di Lettonia e Vice Decano del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, nel corso di una cerimonia condotta da Sandro Neri, Direttore de Il Giorno, hanno conferito il riconoscimento al Prefetto di Milano Renato Saccone, al Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, al Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid19 Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo,  alla Vice Presidente e Assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti, alla Presidente del Comitato Regionale Lombardia della Croce Rossa Italiana Sabina Liebschner e al Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Milano Lodi Monza e Brianza Pasqualino D’Aloia per celebrare le Istituzioni e le professioni sanitarie e per porgere il proprio ringraziamento ai medici e gli infermieri per l’eccezionale lavoro che stanno tuttora svolgendo. Tra le personalità del mondo istituzionale, culturale, imprenditoriale e politico invitate, il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici, Cesare Castelbarco Albani, Sergio Dompè, Claudia Buccellati.

Con 122 consolati, il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia è numericamente il più significativo al mondo, a dimostrazione dell’importanza rivestita da Milano e dalla Regione Lombardia nel panorama internazionale. 

Foto:
Patrizia Signorini con Achille Colombo Clerici

La parata dei premiati

La platea degli invitati

Letizia Moratti, Claudia Buccellati e Achille Colombo Clerici

Il Prefetto di Milano Renato Saccone e Achille Colombo Clerici

“L’emergenza e i programmi dell’Unione” – Articolo su QN Il Giorno del 4 novembre 2021 – di Achille Colombo Clerici

dicembre 6, 2021

Tre importanti iniziative dell’Unione Europea sottolineano il nuovo passo imposto dall’emergenza sanitaria e dalle sue conseguenze socio-economiche, dall’emergenza ambientale, dal nuovo ruolo globale che la Comunità si prefigge.

Trecento miliardi di euro fino al 2027 per promuovere legami sostenibili in tutto il mondo. Il Piano “Gateway Globale”, già definito ‘la Via della Seta Europea’, è la nuova strategia per promuovere una connettività intelligente, pulita e sicura in materia digitale, di energia e di trasporti e per rafforzare i sistemi sanitari, dell’istruzione e della ricerca in tutto il mondo.   Sostenendo che i valori democratici offrono certezza ed equità agli investitori, sostenibilità per i partner e benefici a lungo termine per le persone e collaborando con l’iniziativa statunitense Build Back Better World, “Gateway Globale” rende ancora più esplicito l’obiettivo di contenere l’espansionismo economico e geopolitico della Cina, diventata la più temibile potenza economica del mondo.

Di più diretto interesse per l’Italia l’approvazione da parte della Commissione di un piano di aiuti di stato di 31,9 miliardi a sostegno delle imprese colpite dall’emergenza coronavirus predisposto dal nostro governo. Consiste in interventi di importo limitato e in un sostegno per i costi fissi non coperti sostenuti nel periodo compreso tra il marzo 2020 e il dicembre 2021. Gli aiuti non supereranno il massimale di 225.000 per impresa nel settore agricolo, di 270.000 per impresa nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 1,8 milioni per impresa in tutti gli altri settori. Il sostegno per i costi fissi non coperti sarà concesso solo alle imprese che non fossero considerate in difficoltà già al 31 dicembre 2019, ad eccezione delle microimprese e delle piccole imprese ammissibili anche se già in difficoltà.

Ultimo programma, ma non per importanza: l’Unione è intervenuta per contenere il caro energia che si protrarrà per tutto l’inverno. Tra le misure prese dai diversi Paesi a breve termine si annoverano un sostegno di emergenza al reddito delle famiglie, aiuti di Stato per le imprese e sgravi fiscali mirati. La Commissione sosterrà inoltre gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica e vaglierà possibili misure in materia di stoccaggio. Tra le misure immediate: un sostegno di emergenza a cittadini e imprese; proroghe temporanee per il pagamento delle bollette; riduzioni mirate dell’aliquota d’imposta per le famiglie vulnerabili; indagini su potenziali comportamenti anticoncorrenziali nel mercato dell’energia.  Concludendo. La transizione all’energia pulita è il modo migliore per scongiurare altri shock in futuro e dev’essere accelerata.

Convegno “Un mare di Svizzera ” IV Edizione a Lugano, nel salone del LAC – 24 novembre 2021

novembre 26, 2021

A Lugano quarta edizione di “Un Mare di Svizzera”
LA CONFEDERAZIONE LANCIA IL SECONDO GOTTARDO E NASCE SWISSRAILVOLUTION
GENOVA RISPONDE CON 2,3 MILIARDI DI EURO DI LAVORI – Nell’ambito del PROGETTO GEMINA

La Svizzera preme sull’acceleratore delle infrastrutture di trasporto e del comparto logistico. Da un lato, con l’avvio dei lavori per la costruzione di un secondo tunnel autostradale sotto il Gottardo che consentirà in prima istanza di effettuare i lavori di manutenzione dell’attuale traforo, quindi contribuirà in modo determinante allo smaltimento del traffico di mezzi pesanti sull’asse nord-sud, decongestionando in particolare le autostrade del Canton Ticino.

In parallelo, per il primo dicembre prossimo, è stata confermata la nascita di SwissRailvolution, un’associazione che traguarda la definizione di alcuni progetti ferroviari strategici, primo fra tutti quello relativo alla prosecuzione di AlpTransit verso sud con la realizzazione della tratta veloce Lugano-Chiasso e il congiungimento alla rete italiana (quadruplicamento linee della Brianza, Milano-Tortona e Terzo Valico).

Dal convegno “Un Mare di Svizzera”, organizzato da ASTAG (Associazione svizzera dell’autotrasporto) e giunto a Lugano alla quarta edizione con la partecipazione del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, sono scaturite indicazioni clamorose in termini di tempi di percorrenza. Con il completamento a sud delle linee AlpTransit, Lugano si troverebbe a circa mezz’ora di treno da Milano (già oggi Lugano è a un’ora e 40 da Zurigo) e fra Lugano e Genova il tempo di percorrenza di un treno veloce (con il Terzo Valico completato) scenderà al di sotto di un’ora e mezza. Archiviato il GEMITO, Genova guarda al Nord delle Alpi con il progetto GEMINA (Genova, Milano, Nord delle Alpi).

Ma i porti liguri come rispondono? Secondo Paolo Emilio Signorini, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale, 2,3 miliardi di euro di investimento concentrati in particolare sulla nuova diga di cui si attende l’apertura del cantiere entro il primo trimestre dell’anno prossimo, 29 progetti infrastrutturali e uno sforzo massiccio anche sulla digitalizzazione saranno la chiave di volta per invertire un trend consolidato che vede puntualmente anche le merci svizzere prendere la strada del Nord Europa.

Un importante fattore di cambiamento, tutto da valutare, potrà essere determinato dalla transizione energetica e dalla necessità di abbattere le emissioni, con interrogativi che si concentreranno su quelle cinque giornate in più di navigazione che saranno necessarie per raggiungere i porti del Nord Europa.

Discussione focalizzata anche sul tema dei noli container e del terremoto che sta sconvolgendo il mercato logistico dove è in corso una rivalutazione globale del rapporto fra operatori, ma anche fra logistica e produzione con coni d’ombra sulla disponibilità di materie prime, sul reshoring di attività industriali e sulla scarsità di materie prime.

E da ASTAG è venuta una conferma: Un Mare di Svizzera 5 andrà in cantiere per il 2022 già a partire da gennaio.

Di notevole livello il panel degli invitati dei due Paesi. I saluti sono stati porti da   

•  Filippo Lombardi: Presidente Comitato Promotore Un Mare di Svizzera

•  Michele Foletti: Sindaco di Lugano

•  Marco Bucci: Sindaco di Genova

•  Giovanni Toti: Presidente Regione Liguria

•  Nicola Guscetti: Membro della Direzione generale BancaStato

•  André Kirchhofer: Vice Direttore ASTAG

•  Marco Romano: Consigliere nazionale, Commissione dei Trasporti e delle Telecomunicazioni

•  SESSIONE 1 – Round table: Il nuovo Ticino, terra di mezzo

•  Chairman Fabio Regazzi: Presidente Unione Svizzera Arti e Mestieri (USAM)

•  Gabriele Corte: Direttore generale Banca del Ceresio

•  Roberto Klaus: Direzione Scuola Manageriale della Cc Ti

•  Mirco Moser: Capo della Sezione mobilità Dipartimento Territorio Canton Ticino

•  Oliviero Pesenti: Presidente AITI

•  Vincenzo Romeo: CEO Nova Marine Carriers. 11.15 – Keynote Speeches – Proiezione Sud 


•  Chairman Avv. Adriano A. Sala: Presidente ASTAG Sezione Ticino

•  Remigio Ratti: Prof. dr, Associazione ProGottardo, ferrovia d’Europa. Come completare Alptransit, verso nord e verso sud

•  Guido Biaggio: Vice Direttore Ufficio Federale delle Strade 
Il Gottardo autostradale bis 11.45  

SESSIONE 2 – Anteprima Genova 5.0

•  Chairman Paolo Emilio Signorini: Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Decolla il programma delle grandi opere portuali e di connessione logistica

•  Gilberto Danesi: Presidente PSA Italia

•  Gian Enzo Duci: Vice-presidente Conftrasporto

•  Riccardo Fuochi: Presidente Propeller Club Port of Milan

SESSIONE 3 – Round table: Logistica, il terremoto

•  Chairman Paolo Vismara: Vice-presidente ASTAG Sezione Ticino

•  Angelo Betto: Membro del Comitato Direttivo Spedlogswiss sez. Ticino – Consigliere Nazionale di Federlogistica

•  Stefano Messina: Presidente Assarmatori

•  Umberto Ruggerone: Presidente Assologistica

•  Alessandro Santi: Presidente Federagenti  13.10 – Le conclusioni

•  Raffaella Paita: Presidente IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) 


•  Stefan Engler: Consiglio degli Stati, Commissione dei Trasporti e delle Telecomunicazioni (to be confirmed) 


•  Monika Schmutz Kirgöz: Ambasciatrice di Svizzera in Italia.

•  Hanno moderato i lavori Simone Gallotti (Secolo XIX – Genova); Alessandro Chiara (RSI – Lugano)

Foto:
Giovanni Toti con Achille Colombo Clerici (foto di archivio)

La sala dei convegni del LAC a Lugano

Il 75° anniversario della costituzione della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria

novembre 15, 2021

L’AFFASCINANTE STORIA DELL’AGRICOLTURA NEI SECOLI, LA SFIDA DEL FUTURO

 “E’ il bancomat dello Stato” lamentano i proprietari di casa quando si abbatte sul loro alloggio l’ennesima stangata fiscale (40 miliardi di euro ogni anno) per rimpinguare le sempre esauste casse pubbliche. Ma – si apprende al convegno organizzato a Milano dalla Proprietà Fondiaria per celebrare il suo 75° anniversario – il vezzo ha lontani precedenti, addirittura medievali.

A quei tempi il bene più importante era costituito dalla terra: tanto che i signorotti feudali e la chiesa attraverso le abbazie erano alla costante ricerca di contadini, cui venivano offerti terre, mucche ed altri benefit, perché, con il lavoro, rendessero più redditizi i loro possedimenti.  Però, quando avevano bisogno di soldi, ad esempio per foraggiare guerre, edificare palazzi, castelli, chiese, opere pubbliche, grandinavano tasse. La terra era il bancomat pubblico di allora.

L’agricoltura ha reso possibile la nascita della civiltà. Quando l’uomo si trasformò, da nomade cacciatore e raccoglitore di alimenti che trovava in natura, in agricoltore, cioè custode di cibo, si garantì un’esistenza stabile e programmata, consentendogli di realizzare nuclei urbani, di scoprire la scrittura, l’arte e quant’altro. La civiltà, appunto. Si susseguirono passaggi epocali: per citare, grandi proprietà legate agli ospedali tra cui la Cà Granda di Milano, la riforma fondiaria del dopoguerra che diffuse la microproprietà con le note conseguenze nefaste, le trasformazioni economiche e sociali. Nel dopoguerra l’agricoltura impiegava il 45% della forza-lavoro, oggi è il 3%.  

Ai giorni nostri nel mondo ci sono 570 milioni di agricoltori, ma la quasi totalità, 500 milioni, sono autoconsumatori.  L’Italia è diventata importatrice di alimenti, così come l’Unione Europea, e ciò induce a forti preoccupazioni sulla mancanza di autonomia, crisi energetiche e Covid insegnano.  Le grandi imprese agricole associate alla Proprietà Fondiaria, hanno davanti gravosi compiti, tra i quali rispondere adeguatamente ai competitor dei Paesi del Centro-Nord Europa, dove le aziende agricole sono di ben altre dimensioni.  Di ciò le forze politiche devono tener conto.

Qualche cenno di cronaca. Cerimonia svoltasi nella sede della Camera di Commercio di Milano, in via Meravigli. I lavori sono stati aperti da Giuseppe Visconti, Presidente d’Onore della Federazione e sono stati   moderati da Antonio Oliva, Direttore della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria, del cui Consiglio Direttivo è componente Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia. Dopo il collegamento con l’assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi, Visconti ha consegnato il premio “Gestione virtuosa della proprietà agricola: la donna dell’anno”, istituito in occasione di questa ricorrenza, a Margherita Giordani Feltrinelli di Gargnano.

Sono seguite quattro relazioni che hanno analizzato gli aspetti storici, giuridici, economici ed organizzativi, nell’ottica di illustrare il ruolo svolto dalla Proprietà Fondiaria e di delineare le prospettive future nell’ambito della valorizzazione del patrimonio fondiario, della competitività dell’impresa agricola e dello sviluppo delle aree rurali.

Relatori e temi: Adelaide Ricci, medievista: “Dal medioevo all’età moderna: le trasformazioni della proprietà agricola”; Luigi Costato, giurista: “L’evoluzione giuridica dell’affittanza agraria: dal regime di proroga legale alla libera contrattazione”; Dario Casati, economista agrario: “Dall’Europa del Piano Marshall a quella del Next Generation EU, quale futuro per l’agricoltura”; Claudio Biscaretti di Ruffia, Presidente della Federazione Nazionale: “La Proprietà Fondiaria, tra passato e presente, guarda al futuro in un mondo che cambia”. In chiusura, gli interventi di gli interventi programmati di Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura e di Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia.

Foto: Margherita Giordani Feltrinelli di Gargnano con Achille Colombo Clerici e Claudio Biscaretti di Ruffia