SMOM Sovrano Militare Ordine di Malta – La Croce Ottagona – Assoedilizia – Istituto Europa Asia

LA CROCE OTTAGONA – MILLE ANNI DI STORIA DELL’ ORDINE DI MALTA

di Marcello Maria Marrocco Trischitta

Edizioni Mattioli 1885

Novecento anni, un compleanno importante, una ricorrenza da festeggiare – quest’anno – per i cavalieri di Malta.

Era infatti il 13 febbraio 1013 quando il papa Pasquale II riconobbe ufficialmente la comunità monastica degli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme, destinata a diventare un potente Ordine militare al servizio della Cristianità, che regnerà sovrano per due secoli su Rodi, e poi su Malta, fino all’arrivo di Napoleone.

E questo 2013, per volontà di papa Benedetto XVI, è anche l’Anno della Fede, la cui difesa – la Tuitio Fidei appunto – è il principio ispiratore dei cavalieri di Malta, insieme con l’Obsequium Pauperum, l’assistenza e il conforto morale e religioso ai poveri e agli infermi.

Una felice coincidenza quindi, la pubblicazione in quest’anno così significativo del saggio “La Croce Ottagona”, un’opera purtroppo postuma di Marcello Maria Marrocco Trischitta, che costituisce un grande ed avvincente affresco della millenaria attività dei cavalieri Ospedalieri, mai prima esposta nella sua compiutezza.

Un libro rigoroso dal punto di vista storico, ma che ha la fortuna d’esser scritto con un linguaggio piano, accessibile, non destinato, pertanto, solo al lettore accademico.

Marcello Maria Marrocco Trischitta era nato da un’antica e nobile famiglia siciliana ed era cavaliere d’Onore e Devozione dell’Ordine.

Professionalmente apparteneva alla classe di giornalisti del Corriere della Sera che avevano avuto Giovanni Spadolini come direttore e Indro Montanelli come stella polare.

Da Spadolini aveva ereditato il rigore storiografico, da Montanelli aveva appreso la grande lezione di scrivere per il lettore, soprattutto quando l’obiettivo era quello di far sì che la conoscenza della Storia non rimanesse un privilegio di pochi.

Dell’Ordine di Malta si conoscono le gesta militari durante le crociate in Terrasanta, gli scontri epici contro le armate di Solimano lanciate alla conquista dell’Europa, il carattere aristocratico, assunto da quando i monaci dell’Ospedale di Gerusalemme dovettero diventare cavalieri per difendere in armi i luoghi santi della passione di Cristo e i pellegrini che vi si recavano.

Ma la grandezza degli Ospedalieri e i motivi della longevità del loro Ordine vanno ricercati soprattutto in quello che i cavalieri seppero fare in tempo di pace, quando poterono ritrovare pienamente la loro ispirazione religiosa e ospedaliera, dando rinnovato impulso alle loro opere.

Non molti sanno che i monaci di San Giovanni avevano fondato il loro Ospedale a Gerusalemme almeno cinquant’anni prima dell’arrivo dei cavalieri della prima crociata nel 1099, e che ancora oggi, come allora, sono presenti in Terrasanta, dove gestiscono l’Ospedale della Sacra Famiglia di Betlemme, che fornisce assistenza pressoché gratuita di Ginecologia, Ostetricia e Neonatologia a tutta la popolazione senza distinzioni di razza o religione.

Pochi ricordano che a Rodi, nel 1319, l’Ordine divise i propri membri in ”Lingue” secondo la nazione di appartenenza, creando un comunità europea antelitteram basata sulle radici cristiane del Vecchio Continente, radici ancora oggi oggetto di vivace dibattito nelle aule del parlamento di Strasburgo.

E fu l’Ordine a considerare i cavalieri italiani come appartenenti ad una sola nazione, dando loro un vessillo nero con la scritta in oro Italia, che sarà la prima bandiera di un paese che sarebbe rimasto per i successivi 450 anni solo “un’espressione geografica”.

A Malta, i cavalieri fondarono la Sacra Infermeria, un centro sanitario di eccellenza rinomato in Europea e in Asia Minore, il primo lazzaretto del Mediterraneo centrale, un’università, una cattedra di anatomia e una scuola di medicina, che abiliterà la prima donna alla professione di chirurgo.

E durante i conflitti del XIX secolo – in tempi in cui il concetto di soccorso indipendente dalle parti in combattimento era ancora agli albori – e le due guerre mondiali, gli Ospedalieri prestarono la loro opera sui luoghi di battaglia per fornire aiuti e curare i feriti in ospedali da campo appositamente allestiti.

Ed infine oggi, negli anni della crisi d’identità dei cattolici di tutto il mondo, i cavalieri di Malta rimangono fedeli ai propri ideali, presenza attiva ovunque vi sia povertà umana e spirituale, dimostrando con le proprie opere come l’amore per il prossimo sia la massima espressione dell’amore per Dio.

foto 

Foto da destra: Guglielmo Guidobono Cavalchini (SMOM Delegato Granpriorale di Lombardia), Achille Colombo Clerici (Pres. Assoedilizia e Istituto Europa Asia) e mons. Franco Buzzi (Prefetto della Biblioteca Ambrosiana)

 

 

 

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