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Premio Eccellenze di Impresa 2020 – 30 giugno 2020

luglio 1, 2020

Tavola rotonda del Premio Eccellenze d’Impresa 2020
IMMOBILIARE RESIDENZIALE, SOLO UN ANNO DI TURBOLENZA

Il mercato immobiliare residenziale post-covid non risentirà della pandemia in misura particolare – ad eccezione del comparto uffici – in quanto l’anno di turbolenza che ci si attende è un lasso di tempo troppo breve per gli investitori: perciò meglio non svendere.

E’ il parere emerso dalla tavola rotonda/webinar dedicato al tema dell’attrattività finanziaria, dal titolo: “Stato o Mercato: quali strategie per il rilancio dell’economia e delle imprese” in occasione dell’assegnazione dei Premi Eccellenze d’Impresa.

Più che Stato o mercato meglio sarebbe parlare di Stato e mercato: al primo spetta il compito non di sostituirsi alle imprese ma di agevolarle utilizzando strumenti che ha già a disposizione: defiscalizzazione, industria 4.0, apprendistato diffuso, pagando i debiti alle imprese, potenziando le garanzie per le pmi, per citare. Soprattutto mettendo in moto, con adeguati incentivi, l’enorme massa di risparmi che le famiglie tengono nei conti correnti – 1.500 miliardi – per generare investimenti: i nuovi Pir, con circa 10 miliardi di raccolta, potranno fare per poco per l’economia del Paese.

Sui giovani. Trattenere quelli che emigrano e favorire l’immigrazione dei talenti stranieri in Italia, Paese primo al mondo nel quale vorrebbero vivere: ma, a prescindere dalle opportunità, all’estero il giovane è un collaboratore, qui un dipendente.

L’Europa, dal canto suo, deve attivare risorse pari al 20-25% del Pil comunitario a favore di imprese ed economia per uscire dall’angolo nel quale sta finendo.  Infine la semplificazione: meglio, ad esempio, togliere qualche controllo sugli appalti – punendo veramente chi ne approfitta per affari loschi – perché la troppa burocrazia è nemica dello sviluppo.

Dopo i saluti introduttivi di Ugo Loser, Ceo, Arca Fondi Sgr, alla tavola rotonda sono intervenuti: Ferruccio De Bortoli, Il Corriere della Sera (chairman); Giovanna Della Posta, Ceo, Invimit SGR; Bob Kuntz Concewitz, Ceo, Campari Group; Stefania Triva, Presidente e Ceo, Copan; Corrado Passera, Ceo, Illimity.

Negli scorsi giorni si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Attrattività Finanziaria 2020, il riconoscimento dedicato alle imprese, quotate e non quotate, che presentano caratteristiche di eccellenza in termini di trasparenza, governance e capacità di attrarre risparmio privato per la crescita. Il Premio tra le quotate è andato a Campari Group, tra le non quotate a Copan (tamponi). Accanto ai vincitori, due menzioni speciali per ognuna delle due categorie: DiaSorin e IMA S.p.a. per il gruppo quotate e Caffè Borbone e Bending Spoons e per il gruppo non quotate.

Il premio, istituito nel 2018, fa parte del programma Eccellenze d’Impresa, promosso da GEA-Consulenti di Direzione, Harvard Business Review Italia e Arca Fondi Sgr, con il patrocinio di Borsa Italiana, per la celebrazione del valore e delle eccellenze della piccola media impresa italiana.

Rivolto a tutte le aziende italiane e straniere operanti in Italia, senza limite dimensionale e settoriale, il Premio si pone l’obiettivo di dare un riconoscimento ad aziende solide sotto il profilo reddituale, con elevati standard di investimento e innovatività, e soprattutto capaci – grazie a una governance corretta e di forte trasparenza – di attirare capitali finanziari per la crescita.  La Giuria del Premio è composta da Federico Ghizzoni, Giovanna Della Posta, Raffaele Jerusalmi, Emma Marcegaglia, Corrado Passera e Marco Fortis

“Le “leve dell’eccellenza” hanno supportato la crescita industriale negli anni e favoriscono oggi una particolare resilienza all’emergenza Covid. Queste leve sono solo italiane, specifiche del nostro ecosistema e rappresentano una condizione di adattabilità unica al mondo. L’attrattività finanziaria diventa rilevante per supportarne ulteriormente la crescita”, ha commentato Luigi Consiglio, Presidente di GEA-Consulenti di Direzione presentando una ricerca condotta su oltre 7.000 imprese italiane.  “Se si riuscisse a “rafforzare la struttura patrimoniale di questo tessuto d’imprese con una maggiore quantità di mezzi propri, sarebbe possibile moltiplicare fatturato, lavoro e occupazione dell’intero Paese”. La ricerca ha stimato che “raggiungere il livello di capitalizzazione delle aziende tedesche, circa il doppio dell’indice italiano, permetterebbe al Pil industriale di crescere del 26% e a quello totale del 6%”.  Tanto più che le imprese italiane – secondo lo studio – offrono un ottimo rendimento. In particolare, considerando solo le 1.031 imprese eccellenti individuate (con risultati superiori alla media) si registrano rendimenti complessivi anche al di sopra del 40% annuo.

Foto: Luigi Consiglio con Achille Colombo Clerici presidente Assoedilizia

 

Il Rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Lombardia – 24 giugno 2020

giugno 29, 2020

SCENARIO DRAMMATICO, MA POSSIBILITA’ DI RIPRESA

Lo scenario, come da attese, è drammatico: la perdita di fatturato delle imprese potrebbe toccare il 25 per cento nel primo semestre dell’anno, anche a seguito della sospensione per lungo tempo di attività rappresentative di circa il 59 per cento del valore aggiunto del comparto. E’ quanto emerge dal consueto rapporto della Banca d’Italia sulla Lombardia presentato dal direttore della sede milanese Giuseppe Sopranzetti e analizzato dai ricercatori Paola Rossi e Massimiliano Rigon. Nella successiva discussione sono intervenuti Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano e Carlo Mazzi, presidente di Prada spa. Conclusione del direttore generale di Banca d’Italia Daniele Franco.

Nel primo trimestre 2020 la produzione industriale è diminuita del 10 per cento circa, sia rispetto allo stesso periodo del 2019 sia rispetto al trimestre precedente. Le riduzioni più marcate sono state nei comparti delle calzature (-24,5 per cento sul periodo precedente), del legno (-19,2 per cento), dell’abbigliamento (-19%) e della siderurgia (-12,1%); nella chimica e nell’alimentare il calo è stato invece più contenuto (-0,1 e -3,7%, rispettivamente). Pesanti gli effetti del Coronavirus anche sull’export della Lombardia. Il rapporto di Banca d’Italia prevede che la domanda di beni proveniente dai principali partner commerciali della regione si possa contrarre di oltre il 10 per cento nel 2020.

La regione  “locomotiva d’Italia” si conferma tale: nonostante tutto, i suoi indici sono sopra la media italiana. Pur con una economia in rallentamento, ha raggiunto nel 2019 i livelli pre-recessione del 2008 quando l’emergenza sanitaria e il conseguente lockdown ha causato un calo del pil di circa il 6% nel primo trimestre ed una significativa contrazione del prodotto anche nel secondo trimestre dell’anno, pur in presenza di numerose misure di sostegno dell’economia varate dal governo e dalle autorità locali.

La possibilità di recuperare nel 2020 i livelli di attività dipenderà da un insieme di fattori. Per alcuni settori, come quello manifatturiero, è possibile che venga recuperata parte della produzione persa durante la vigenza delle misure di contenimento; per molti comparti dei servizi si tratta di un’eventualità meno plausibile, anche per la riduzione dei flussi turistici che resteranno verosimilmente modesti per un periodo prolungato (alcune fonti parlano del 2022).

Il mercato del lavoro. Dopo un anno in cui l’espansione dell’occupazione era proseguita, il blocco delle attività produttive ha coinvolto oltre un terzo degli occupati e le ore autorizzate di Cassa integrazione sono aumentate di quasi venti volte rispetto allo stesso periodo del 2019. Dati fortemente negativi riguardano anche i bilanci degli enti territoriali lombardi, in particolare i Comuni, per la riduzione delle entrate e l’aumento delle spese.

Il Rapporto presenta anche una sezione dedicata alla sanità, nella quale si leggono numeri interessanti.
In base ai dati del Ministero della Salute, nel 2018 la Lombardia aveva una dotazione complessiva di posti letto superiore alla media italiana e allineata a quella delle regioni del Nord, coinvolte in misura più intensa nell’emergenza sanitaria. Il confronto è meno favorevole con riferimento ai posti letto riservati alla terapia intensiva, che a inizio 2020 erano in linea con la media nazionale, ma inferiori a quella del Nord (8,6 ogni centomila abitanti in Lombardia e in Italia, contro i 9,0 nella macroarea). E ancora.  In rapporto alla popolazione, la Lombardia si caratterizza per una dotazione di personale in convenzione (che comprende medici di base, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale) inferiore alla media italiana e delle regioni del Nord.   Il divario era più forte soprattutto con riferimento agli anziani: 547 ogni 10.000 curati a domicilio in regione, contro circa 720 nella media del Nord; tale forma di assistenza risultava in Lombardia meno sviluppata anche nel confronto con la media nazionale. L’utilizzo di strutture residenziali e semiresidenziali, in particolare per anziani, era invece superiore in regione rispetto alla media delle altre regioni di confronto. Traducendo: la Lombardia ha puntato sulle RSA più che sulla cura domiciliare degli anziani, così come è avvenuto per la sanità in generale che ha visto penalizzata quella sul territorio a favore degli ospedali pubblici e privati.

Cosa avverrà nei prossimi mesi? Difficile prevederlo anche perché non è possibile tradurre in percentuali la risposta della popolazione allo choc della pandemia: tornerà la fiducia? Riprenderanno i consumi? E in quale misura?

Gli interventi forniscono alcune importanti indicazioni: investimenti sul ‘capitale umano’, in ricerca e sviluppo, formazione, innovazione, velocità di esecuzione dei progetti. La crisi Covid-19 può trasformarsi in opportunità grazie alle risorse europee. A decidere sarà la politica.

Nella foto: Giuseppe Sopranzetti con il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

 

Da Torre Branca il Rilancio internazionale di Milano – Dibattito sulla ripresa di Milano nella prospettiva del new normal

giugno 22, 2020

Da Torre Branca di Milano il dibattito sul rilancio internazionale della città

COLOMBO CLERICI: IL TURISTA MESSAGGERO DELLA NOSTRA COMPETITIVITA’

Dalla sommità della Torre Branca di Milano, un metro sotto l’altezza della Madonnina, la città si stende meravigliosa con i grattacieli, i palazzi, i monumenti, in primis l’Arco della Pace, che sembrano miniature: le forti raffiche di vento di un temporale, che fanno vibrare la struttura, aggiungono ulteriore fascino all’eccezionale palcoscenico dal quale alcuni milanesi doc, di nascita o di adozione, discutono sul rilancio internazionale di Milano post Covid, organizzato dall’associazione Milano Vapore e dal comitato M’Impegno: il direttore del Giorno Sandro Neri, il presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano Achille Colombo Clerici, Giampaolo Berni Ferretti consigliere di Municipio 1, Elisabetta Cicigoi docente Master PolisMaker al Politecnico di Milano, Luca Finardi vicepresidente Mandarin Oriental Italia.

Secondo Neri che ha introdotto e moderato il dibattito, Milano, da sempre capitale d’Italia per economia, finanza, moda e design, grazie ad Expo è salita sul podio anche del turismo: ora la pandemia ha colpito duro, come ripartire?

Colombo Clerici punta sul turismo internazionale: “A Milano – spiega – il visitatore non è ‘mordi e fuggi’: ci si viene per la qualità dell’offerta, dall’hotellerie allo shopping, alla cultura, all’enogastronomia. Ma questo turista internazionale di alto livello, oltre ad attivare l’economia della città, svolge una funzione più importante, quella di ‘messaggero’ della competitività-Milano presso i connazionali investitori, attraendo alla Città investimenti industriali, commerciali, edilizi. Un circolo virtuoso che abbina, caso raro al mondo, modernità e classicità: spezzato dalla pandemia, va al più presto ripristinato.”

Anche Berni Ferretti sottolinea l’importanza per la città del rilancio turistico e ricorda come la nuova trasformazione-modernizzazione di Milano sia merito di uomini lungimiranti come l’ex sindaco Gabriele Albertini che ha tracciato la via del suo avvenire turistico. Ma oggi sono necessari, per tutte le imprese, anche quelle culturali, di capoluogo e Lombardia, provvedimenti forti quali “tassazione zero” fino alla ripresa: non è possibile, per citare, realizzare mostre che riuniscano mille o più persone.

Finardi ha ricordato che nel 2015, anno di Expo, il New York Times ha indicato Milano come prima meta turistica mondiale oltre che per le sue doti intrinseche anche per essere l’hub di località di eccellenza, dai laghi ad Alba con i suoi tartufi e vini: si tratta di confermare il messaggio di allora con il rilancio del ‘prodotto Italia’ attraverso una massiccia campagna di comunicazione internazionale per riportare fiducia. Previsioni sulla ripresa del turismo? Primi passi l’anno prossimo ma per tornare ai livelli pre-covid bisognerà attendere il 2023.

Per Cicigoi solo a Milano il turismo offre lavoro a 160.000 persone e 23.000 aziende. Lo scorso anno-record in città sono giunti 7,5 milioni di visitatori, tra i quali 3 milioni di giovani tra i 19 e i 35 anni molto sensibili ai temi ambientali. Ma manca una visione strategica sul futuro che ha il fulcro in una partnership pubblico-privato. E cita ad esempio di tale alleanza il cond-hotel, albergo già esistente che può trasformare parte delle stanze in appartamenti da vendere ai turisti oppure da costruire con le medesime caratteristiche.

Sollecitato da Neri sul tema infrastrutture, Colombo Clerici ha risposto elencandole: estensione della metropolitana; teleriscaldamento ed energia elettrica per migliorare la qualità dell’aria; riqualificazione della rete dei navigli extraurbani; rigenerazione urbana come sistema di interventi; apertura del Terzo Valico per un veloce collegamento, via Milano, tra Genova e Rotterdam. A Milano l’occasione potrebbe essere il Piano di Governo del territorio sul quale grava il rischio che i grandi investitori internazionali, pur preziosi, soffochino i piccoli e medi operatori. A tal proposito ci sono alcune criticità da emendare.

A concludere, l’emozione di “Va pensiero” magistralmente cantata da Larisa Yudina, presidente di Strawinsky Russkie Motivi dell’Associazione culturale Italia-Russia. Le cupe nubi temporalesche si squarciano e il sole fa brillare la città: un segno?

 

Riflesso-Riflessioni. Autoritratti allo specchio al tempo del Covid 19. Una mostra on line. Scuola di Pittura di Stefano Pizzi. Accademia di Brera

giugno 16, 2020

 

Riflesso Riflessioni. Autoritratti allo specchio al tempo del Covid 19. Scuola di Pittura. Accademia di Brera_

RAI NEWS 24 – Domenica 7 maggio 2020 ore 12,50 – ABSTRACT intervista al presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici – “Prospettive del settore immobiliare e delle costruzioni in Italia e a Milano”

giugno 8, 2020

RAI News abstract intervista Presidente 7.6.2020

La ripresa di Milano – Intervista di MITOMORROW al Presidente di Assoedilizia

giugno 8, 2020

Assoedilizia: «M4 fondamentale per la nostra ripartenza»

Achille Colombo Clerici (Assoedilizia): «Turismo e grandi opere per recuperare l’attrattività perduta»

di

Giovanni Seu

5 Giugno 2020

Ha conosciuto Milano in tutti i suoi momenti importanti del dopoguerra svolgendo sempre un ruolo da osservatore e protagonista. Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, a Mi-Tomorrow spiega come Milano può ripartire e quale ruolo può svolgere la M4.

M4, la posizione di Assoedilizia: parla Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici

Com’è cambiata Milano con l’avvento dell’epidemia?
«E’ cambiato tutto, la città è rimasta segnata profondamente, gli effetti negativi sono sotto gli occhi di tutti: presenza umana ridotta, consumi calati drasticamente, molti non sono riusciti a riprendere l’attività».

E’ possibile stabilire quanto ha inciso il Covid-19 sul tessuto economico-sociale?
«Non adesso, solo nel futuro si potrà mettere a fuoco. Ora possiamo immaginare ma un’analisi definitiva non è facile».

Come ha reagito il mercato immobiliare?
«Il valore della case è determinato dal mercato che è fatto dalla domanda, ovvero di una platea interessata all’acquisto: se manca la platea il valore cala, anche l’oro è soggetto a questa regola».

Sta dicendo che il valore delle case può crescere solo se si riparte Milano.
«Se vogliamo ripartire, se vogliamo che Milano riacquisti il suo dinamismo economico bisogna rilanciare il turismo perché riesce a portarsi dietro tutto, il commercio, gli investimenti: il guaio è che non sarà facile fare tornare i turisti, ora ci troviamo con gli alberghi in grandissima difficoltà».

Gli analisti del mercato immobiliare dicono che le compravendite sono in calo ma i prezzi non calano: è d’accordo?
«Forse questo discorso vale per le case di lusso, per quelle griffate. Bisogna tenere conto che a Milano esiste un’edilizia finanziaria che prescinde dalla reddittività».

Oltre al turismo un altro volano dell’economia possono essere le infrastrutture?
«Certo, i cantieri significano distribuzione di stipendi, servono per mantenersi in vita ma attenzione perché non sono un meccanismo di acquisizione di ricchezza dall’estero: per centrare questo obiettivo bisogna battere la strada del turismo».

Quale impatto può avere M4 sul rilancio della città?
«Sarà fondamentale per restituire competitività a Milano».

Quale contributo potrà dare per la fluidificazione del traffico?
«Abbiamo un grande problema di gestione dei trasporti perché Milano ha un tessuto urbano che risale alla città romana. In passato si è pensato convogliare il traffico del centro alla periferia con le sopraelevate, ora la soluzione è nel trasporto sotterraneo, M4 sarà molto importante».

Sarà anche un biglietto da visita per chi arriva in città.
«Certo, basti pensare che in 13 minuti da Linate si arriverà in centro. M4 sarà un’opera che farà crescere tutta la città: dobbiamo lavorare per riaffermare la nostra attrattività, lo stile italiano nel mondo che noi esprimiamo al vertice».

Ce la faremo?
«Ho visto un fioraio vicino a casa che teneva il suo carretto con ostinazione nonostante non stesse vendendo nulla. Vedo in giro tanta voglia di fare, c’è grande determinazione, c’è voglia di lottare e questa è la cosa più importante perché ci sarà tanto da lottare».

 

Aquila Reale a Milano – Twitter; 25 maggio 2020 ore 11,00 – Aquila reale in volo sulla Madonnina insieme alle Frecce Tricolori dell’ Aeronautica Militare – Evento straordinario Twitter di Achille Colombo Clerici

maggio 25, 2020

https://twitter.com/hashtag/Pattugliaacrobaticaitaliana?src=hashtag_click

 

Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria – Newsletter n. 5/2020 – 15 maggio 2020

maggio 15, 2020

 

Newsletter n.5 Proprietà Fondiaria

Progetto di relazione Parlamento Europeo Commissione ITRE “sulla massimizzazione del potenziale di efficienza energetica del parco immobiliare dell’UE”.

maggio 6, 2020

INI efficienza energetica_IT

Ritwitt e commento di Achille Colombo Clerici – Decisione della Corte Costituzionale della Germania TGCOM24

maggio 5, 2020

Articolo TGCom24:

Bce, Consulta Germania: “La corte tedesca non boccia il QE ma chiede chiarimenti” | Bce: “Risponderemo a tempo debito”

Per la prima volta lʼorgano principale della giustizia del Paese mette in dubbio lʼeccesso di “aiuti” da parte della banca centrale europea. Ue: “Sentenze Corte Ue superano le Corti nazionali”

La Corte tedesca, pur proclamando la legittimità del programma di acquisto titoli della Bce (il Quantitative Easing), dà a Francoforte tre mesi di tempo per adottare una decisione che dimostri entro tre mesi “gli obiettivi di politica monetaria perseguiti”. Per la prima volta la Consulta tedesca afferma però che le misure intraprese da un organo Ue “non sono coperte dalle competenze europee”.

La Corte tedesca chiede quindi all’Eurotower di dimostrare “in modo comprovato e comprensibile che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti” dal programma di acquisto titoli “non siano sproporzionati rispetto agli effetti di politica economica e fiscale risultanti dal programma”. Inoltre, “alle stesse condizioni, la Bundesbank deve garantire che le obbligazioni già acquistate e detenute nel suo portafoglio siano vendute sulla base di una strategia, possibilmente a lungo termine, coordinata con l’Eurosistema”, si legge ancora nella sentenza della Corte tedesca.

Stando alla Corte i programmi di acquisti di bond contrastano però le competenze della stessa Bce. Per la prima volta nella storia della repubblica tedesca, l’organo principale della giustizia del paese afferma che le misure prese da un organo europeo “non sono coperte dalle competenze europee” e per questo “non potrebbero avere validità in Germania”.  Da qui la richiesta di spiegazioni alla Bce. Immediata la reazione sul mercato dei bond con gli spread che hanno cominciato a salire.

Bce valuta sentenza: ci esprimeremo a tempo debito – La Bce sta valutando la sentenza diffusa dalla Corte Tedesca sul programma di acquisto di titoli di Stato “e si esprimerà a tempo debito”. Lo si apprende da un portavoce della Banca Centrale Europea.

Ue: “Sentenze Corte Ue vincolanti per tutte le Corti nazionali” – “Riaffermiamo la supremazia del diritto comunitario: le sentenze delle Corte di giustizia europea sono
vincolanti per tutte le Corti nazionali”. Questo il commento “a caldo” del portavoce capo della Commissione europea, Eric Mamer, interpellato sulla sentenza della Corte costituzionale tedesca sul piano di acquisti di bond della Bce, che ha anche accusato la Corte Ue di eccesso di potere su una precedente sentenza. “La commissione – ha aggiunto il portavoce – ha sempre rispettato l’indipendenza della Bce nell’attuazione della politica monetaria”.

Bundesbank costretta a vendere i titoli di Stato tedeschi? – Se entro tre mesi non dovessero arrivare le richieste di chiarimento da parte della Bce, la Bundesbank potrebbe non partecipare più al piano di acquisto bond. Ma c’è di più: la Corte tedesca ha stabilito che la Banca Centrale tedesca sarebbe costretta a vendere i titoli di Stato (tedeschi) acquistati durante l’applicazione del QE.

A Bruxelles slitta la proposta Ue per il bilancio e Recovery fund – Intanto la proposta su Recovery fund e bilancio pluriennale, che la Commissione europea avrebbe voluto presentare mercoledì, slitta ancora di qualche settimana. Sulla carta, l’operazione appare un rebus irrisolvibile: la presidente Ursula von der Leyen deve riuscire
a comporre un piano che accontenti il Nord e il Sud, i frugali e quelli disposti a investire nel bilancio comune, gli amanti dei vecchi strumenti finanziari e quelli che invece li vogliono innovativi. La vicepresidente Margrethe Vestager ricorda perché è importante aiutare chi sta indietro non avendo le risorse dei Paesi più forti come la Germania: non è solo questione di solidarietà, ma è per preservare l’equilibrio del mercato unico. Intanto si lavora ai dettagli tecnici del Mes, a cui venerdì l’Eurogruppo dovrà dare il via libera definitivo.