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Consolato Generale d’Italia a Lugano – Cerimonia di commiato del Console Massoni per avvicendamento

settembre 14, 2021

CONSOLATO GENERALE D’ITALIA A LUGANO
Il saluto del Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

IL CONSOLE D’ITALIA A LUGANO MAURO MASSONI SI E’ ACCOMIATATO DALLA CITTA’. GLI SUCCEDE GABRIELE MEUCCI 

Il Console Generale d’Italia a Lugano Min. Plen. Amb.Mauro Massoni e la Signora Olga Massoni, in occasione della loro partenza da Lugano, hanno incontrato, all’Hotel Splendide, i rappresentanti della municipalità e del Governo elvetico, autorità nazionali e cantonali svizzere, nonché alcuni esponenti della comunità svizzera ed italiana di Lugano. Tra questi il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. “Ringrazio il Console Massoni per gli anni di proficua collaborazione nei rapporti tra Italia e Svizzera che hanno presto cementato una autentica amicizia – ha detto – e sono certo che ciò continuerà anche con il suo successore Console Generale Gabriele Meucci”.

Dopo il saluto protocollare del Consigliere di Stato Norman Gobbi, l’Ambasciatore d’Italia Silvio Mignano, amico di famiglia del Console Massoni, ne ha ricordato i tratti salienti della carriera e le preclari doti di figura diplomatica esperta e prudente, ma al tempo stesso aperta ad esperienze di rinnovamento e di progresso.
Presenti, tra gli altri, il Prefetto di Como Andrea Polichetti ed il Questore Giuseppe De Angelis, il past president della Associazione Carlo Cattaneo, Paolo Grandi, e Remigio Ratti.

Fortemente sentito il saluto di commiato del Ministro Mauro Massoni, che ha intrecciato i toni ufficiali, con le note della amicalità e dei sentimenti familiari.

Infine Mauro Massoni è stato simpaticamente insignito, dal presidente della Association Suisse des sommeliers professionnels del titolo di “Sommelier d’honneur”

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Nato a Roma e laureato in Scienze, Massoni ha percorso con successo le tappe della carriera diplomatica. Tra gli incarichi,  Console a Rio de Janeiro,  Primo segretario a L’Avana,  Capo Segreteria della Dir. Gen. Paesi Americhe,  Consigliere commerciale ad Atene,  .Capo Ufficio della Dir. Gen. Cooperazione Sviluppo,  Ambasciatore a Nairobi, accreditato, con credenziali di Ambasciatore, anche a Port Victoria (Isole Seychelles) e, con titolo e rango di Ambasciatore, presso l’U.N.E.P. (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e presso l’H.A.B.I.T.A.T. (Programma delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani). Ministro Plenipotenziario,  è stato nominato Console Generale di prima classe a Lugano il 3 settembre 2018. E’ Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica,

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Il nuovo Console Generale d’Italia a Lugano, Gabriele Meucci, si insedierà a Lugano il 1° ottobre. Già Ambasciatore d’Italia in Slovacchia, milanese, classe 1963, è in diplomazia dal 1991, dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 1988 all’Università di Milano e studi all’ISPI e all’Università di Bologna.

In precedenza, ha ricevuto diversi incarichi all’estero: Console d’Italia a Spalato, primo segretario commerciale a Ottawa (Canada), consigliere commerciale all’Ambasciata a Tirana (Albania), Console generale in Montenegro, dove è stato successivamente incaricato d’affari e Ambasciatore, primo consigliere d’Ambasciata a Berlino e capo della Missione Eulex in Kosovo, un contingente dell’UE di 2000 civili per aiutare il paese nella fase di creazione di uno Stato di diritto.

Chi è Gabriele Meucci, il nuovo Console generale d’Italia a Lugano.

Giunge a Lugano da Bratislava il Console d’Italia Gabriele Meucci, in precedenza Ambasciatore d’Italia in Slovacchia.

Gabriele Meucci, milanese, classe 1963, è in diplomazia dal 1991, dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 1988 all’Università di Milano e studi all’ISPI e all’Università di Bologna.

In precedenza, ha ricevuto diversi incarichi all’estero: è stato Ambasciatore in Slovacchia, Console d’Italia a Spalato (Croazia, 1995-1999), primo segretario commerciale a Ottawa (Canada, 1999-2001), consigliere commerciale all’Ambasciata a Tirana (Albania, 2001-2003), Console generale in Montenegro (2006), dove è stato successivamente incaricato d’affari (2007-2008) e Ambasciatore (2008-2009), primo consigliere d’Ambasciata a Berlino (2009-2013) e infine capo della Missione Eulex in Kosovo (2014-2016), un contingente dell’UE di 2000 civili per aiutare il paese nella fase di creazione di uno Stato di diritto.

Foto:

Achille Colombo Clerici, Mauro Massoni, Silvio Mignano, Paolo Grandi

Giuseppe De Angelis, Andrea Polichetti e Consorte, Achille Colombo Clerici, Paolo Grandi

Mauro Massoni e Achille Colombo Clerici

Cerimonia di commiato del Console Generale d’Italia a Lugano Min. Amb. Mauro Massoni – Photo gallery

settembre 13, 2021

Il Presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici con il Console Mauro Massoni, l’Amb. Silvio Mignano e il Dott. Paolo Grandi
con il Prefetto di Como Andrea Polichetti e la consorte, il Questore di Como Giuseppe De Angelis e il Dott. Paolo Grandi
con il Console Mauro Massoni
con Sig.ra Rosso e Paolo Grandi
con Paolo Grandi

“L’ispirazione del modello di Olivetti” – QN Il Giorno del 17 luglio 2021 – di Achille Colombo Clerici

luglio 19, 2021

Tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del secolo scorso Adriano Olivetti realizzò a Ivrea un modello d’impresa unico e innovativo; come testimonia la mostra itinerante “Universo Olivetti. Comunità come utopia concreta” che, attraverso la rete diplomatico consolare e degli Istituti Italiani di Cultura del Ministero degli Affari Esteri, raggiungerà i più importanti luoghi dell’innovazione e della cultura mondiali. Un progetto industriale, quello di Olivetti, che mette al centro l’attenzione al territorio, i servizi culturali, il welfare, la responsabilità sociale e la pianificazione urbanistica; un modello di azione imprenditoriale che appare ancora oggi, sotto ogni punto di vista, avanguardistico e esemplare.

Un modello che portò a prodotti tecnologici all’avanguardia nel mondo: come Elea 9003, computer commerciale a transistor realizzato dalla Divisione Elettronica Olivetti (il cui direttore, Mario Tchou, morì in un misterioso incidente d’auto) e il primo personale computer Programma 101 ceduto con l’intera Divisione Elettronica alla General Electric americana. P101 venne utilizzato, tra l’altro, per compilare le mappe lunari e per elaborare la traiettoria del viaggio della missione Apollo 11, che nel 1969 portò l’uomo sulla luna.

Tornando all’attualità, con il formidabile supporto delle risorse europee materializzate in Italia dal PNRR può partire la sfida a rendere l’Italia più vicino al modello olivettiano, replicandolo in tutto il Paese – scrive Enzo Maria Le Fevre Cervini per ISPI – dove il modello su cui si basa la nostra economia, quello delle piccole e medie imprese, abbracci l’innovazione di cui ha bisogno.

Già oggi le nostre imprese, da 10 a 499 dipendenti, pongono l’Italia al quinto posto al mondo per surplus commerciale (102 mld di euro); e nell’export manufatturiero (segmento Medie Imprese) siamo davanti alla Germania e agli Stati Uniti (dati Ocse), esportando 198,3 mld, più dell’intera industria manifatturiera britannica (189, 8 mld).

La speranza è che i due fattori – innovazione e risorse – inducano il Paese ad uscire dalla stagnazione che l’ha afflitto per decenni. Ma occorre innanzitutto che vengano superate alcune regole burocratiche e alcuni meccanismi che si sono stratificati, nonostante i tempi richiedessero, soprattutto al legislatore, di semplificare e non di sovrapporre. 

Premio Attrattività Finanziaria 2021 IV Edizione – Eccellenze d’Impresa, Arca Fondi Sgr e Harvard Business Review Italia

luglio 15, 2021

Il Premio Attrattività Finanziaria 2021 istituito da Eccellenze d’Impresa, Arca Fondi Sgr e Harvard Business Review Italia, con il patrocinio di Borsa Italiana giunto alla quarta edizione

Istituto Europa Asia Europasia informa

L’ITALIA PRIMEGGIA NON SOLO NEL CALCIO MA ANCHE NELL’EXPORT 

di Benito Sicchiero

Italia prima nel calcio in Europa, e nel mondo ai primissimi posti nell’export. Realtà confermata, con interessanti riflessioni e aggiornamenti, alla cerimonia di consegna del Premio Attrattività Finanziaria 2021. Il riconoscimento – istituito nel 2018 da Eccellenze d’Impresa, Arca Fondi Sgr e Harvard Business Review Italia, con il patrocinio di Borsa Italiana giunto alla quarta edizione – è rivolto alle imprese, quotate e non quotate, che presentano caratteristiche di eccellenza quanto a trasparenza, governance e capacità di attrarre risparmio privato per lo sviluppo e la crescita. Per la categoria quotate il Premio è stato assegnato a Enel; tra le aziende non quotate a Dompè. Menzioni speciali per Sanlorenzo e Sol tra le aziende quotate e Alfasigma e Frescobaldi tra le non quotateassegnate dalla giuria del Premio, composta da Giovanna Della Posta, Marco Fortis, Federico Ghizzoni, RaffaeleJerusalmi, Emma Marcegaglia e Corrado Passera. 

“L’Italia è al quinto posto al mondo per surplus commerciale (102 mld di euro): sorprendente nel 2020 quando si è piazzata subito dopo la Cina, anche se hanno influito le minori importazioni” ha detto nella relazione introduttiva Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison e coautore del volume “Campioni d’Italia” edito da Eccellenze d’Impresa con chiaro riferimento alle nostre imprese, in particolare alle Piccole e Medie (escluse quindi le microimprese).

Se consideriamo che per export manifatturiero nel segmento Medie Imprese siamo davanti alla Germania e agli Stati Uniti (dati Ocse), si capisce come certa critica che da più parti si rivolge alle PMI, ossatura produttiva del Paese, sia fuori luogo. Ancora un dato a conferma: le imprese da 10 a 499 dipendenti esportano 198,3 mld, più di quanto esporti l’intera industria manifatturiera britannica (189, 8 mld). Ciò non toglie che sia opportuna una crescita dimensionale delle imprese italiane che pure negli ultimi cinque anni risultano prime in Europa per produttività. Far meglio conoscere queste realtà attirerebbe maggiori investimenti dall’estero.  

La cerimonia di consegna del Premio è stata preceduta dalla tavola rotonda “Dopo la crisi sanitaria: strategie e opzioni di investimento per il rilancio delle imprese italiane” nel corso della quale Luigi Consiglio, presidente di GEA, ha sottolineato come: “La potenza del sistema industriale italiano merita attenzione particolare del legislatore per aiutarne il rafforzamento patrimoniale. Pensiamo ad una nuova generazione dei PIR più adatta a mettere il risparmio delle famiglie al servizio dell’impresa. Dal lato delle aziende sarà fondamentale intraprendere il percorso di governance e controllo utili ad accogliere mezzi di terzi. Con questi semplici interventi il tessuto industriale italiano ha tutte le caratteristiche per giocare un ruolo autonomo e vincente nel panorama mondiale”.

Ugo Loeser, Amministratore Delegato di Arca Fondi SGR, ha aggiunto: “Siamo alla vigilia di una fase cruciale di ripartenza degli investimenti ed individuare eccellenze italiane in grado di competere sui mercati internazionali sarà sempre più importante. Come gestori abbiamo il dovere di dare il massimo supporto agli investitori privati nel canalizzare i risparmi verso l’economia reale con il duplice obiettivo di supportare le imprese e di ottenere rendimenti importanti in un contesto perdurante di tassi a zero. Siamo lieti di vedere che il Premio Attrattività Finanziaria si sta affermando come una vetrina esclusiva per le imprese italiane vincenti che meritano l’attenzione del mercato e degli investitori”.

A conclusione Passera ha sottolineato che pubblico e privato sono obbligati a collaborare per affrontare la profonda trasformazione in atto: “Nessuno dei due mondi è un polo di virtù e nessuno dei due mondi è in grado di risolvere i problemi da solo. E’ inoltre auspicabile un dialogo costante nel quale si affronti, tra l’altro, e senza inventarsi nuove leggi, il ruolo della ‘fiscalità zero’ per favorire lo sviluppo delle imprese più virtuose.”

 Foto d’archivio

Concorso internazionale Premio Antonio Mormone – Città di Milano – Dedicato al pianoforte

luglio 9, 2021

Concorso internazionale. PREMIO ANTONIO MORMONE

Dedicato al pianoforte

Città di Milano

Esibizioni finali e cerimonia di premiazione al Teatro alla Scala di Milano, domenica 11 Luglio 2021.

TRE FINALISTI DA CINA, COREA, POLONIA SI CONTENDONO LA VITTORIA AL PREMIO INTERNAZIONALE ANTONIO MORMONE:

Terminato il ciclo di esibizioni pianistiche pubbliche al Conservatorio di Milano, in solo e in quintetto, i tre finalisti al termine di due anni di selezioni – il polacco Piotr Pawlak, la coreana Sun Yeon Kim, la cinese Ying Li – si esibiranno al Piermarini domenica 11 luglio con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretta da Toshiyuki Kamioka, per la finale del primo premio internazionale della città giunto alla seconda edizione. Dopo la Medaglia di rappresentanza della Presidenza del Senato, il Premio Mormone ha ricevuto il conferimento della Medaglia del Presidente della Repubblica.  Il presidente della Associazione Amici di Milano, Achille Colombo Clerici, consegnerà ad uno dei due finalisti non vincitori la medaglia, il diploma ed un assegno di 5,000 euro.

“Abbiamo voluto un Premio che rispecchiasse i valori di Antonio Mormone, fondatore della Società dei Concerti e grande scopritore di talenti” dichiara Enrica Ciccarelli Mormone, presidente della Società dei concerti e organizzatrice del Premio. “Selezioni che si sono svolte tutte in concerto, permettendo agli artisti di dimostrare le loro capacità, senza l’aspetto ‘agonistico’ delle abituali prove di concorso.” Al vincitore   toccheranno più di 25 concerti nel mondo, un contratto di un anno con un’importante agenzia concertistica, la pubblicazione di un album con la major discografica Universal e una borsa di 30mila euro. Un lancio reale per la sua carriera e un valore immediato complessivo di circa 100mila euro.

Nella serata scaligera verranno eseguiti dai finalisti tre concerti per pianoforte e orchestra del grande repertorio: Ciaikovskij, Prokofiev e Rachmaninoff.

“Sono felice dei riconoscimenti anche istituzionali ricevuti dal Premio, segno del valore artistico, culturale e sociale del suo messaggio” aggiunge il Consigliere Artistico Nazzareno Carusi.”

La giuria della fase finale del Premio Internazionale Antonio Mormone è composta da Bruno Canino, Nazzareno Carusi, Enrica Ciccarelli, Ivan Fedele, Cristina Frosini, Olga Kern, Aleksandar Madzar, Etienne Reymond, Michael Stille, Alexei Volodin, e Ingolf Wunder. Segretario è Matthieu Mantanus.

Il Premio Internazionale Antonio Mormone è istituito con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune di Milano, con il patrocinio e il contributo della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo, in collaborazione con il Teatro alla Scala e il Conservatorio G. Verdi di Milano. La direzione artistica è affidata a Enrica Ciccarelli Mormone e Matthieu Mantanus. Consigliere artistico è Nazzareno Carusi e il Comitato d’Onore è guidato da Gianni Letta.

Tutte le informazioni sul regolamento, i premi, i partners, la giuria e i partecipanti su: www.antoniomormone.org

L’inizio del concerto è stato anticipato per evitare eventuali assembramenti data la concomitanza con la finale degli europei di calcio.

Il programma di Domenica 11 luglio 2021 – Teatro alla Scala – ore 17.

Orchestra dell’Accademia Teatro alla ScalaToshiyuki Kamioka, direttore
Su Yeon Kim, Corea –P.I. Tchaikowsky ,  Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore op. 23
Piotr Pawlak, Polonia –S. Prokofiev,  Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in sol minore op. 16
Ying Li, Cina -S. Rachmaninov,  Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore op. 18

Al termine cerimonia di premiazione.

Prenotazione obbligatoria sul sito www.soconcerti.it

Lunedì 12 luglio 2021 – Sala Regina di Villa d’Este,  Cernobbio,  ore 20.30, concerto del vincitore del PIAM.  

Foto:  Enrica Ciccarelli Mormone, Eugenij Kissin, Achille Colombo Clerici

CLIP – Concorso Lirico Internazionale Portofino 2021 Presentazione della 7a Edizione

luglio 2, 2021

CLIP – CONCORSO LIRICO INTERNAZIONALE PORTOFINO  2021
PRESENTATO IL SETTIMO CONCORSO LIRICO “CLIP”                                                 

Ha avuto luogo a Milano la presentazione della settima edizione del Concorso Lirico Internazionale di Portofino – CLIP. L’evento è stato ospitato dalla famiglia Borromeo nello storico Palazzo Borromeo d’Adda. Alla presenza di un selezionato gruppo di amanti della musica – tra i quali i padroni di casa Febo e Luisa Borromeo d’Adda,  il presidente di Amici di Milano nonché di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, la stilista Lella Curiel, Antonella Camerana, Ilaria e Valentina Brioschi, Nanni Donati – la vincitrice di CLIP 2020 Caterina Maria Sala, accompagnata al pianoforte dal padre, Maestro Paolo Sala, ha cantato, tra le altre, arie di Mozart, Puccini e Verdi e si è esibita in una suggestiva interpretazione di Summertime di George Gershwin. All’evento hanno partecipato il presidente della giuria Dominique Meyer, Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro alla Scala di Milano e gli organizzatori Francesco Daniel Donati, direttore e Monique Pudel, presidente onoraria del Premio.

Il Concorso Lirico Internazionale di Portofino nasce nel 2015 per unire la bellezza di un luogo simbolo dell’Italia con le voci dei più promettenti di giovani cantanti lirici del mondo. CLIP offre l’occasione a giovani talenti di vincere importanti premi in denaro e di trovare concreti sbocchi lavorativi nei più importanti teatri d’opera europei. La giuria è composta esclusivamente da direttori e casting manager di realtà liriche di altissimo livello, permettendo un contatto diretto tra il cantante e coloro che hanno la possibilità e il desiderio di firmare dei contratti senza passaggi intermedi.
 
Si svolge dal 20 Luglio al 25 Luglio 2021 a Portofino. I punti di forza del Concorso sono i premi e la Giuria. Oltre ai premi in denaro che ammontano a 15.000 euro, viene data ai partecipanti l’opportunità di lavorare nei grandi teatri italiani ed europei rappresentati dai giurati del Concorso (direttori di teatri e Casting manager). Ben sei fra i premiati nel corso degli anni, saranno presenti nella prossima stagione scaligera.

Riportiamo integralmente il comunicato stampa di Clip.

Dopo sei anni di costante crescita, senza mai cedere alla tentazione dello svolgimento online in ben due edizioni in stato pandemico, Associazione Musicale Giovanni Bottesini porta in Italia per il settimo anno consecutivo di Clip – Concorso Lirico Internazionale e Festival di Portofino, ben 238 giovani talenti da 52 paesi, inclusi i territori emergenti dell’opera quali l’Africa, forte della nuova collaborazione con il Teatro Carlo Felice di Genova, ben sei vincitori per un totale di otto contratti nella stagione scaligera ’21-’22,  nuovi nomi di grande prestigio nella giuria sempre più internazionale e un palco potenziato per il gala finale nell’iconica Piazzetta

Sempre guidata dal Presidente di Giuria Dominique Meyer, Sovrintendente del Teatro alla Scala, quest’anno la giuria di Clip7, che in 6 anni ha visto ben 20 teatri internazionali

rappresentati, accoglie tre nuovi membri donne di indubitabile livello nel panorama mondiale: Sophie Joyce, Casting Director di Opéra National de Paris, Carolin Wielpütz, Casting Director di Theater an der Wien e Christina Scheppelmann, General Director di Seattle Opera, primo teatro americano coinvolto nella competizione.

Inoltre nel 2021 si inaugura la collaborazione con il Teatro Carlo Felice di Genova e con le sue compagini artistiche: oltre ad avere in Giuria il Sovrintendente Claudio Orazi, il più importante teatro Lirico della regione coprodurrà l’evento conclusivo, mettendo a disposizione la sua orchestra, guidata dal Maestro Sesto Quatrini, nell’iconica Piazzetta di Portofino il 25 luglio, su di un palco potenziato e sempre più spettacolare che renderà l’edizione di quest’anno di certo memorabile.

CLIP è ormai considerato uno dei concorsi più efficaci nel mondo per il lancio della carriera artistica di talenti anche giovanissimi e sconosciuti, come ad esempio il soprano Caterina Maria Sala, vincitrice a soli 20 anni nel 2020, che ha debuttato proprio in questi giorni nel ruolo di Barbarina nelle Nozze di Figaro, e il soprano palermitano Federica Guida che, vincitrice a soli 22 anni nel ’19, che nonostante le difficoltà pandemiche, ha inanellato da subito un anno di attività all’Opera di Vienna, il debutto in Scala e ben tre contratti nella prossima stagione scaligera, nonché il ruolo di protagonista femminile nel Gianni Schicchi cinematografico firmato da Michieletto.

Questa efficacia ormai consolidata nasce soprattutto dalla natura della giuria, composta da sempre solo da sovrintendenti e direttori artistici, scelta strategica pensata dal fondatore Francesco Daniel Donati per favorire da subito un rapporto spontaneamente diretto tra il committente e l’artista. Ed è proprio questa forza propulsiva che ha spinto, anche in due edizioni pandemiche, giovanissimi talenti da tutto il mondo ad affrontare viaggi sempre più complessi per ridare speranza e corpo al proprio sogno d’arte.

Inoltre, constatato un costante abbassamento dell’età dei concorrenti anno dopo anno a fronte di una qualità e maturità inversamente crescenti, CLIP7 ha preso un’altra fondamentale decisione strategica abbassando da quest’anno il limite d’iscrizione a 30 anni per tutte le vocalità ed affermandosi così come uno dei concorsi più giovani d’Europa, vera finestra sul futuro dell’arte italiana più famosa nel mondo. 

Sottolinea Francesco Daniel Donati, Direttore Artistico di CLIP: “Crescere in un periodo così complesso è un risultato che ci riempie di emozione. Il merito è del grande lavoro di squadra e dell’impegno del presidente onorario Monique Pudel e dei Maestri Dominique Meyer e Gianni Tangucci. I nostri sforzi però sono ripagati dai successi dei vincitori e dal coinvolgimento di tanti amici che rendono CLIP un concorso diverso da tutti gli altri, grazie alla loro ospitalità e al loro sostegno.” 

E proprio dopo due anni così difficili e punitivi per i giovani talenti è importante ringraziare chi non li ha abbandonati nella difficile costruzione di una carriera e di un futuro concreto, dunque gli sponsor e imecenati che, nonostante il momento di così grave crisi collettiva, sono addirittura aumentati, dimostrando che esiste un’imprenditoria etica che non vuole abbandonare i ragazzi di tutto il mondo e i loro sforzi di studio ed impegno a salvaguardia del futuro della civiltà del Bel Canto, vera flagship dell’Italia nel mondo, costante strumento di divulgazione della nostra lingua in ogni angolo del pianeta e in definitiva vera matrice del concetto di “Made in Italy” da almeno quattro secoli.

Quest’anno Clip infatti si conferma come uno dei concorsi più gratificanti economicamente per le giovani voci, con un montepremi di ammontare complessivo di 27.500 euro e nuove iniziative utili per la carriera dei ragazzi, come la dama della moda italiana Raffaella Curiel che disegnerà e confezionerà un abito di haute couture per la migliore voce femminile, l’introduzione del nuovo premio dedicato all’amica di sempre Eva Kleinitz e la novità del premio per il miglior cantante italiano, l’invito ai vincitori ad esibirsi al Teatro dell’Opera Nazionale Lituana diretta da Sesto Quatrini, ma anche al Rapallo Festival il 26 luglio, infine la borsa di studio offerta da Mascarade Opera al Palazzo Corsini al Prato a Firenze.

Gli Sponsor

Main Sponsor – Francesco Brioschi Editore

Sponsor – Pirelli (nuovo partner), Loro Piana (nuovo partner), Belmond (nuovo partner), AVM Asset Value Management, AR92 LandCo. Property Savills, Banca Passadore, Palazzo Borromeo (nuovo partner), Biondelli Franciacorta, Faraone Gioielli, NO NAME By Raffaella Curiel (nuovo partner), Cracco Portofino (nuovo partner).

VINCITORI CLIP E CONTRATTI

2020

1° premio Caterina Maria Sala: Teatro alla Scala di Milano, cancellato per Covid

2019

1° Premio Federica Guida: Teatro Staatsoper di Vienna, Teatro alla Scala di Milano

2° Chuan Wang: Teatro alla Scala di Milano, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Best under 25 Antonio Paolo Nevi: Teatro alla Scala di Milano

2018

1° Ivan Ayon Rivas: Teatro la Fenice di Venezia, Teatro La Monnaie di Bruxelles, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Massimo di Palermo, New National Theatre di Tokyo.

3° Premio Benedetta Torre: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

2017

1° Premio Szilvia Voros: Teatro La Monnaie di Bruxelles, Teatro Staatsoper di Vienna

1° Raehann Bryce Davis: Teatro Massimo di Palermo, Théâtre du Capitole di Tolosa

2° Premio Alexander Roslavet: Staatsoper di Vienna, Teatro La Monnaie di Bruxelles

3° premio Chiara Isotton: Teatro Capitole di Tolosa, New National Theatre di Tokyo, Teatro la Fenice di Venezia, Teatro alla scala di Milano.

2016

1° Premio Lilly Jørstad: Teatro Staatsoper di Vienna, Teatro dell’Opera di Stoccarda, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro la Fenice di Venezia, Teatro La Monnaie di Bruxelles

2° Premio Leon Kim: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Azer Zada: Teatro la Fenice di Venezia, Teatro Bolshoi di Mosca

2015

1° Premio Maria Nazarova: Teatro Staatsoper di Vienna, New National Theatre Tokyo

FOTO:

Caterina Maria Sala

Luisa Borromeo d’Adda, Ilaria Brioschi, Antonella Camerana, Lella Curiel, Monique Pudel, Nico Borromeo, Achille Colombo Clerici

Luisa Borromeo d’Adda, Ilaria e Valentina Brioschi, Achille Colombo Clerici

Nico e Luisa e Carlo Borromeo d’ Adda, Achille Colombo Clerici, Nanni Donati

Con Dominique Meyer e Francesco Daniel Donati

La Conferenza di Dominique Meyer e Francesco Daniel Donati

Monique Pudel e Lella Curiel

Rapporto annuale 2021 sull’economia della Lombardia presentato da Banca d’Italia Milano

giugno 21, 2021

Dal Rapporto annuale 2021 sull’economia della Lombardia presentato da Banca d’Italia Milano: realtà e prospettive

TRASFORMAZIONE CULTURALE PER SUPERARE I LIMITI DEL PRE-COVID

              EUROPASIA ISTITUTO EUROPA ASIA – informa

di Benito Sicchiero

Diapositiva in bianco e nero sull’economia della Lombardia 2020 e prima parte del 2021 quella proiettata dall’annuale Rapporto della Banca d’Italia: la nostra regione si conferma prima in Italia per indice di ripresa, produzione, export, innovazione, eccetera ma anche la regione che ha pagato al Covid-19 il più alto tributo di vittime e di recessione economica. Soprattutto mostra difficoltà a trainare verso l’Europa più avanzata un sistema-Paese che sconta una pluridecennale stagnazione di cui tutti sapevano e che la pandemia ha fatto emergere in maniera drammatica.

Anche se la Lombardia sta agganciando la ripartenza (per citare, il commercio internazionale da novembre è tornato sopra i livelli pre Covid) ha perso lo scorso anno, rispetto al 2019, 13,5 miliardi di euro di fatturato estero, ha registrato meno 9,4% del Pil e oltre 77 mila occupati, soprattutto meno i istruiti, i dipendenti a termine e i giovani.

Tre cifre che riassumono. Con i Rapporti regionali la Banca d’Italia mette periodicamente a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico e di quello economico i risultati dell’attività di ricerca svolta a livello locale. In tal modo l’Istituto intende contribuire ad accrescere la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale. Il Rapporto è stato introdotto da Giorgio Gobbi, direttore dell’istituzione a Milano e presentato da Paola Rossi e Massimiliano Rigon. Interventi di Ambra Redaelli Rollwasch Italiana e Fondazione Giuseppe Verdi e di Alfonso Fuggetta, Politecnico di Milano e Cefriel. Conclusioni affidate al direttore generale di Banca d’Italia Federico Signorini.

Nonostante il 2020 drammatico, la Lombardia ha confermato le tradizionali caratteristiche di imprenditorialità, flessibilità, capacità di attrarre investimenti. A fronte di dati negativi generali, farmaceutica e agroalimentare hanno registrato incrementi: così come sono aumentati i depositi nelle banche da parte delle famiglie e delle imprese che sono proseguiti anche a marzo ed aprile del 2021 a ragione dell’incertezza nel futuro. Il fenomeno è però in rapida diminuzione e ancora una volta la casa si sta confermano il bene-rifugio per eccellenza come conferma l’aumento dei prezzi sia nella metropoli (privilegiate le periferie) che nelle altre città della Lombardia.

Le previsioni sono ottimistiche: nel 2021 incremento del Pil di circa il 5% e avvicinamento ai livelli pre-Covid anche per i servizi grazie alla netta ripresa della fiducia cui contribuiscono sia il PNRR sia le risorse e altri strumenti di sostegno pubblici.

Ma, hanno rilevato Redaelli (singolare connubio tra imprenditrice e operatrice culturale) e Fuggetta, l’obiettivo principale va individuato non nel semplice ritorno al livello pre-pandemia ma nel superamento delle condizioni prima esistenti. E questo obiettivo si chiama “cambiamento culturale”. Non è più il periodo, durato troppo a lungo, del ‘piccolo è bello’: le piccole imprese devono rinunciare al connaturato individualismo per unirsi in filiere, fondersi, aggregarsi in rete per poter competere in campo internazionale. In questo sforzo non indifferente un compito importante viene affidato al sistema del credito che deve mettere a disposizione parte delle risorse per questo passaggio cruciale.

La parola ‘cultura’ associata a cambiamento è risuonata spesso nelle due relazioni e ripresa dagli esperti della Banca d’Italia. Non solo per produrre di più, ma per innovare con nuovi prodotti. Se nel periodo dell’emergenza è stato sacrosanto allocare risorse a sostenere le persone in difficoltà, oggi bisogna puntare su tecnologia digitale e formazione. Molti giovani si chiedono se valga la pena di laurearsi per poi non trovare un lavoro adeguato alle proprie competenze, e quindi fuggire all’estero: ma se non si valorizza il capitale umano i ‘lavori adeguati’ a competenze e relative retribuzioni non si creeranno mai. In altre parole le imprese, con adeguati aiuti pubblici, devono portare avanti in parallelo produttività e formazione.

Una trasformazione non semplice, da attuare entro il 2026 quando scadranno i benefici del Recovery Fund. Ci riusciremo? 

18a Edizione del Master PolisMaker – Politecnico di Milano

Maggio 18, 2021

A giugno la 18a edizione del Master PolisMaker del Politecnico di Milano, guidato da Angelo Caruso di Spaccaforno   
IN 18 ANNI FORMATI 152 ALLIEVI DI 42 PAESI

Foto: Angelo Caruso di Spaccaforno con Achille Colombo Clerici presidente di Assoedilizia

Rigenerazione urbana, riuso, recupero edilizio, temi all’attenzione della Commissione Ambiente del Senato. – Intervento del sen. Franco Mirabelli

Maggio 12, 2021

INSTAT informa

Rigenerazione urbana, riuso, recupero edilizio, temi all’attenzione della Commissione Ambiente del Senato. – Intervento del sen. Franco Mirabelli

Roma, 11 maggio 2021 – “Parlare oggi di rigenerazione urbana vuol dire mettere in campo le condizioni per ripensare le nostre città dopo la pandemia. Non si tratta soltanto di pensare al riuso di edifici inutilizzati o a intervenire sul degrado, ma avere l’ambizione di rispondere ai bisogni sociali. Grazie allo smart working, pezzi interi di città occupati da immensi uffici dovranno essere riorganizzati, così come i servizi. Il disegno di legge che stiamo discutendo in Commissione Ambiente al Senato è dunque l’occasione per mettere in campo un’idea di città che affronti i nuovi scenari. Si tratta di governare e di non subire le trasformazioni”. Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo dei senatori del Pd, componente della Commissione Ambiente e Relatore della legge sulla rigenerazione urbana in Senato, partecipando al webinair organizzato dal Sunia. “Il tema della rigenerazione urbana – prosegue Mirabelli – è posto in parte nel PNRR e si incrocia con il decreto Semplificazioni che consente anche di abbattere e ricostruire con una SCIA (avviso di inizio lavori) e con il superbonus del 110% che ci stiamo impegnando a prorogare fino a fine 2023. Il ddl in Commissione Ambiente, al quale la Lega ha presentato 2000 emendamenti, semplifica le procedure, stabilisce i criteri per avere accesso ai fondi, definisce i ruoli tra le diverse istituzioni e i percorsi di coinvolgimento del terzo settore e dei cittadini, stanzia 1 miliardo all’anno per 20 anni, anche attraverso il coinvolgimento dei privati. Una delle priorità è l’edilizia residenziale sociale e la risposta ai bisogni dell’abitare. Ora in Commissione – conclude Mirabelli – stiamo cercando di capire come fare sintesi e arrivare finalmente ad una legge necessaria”.

Foto:
Franco Mirabelli e Achille Colombo Clerici

Recensione di “Giovanissima e Immensa” libro di Achille Colombo Clerici de L’OSSERVATORE, Rivista Online di Lugano

Maggio 10, 2021

L’OSSERVATORE, Rivista online  Lugano, Canton Ticino, Suisse
Economia, 8 maggio 2021
Novità editoriale
Milano, giovanissima e immensa di Achille Colombo Clerici

di Corrado Bianchi Porro

L’anima invelata / di sogni, andava per le lontananze / dei tempi. (Gabriele D’Annunzio)

Monumentale opera di Achille Colombo Cleri­ci: il libro su Milano Giovanissima e immensa – Ritratto di una società alle soglie del New normal (Giampiero Casagrande edi­tore). Oltre 1100 pagine scritte fi­nemente sui destini di Milano, motore d’Italia “che continua ad esserlo e continuerà sempre più”, e non solo: partendo dalla metropoli l’autore ritraccia i collegamenti con la Svizzera (c’è un capitolo sul LAC) e i capoluoghi d’intorno perché così si muovono gli uomini, le fami­glie, i condottieri. E anche oggi, pur non essendo una megalopoli (1.300.000 abitanti) è il centro di una conurbazione di 3.500.000 persone.

All’inizio, prendendo in mano il libro, ci metterò una vita a leggerlo, penso. E poi, sfogliandolo, ne ri­mango abbagliato. Capitoli brevi, chiari, semplici, profondi. Achille Colombo Clerici, presidente di As­soedilizia, attento conoscitore del tessuto urbano, ha fatto un’opera da archeologo. Ha intervistato da ami­co di casa i padroni delle splendide dimore e palazzi di Milano, ha se­tacciato quanto raccontavano delle storie dei loro casati, fino a distilla­re l’oro rimasto incrostato che appe­na smosso brilla di luce propria. Ad ogni domanda, si scende a fondo. Così si legge un capitolo per tasta­re e come per le ciliegie, non si fi­nisce di divorare il tutto. Milano, città giansenista che ha pudore di sé e le sue bellezze le tiene nasco­ste, diceva Montanelli. Perché le bellezze bisogna scovarle, che neppure i milanesi (minuscola mi­noranza della città) conoscono. Esempio: la chiesa di San Vittore dove i milanesi “hanno messo pie­de a dir tanto una volta o due in tutta la vita”, ricca di opere di Crespi, Moncalvo, i Procaccini. O piazza Santa Maria delle Grazie, piena di turisti, mamme, bambini che giocano. Ci vorrebbe solo la musica, come a Venezia.

Di Milano si conosce il sacrario dei martiri fascisti in piazza Duo­mo realizzato da Piero Portaluppi, Griffini, Giovanni Muzio e Magistretti? Solo la piazza umida e bianca nella nebbia, descritta da He­mingway: “la cattedrale che ci parve enorme”. È noto il grattacielo Pi­relli per i suoi 117 metri, fino che è stato superato dalla Torre Solaria (143 metri). O la Torre Velasca, Il Cordusio (curtis ducis), il Castello di Porta Giovia, il Broletto, ma le centinaia di edifici costruiti nel Sette­Ottocento? Milano “ville raffi­née, ville sceptique d’apres Stend­hal”, capitale prima di una Repubblica e poi di un Regno d’I­talia, caput di Napoleone che prediligeva Milano tra tutte le città italiane, Roma compresa. Vi giunge seguendo il classico percorso che le truppe francesi conoscono dalla battaglia dei giganti di Marignano dove gli svizzeri subirono nel 1515 una storica disfatta ricordata col motto “ex clade salus” perché conquistarono onore e salvezza, cambiando la politica estera e dando il via alla neutralità della Confede­razione. Napoleone entra da Porta Romana e dimora al Gran Palazzo di Porta Orientale con Joséphine de Beauharnais (torneranno a Parigi l’anno successivo dopo un soggiorno nella splendida villa Crivelli di Mombello). A Palazzo Serbelloni arriverà invece Napoleone III.

Intanto i rapporti con la Svizzera si moltiplicano. Chi sapeva, racconta­va Ulrico Hoepli £che le vigne piantate sulla terrazza di via Hoe­pli in centro di Milano, avevano prodotto qualche bottiglia?”. Si parla poi di Emanuela Premoli Soldati, della famiglia legata al Corriere del Ticino, nel palazzo che racchiude la corte bramantesca nella zona tra Sant’Alessandro e San Se­polcro. O palazzo Saltrio, costruita con pietra di Saltrio, utilizzata per fare il brecciolino per le ferrovie svizzere. In Svizzera riparano col fascismo nobili come Tommaso Gallarati Scotti che ebbe un ruolo importante con la Liberazione tra Einaudi e De Gasperi.

Non si parla solo di storia, ma di cultura, economia, filosofia. Ec­cellenti le analisi sul mercato immo­biliare. Prendiamo il capitolo con Carlangelo Menni di Vignale. La proprietà individuale, dice, è molto soggettiva, deve soddisfare il pia­cere personale e dipende dalla possibilità economica. Come forma di risparmio, si sta marginalizzando. Perché cresce e scende. Negli ulti­mi dieci anni il prezzo è sceso del 20­30%. Poi ci sono immobili nei centri storici, ma pur qui non tutto è rose e fiori. È come investire in borsa, con un inconveniente. Se investi in borsa e hai bisogno di soldi, puoi vendere subito, anche un solo pezzettino. L’immobile, no. Lo vendi tutto. Non si può vende­re il 3% di una casa. La devi consi­derare investimento a lunghissimo termine. Il reddito non è sicuro. Per via della tassazione e delle incertezze di vario genere. Ci sono zone di Mi­lano praticamente invendibili. I condomini son vecchi, tenuti male e appartengono a classi energetiche basse. L’immobile ha una sua vita. Per la locazione “ho avuto varie ri­chieste di stranieri che vanno in Bocconi: gli inquilini più sicuri”. In zona piazza Affari, la sera e alla domenica nella zona della Borsa sembra d’essere in un quadro di De Chirico.

Più avanti, il nostro “archeologo” va a fare una colazione con Carlo Radice Fossati Confalonieri. “Un altro aspetto importante è l’ascenso­re, dice l’interlocutore. Non lo di­ce mai nessuno. Ma l’ascensore è stato assolutamente rivoluzionario. Prendiamo il palazzo padronale in città. Sopra al pian terreno e al pia­no nobile, c’è il mezzanino, dove lavoravano le persone di servizio. Poi al secondo piano stava la clas­se piccolo borghese. La maestra, l’insegnante. E il terzo piano dove mettevi la donna di servizio. La di­visione che ora c’è per le zone della città – centro storico, semiperiferia, periferia – allora c’era per piani. Tutti i bambini erano integrati e gio­cavano assieme”. L’integrazione è importante, se viene meno si crea un trauma. Poi ci sono tutti i capi­toli sull’industria, la moda, l’energia, il turismo, la finanziarizzazione, l’e­conomia e le banche a rincorrere il futuro. (CBP)

Foto:
Achille Colombo Clerici con la moglie Giovanna e la figlia Giulia