Servizi ai cittadini e alle imprese carenti: burocrazia dominante, pletora di leggi, infrastrutture e strutture insufficienti – QN Il Giorno ediz. del 10 giugno 2017

Pubblicato giugno 12, 2017 di instat
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Secondo il Regional Innovation Scoreboard, pubblicato dalla Commissione Europea, che ha preso in esame 190 regioni europee, l’Italia della pubblica amministrazione si trova in fondo alla classifica per quanto riguarda la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Dopo di noi Grecia, Croazia, Bulgaria, Romania. Ai primi posti i Paesi del Nord Europa (Danimarca, Finlandia, Svezia), ma ci precedono pure Paesi competitors quali Germania, Regno Unito, Francia, Spagna. Tra i 22 quesiti posti ai cittadini per elaborare la classifica: qualità dei servizi pubblici ricevuti, l’imparzialità con la quale vengono assegnate le commesse, la corruzione.

Anche se nessuna delle regioni italiane si colloca tra le prime 30 regioni europee, si conferma per l’ennesima volta la disparità tra il Nord e il Sud. Ma ci sono anche sorprese. Se la Provincia di Trento si colloca al 36° posto (Bolzano 39°, Valle d’Aosta 72°, Friuli Venezia Giulia 98° e via di seguito) stupisce che la molto elogiata pubblica amministrazione della Lombardia (154° posto) sia preceduta da Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Toscana, Marche.
La causa è da individuarsi anche nella sottodotazione infrastrutturale e strutturale di servizio, in rapporto al peso insediativo demografico ed economico, che affligge la nostra regione.

Anche il Lazio (184°) precede di un solo posto la Sicilia; mentre ben quattro regioni – Puglia, Molise, Calabria, Campania – si collocano negli ultimi dieci posti.

Le cause dell’inefficienza della pubblica amministrazione sono diverse: l’asfissiante burocrazia figlia di circa 150.000 leggi (poche decine di migliaia in Francia e Germania); la resistenza all’innovazione e all’aggiornamento di gran parte del personale anziano e poco motivato; la corruzione e le raccomandazioni; l’infiltrazione della malavita organizzata all’interno dei meccanismi di assegnazione dei concorsi, o durante le procedure stesse del servizio.

L’inefficienza viene quotidianamente pagata non solo dai cittadini, ma anche dalle imprese con danni economici nell’ordine di decine di miliardi ogni anno. Ritardi, informazioni inesatte, procedure inutilmente complicate o addirittura vessatorie si traducono in perdite di tempo e di denaro per pagare consulenti in grado di evadere tutta una serie di pratiche burocratiche ridondanti.  Non è questa la strada migliore per aiutare la crescita.

“Isola Madre”- Lago Maggiore. – “Da Insuleta Sancti Victoris a Isola Renata, un millennio di storia” – Libro di Adele Buratti Mazzotta scritto per Bona Borromeo Arese – Presentazione all’ Archivio di Stato di Milano – 12 giugno 2017 – IEA informa

Pubblicato giugno 9, 2017 di instat
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“Isola Madre. Da Insuleta Sancti Victoris a Isola Renata, un millennio di storia”, Lago Maggiore – Libro di Adele Buratti Mazzotta scritto per Bona Borromeo Arese – Presentazione all’ Archivio di Stato di Milano – 12 giugno 2017

Lo splendido volume di Adele Buratti Mazzotta viene presentato lunedì prossimo all’Archivio di Stato di Milano

ISOLA MADRE, IL LUOGO PIU’ VOLUTTUOSO DEL MONDO

“Il luogo più voluttuoso che abbia mai visto nel mondo.” Così G. Flaubert, nel 1845, descriveva l’Isola Madre, la più grande isola del Verbano, universalmente conosciuta per le sue raffinatissime collezioni botaniche.

La professoressa architetto Adele Buratti Mazzotta ne ha fatto il soggetto di una nuova opera, uno splendido volume dal titolo “Isola Madre. Da Insuleta Sancti Victoris a Isola Renata, un millennio di storia” che viene presentato lunedì 12 giugno, ore 17,30, nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Milano, via Senato 10, a cura dell’Archivio di Stato e di Archeion-Amici dell’Archivio di Stato di Milano. Intervengono, oltre all’autrice, Benedetto Luigi Compagnoni, Direttore dell’Archivio; Andrea Terreni, Archeion;  Marco Carminati,  Il Sole 24 ore. Spiega Buratti Mazzotta: “Da tempo desideravo compiere una ricerca sull’Isola Madre, un luogo riservato e affascinante, da secoli sovrastato dalla grandiosa bellezza della vicina Isola Bella, ma non ero mai riuscita a realizzarla. Ora, per festeggiare il compleanno della principessa Bona Borromeo e insieme ricordare il suo impegno nella più recente sistemazione dell’isola, mi sono finalmente decisa.”
E’ stato un lavoro certosino tra pergamene, carteggi ufficiali, inventari, rendiconti di spese, disegni e progetti conservati nell’Archivio Borromeo dell’Isola Bella, e proseguito nella Biblioteca Ambrosiana (fondo Fossati Bellani) che ha riservato affascinanti sorprese: dalle notizie dai primi passaggi cinquecenteschi fino alle proposte di inizio Novecento per la sua riconversione in un grande albergo “con sale di concerto e di ritrovo”.

La soddisfazione del risultato è stata quella di riuscire, attraverso le diverse fonti, a ricostruire il divenire degli avvenimenti: da quelli edilizi a quelli riferiti all’ambiente circostante. Infatti, mentre il palazzo si è lentamente modificato e ampliato nel tempo, la vegetazione dell’isola ha avuto particolari mutamenti nei differenti periodi: dalla prima vocazione a ulivi dell’età medievale a quella con i vigneti del primo Cinquecento per poi passare, verso la fine del secolo, alle spalliere di agrumi che si conservano fino all’Ottocento quando il giardino diventa romantico, “all’inglese”.

E, se le sue vicende nel tempo sono state varie e movimentate, ora l’isola ha assunto un equilibrio e una bellezza che ne fanno una delle “meraviglie” del lago Maggiore.

La storia dell’Isola Madre è articolata e complessa. Documentata fin dall’846, dal 1441 è compresa nel feudo concesso dai Visconti alla famiglia Borromeo che poco dopo, nel 1501, l’acquista per averne la completa disponibilità e creare qui un luogo di svago e di villeggiatura. Entro la fine del secolo viene eretto un palazzo e tutt’intorno si creano giardini con spalliere di agrumi che la caratterizzeranno fino alla fine del Settecento.

Nell’Ottocento anche qui il gusto romantico, all’inglese, modifica la vegetazione che sempre più lascia l’impostazione del verde a terrazze per definire percorsi sinuosi, ricchi di visuali prospettiche da offrire ai suoi ospiti. Nuove specie di piante, provenienti da luoghi e da climi lontani, si adattano al particolare microclima dell’isola che anche oggi propone ai visitatori elementi di originale curiosità.

L’autrice. Adele Buratti Mazzotta, già professore ordinario di Disegno e Rilievo dell’architettura nel corso di laurea di Ingegnerie edile/ Architettura del Politecnico di Milano, svolge le sue ricerche nel campo del rilievo e della rappresentazione con particolare riferimento ai temi del contesto milanese tardo cinquecentesco. In questo ambito ha pubblicato la prima edizione del trattato di architettura di Pellegrino Pellegrini, attivo in quegli anni nella progettazione dell’Isola Madre. Ha svolto approfonditi studi sulla cartografia storica tra Cinque e Ottocento, intesa come strumento di conoscenza per la lettura della moderna realtà territoriale. Infine, ha dedicato un particolare ambito di indagine alla cultura del progetto e della sua definizione grafica tra Otto e Novecento.

Foto d’archivio:

– Adele Buratti Mazzotta con il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni e Giovanna Colombo Clerici

– Adele e Roberto Mazzotta, Il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni, il Prefetto di Como Bruno Corda e Consorte, il Gen. Vincenzo Coppola e Consorte, il gen. Settimo Caputo, Giuseppe Sopranzetti e Consorte, Cesare Castelbarco Albani e Patrizia Signorini, Domingo ed Elena Merry del Val, invitati da Achille e Giovanna Colombo Clerici ad una cena a Villa d’Este durante il Forum Ambrosetti European House di Cernobbio 2016



– Bona Borromeo Arese e Achille Colombo Clerici

 

 

A Urbano Cairo e Letizia Moratti il “Premio Socrate” – Milano 7 giugno 2017 Palazzo Torre Unicredit, Cesare Lanza omaggia la nostra città. IEA informa

Pubblicato giugno 8, 2017 di instat
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Assegnato in Milano il Premio Socrate ideato e organizzato da Cesare Lanza

VALORIZZARE IL MERITO PER MIGLIORARE IL PAESE
A URBANO CAIRO e LETIZIA MORATTI IL PREMIO SOCRATE

Cos’è il merito?  Così lo definiscono alcuni personaggi celebri. “Il mondo si divide tra persone che realizzano le cose e persone che ne prendono il merito.” (Dwight Morrow, uomo d’affari americano, diplomatico e politico); “C’è un successo che si fonda sul merito e uno sulla fortuna. Il primo dura di più; il secondo costa di meno.” (Roberto Gervaso); “Viviamo in un sistema che sposa il merito, l’uguaglianza e la parità di condizioni, ma esalta quelli con la ricchezza, il potere, e la celebrità, in qualunque modo l’abbiano guadagnato.” (Derrick A. Bell, il primo professore di diritto afro- americano presso la Harvard Law School); “Esiste merito senza successo, ma non esiste successo senza qualche merito.” (Francois de La Rochefoucauld).

In un periodo di blocco dell’ “ascensore sociale” nel quale, per citare, si vedono molti giovani fare lo stesso mestiere dei padri non per vocazione, ma perché da questi agevolati, meritoria appare quindi l’iniziativa dello scrittore,  giornalista e regista Cesare Lanza che così la spiega: “Da sempre mi batto per il merito: è il valore fondamentale, che consente a qualsiasi società di progredire e migliorarsi. Qualche anno fa ho fondato un movimento di opinione, senza fine di lucro, senza tessere o burocrazie: aperto a tutti, senza sbarramenti di nessun tipo, religione o razza, censo o istruzione, e via dicendo. Chi aderisce deve solo condividere l’indispensabilità di restituire al merito il suo valore. È una debolezza umana, come si è visto nei millenni, quella di favorire i propri parenti, amici, cortigiani – senza tener conto di meriti e qualità. Ma in Italia si è passato ogni confine di decenza! In prevalenza assistiamo a favoritismi, spinte, privilegi, raccomandazioni… Basta! E ho dedicato il movimento al nome di Socrate perché il filosofo greco, non solo a mio giudizio, è il simbolo assoluto e immortale del merito.”

Il movimento ha avuto grande visibilità con l’assegnazione a Milano del Premio Socrate a personaggi della cultura e dell’imprenditoria che si sono distinte per il merito: Letizia Moratti, Urbano Cairo, Maria Bianca Farina, Ernesto Pellegrini, Lella Golfo, Ernesto Mauri, Carlo Clavarino, Andrea Cornelli, cui sono andate artistiche penne stilografiche prodotte da Gianfranco Aquila. La cerimonia è stata preceduta da un intervento di Ferruccio De Bortoli sul rapporto tra merito e giornalismo e conclusa da Maurizio Beretta il quale ha ricordato il massimo storico di uno share – 92%, semifinale europea di calcio – quando dirigeva in Rai.

Foto:
– Cesare Lanza con il presidente IEA Achille Colombo Clerici

– Letizia Moratti con Colombo Clerici

 

Strumenti musicali d’epoca – Mostra “Alla ricerca dei suoni perduti” al Museo di Villa Carlotta di Tremezzina della Collezione di Fernanda Giulini

Pubblicato giugno 8, 2017 di instat
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A Tremezzina (Como) mostra di strumenti musicali della collezione Giulini

“ALLA RICERCA DEI SUONI PERDUTI”

Dai clavicembali alle spinette, passando per i fortepiani e le arpe. Ma anche mandolini, chitarre.

La ricca collezione di Fernanda Giulini, che da decenni si dedica al recupero di strumenti musicali d’epoca, si presenta venerdì 9 giugno al Museo di Villa Carlotta di Tremezzina (Como) con la mostra dal titolo “Alla ricerca dei suoni perduti” patrocinata dal Mibact-Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la collaborazione di Villa Medici Giulini, Ied-Como, Accademia di Belle Arti Galli.
Presente ill Sottosegretario al Mibact on. Ilaria Borletti Buitoni.

Viene poi presentato il restauro della culla del Duca Giorgio II, a cura dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli e dello IED-Como, nonché della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio.

La collezione di Giulini  è assolutamente unica in Italia ed in Europa ed è stata realizzata con passione e competenza. Tutti gli strumenti sono perfettamente accordati e suonabili. Ritrovare il suono di Mozart, e dei grandi compositori che hanno eseguito le loro musiche, è un viaggio musicale assolutamente appassionante.

La collezione di strumenti a tastiera d’epoca appartenente a Fernanda Giulini è ospitata usualmente nel palazzo cinquecentesco di Briosco ed in altre sedi: spinette, clavicembali, fortepiani, pianoforti.

Achille Colombo Clerici ne ricorda alcuni:

“Due fortepiani di Anton Walter, datati 1789 e 1786; simili a quello sul quale componeva Wolfang Amadeus Mozart, ora conservato nella casa natale del musicista a Salisburgo.

Frederic Chopin componeva su pianoforti costruiti da Ignace Pleyel. Il più famoso è quello conservato a Parigi al Musée de la Musique ed a Briosco ci sono due pianoforti di Ignace Pleyel, datati 1839 e 1852. L’esemplare del 1839 reca nel numero solo due unita’ di differenza rispetto a quello esposto in quel museo. Ludwig Van Beethoven componeva su strumenti di diversi costruttori. Nella casa natale di Bonn si trova un fortepiano di Conrad Graf appartenuto al compositore tedesco; ed a Villa Medici Giulini sono ospitati due fortepiani di Conrad Graf, datati entrambi 1834.
Sempre Conrad Graf donò a Robert Schumann un fortepiano per il suo matrimonio con Clara Wieck. Molta musica di Schumann è stata quindi composta su Graf.
Oltre ai due Graf nella collezione di Fernanda Giulini c’e’ un fortepiano di Johann Baptist Streicher, datato 1837. Si tratta dello stesso costruttore del fortepiano appartenuto a Clara Schumann e suonato da lei in concerto dopo la morte del marito, reso celebre proprio dalle esecuzioni della moglie.

Johannes Brahms suonava un pianoforte Bösendorfer nella vacanza a Bad Ischl.  Nella collezione è presente un  Bösendorfer del 1850.
Giuseppe Verdi, Franz Listz e Richard Wagner componevano tutti su pianoforti Erard. I due appartenuti a Verdi sono a Sant’Agata in Busseto e a Casa Verdi, a Milano; quello di Liszt è a Parigi al Musée de la Musique e quello appartenuto a Wagner si trova a Lucerna, a Villa Tribschen dove il compositore ha  abitato dal 1866 al 1872 con la moglie Cosima Listz ed i figli, per poi trasferirsi nuovamente in Baviera per realizzzare il progetto di Bayreuth.
In questa casa di Briosco ci sono tre pianoforti Erard a doppio scappamento datati 1853, 1888 e 1892.

Claude Debussy componeva su un pianoforte Bluthner, ora al museo di Brive.
A Briosco c’è un Bluthner, datato 1902, coevo a quello appartenuto al compositore francese.”

Foto: Fernanda Giulini, il pianista Chen Guang e Achille Colombo Clerici

 

 

Festa della Repubblica, Milano Prefettura – Celebrazione del 71° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana – 2 giugno 2017 – Un weekend di eventi a Milano

Pubblicato giugno 5, 2017 di instat
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Celebrazione del 71° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana

A MILANO UN WEEKEND LUNGO DI FESTEGGIAMENTI
Con l’alzabandiera in Piazza del Duomo alla presenza di autorità civili, religiose e militari si sono aperti a Milano i festeggiamenti del 71° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana.
E’ seguito in Prefettura, nel giardino di Palazzo Diotti, un brindisi celebrativo,  preceduto dalla lettura del messaggio di saluto  del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dall’esecuzione, da parte della banda musicale dei Carabinieri, dell’Inno Nazionale.

Il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese ha pronunciato un indirizzo di saluto e di augurio ai partecipanti ed alla cittadinanza.

Folla di invitati, fra i quali il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Questore Marcello Cardona, Sindaci, ed alti esponenti delle istituzioni, della politica, del mondo militare, della cultura, della scienza, dell’economia.

Achille Colombo Clerici rappresentava  Assoedilizia e l’Istituto Europa Asia.

Le celebrazioni della Festa della fondazione della Repubblica erano iniziate ieri l’ altro con il Concerto delle Fanfare Militari ( tra cui la Fanfara dell’Aeronautica Militare Prima Regione Aerea  e quella del Terzo Reggimento dei Carabinieri )  promosso dalla Prefettura e finalizzato alla raccolta di fondi per la realizzazione di presidi scolastici nelle zone terremotate e tenutosi al Teatro Dal Verme di Milano.

Grande il successo della manifestazione, che ha prodotto un contributo per l’iniziativa umanitaria di 32.000 euro.

Il 2 giugno Palazzo Marino e l’ufficio del Sindaco sono rimasti aperti al pubblico fino alle ore 20.00. Nel pomeriggio due momenti musicali: con la Banda della Polizia locale di Milano Cordialis Rigoris e con la Civica Orchestra di Fiati.

Sabato 3 giugno Milano e Napoli insieme per l’Europa, nel segno di un concerto che unisce due importanti identità culturali italiane nella loro ricchezza. All’interno del Duomo, alle 21, la Veneranda Fabbrica offrirà alla città una serata gratuita aperta a tutti: l’Orchestra e il coro del Teatro di San Carlo di Napoli, diretti dal Maestro Zubin Mehta, presenteranno uno dei lavori più conosciuti del repertorio sinfonico di Ludwig Van Beethoven. Per chi ama il calcio, invece, sarà il Parco Experience il protagonista del sabato sera grazie al maxi schermo che permetterà di vedere la finale di Champions League (alle 20:45).

Domenica 4 giugno, alle 11, in Sala Alessi si terrà il secondo appuntamento di “Palazzo Marino in musica” con un concerto dedicato a Claudio Monteverdi (ingresso gratuito).

Torna anche “Domenica al Museo”, l’iniziativa del Comune di Milano e del Mibact che prevede l’apertura gratuita dei musei ogni prima domenica del mese. Sarà quindi possibile visitare gratuitamente, oltre alla Pinacoteca di Brera, i Musei del Castello Sforzesco, il Museo del Risorgimento, la GAM|Galleria d’Arte Moderna, il Museo Archeologico, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine, il Museo di Storia Naturale, l’Acquario, il Museo della Pietà Rondanini, la Casa Museo Boschi Di Stefano e lo Studio Museo Francesco Messina. L’ingresso al Museo del Novecento è ridotto (5 euro) e il biglietto consente di visitare, oltre alla collezione, anche la mostra “New York New York. The Art of Shoes”.

Al Castello Sforzesco, inoltre, si terrà l’iniziativa “Bimbi al Castello” con un ricco programma di attività per adulti e bambini, alla scoperta delle merlate e dei camminamenti, del Museo degli Strumenti Musicali e di quello delle Arti Decorative. Tra le attività gratuite si segnalano i laboratori didattici ‘C’era una volta il Castello’ a Sforzinda (alle 14 e alle 16, per bambini dai 6 ai 13 anni) e il laboratorio di canto corale e teatro proposto dall’Associazione Solo Canto (dalle 14 alle 18, per bambini dagli 8 ai 13 anni), che si uniranno la sera nel coro dell’opera per voci bianche Chip and his dog di Gian Carlo Menotti.

Per tutte le attività è obbligatoria la prenotazione: milanocastello.it

L’appuntamento per gli sportivi sarà invece in piazza del Cannone. In occasione della Giornata Nazionale dello Sport, dalle ore 11 alle ore 18, il Coni Milano ha organizzato una grande manifestazione durante la quale si potranno provare diverse discipline sportive e scoprire le realtà che animano Milano.

Venerdì, sabato e domenica saranno aperte, in via straordinaria, le piscine dei centri balneari Argelati, Lido, Romano e Scarioni.

Tante anche le iniziative che, per tutti e tre i giorni, animeranno il Parco Experience, dai nuovi e inediti spettacoli dell’Albero della Vita, realizzati da Balich Worldwide Shows  (dalle 14.30 ogni ora), al “Festival del Volo” (15 mongolfiere a volo libero e frenato insieme a droni, aquiloni giganti, simulatori di volo, mostre e laboratori) e all’evento “Experience Motorshow” (manifestazione di auto e moto d’epoca organizzata da Scuderia del Portello Alfa Romeo).

Foto:

– il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese con Achille Colombo Clerici

– Achille Colombo Clerici e Alfio Noto

– Alfio Noto, Gabriele Albertini e Achille Colombo Clerici

– Colombo Clerici con Gabriele Albertini e Giacomo Caliendo

– Colombo Clerici con Gabriele Albertini

“COSA PUBBLICA, SERVE UN GOVERNO”, Dibattito e corsi, Arcidiocesi Milano – QN Il Giorno del 3 giugno 2017 – Rubrica Assoedilizia – di Achille Colombo Clerici

Pubblicato giugno 5, 2017 di instat
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“COSA PUBBLICA, SERVE UN GOVERNO” – Dibattito e corsi, Arcidiocesi Milano – QN Il Giorno del 3 giugno 2017 – Rubrica Assoedilizia –

di Achille Colombo Clerici
“Un mondo senza politica?”

Una domanda che ha una duplice declinazione.

Se si tratta in generale di una assenza di politica dalla vita dell’umanità, la risposta è senz’altro no. Se si tratta di un rifiuto dell’attuale “piccolo cabotaggio politico” che mira principalmente alla sopravvivenza della propria parte, come sta avvenendo da noi, la risposta potrebbe essere sì.

E’ indubbio comunque che la politica debba tendere alla democrazia, peraltro in affanno in tutto il mondo. In pochi anni e’ scomparsa in una decina di paesi, sostituita da regimi autoritari.

In molte di quelle che restano avanzano gli “uomini forti”, scelti da un elettorato impoverito dalla crisi, insicuro e timoroso, che dice no alla politica come è stata sin qui intesa, rivelatasi incapace di offrire valide risposte alle sue istanze.

Dopo i limiti rivelati dai “governi tecnici”, autoreferenziali, è il momento che uomini di buona volontà, formati ad un solido impegno di politica vissuta e non improvvisata, si attivino per formare una nuova classe dirigente.

E’ l’obiettivo di un corso promosso – sull’onda della sollecitazione e dell’invito di Papa Francesco ai giovani affinche’ si impegnino in una politica elevata dai valori morali – da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con Università Cattolica, ISPI e Iustitia, la Rivista dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani.

Se è impossibile per una società moderna, ma per l’umanità in generale, fare a meno della politica, è altrettanto vero che essa deve saper rispondere agli interessi della collettività sulla base di principi di convivenza e compartecipazione, e non a tatticismi, personalismi e interessi di parte.

Soprattutto in un’epoca quale la nostra, in cui si registrano due dati fondamentali: l’affiancarsi al pensante umano del  pensante non umano, che elabora concetti, sulla base della cosiddetta intelligenza artificiale; e, d’altro lato, le grandi migrazioni che possono far pensare a ciò che rappresentavano, in altre epoche storiche, le invasioni barbariche. Come ha osservato nel dibattito Luciano Violante.

La politica, in quanto portatrice di pietas, di umanità, cioè di valori morali, deve essere il fattore cardine sul quale basare – al di là degli asettici tecnicismi privi di ogni moto dello spirito – il governo della cosa pubblica.
Foto:
– Achille Colombo Clerici con mons. Luca Bressan vicario dell’Arcivescovo e don Walter Magnoni, Responsabile della Pastorale del lavoro della Diocesi di Milano

Festa della Repubblica Italiana a Lugano e a Berna – 71^ Anniversario della Fondazione della Repubblica, 2 giugno 2017 –

Pubblicato giugno 5, 2017 di instat
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La Festa della Repubblica Italiana a Lugano
120.000 ITALO TICINESI SUGGELLANO UNA TRADIZIONALE AMICIZIA

Invitato dal Console generale d’Italia a Lugano, ministro plenipotenziario

Marcello Fondi,  il presidente  di Assoedilizia  Achille Colombo Clerici ha partecipato alla celebrazione del 71° anniversario della Repubblica italiana, tenutasi all’ Hotel Splendide.
Numerosi gli esponenti dell’imprenditoria, della cultura, dell’ informazione della forte comunità italiana presente in Canton Ticino: “120.000 sono i residenti ( cifra comprensiva delle doppie residenze), cui si aggiungono 60.000 lavoratori pendolari su una popolazione totale di 360.000 unità, ai quali la Confederazione Elvetica offre possibilità di lavoro e di affermazione, ricambiata da operosità e dedizione” ha detto Fondi, nel suo discorso di saluto.

Tra le autorità, il presidente del Consiglio di Stato ticinese Manuele Bertoli il quale ha ricordato come i profondi legami di cultura, di interscambio, di interessi comuni siano destinati a superare sempre gli inevitabili dissapori che talvolta  si manifestano tra i due vicini. Presente anche il prefetto di Como Bruno Corda e la sindaca di Campione d’Italia Maria Paola Rita Mangili, il presidente della Regio Insubrica, il Direttore e l’Amministratore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia e Marcello Foa, Marco Cameroni, Lino Terlizzi, Paolo Grandi presidente emerito della Associazione Carlo Cattaneo di Lugano, Giampiero Casagrande.
Colombo Clerici ha commentato: “La
celebrazione della ricorrenza  della Festa della Repubblica in una terra che vede una forte ed operosa presenza di nostri connazionali significa rinnovare e rinsaldare i rapporti
della comunità italiana con la madrepatria; e, nel contempo, rinvigorire le relazioni di amicizia, istituzionali, culturali, economiche tra i due Paesi. E’ l’occasione anche per ricordare l’importante ruolo svolto dalla Svizzera in favore di chi, negli anni bui della guerra, si batteva per la riconquista dei valori universali di libertà e
di democrazia che tanto ci premevano e ci premono”.
Colombo Clerici è stato inoltre invitato, all’ analoga cerimonia svoltasi a Berna, dall’Ambasciatore d’Italia Marco del Panta Ridolfi.
Foto:

– Il Console Marcello Fondi con Colombo Clerici

– il Prefetto Bruno Corda
Con Colombo Clerici

– Colombo Clerici con Marco Cameroni e Lino Terlizzi

– Colombo Clerici con Marcello Foa