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Recupero dei seminterrati – Integrazioni legislative approvate dal Consiglio Regionale Lombardo – Assoedilizia informa

agosto 2, 2017

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Approvate  dal Consiglio Regionale della Lombardia
LE MODIFICHE ALLA LEGGE SUL RECUPERO DEI SEMINTERRATI

Il Consiglio della Regione Lombardia ha approvato le modifiche alla legge sul recupero dei seminterrati della quale è stato relatore il consigliere Ing. Fabio Altitonante.

Queste le modifiche integrative introdotte:

Art. 1, punto 4 – Qualora i locali presentino altezze interne irregolari, si considera l’altezza media, calcolata dividendo il volume della parte di vano seminterrato la cui altezza superi metri 1,50 per la superficie relativa.

Art. 2, punto 4 – Per gli interventi di recupero fino a 100 mq di superficie lorda, anche nei casi di cambio di destinazione d’uso, sono esclusi il reperimento di aree per servizi e attrezzature pubblici e di interesse pubblico o generale e la monetizzazione.

Art. 3 punto 3, 4, 5, 6, 7, 8 – 3. Qualora il recupero dei locali seminterrati comporti la creazione di autonome unità ad uso abitativo, i comuni trasmettono alle Agenzie di tutela della salute (ATS) territorialmente competenti copia della segnalazione certificata presentata ai sensi dell’articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), che deve essere corredata da attestazione sul rispetto dei limiti di esposizione al gas radon stabiliti dal regolamento edilizio comunale o, in difetto, dalle linee guida di cui al decreto del direttore generale alla sanità 21 dicembre 2011, n. 12678 (Linee guida per la prevenzione delle esposizioni al gas radon in ambienti indoor)” e successive eventuali modifiche e integrazioni. 4. Le pareti interrate dovranno essere protette mediante intercapedini aerate o con altre soluzioni tecniche della stessa efficacia. 5. Dovrà essere garantita la presenza di idoneo vespaio aerato su tutta la superficie dei locali o altra soluzione tecnica della stessa efficacia. 6. Per il recupero ad uso abitativo inteso come estensione di un’unità residenziale esistente e solo per locali accessori o di servizio è sempre ammesso il ricorso ad aeroilluminazione totalmente artificiale purché la parte recuperata non superi il 50% della superficie utile complessiva dell’unità. 7. Per il recupero ad uso abitativo inteso come creazione di unità autonome, il raggiungimento degli indici di aeroilluminazione con impianti tecnologici non potrà superare il 50% rispetto a quanto previsto dai regolamenti locali. 8. Per il recupero ad uso abitativo, per il calcolo dei rapporti aeroilluminanti la distanza tra le luci del locale e il fabbricato prospiciente dovrà essere di almeno metri 2,5.

Art. 4 punto 1 – Entro il 31 ottobre 2017 i comuni, con deliberazione del Consiglio comunale, motivata in relazione a specifiche esigenze di tutela paesaggistica o igienico-sanitaria, di difesa del suolo e di rischio idrogeologico in particolare derivante dalle classificazioni P2 e P3 del Piano di Gestione Rischio Alluvioni nel bacino del fiume Po (PGRA), possono disporre l’esclusione di parti del territorio dall’applicazione delle disposizioni della presente legge. Le presenti disposizioni di legge si applicano direttamente dopo la delibera del Consiglio comunale ivi prevista entro il 31 ottobre 2017.

Il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, commentando dichiara che “si tratta di integrazioni legislative quanto mai opportune ed utili ai fini di una razionalizzazione dell’impianto normativo base e della sua concreta applicabilità”

Foto: Fabio Altitonante e Achille Colombo Clerici

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Incontro con Silvio Berlusconi a Roma, pres. Assoedilizia Achille Colombo Clerici – Rigenerazione Urbana, Zona franca fiscale – Articolo di “LIBERO” del 14 luglio 2017

luglio 17, 2017

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, incontrando Silvio Berlusconi illustra i temi della rigenerazione urbana, proponendo una zona franca fiscale (comprendente un’esenzione ventennale dalle imposte sui redditi per gli immobili interessati) nei relativi ambiti di intervento.

Il presidente Berlusconi concorda.

 

*   *   *

 

Dal quotidiano LIBERO del 14.7.2017. Tra gli invitati il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici
Berlusconi ha un piano per l’edilizia e rivendica il voto con i dem
Cav tra costruttori e vaccini: “Fi vota le cose giuste”

Una no tax area per i primi 12mila euro di reddito guadagnati. Estesa a tutti: partite iva, lavori dipendenti, autonomi. Se guadagni fino a 12mila euro, non pagherai tasse. E comunque fino a quella cifra non dovrai niente allo Stato. L`idea è di aiutare chi fa più fatica, ma anche di alleggerire in generale la pressione fiscale. “C`è troppa povertà, sofferenza, così il Paese non può ripartire”, riflette Silvio Berlusconi. La misura sarà nel programma di Fi, su cui da mesi sta lavorando insieme a un pool di professori. Ne ha parlato ancora ieri, nel corso del vertice a Palazzo Grazioli che ha convocato insieme coi capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, i loro vice ed un piccolo gruppo di dirigenti.

Non sarà l`unica proposta sulle tasse. Fisco e casa, infatti, sono i due pilastri del piano che il Cavaliere vuole lanciare per la campagna elettorale.

Proprio di case e di come sfruttare il settore dell`edilizia per far ripartire l`economia aveva parlato, invece, mercoledì sera, alla cena sociale della fondazione “Fiorentino Sullo”, presieduta dal suo ex ministro Gianfranco Rotondi. Una serata che aveva un parterre particolare, composto da imprenditori e professionisti del settore edilizio, come, per esempio, Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, Gianni Bastianelli e docenti delle facoltà di architettura. “Ho costruito e inventato il modello delle ‘seconde città’”, ha ricordato il Cavaliere, che fu nominato tale proprio per l`intuizione di Milano 2 e il suo lavoro di costruttore. Ai presenti confessa che il suo modello di “città ideale è quello dove i bambini possono andare a scuola a piedi, da soli…”, ma, soprattutto, promette di voler fare qualcosa. “Io ho in mente un new deal per l`edilizia”. Ovvero l`estensione del Piano casa, e, soprattutto, un piano per “abbattimenti e ricostruzioni”, per rinnovare insomma gli edifici vecchi, poco efficienti o sicuri col beneficio di sgravi fiscali. Il tema della semplificazione, e del “silenzio assenso” per le pratiche amministrative è, poi, ritornato anche ieri, al vertice di Palazzo Grazioli. Un piccolo giallo è stato l`annullamento all`ultimo minuto dell`annunciata partecipazione dell`ex premier alla trasmissione In Onda, su La7. In realtà, ha soltanto deciso di posticipare la sua presenza a mercoledì prossimo. Il Cavaliere ha scelto di rimandare non solo per evitare di dover rispondere alle indiscrezioni-provocazioni contenute nel libro di Matteo Renzi. Temeva di non riuscire a spiegare per bene la decisione di sostenere il disegno di legge del governo sui vaccini, che sta passando al Senato solo grazie ai voti azzurri. Una scelta parlamentare a cui ha dedicato una nota: “Abbiamo migliorato il testo, l`obbiettivo è garantire a tutti, e specialmente ai bambini e ai ragazzi, l`immunizzazione da malattie aggiornando il piano di vaccinazioni obbligatorie. Saranno tali anche per i migranti e questa è una garanzia per i nostri figli”. A chi ha accusato Fi di fare da “stampella”, l`ex premier risponde così: “Nessun significato politico, ma buon senso”. EL. CA.

 

Seminario Coram Nord-Ovest – Como 19.5.2017

maggio 12, 2017

SEMINARIO CORAM NORD-OVEST – COMO 19.05.2017

“La Fiscalità Immobiliare” Convegno in Assoedilizia – Milano 9 maggio 2017

maggio 10, 2017

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In Assoedilizia Convegno “ La Fiscalità Immobiliare e le novità fiscali 2017” con la partecipazione del presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa

LE TASSE SUGLI IMMOBILI CONDIZIONANO L’INTERA ECONOMIA DEL PAESE

“Quand le batiment va tout va”, non nel senso classico della massima, cioè costruire a dismisura consumando suolo, attraverso opere pubbliche o nuove costruzioni, né realizzando interventi di recupero, che in periodi di crisi economica, qual è il nostro, diventa impresa assai ardua. Ma nel senso che, se il mercato immobiliare va, tutta l’economia va. Come causa e come effetto.”

Con queste parole il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha aperto i lavori del convegno “La fiscalità immobiliare. Novità 2017 per gli immobili” svoltosi nella sede milanese dell’associazione dei proprietari immobiliari.

E’ seguito il saluto di Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano (“Gli 8.500 professionisti dell’Ordine sono a disposizione delle forze più rappresentative della città, come Assoedilizia, per il rilancio di Milano raccogliendo la sfida del post Brexit unendo vision e competenze”).

Quindi le relazioni, a cominciare da Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia; di Gianfranco Gaffuri, emerito professore ordinario di Diritto Tributario nell’Università Statale di Milano; di Marilisa D’Amico, professore ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università Statale di Milano; di Giuseppe Franco Ferrari, professore ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università Bocconi di Milano; di Paolo Comerio, Antonio Piccolo e di Massimo De Angelis, che ha moderato i lavori, consulenti di Assoedilizia.

Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia Gustavo Adolfo Cioppa ha portato i saluti e gli auguri di buon lavoro dell’istituzione.
Affermando: “L’eccessiva fiscalità immobiliare, colpisce su larga scala la popolazione che con grandi sacrifici ha investito nel mattone.
Oggi la pressione fiscale che onera la proprietà immobiliare, unitamente alla diffusa preoccupazione da parte dei cittadini dovuta all’incertezza politica in cui viviamo, rende ancor più gravoso questo tema.
In un clima così incerto, si alimenta inevitabilmente la preoccupazione dei cittadini: molti si ritrovano impoveriti e devono comunque far fronte a tassazioni insostenibili; gli altri, pur potendo, decidono di non spendere e quindi immobilizzano l’economia. Dal confronto, mi auguro emerga una maggiore attenzione da parte degli economisti al tema.
Qualche passo in avanti si è compiuto con la prima casa, le compravendite, i bonus fiscali, le cedolari sui redditi ma molto deve esser ancora fatto”.

“Se il mercato immobiliare che racchiude e garantisce il risparmio di milioni di famiglie italiane funziona – ha proseguito Colombo Clerici –  genera la fiducia necessaria e le famiglie consumano ed investono. Questo genera crescita economica generatrice, a sua volta, di gettito fiscale. Senza crescita ( e con un recupero di evasione ed una spending review che avranno i loro tempi) il consolidamento dei conti richiestoci dall’Europa si trasformerà in un aumento della pressione fiscale: assolutamente antitetica alla crescita. Una situazione in avvitamento e paradossale. Perche’ tendenzialmente aumenta il prelievo fiscale individuale, cala la crescita e diminuisce il gettito fiscale complessivo.”
Concludendo: “E’ quindi assolutamente necessario ricreare, sul piano fiscale, le precondizioni per il rilancio del mercato immobiliare nelle due forme: mercato della vendita e mercato della locazione. Due pilastri del medesimo edificio. La redditività infatti è uno dei fattori da cui dipende il mantenimento nel tempo e l’acquisto di valore dell’immobile. Diventa quindi vitale per la nostra economia rilanciare la locazione privata, come strumento per creare risorse economico-fiscali per la crescita del Paese.”

Per Spaziani Testa “quando il comparto immobiliare viene colpito le conseguenze si estendono all’intera economia. I dati ottimistici sul mercato ripetutamente diffusi vanno inquadrati nella giusta dimensione. In sostanza, le compravendite sono ancora a -25% rispetto al 2007, ultimo anno pre-crisi, e a – 15% rispetto al 2011, prima dell’introduzione dell’Imu-Tasi.  E ancora: secondo Eurostat solo Italia e Cipro hanno visto diminuire i prezzi degli immobili anche nel 2016. Interessi ideologici della politica e superficialità dell’informazione portano alla “visione Ocse” che distingue tra tasse buone (quelle sugli immobili) e tasse cattive (quelle su imprese e lavoro). In realtà cominciano ad essere pubblicati studi dai quali si evince che le tasse sugli immobili incidono non solo sul PIL ma anche sull’”effetto ricchezza”.
In altre parole, il proprietario che vede diminuire il valore della casa – meno 20% dal 2010-11 – si sente meno sicuro, frena spese e consumi, quindi l’economia ristagna. “
Spaziani Testa aggiunge: “Invece di tagliare le spese – abbiamo assistito all’allontanamento degli esperti che pure erano stati chiamati dal governo per redigere la spending review –  si adombrano altre patrimoniali e riforma del Catasto. Confedilizia è riuscita finora a contenere il peggio: ha bloccato l’IMI, proposta e subito ritirata dal governo, ed ha fermato al Senato il decreto legge sul Catasto. Siamo fortemente impegnati a ridurre la tassazione sugli immobili commerciali ed a migliorare il trattamento per i proprietari in altri importanti comparti quali il sismabonus e le locazioni brevi”.

La tutela della proprietà e del risparmio è garantita dalla Costituzione, ha affermato D’Amico, la quale ha citato il caso emblematico di un ricorrente contro il pagamento dell’IMU prima casa negli anni 2012-2013. La Suprema Corte ha respinto il ricorso per motivi tecnici, ma nel contempo ha riconfermato  i principi espressi dalla Carta. Gaffuri si è soffermato in particolare sulle insidie della riforma del catasto che attualmente e’ basato sul calcolo dei vani e non della superficie e sul problema delle microzone, fonte inesauribile di iniquità.
Concludendo con una citazione. L’  imperatore Tiberio, ai governatori che gli chiedevano di aumentare le tasse, rispose: ” boni pastores esse tondere pecus, non deglubere” (dovere del governo è tosare, non scannare i contribuenti).

Sul tema generale delle novità fiscali 2017 è intervenuto Giuseppe Franco Ferrari il quale ha rilevato come di ben poche novità si tratti, quanto di una serie di proroghe e conferme (successivamente puntualmente illustrate da De Angelis, Comerio e Piccolo): una politica per l’immobile di piccolo cabotaggio quindi, quando i Paesi più avanzati si concentrano sulla riqualificazione delle città, (nello spirito di perseguire il modello della smart city) e sulle nuove, straordinarie tecnologie –  dai materiali che assorbono  l’inquinamento atmosferico e acustico a quelli antisismici – che meriterebbero agevolazioni e defiscalizzazioni.

Foto:
– Marcella Caradonna, Achille Colombo Clerici, Giorgio Spaziani Testa
Marcella Caradonna, Achille Colombo Clerici, Giorgio Spaziani Testa

– L’intervento del Sottosegretario alla presidenza delle Regione Lombardia Gustavo Cioppa
L'intervento del Sottosegretario alla presidenza delle Regione Lombardia Gustavo Cioppa

– Alcuni esponenti istituzionali del mondo della Proprietà Edilizia milanese e lombarda, legati ad Assoedilizia ed a Federlombarda Edilizia con i presidenti confederale e federale.
In una delle sale della sede Assoedilizia Milano
gruppo convegno 9.5.2017

Stefano Simontacchi Intervistato da “Repubblica Economia” 13 marzo 2017 – “Flat tax per gli stranieri”

marzo 13, 2017

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute
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REPUBBLICA

Flat tax per gli stranieri:

“Bene, ma serve un intervento di sistema”
Stefano Simontacchi, managing partner dello studio BonelliErede, apprezza la norma che offre a chi sposta la residenza in Italia una tassa forfetaria da 100mila euro sui redditi prodotti all’estero. “Non è una mancia, dobbiamo competere con i Paesi che da anni attirano capitali e risorse”. Su tutto pende un problema di equità e il rischio ricorsi

di Raffaele Ricciardi

L’imposta da 100mila euro sui redditi esteri per i ricchi stranieri che sposteranno la loro residenza in Italia, contenuta nella legge di Bilancio e attuata con il recente dispositivo delle Entrate, ha diviso l’opinione pubblica e gli esperti. Per alcuni è un segnale positivo per la competitività fiscale dell’Italia e la capacità di attrarre patrimoni e attività in grado da fare da volano all’economia. Per altri è una mancetta.

Stefano Simontacchi, managing partner di BonelliErede: è una norma giusta?
Sono a favore di questa norma. Dobbiamo partire da una considerazione di scenario che alcuni dimenticano: gli Usa di Donald Trump saranno molto aggressivi dal punto di vista fiscale per attirare investimenti e patrimoni. Si va verso una agevolazione favorevolissima perché le multinazionali riportino in US l’enorme cassa che hanno fuori dagli States. Ma non solo.

Continui.
Vicino a noi, la Gran Bretagna sarà altrettanto attiva nell’usare la leva fiscale per diventare attraente – più di quanto già lo sia – dopo Brexit. Cina e altri Paesi si risponderanno a tono. E in Europa cosa faremo?
Abbiamo vincoli che ci siamo auto-imposti, più di ogni altro. E pure ci sono giurisdizioni, come quella olandese, molto attrattive. Noi dobbiamo decidere: se vogliamo attirare investimenti, dobbiamo competere.

E come ci stiamo giocando questa partita?
L’Italia è il Paese più bello d’Europa: ha le sue carte da giocare per attirare ricchi imprenditori a venire in Toscana, o Sardegna. Ipotetiche residenze che certo possono competere con Londra e con i cantoni svizzeri.

Oltre alla Dolce vita, lo sconto sul 730. Crede avrà successo?
Non ne sono così sicuro. Certo, ci sono aspetti significativi nella norma, oltre all’imposta forfetaria da 100mila euro. Le esenzioni sulle imposte di successione e donazione dei beni all’estero consentono una buona pianificazione generazionale per chi si sposterà in Italia. Ma servono ulteriori passi: chiarezza nel trattamento dei Trust e dei vincoli di destinazione, per cominciare.

Quanto fatto potrebbe dunque non bastare a spostare i Paperoni da noi?
La tassa “flat” non serve a molto, se non è inserita in un sistema Paese credibile. Mi creda, un ricco imprenditore potrebbe venire ben volentieri a vivere in Toscana. Poi magari i suoi legali gli farebbero notare che da noi le norme cambiano spesso, che non c’è ancora un ambiente cooperativo e di certezza del diritto. Su questo terreno, purtroppo, siamo indietro decenni rispetto ai sistemi di Svizzera o Regno Unito, che hanno tradizioni lunghissime e che gli investitori percepiscono come solide e sicure.

E che impegni chiederemo a questi super ricchi?
Dovranno essere residenti, portare da noi i loro interessi. E’ vero che offriamo un regime fiscale attrattivo. Ma serve un passo ulteriore: creare le condizioni perché si spostino i loro affari, le loro holding. Ho fatto una mia proposta: fare dell’Italia l’hub mondiale per gli investimenti verso l’Africa. Chiaramente una singola norma del genere, per quanto ben congegnata, non può bastare.  Bisogna fare sistema con un obiettivo chiaro e condiviso.

 Cosa risponde a chi definisce la misura una ennesima mancetta?
Non lo è, si percepisce la volontà di impostare la tematica fiscale in modo diverso. Diciamo che è una “mossa strategica obbligata”. C’è voglia di fare qualcosa per attrarre investimenti, ma serve un disegno strategico più profondo.

E cosa ne è dell’equità fiscale?
È un tema. Serve una linea
politica di sistema di lungo termine. va bene porsi il tema dell’equità di questa norma ma come la mettiamo con i 200 miliardi di nero stimati da Banca d’Italia e con il fatto che nessuno porta avanti se non l’abolizione una fortissima limitazione all’uso del contante? In ogni caso, qualche problema potrebbe esserci. È difficile giustificare il trattamento di favore a un italiano che ha redditi esteri tassati ordinariamente. Il rischio è che si crei un caso e riparta la polemica. Che andrebbe risolta una volta per tutte, rispondendo come sistema unito alla domanda: vogliamo competere con Londra e gli altri? Se sì, dobbiamo prendere queste decisioni.

Foto: Stefano Simontacchi con il pres. IEA Achille Colombo Clerici
Achille Colombo Clerici con Stefano Simontacchi

Le microcittà di Roma – Libro di Marco Pietrolucci ediz. SKIRA – presentazione IEA

marzo 13, 2017

Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute

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Il modello in un libro che analizza la realtà socio-urbanistica di Roma

TRASFORMARE LE PERIFERIE IN MICROCITTA’

“Verso la realizzazione delle microcittà di Roma” di    Marco Pietrolucci, editore Skira, è una riflessione sulla struttura urbana di Roma, tesa a rimettere in discussione l’attuale modello centro-periferia.

Riconoscere l’importanza demografica delle periferie e l’esistenza delle microcittà è una riforma di politica urbana fondamentale per trasformare gli attuali frammenti periferici, di cui si compone la città contemporanea di Roma, in centri urbani potenzialmente autonomi e in comunità in grado di decidere il loro futuro, rompendo la ghettizzazione e la tendenza della città a creare esclusioni e cul-de-sac.

Riformare gli attuali Municipi, dotando ciascuna microcittà di una progressiva autonomia di gestione urbana, è un antidoto ai fondamentalismi e alla rabbia sociale, dettati da un senso di esclusione dalle scelte.

Il modello proposto per la città contemporanea di Roma, per le nove città del Grande Raccordo Anulare, è un programma urbano in grado di assorbire i movimenti socio-politici in atto, di rimescolare gerarchie sociali e territoriali che diventano sempre più dure, di consentire una migrazione concettuale da una dimensione di marginalità a una di nuova centralità.
Marco Pietrolucci è architetto, Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica ed Urbana ha conseguito nel 2004 il Master Internazionale di Progettazione Urbana Architettura/ Storia/Progetto diretto dal Professor Francesco Cellini, presso l’Università “Roma Tre”. Ha svolto attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento IDEA della Facoltà di Architettura di Pescara e nei Programmi Italiani delle Università Americane Waterloo University e Northestern University. A fianco dell’attività didattica e di ricerca svolge un’intensa attività professionale. Nel 2006 fonda lo Studio Pietrolucci Studio Associato, associazione professionale che opera in Italia e all’estero nel campo della progettazione architettonica ed urbana. Per la sua attività ha ricevuto numerosi ed importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.

Foto d’archivio:
Il Commissario Francesco Paolo Tronca con il pres. IEA Achille Colombo Clerici e con Alfio Noto già Direttore della Banca d’Italia di Milano
Noto, Tronca, Colombo Clerici

“Periferia Urbana” Seminario all’Università Cattolica di Milano – Assoedilizia informa marzo 2017

marzo 13, 2017

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Associazione della Proprietà Edilizia Milano
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Seminario sulla periferia urbana all’Università Cattolica di Milano

DA NOVARA A BRESCIA LA FASCIA DEI “NON LUOGHI”

Se è nel centro della città che si ergono i “luoghi” – i grandi palazzi, le basiliche, i monumenti – nei quali il cittadino si riconosce; e le amministrazioni locali tendono a far conoscere e sviluppare ciò che è particolarmente qualificato e importante, che dà peculiare significato e valore, l’opposto del cuore della città è mostrato dalla periferia, che costituisce, nella migliore delle situazioni, una realtà di funzioni senza splendore, senza vitalità e colore. E nella peggiore il luogo dell’assenza di qualità o della carenza di servizi, del degrado, dell’insicurezza, il “non luogo” in altre parole.

In un momento in cui il dibattito sulla periferia è esploso con eccezionale forza, si moltiplicano i momenti di dibattito dove gli esperti – urbanisti, sociologi, politici –  si confrontano  per esaminare ed analizzare in modo rigoroso la questione che coinvolge milioni di italiani, che causa tensioni sociali; quali problemi sono emersi, quali interventi sono state proposti e attuati nel tempo, e con quali esiti.

“La periferia urbana. Ambiente,cultura, sicurezza” è stato il tema affrontato dal seminario organizzato dal Dipartimento di Sociologia-Urban Life and Territorial Research Agengy (Ultra) dell’Università Cattolica di Milano, con particolare riferimento alla situazione di Milano e della sua area metropolitana.

I lavori, introdotti da Enrico Tacchi del Dipartimento di Sociologia dell’Ateneo, hanno visto quali relatori Alessandro Balducci, urbanista, Pro-Rettore vicario del Politecnico di Milano;   sr Claudia Biondi, Settore Aree di bisogno –  Caritas Ambrosiana;  Luisa Pedrazzini, architetto urbanista, Direzione Generale Territorio ed Urbanistica Regione Lombardia;  Giancarlo Rovati, sociologo, Direttore del Dipartimento di Sociologia, Università Cattolica; Carmela Rozza, assessore alla Sicurezza e alla Coesione Sociale del Comune di Milano; Piero Bulgheroni, Raffaele Selleri, architetti; Gianni Verga, ingegnere, già assessore all’Urbanistica del Comune di Milano.

La sicurezza, il tema più politicamente sensibile. Rozza ha citato cifre emblematiche: 6.000 alloggi pubblici situati in periferia, cioè da 20 a 24.000 persone, sono occupati abusivamente. Tra gli abusivi ci sono delinquenti di ogni tipo verso i quali si deve procedere con lo sgombero forzato, ma anche famiglie quasi sempre di immigrati irregolari, con bambini piccoli, giunte all’ultima tappa perché gli strumenti del welfare non sono riusciti a intercettarle prima. Il Comune ha avviato una interessante iniziativa: pattuglie di vigili urbani accompagnati da stagisti universitari madrelingua per stabilire una qualche forma di dialogo e di collaborazione.

Biondi ha analizzato la situazione dei rom e dei sinti, circa 3.000,  che vivono in gran parte in campi autorizzati o abusivi. In questo ultimo casi le condizioni igieniche sono pessime, ma il forte senso di coesione delle comunità fa aggio sulle sistemazioni alternative offerte.

Ma per queste e per altre iniziative di recupero di persone e di luoghi occorrono risorse. Verga, mitica figura di tecnico prestato per decenni alla pubblica amministrazione,  nato in periferia e profondo conoscitore della stessa, sta elaborando una proposta: ristrutturare i quartieri ERP facendo leva sui diritti volumetrici di cui il Comune dispone con le sue proprietà.

Ma, secondo Balducci, ogni iniziativa a favore delle periferie, deve uscire dalla logica dell’emergenza che ha visto utilizzati dal 1993 ben 5 miliardi di euro con risultati non esaltanti. Occorre una maggiore selezione nell’individuare i progetti di fattibilità e che gli stessi siano indipendenti dai finanziamenti. Periferie che secondo i parametri dell’ Unione Europea (Pedrazzini) si estendono da Novara a Brescia, e dove vive il 75% della popolazione Lombarda. Bulgheroni e Selleri hanno illustrato la trasformazione di Precotto.

Infine, ma non certo per importanza, è giunta relazione di Rovati il quale, richiamando i moniti di papa Francesco, ha ricordato le iniziative tese a ridurre le conseguenze della povertà in costante aumento. La Fondazione Banco alimentare assiste, tra l’altro, circa 60.000 minori in Lombardia.

Foto d’archivio:

– Gianni Verga con Stefano Parisi e con il pres. di Assoedilizia Achille Colombo Clerici
gianni-verga