Archive for the ‘Uncategorized’ category

Tweet di Achille Colombo Clerici su Twitter

aprile 9, 2020

Non dimentichiamo che gli #olandesi nel 2005 non hanno ratificato la #CostituzioneEuropea, insieme ai #francesi, che pur l’avevano ispirata – l’Italia che aveva avuto parte molto minore nella formulazione della #CartaCostituzionale l’aveva ratificata tra i primi, gloriandosene

Via Crucis del Venerdì Santo 10 aprile 2020 celebrata da Sua Santità Papa Francesco- Auguri per la Santa Pasqua

aprile 9, 2020

via-crucis.pdf

Messaggio di amicizia di solidarieta di vicinanza fraterna del mondo culturale svizzero e mondo culturale ticinese ai milanesi ed agli italiani in tempo di Coronavirus covid19 – AmicidiMilano

aprile 7, 2020

Messaggio di #amicizia di #solidarieta di #vicinanzafraterna del #mondoculturalesvizzero e #mondoculturaleticinese ai #milanesi ed agli #italiani in tempo di #Coronavirus #covid19#AmicidiMilano ricambia pic.twitter.com/UjxjeKylq4

Newsletter n. 1/2020 del 20 gennaio 2020, della Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria, Assoedilizia informa

gennaio 20, 2020

 

Newsletter-n.1

 

Foto:
Il pres. della Federazione nazionale della Proprietà Fondiaria Claudio Biscaretti di Ruffia con il pres. di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

QN Il Giorno pag. 24 – 11.01.2020 “I molti ostacoli sul cammino della locazione” di Achille Colombo Clerici

gennaio 17, 2020

Secondo il rapporto biennale del Mef e dell’Agenzia delle Entrate (dati fermi al 2016), tre italiani su quattro risiedono in case di proprietà. Un dato che si può interpretare in positivo, ma che può anche generare perplessità. Non è tutto oro quel che luccica. Infatti le abitazione in proprietà (a differenza della locazione) non producono gettito fiscale: né Imu, né imposte dirette, o indirette. E danno luogo in misura molto minore all’indotto, in quanto non si eseguono lavori di ammodernamento necessari per locare a terzi: rifacimenti di impianti, certificazioni energetiche, imbiancature, pulizie. Si tratta insomma di un patrimonio economicamente statico. Il turn over abitativo della locazione comporta viceversa spese di trasloco, adeguamento tecnologico, professionali e via dicendo. Le case di proprietà sono anche di impedimento ai processi di ristrutturazione economico industriale del Paese, che richiederebbero una forte mobilità abitativa; e un freno all’ammodernamento delle città. Non parliamo poi degli effetti sul mercato immobiliare, in termini di incontro di domanda e offerta, oggi praticamente mancante per l’80 % del patrimonio abitativo nazionale. Per tanti anni l’Italia ha praticato una politica abitativa che ha penalizzato la locazione privata. L’ attuale situazione, che ci vede lontani dagli standard dei Paesi più evoluti, è la conseguenza di quella politica. I blocchi dei contratti e dei canoni, la legge dell’equo canone, i blocchi degli sfratti, l’eccessivo carico fiscale, hanno prodotto dismissioni, frazionamenti. In sintesi, la politica italiana ha sempre interpretato in modo distorto e distorcente il dettato del secondo comma dell’art. 47 della Costituzione. Ostacoli sul cammino della locazione, invece di strada spianata all’acquisto in proprietà.

Achille Colombo Clerici con Nicolo’  Zanon

Recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati – Legge Regione Lombardia n. 18/2019 – Associazione 100 Cascine – Istituto INSTAT informa

gennaio 7, 2020

ISTITUTO NAZIONALE PER LO STUDIO E LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO – INSTAT

Informa

 

Con la legge regionale che consente il recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati

NUOVA VITA PER LE CASCINE LOMBARDE SIMBOLO DEL NOSTRO TERRITORIO

La Regione Lombardia, con la legge n. 18 del 26 novembre 2019, consente il recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati. L’Associazione 100 Cascine, dopo il Convegno alla Cascina Erbatici (PV) del novembre 2009, ha lavorato su un progetto di modifica della Legge sul Governo del Territorio della Regione Lombardia (L.R. 12/2005) finalizzato a favorire il recupero del patrimonio storico delle cascine.

Dopo anni di impegno, la norma sul recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati è stata approvata. I Consiglieri e i Soci dell’Associazione 100 Cascine ringraziano l’avv. Maria Sala per la costanza nel portare avanti questo importante progetto di legge che è stato finalmente approvato.
In sintesi, la nuova norma consente il recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati dall’uso agricoli individuati dal P.G.T. o con perizia che asseveri lo stato di abbandono da almeno 3 anni.
L’intervento, da realizzarsi nel rispetto dei caratteri dell’architettura e del paesaggio rurale e senza costituire interferenza con l’attività agricola in essere, deve essere approvato dal Consiglio Comunale (con un solo passaggio) per consentire la deroga al P.G.T.. Viene consentito l’insediamento di destinazioni extra agricole, ad esclusione di quelle produttivo-industriale e commerciale non di vicinato. E’ previsto anche l’aumento del 20% della superficie lorda esistente per gli ampliamenti.
L’efficacia della deroga, nel caso in cui l’intervento di recupero edilizio sia assoggettato anche a previsioni impeditive contenute in piani territoriali di enti sovracomunali, è subordinata all’assunzione di una deliberazione derogatoria di tali enti.

I contributi di costruzione rispetto alle nuove destinazioni sono ridotti al 50%. Resta confermata la gratuità per gli edifici recuperati ai fini agricoli.

Il presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia avv. Achille Colombo Clerici si unisce alla soddisfazione dei Consiglieri dell’Associazione e dei soci.

I complessi rurali, centri di organizzazione della vita agricola, rappresentano i nodi principali del paesaggio agrario e costituiscono gli elementi fondamentali di riconoscibilità del territorio. Le cascine, originarie del X secolo, si sono radicate in modo diffuso e capillare attorno al XIX secolo in tutta la pianura padana. Simbolo di un’economia fondata sull’agricoltura rappresentano oggi frammenti di memoria, esempi di cultura materiale, testimoni viventi di una storia e deposito di pratiche e sapere. Grande è dunque il valore collettivo per il loro significato in relazione al tempo, come vettore di memoria, in relazione allo spazio, come elemento identitario, ed infine in relazione alla società, come segno di appartenenza ( arch. Elvio Leonardi).
A causa della trasformazione della società da industriale prima a quella dei servizi poi e della specializzazione delle attività agricole, le campagne si sono progressivamente spopolate così come il patrimonio storico-architettonico delle cascine oggi in pericolo di estinzione.
Oggigiorno la maggior parte delle cascine non ha una funzione specifica e il loro mantenimento è diventato antieconomico per la maggior parte dei proprietari sia pubblici che privati.
La sopravvivenza delle cascine, del tessuto culturale annesso e la salvaguardia del fondi collegati è legata alla loro funzione, alla possibilità di un riuso compatibile con il loro carattere agricolo e ad un nuovo rapporto fra città e campagna.

L’Associazione 100 Cascine è nata con lo spirito di promuovere nella società e presso i proprietari di cascine i valori di tutela, conservazione e valorizzazione del paesaggio rurale e delle cascine ivi ubicate le quali costruiscono patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico, agricolo e di edilizia rurale da preservare.
L’Associazione ha l’obiettivo di individuare e promuovere in collaborazione con i centri di ricerca e le istituzioni del territorio politiche e normative che consentano di insediare nuove funzioni all’interno delle cascine. Ad esempio centri di ospitalità, di ricerca, di formazione e di lavoro che possano rappresentare, in una logica multifunzionale e rispettosa della vocazione agricola, una fonte di reddito alternativo per la conservazione del fabbricato storico, per la tutela del territorio dal consumo di suolo e per il settore agricolo oggi in sofferenza.

La difesa del territorio dal consumo di suolo, che in Italia viene divorato ad un ritmo pari ad oltre 20.000 ettari all’anno, è uno dei pilastri dell’Associazione 100 Cascine. Le cascine nuovamente attive avranno un ruolo fondamentale a favore della tutela del territorio rurale e diventeranno avamposto di pratiche sostenibili e di tutela della biodiversità.

Foto
da sin. Alessandro Barbiano di Belgiojoso e Achille Colombo Clerici

QN Il Giorno pag. 24 – 07.12.2019 “Big europei così perdiamo posizioni” di Achille Colombo Clerici

dicembre 9, 2019

QN IL GIORNO pag. 24 · 07-12-2019 BIG EUROPEI COSI’ PERDIAMO POSIZIONI
Madrid, Lisbona e Varsavia fanno progressi

di
Achille Colombo Clerici

Fino a qualche anno fa la Lombardia era annoverata tra i ‘motori d’Europa’ assieme a –  in ordine di Pil –  Baden Wuerttemberg, Catalogna, Alvernia-Rodano-Alpi. La crisi del 2008 ha profondamente modificato la classifica. In totale sono 19 le regioni europee, con un PIL pro capite pari ad almeno il 50% in più della media dell’ UE. Nessuna in Italia.

Secondo l’indice di competitività regionale elaborato dalla Commissione europea sulla base di 74 indicatori, tutte le regioni italiane sono sotto la media del Continente, dove avanzano la comunità autonoma di Madrid e le aree metropolitane di Lisbona e di Varsavia.

La Lombardia in termini assoluti resta, e di gran lunga, la più ricca ed economicamente forte fra le regioni italiane, grazie anche al numero di abitanti (l’Emilia-Romagna, per citare, sarebbe seria concorrente a parità di residenti e quindi di produttività): ma è irrimediabilmente frenata da fattori generali nazionali quali la stabilità  e la qualità delle istituzioni, l’eccesso di burocrazia, l’inquinamento delle mafie di importazione, la carenza di infrastrutture in rapporto alla capacità produttiva, la reattività tecnologica, mantenendo comunque buoni livelli per sanità, istruzione universitaria, dimensioni del mercato, export.

L’elevato debito pubblico, che sul piano politico rappresenta un handicap,     combinato con l’assenza di riforme tese a sanare le criticità varie, istituzionali ed economiche nazionali, ha portato il Paese ad essere il fanalino di coda del Continente.

Tutti o quasi gli indicatori lo confermano.
Il rapporto 2018 del World Economici Forum  certifica alcuni consolanti livelli italiani, ad esempio la capacità di innovazione (dove siamo ventiduesimi), le infrastrutture (ventunesimi), la dimensione del mercato (dodicesimi) o la sanità (dove siamo sesti); ma ci vede al 31° posto sui 140 Paesi presi in esame. In Europa i Paesi che ci stanno davanti, dall’Islanda alla Spagna, sono addirittura 16.

Recente, lo “schiaffo” dei mercati che hanno dichiarato la Grecia più affidabile dell’Italia, con i rendimenti dei bond governativi di Atene diventati più convenienti  dei corrispondenti btp italiani su diverse  scadenze.

Colombo Clerici