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QN Il Giorno pag. 24 – 11.01.2020 “I molti ostacoli sul cammino della locazione” di Achille Colombo Clerici

gennaio 17, 2020

Secondo il rapporto biennale del Mef e dell’Agenzia delle Entrate (dati fermi al 2016), tre italiani su quattro risiedono in case di proprietà. Un dato che si può interpretare in positivo, ma che può anche generare perplessità. Non è tutto oro quel che luccica. Infatti le abitazione in proprietà (a differenza della locazione) non producono gettito fiscale: né Imu, né imposte dirette, o indirette. E danno luogo in misura molto minore all’indotto, in quanto non si eseguono lavori di ammodernamento necessari per locare a terzi: rifacimenti di impianti, certificazioni energetiche, imbiancature, pulizie. Si tratta insomma di un patrimonio economicamente statico. Il turn over abitativo della locazione comporta viceversa spese di trasloco, adeguamento tecnologico, professionali e via dicendo. Le case di proprietà sono anche di impedimento ai processi di ristrutturazione economico industriale del Paese, che richiederebbero una forte mobilità abitativa; e un freno all’ammodernamento delle città. Non parliamo poi degli effetti sul mercato immobiliare, in termini di incontro di domanda e offerta, oggi praticamente mancante per l’80 % del patrimonio abitativo nazionale. Per tanti anni l’Italia ha praticato una politica abitativa che ha penalizzato la locazione privata. L’ attuale situazione, che ci vede lontani dagli standard dei Paesi più evoluti, è la conseguenza di quella politica. I blocchi dei contratti e dei canoni, la legge dell’equo canone, i blocchi degli sfratti, l’eccessivo carico fiscale, hanno prodotto dismissioni, frazionamenti. In sintesi, la politica italiana ha sempre interpretato in modo distorto e distorcente il dettato del secondo comma dell’art. 47 della Costituzione. Ostacoli sul cammino della locazione, invece di strada spianata all’acquisto in proprietà.

Achille Colombo Clerici con Nicolo’  Zanon

Recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati – Legge Regione Lombardia n. 18/2019 – Associazione 100 Cascine – Istituto INSTAT informa

gennaio 7, 2020

ISTITUTO NAZIONALE PER LO STUDIO E LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO – INSTAT

Informa

 

Con la legge regionale che consente il recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati

NUOVA VITA PER LE CASCINE LOMBARDE SIMBOLO DEL NOSTRO TERRITORIO

La Regione Lombardia, con la legge n. 18 del 26 novembre 2019, consente il recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati. L’Associazione 100 Cascine, dopo il Convegno alla Cascina Erbatici (PV) del novembre 2009, ha lavorato su un progetto di modifica della Legge sul Governo del Territorio della Regione Lombardia (L.R. 12/2005) finalizzato a favorire il recupero del patrimonio storico delle cascine.

Dopo anni di impegno, la norma sul recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati è stata approvata. I Consiglieri e i Soci dell’Associazione 100 Cascine ringraziano l’avv. Maria Sala per la costanza nel portare avanti questo importante progetto di legge che è stato finalmente approvato.
In sintesi, la nuova norma consente il recupero degli edifici rurali dismessi o abbandonati dall’uso agricoli individuati dal P.G.T. o con perizia che asseveri lo stato di abbandono da almeno 3 anni.
L’intervento, da realizzarsi nel rispetto dei caratteri dell’architettura e del paesaggio rurale e senza costituire interferenza con l’attività agricola in essere, deve essere approvato dal Consiglio Comunale (con un solo passaggio) per consentire la deroga al P.G.T.. Viene consentito l’insediamento di destinazioni extra agricole, ad esclusione di quelle produttivo-industriale e commerciale non di vicinato. E’ previsto anche l’aumento del 20% della superficie lorda esistente per gli ampliamenti.
L’efficacia della deroga, nel caso in cui l’intervento di recupero edilizio sia assoggettato anche a previsioni impeditive contenute in piani territoriali di enti sovracomunali, è subordinata all’assunzione di una deliberazione derogatoria di tali enti.

I contributi di costruzione rispetto alle nuove destinazioni sono ridotti al 50%. Resta confermata la gratuità per gli edifici recuperati ai fini agricoli.

Il presidente di Assoedilizia e di Federlombarda Edilizia avv. Achille Colombo Clerici si unisce alla soddisfazione dei Consiglieri dell’Associazione e dei soci.

I complessi rurali, centri di organizzazione della vita agricola, rappresentano i nodi principali del paesaggio agrario e costituiscono gli elementi fondamentali di riconoscibilità del territorio. Le cascine, originarie del X secolo, si sono radicate in modo diffuso e capillare attorno al XIX secolo in tutta la pianura padana. Simbolo di un’economia fondata sull’agricoltura rappresentano oggi frammenti di memoria, esempi di cultura materiale, testimoni viventi di una storia e deposito di pratiche e sapere. Grande è dunque il valore collettivo per il loro significato in relazione al tempo, come vettore di memoria, in relazione allo spazio, come elemento identitario, ed infine in relazione alla società, come segno di appartenenza ( arch. Elvio Leonardi).
A causa della trasformazione della società da industriale prima a quella dei servizi poi e della specializzazione delle attività agricole, le campagne si sono progressivamente spopolate così come il patrimonio storico-architettonico delle cascine oggi in pericolo di estinzione.
Oggigiorno la maggior parte delle cascine non ha una funzione specifica e il loro mantenimento è diventato antieconomico per la maggior parte dei proprietari sia pubblici che privati.
La sopravvivenza delle cascine, del tessuto culturale annesso e la salvaguardia del fondi collegati è legata alla loro funzione, alla possibilità di un riuso compatibile con il loro carattere agricolo e ad un nuovo rapporto fra città e campagna.

L’Associazione 100 Cascine è nata con lo spirito di promuovere nella società e presso i proprietari di cascine i valori di tutela, conservazione e valorizzazione del paesaggio rurale e delle cascine ivi ubicate le quali costruiscono patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico, agricolo e di edilizia rurale da preservare.
L’Associazione ha l’obiettivo di individuare e promuovere in collaborazione con i centri di ricerca e le istituzioni del territorio politiche e normative che consentano di insediare nuove funzioni all’interno delle cascine. Ad esempio centri di ospitalità, di ricerca, di formazione e di lavoro che possano rappresentare, in una logica multifunzionale e rispettosa della vocazione agricola, una fonte di reddito alternativo per la conservazione del fabbricato storico, per la tutela del territorio dal consumo di suolo e per il settore agricolo oggi in sofferenza.

La difesa del territorio dal consumo di suolo, che in Italia viene divorato ad un ritmo pari ad oltre 20.000 ettari all’anno, è uno dei pilastri dell’Associazione 100 Cascine. Le cascine nuovamente attive avranno un ruolo fondamentale a favore della tutela del territorio rurale e diventeranno avamposto di pratiche sostenibili e di tutela della biodiversità.

Foto
da sin. Alessandro Barbiano di Belgiojoso e Achille Colombo Clerici

QN Il Giorno pag. 24 – 07.12.2019 “Big europei così perdiamo posizioni” di Achille Colombo Clerici

dicembre 9, 2019

QN IL GIORNO pag. 24 · 07-12-2019 BIG EUROPEI COSI’ PERDIAMO POSIZIONI
Madrid, Lisbona e Varsavia fanno progressi

di
Achille Colombo Clerici

Fino a qualche anno fa la Lombardia era annoverata tra i ‘motori d’Europa’ assieme a –  in ordine di Pil –  Baden Wuerttemberg, Catalogna, Alvernia-Rodano-Alpi. La crisi del 2008 ha profondamente modificato la classifica. In totale sono 19 le regioni europee, con un PIL pro capite pari ad almeno il 50% in più della media dell’ UE. Nessuna in Italia.

Secondo l’indice di competitività regionale elaborato dalla Commissione europea sulla base di 74 indicatori, tutte le regioni italiane sono sotto la media del Continente, dove avanzano la comunità autonoma di Madrid e le aree metropolitane di Lisbona e di Varsavia.

La Lombardia in termini assoluti resta, e di gran lunga, la più ricca ed economicamente forte fra le regioni italiane, grazie anche al numero di abitanti (l’Emilia-Romagna, per citare, sarebbe seria concorrente a parità di residenti e quindi di produttività): ma è irrimediabilmente frenata da fattori generali nazionali quali la stabilità  e la qualità delle istituzioni, l’eccesso di burocrazia, l’inquinamento delle mafie di importazione, la carenza di infrastrutture in rapporto alla capacità produttiva, la reattività tecnologica, mantenendo comunque buoni livelli per sanità, istruzione universitaria, dimensioni del mercato, export.

L’elevato debito pubblico, che sul piano politico rappresenta un handicap,     combinato con l’assenza di riforme tese a sanare le criticità varie, istituzionali ed economiche nazionali, ha portato il Paese ad essere il fanalino di coda del Continente.

Tutti o quasi gli indicatori lo confermano.
Il rapporto 2018 del World Economici Forum  certifica alcuni consolanti livelli italiani, ad esempio la capacità di innovazione (dove siamo ventiduesimi), le infrastrutture (ventunesimi), la dimensione del mercato (dodicesimi) o la sanità (dove siamo sesti); ma ci vede al 31° posto sui 140 Paesi presi in esame. In Europa i Paesi che ci stanno davanti, dall’Islanda alla Spagna, sono addirittura 16.

Recente, lo “schiaffo” dei mercati che hanno dichiarato la Grecia più affidabile dell’Italia, con i rendimenti dei bond governativi di Atene diventati più convenienti  dei corrispondenti btp italiani su diverse  scadenze.

Colombo Clerici

Osservatorio Smart City – Newsletter n. 2 – Ottobre 2019

novembre 19, 2019

Newletter-OsservatorioSC02

Dreamers Day 2019 al Teatro Dal Verme di Milano – Stefano Simontacchi presenta sei opere – Europasia informa

novembre 18, 2019

     Istituto Europa Asia
EUROPASIA
Europe Asia Institute

Informa

 

Sei opere dal profondo significato spirituale presentate in anteprima al Dreamers Day da Stefano Simontacchi

La vita senza uno scopo è priva di significato.
La spiritualità come via per camminare la Vita in modo consapevole

*    *    *

“I sogni non vanno realizzati, vanno vissuti. Se vogliamo realizzare un sogno dobbiamo essere disposti a viverlo. I sogni non possono essere fini a se stessi, non possono avere il limite di un traguardo finale”. E’ con queste parole che Stefano Simontacchi si è presentato sul palco del Dreamers Day (una ideale passerella per pensatori, artisti e imprenditori che fanno del sogno il motore propulsore della loro attività) rimarcando l’importanza di avere uno scopo nella vita. Non è la prima volta che Simontacchi partecipa all’evento che coinvolge sognatori pragmatici che provengono dai quattro angoli del pianeta per condividere le loro esperienze e il loro percorso di vita. Stefano Simontacchi ha condiviso, in anteprima con il pubblico del teatro Dal Verme di Milano, sei opere da lui ideate e realizzate per mettere l’osservatore in contatto con il proprio se più profondo, la propria energia, le proprie emozioni. Le opere hanno accompagnato tutta la rassegna con l’intento di aiutare gli intervenuti a affrontare il loro inconscio, a rievocare l’esperienza della nascita, a sentire e vivere l’amore con l’aiuto della Grande Madre, a ricaricare l’energia, a entrare in connessione profonda con il proprio mondo spirituale, a favorire – infine – l’allineamento e l’equilibrio per vivere il sogno senza paura.

Molti sono stati i riferimenti a Gesù e ai Vangeli e a come la chiave per vivere pienamente i propri sogni siano le emozioni e quindi la Fede e l’affidamento. Nei miracoli compiuti da Gesù i protagonisti non sono strani poteri o energie, ma la fede e l’emozione del credere. “Sono qui oggi con i miei portali emozionali,  le mie opere sul palco del Dreamers Day e a marzo farò la mia prima mostra, seguita da un’importante installazione. Sono molto contento, non è scontato che  una persona come me, che ha fatto tutt’altro nella vita, si presenti oggi con un percorso artistico, spirituale, di ricerca estetica ed emozionale, a 49 anni, avendo fatto e facendo tutt’altro nella vita” ha aggiunto Simontacchi che è esperto di fiscalità internazionale, presidente del più grande studio legale italiano, della Fondazione Ospedale dei Bambini Buzzi, docente  dell’Advanced LL.M. in International Taxation dell’ International  Tax Center Leiden,  Direttore del Transfer Pricing Research Center Leiden.  E’ anche Consigliere di amministrazione di Prada, RCS MediaGroup, e ISPI.

Al Dreamers Day però partecipa in omaggio allo studio e all’ approfondimento della spiritualità, che  esprime nei suoi interventi sullo scopo della vita e nella sua espressione artistica.

“Io credo che per vivere consapevolmente la vita dobbiamo essere liberi, che significa fondamentalmente rimuovere dalla nostra vita tre spettri: l’aspettativa, la paura e la colpa” – sostiene.

E’ basandosi su questi pilastri che Stefano Simontacchi ha condiviso la sua esperienza, il suo percorso e le intuizioni che lo guidano nella quotidianità, a qualsiasi cosa sia dedito. Se probabilmente chi lo conosce per motivi professionali o collabora con lui nell’impegno sociale lo intuiva solamente, da oggi l’aspetto del sognatore professionista, così profondamente radicato nello spirito di Stefano Simontacchi, trova espressione piena e manifestazione compiuta sia nelle opere, sia nel discorso pronunciato.

“Devo affidarmi e scoprirò che spesso quello che troverò sul mio cammino sarà migliore di quello che avevo programmato. Dobbiamo lasciarci sorprendere dalla vita e dare alla vita la possibilità di sorprenderci” ha concluso Simontacchi, ispirando gli intervenuti con il potere delle emozioni e la somma importanza del purpose.

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Stefano Simontacchi

Esperto di fiscalità nazionale e internazionale e voce influente nel panorama economico-finanziario, è Presidente di  BonelliErede e Presidente della Fondazione Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano, la “stella cometa” nell’universo degli ospedali pediatrici del nostro Paese. Ha portato il sogno nello sviluppo di tutte le organizzazioni con cui collabora.

Ha lavorato alla stesura di norme per il nostro Paese quali, tra le altre, il Patent Box e l’African Act. Scrive e interviene regolarmente sulle principali testate economico-finanziarie su tematiche fiscali e di scenario.
È docente dell’Advanced LL.M. in International Taxation dell’International  Tax Center Leiden e Direttore del Transfer Pricing Research Center Leiden. E’ stato membro del Joint Transfer Pricing Forum dell’UE.

È inoltre Consigliere di amministrazione di Prada, RCS MediaGroup, ISPI e Assoedilizia.

Si dedica allo studio e all’approfondimento della spiritualità, che trova sintesi sia nei suoi interventi sullo scopo della vita, sia nella sua espressione artistica.

 

 

BONUS FACCIATE DEGLI EDIFICI – Prima nota interpretativa a cura di Assoedilizia – Le CRITICITA’: ripulitura delle serrande dei negozi e proprietà individuale o in condominio dei soggetti IRES: il bonus non si applicherebbe

novembre 6, 2019

Manovra fiscale 2020
Scheda Bonus facciate

Il bonus per il “recupero” delle facciate degli edifici.

CRITICITA’: ripulitura delle serrande dei negozi e proprietà individuale o in condominio dei soggetti IRES; casi nei quali non si applicherebbe il bonus

SCHEDA

A) GENERALITA’

Questa la situazione allo stato attuale:

ENTITA’  ella detrazione: 90% della spesa (annuale), senza limite di importo di spesa (è probabile che venga istituito durante i lavori parlamentari);

TIPOLOGIA dei lavori: interventi edilizi, comprese le manutenzioni straordinarie ed ordinarie, finalizzati al recupero o restauro della facciata (ad esempio: rifacimento prospetto, rifacimento decorazioni e fregi, eliminazione scritte e graffiti, sostituzione canali di gronda, rifacimento balconi);

APPLICABILITA’ del  beneficio:

soggetti IRPEF (persone fisiche private, società semplici, enti non commerciali).

Il condominio non è un soggetto irpef quindi tecnicamente la detrazione spetta alla persona fisica privata proprietaria dell’unità individuale o facente parte del condominio.

Sono esclusi le imprese individuali e collettive e i soggetti IRES (società di capitali, enti commerciali e altre persone giuridiche).
Ne beneficiano imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

In caso di presenza di condomini “imprese” e “soggetti IRES”, sarebbe consentita la spesa come “onere-costo inerente deducibile” dal reddito di impresa, ma non come detrazione di imposta (sempre con le regole di cui al punto successivo);

per le società di gestione immobiliare (soggetti IRES) opererebbe, ai sensi dell’art. 90 del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR), la seguente situazione:
– spese di manutenzione ordinaria: deducibilità nel limite del 15% del canone di locazione;
– spese straordinarie, restauro, risanamento e ristrutturazione:
indeducibilità, fatta salva la loro capitalizzazione.

TEMPISTICA: applicabilità del beneficio dal 1° gennaio 2020 per le spese sostenute nel corso dell’anno 2020, secondo il principio di “cassa”. E’ probabile che venga stabilito durante i lavori parlamentari per quanti anni va ripartito il beneficio.

Gli altri dettagli verranno stabiliti dalla norma di legge e illustrati e approfonditi dall’Agenzia delle Entrate nella consueta circolare di inizio d’anno.

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  1. B) Le serrande dei negozi

Se in senso edilizio e architettonico rientrano nel concetto di edificio e facciata gli elementi decorativi dei balconi (c.d. “frontalini”, i cementi decorativi dei parapetti, le viti di ottone e i piombi ai pilastri della balaustra, ecc.), i quali svolgendo una funzione decorativa estesa dell’edificio costituiscono, come tali, parti comuni ai sensi dell’art. 1117 del c.c., non altrettanto può dirsi per le serrande dei negozi.

Tuttavia è innegabile che la facciata condominiale altro non è che l’insieme delle linee architettoniche e delle strutture ornamentali che connotano l’edificio, imprimendogli una propria fisionomia autonoma e un particolare pregio estetico. E l’imbrattatura anche delle serrande non dà certamente “pregio estetico” alla facciata e quindi all’edificio, per cui la loro verniciatura, quale manutenzione ordinaria, potrebbe essere consentita.

Se le serrande non sono considerate parti comuni dell’edificio non sarebbero suscettibili dell’agevolazione in oggetto. Il loro costo di manutenzione sarebbe quindi a carico della proprietà conseguentemente l’eventuale agevolazione dovrebbe essere valutata in relazione alla condizione soggettiva del proprietario (persona fisica ecc).

Anche l’eventuale apertura interpretativa da parte dell’AdE dovrebbe essere “gestita” in relazione al soggetto che fosse tenuto al sostenimento della spesa in questione.

Meglio però se la questione venisse chiarita da una pronuncia ufficiale, trattandosi di agevolazioni fiscali per le quali l’interpretazione della norma è stretta e rigorosa.

Foto:
Vittorio Sgarbi e Achille Colombo Clerici in un tour attraverso la città imbrattata dagli sgorbi sui muri

 

 

Il Sole 24 Ore pag. 3 – 03.11.2019 Facciate, lavori, mobili: la casa fa il pieno di bonus (S.Fossati/G.Latour)

novembre 5, 2019

 

FACCIATE, LAVORI, MOBILI:
la casa fa il pieno di bonus

Incentivi: sconto del 90% a chi interviene sull’esterno degli edifici.
Prorogate al 2020 le detrazioni per efficientamento energetico e ristrutturazioni. Stop al bonus giardini

Pagina a cura di Saverio Fossati
Giuseppe Latour

Per uno sconto fiscale che chiude la sua breve vita, ne arriva un altro che promette di essere molto utilizzato in tutti i condomini italiani.

A uscire di scena, con la legge di Bilancio 2020, sarà il bonus verde: la detrazione del 36% ha, probabilmente, deluso le aspettative. Farà, invece, il suo esordio lo sconto dedicato all’abbellimento delle facciate: sarà pari al 90%, avrà maglie molto larghe (basterà tinteggiare per incassarlo) e nessun tetto di spesa.

Senza dimenticare che, a completare il quadro, ci sarà il consueto pacchetto di proroghe: guadagnano, così, un altro anno di vita l’ecobonus, il bonus ristrutturazioni e quello dedicato ai mobili. Per tutti loro non ci saranno novità di merito rispetto al 2019. Si prosegue esattamente con le stesse regole. Anche se, in nessun caso, arrivano le sempre auspicate proroghe pluriennali.

Il bonus facciate
La novità con il potenziale maggiore è, senza dubbio, quella del bonus facciate.
Si tratta di uno sconto fiscale che si innesta sulla base del bonus ristrutturazioni,  portando il suo ammontare dal 50 al 90% per le spese documentate, sostenute nel 2020, relative a interventi sulle facciate degli edifici.
La definizione data dalla bozza della legge di Bilancio è molto ampia: potranno essere portate in detrazione le spese relative agli interventi di recupero o restauro della facciata, compresi quelli di manutenzione. ordinaria.
Bisognerà attendere il lavoro dell’agenzia delle Entrate per sciogliere tutti i dubbi applicativi, a partire da come questo sconto si intreccerà con l’ecobonus per i cappotti termici. Di certo, però, la norma della manovra sulla carta ricomprende intonacatura, verniciatura, rifacimento di ringhiere, decorazioni, marmi di facciata, balconi, ma anche impianti di illuminazione, pluviali, cavi che portano il segnale televisivo.

L’altro punto caratterizzante riguarda i massimali di spesa. La legge di Bilancio dice chiaramente che non si applica nessuno di quelli che oggi vincolano i bonus casa. Non c’è da stupirsi, allora, del grande interesse riscosso dalla detrazione in questi primi giorni. Ad esempio, Assoedilizia (la sigla che riunisce i proprietari di immobili di Milano) si prepara a lanciare un appello al Comune lombardo per promuovere l’utilizzo massiccio del bonus.

Le proroghe
Ad arricchire il pacchetto ci sono, poi, le consuete proroghe. In questo caso va sottolineato che, nonostante le promesse della vigilia, non è stato rispettato il proposito di allungare per più di un anno la vita dei bonus casa. Fino al 2020 sarà ancora possibile sfruttare l’ecobonus con l’assetto attuale: detrazione del 65%, che viene ridotta al 50% in alcuni casi. Ad esempio, per l’acquisto e la posa in opera di finestre come di infissi o per le schermature solari. Comunque, nel merito nessuna novità rispetto ad oggi.
Ci sarà ancora un anno anche per i150% relativo alle ristrutturazioni:
lo sconto base, insomma, anche per il 2020 non sarà depotenziato al 36 per cento. Al bonus ristrutturazioni sarà agganciato, come è stato per il 2019, il bonus mobili. La nuova regola è che per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati dal 2019 è riconosciuta una detrazione pari al 50% per le ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe pari almeno ad A+.

Il bonus verde
Tra tante conferme e novità, c’è da segnalare una vittima della manovra.
Si tratta del bonus giardini: la detrazione Irpef del 36% per gli interventi di sistemazione a verde e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili, nelle bozze della manovra, non viene citata tra quelle da prorogare. Segno che, probabilmente, dall’esordio ad oggi ha deluso le aspettative, tanto da essere cassata.

Gli altri sconti
Infine, ci sono alcune agevolazioni che fanno parte della famiglia dei bonus casa ma che non hanno avuto bisogno di una conferma: per loro, in passato, è stato disposto un finanziamento pluriennale. Andrà così avanti fino al 2021 il sismabonus, lo sconto fiscale dedicato alla messa in sicurezza degli immobili, che dà diritto a detrazioni che, nella migliore delle ipotesi, possono toccare 1’85 per cento.

Discorso simile per l’ecobonus condominiale. Arriva fino al 2021 la detrazione dedicata alle parti comuni: potrà avere un ammontare del 70 o 75%, a seconda dei casi. Rientra sotto questo ombrello il cappotto termico, un intervento di efficientamento globale degli edifici tra i più praticati

 

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BOX

Il ministro.

Il bonus facciate nasce da una proposta del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini; è ispirato al modello della legge Malraux, approvata in Francia negli anni Sessanta

IN SINTESI LA NOVITÀ

Bonus facciate
Il nuovo sconto fiscale avrà un importo pari al 90 per cento.
Sarà possibile richiederlo per tutti gli interventi di rifacimento delle facciate, inclusa la manutenzione ordinaria. La bozza della legge di Bilancio stabilisce che non sono previsti massimali di spesa

LA PROROGA

Bonus ristrutturazioni

Lo sconto fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie, come di consueto, guadagna un altro anno per effetto della bozza della legge di Bilancio. Anche per il 2020, allora, non sarà ridimensionato al 36%, ma non ci saranno proroghe pluriennali

ANCHE NEL 2020

Bonus mobili
È l’altra proroga disposta dalla bozza della legge di Bilancio 2020.
Anche il prossimo anno sarà possibile agganciare ai lavori di ristrutturazioni lo sconto fiscale dedicato all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici in classe non inferiore ad A+

IL TAGLIO
Bonus verde
Lo sconto fiscale del 36% dedicato ai giardini e alla sistemazione a verde ha avuto vita breve. Le bozze della manovra non lo citano: vuoi dire che si esaurirà alla fine del 2019. Evidentemente, dalla sua nascita ad oggi ha riscosso poco successo

LA CONFERMA

Ecobonus
Il bonus dedicato all’efficientamento energetico è confermato nel 2020. Le regole restano identiche anche per il prossimo anno. Ci saranno, quindi, due scaglioni, al 65 e al 50 per cento. L’incentivo avrà percentuali ridotte, tra gli altri, per infissi e schermature solari

FINO AL 2021

Sismabonus
Non c’era bisogno di disporre proroghe per il sismabonus, lo sconto fiscale dedicato alla messa in sicurezza degli immobili che può arrivare fino all’55 per cento. La detrazione è già coperta fino al 2021, esattamente come l’ecobonus per gli interventi su parti comuni dei condomìni

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1

CEDOLARE AFFITTI

Contratti concordati sempre al 10%

L’aliquota agevolata che scadeva quest’anno diventa permanente

Successo pieno della proprietà edilizia, in questo caso supportata anche dal Sunia (sindacato inquilini):

la cedolare sugli affitti a canone concordato (il cosiddetto “3+2”) rimane al 10% e non solo a titolo provvisorio.

La vicenda si chiude quindi positivamente per il mondo immobiliare:

l’aliquota speciale per i canoni concordati (sugli affitti a libero mercato era e resta al 21%) era scesa dal 15% al 10% nel 2014, ma era previsto che la riduzione terminasse a fine 2019. Quindi dal 2020 sarebbe tornata al 15% su tutti i canoni concordati.

Pochi giorni fa, però, nella prima bozza della legge di Bilancio 2020, veniva lanciata una nuova aliquota speciale del 12,5% «a regime».

Sempre meglio del ritorno al 15 per cento (per un bilocale medio il peso fiscale sarebbe aumentato dai 150 ai 180 euro l’anno), ma proprietà e inquilini si sono fatti sentire e hanno ottenuto non solo che la cedolare restasse al 10% ma anche che questa aliquota venisse fissata una volta per tutte.

La norma nella legge di Bilancio 2020 dice, infatti, che «all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, le parole “al 15 per cento” sono sostituite dalle seguenti “al 10 per cento”».

In ogni caso, nel nuovo regime delle detrazioni per i redditi sopra i 120mila euro è specificato che nel calcolo entrano anche i redditi da locazione (con canone concordato o di mercato) assoggettati alla cedolare secca.

2)

FINANZIAMENTI

Prima casa, 10 milioni per il fondo di garanzia

Scende al 6,5% la percentuale per le insolvenze

Dieci milioni al fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa nel 2020: non molto, anche considerando che solo pochi mesi fa, nel decreto Crescita, ne erano stati stanziati 100 da usare nel 2019. Scende anche la quota da accantonare a copertura delle eventuali sofferenze al 6,5% dell’importo erogato.

Il fondo rotativo era stato istituito con la legge di Stabilità 2014 (articolo 48, comma 1, della legge 147/2013) per supportare l’acquisto della prima casa o per gli interventi di ristrutturazione dell’abitazione principale (non di lusso).

Ad ora sono state ammesse 147.029 operazioni di mutuo, per un controvalore di circa16,5 miliardi di euro; 56% delle operazioni di finanziamento riguarda giovani di età compresa tra í 20 e i 35 anni.

Nella legge di Bilancio 2020 è anche disposto che all’articolo 19, comma 2, del D134/2019, cioè appunto il decreto Crescita, le parole

«all’8 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «al 6,5 per cento». Il Dl Crescita, infatti, aveva fatto scendere la percentuale da accantonare sull’importo di ogni garanzia rilasciata, dal 10% all’8 per cento.

La scelta era stata fatta tenendo conto dell’indice dei crediti “a rischio”

relativo a prime case e del fatto che in realtà gli accantonamenti sino a quel momento effettuati erano stati in largo eccesso rispetto alle necessità (solo 35 garanzie sinora escusse, per un controvalore di circa 500mila euro). Ora, dopo pochi mesi, la percentuale scende al 6,5 per cento.

3)

VALORI TASSABILI

Rivalutazioni prorogate e plusvalenze più onerose

Sale dal 20% al 26% l’imposta sostitutiva per evitare l’Irpef

Una norma piuttosto articolata è dedicata alle rivalutazioni dei terreni delle società semplici e delle persone fisiche e alla tassazione delle plusvalenze realizzate vendendo immobili comprati da meno di cinque anni. Si parte dalla mini stangata per l’imposta sostitutiva dell’Irpef da applicare sulla plusvalenza realizzata in caso di rivendita di un immobile acquistato o costruito da meno di cinque anni: si passa dall’aliquota del 20% (introdotta nel 2005) a quella del 26%, con un aumento del 30 per cento. Dato che in questi anni gli incrementi dei valori di mercato sono stati quasi nulli, in molti casi l’incremento peserà abbastanza poco.

Viene quindi riproposta la possibilità di rivalutare (agli effetti della determinazione delle plusvalenze)

il valore delle partecipazioni non negoziate e dei terreni, per i beni posseduti al gennaio 2020. Per i terreni (agricoli ed edificabili) e per le partecipazioni in società non quotate possedute da persone fisiche e società semplici la rivalutazione si realizza pagando un’imposta sostitutiva dell’11% da applicare sul maggior valore attribuito ai cespiti.

Per le imprese che non seguono gli Ias, poi, è possibile la rivalutazione a bilancio dei beni strumentali e non. Quanto ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2021. L’imposta sostitutiva è pari al 20 per cento dei maggiori valori iscritti.

BOX

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MANOVRA 2020

La grande novità della nuova legge di Bilancio, sul fronte della casa, è il bonus facciate del 90%, pensato per abbellire le città italiane e ispirato alla legge Malraux, strumento nato in Francia negli anni Sessanta

Restano confermati al 2021 il sismabonus e l’ecobonus dedicato alle parti comuni dei condomini