CINA – Matteo Ricci, verso la beatificazione – Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici: “speranza e fiducia di amicizia”

ISTITUTO EUROPA ASIA  EUROPE ASIA INSTITUTE

Intervista di padre Gianni Criveller al settimanale Credere riportata dall’Ansa

MATTEO RICCI DI CINA, MISSIONARIO E SCIENZIATO, VERSO GLI ALTARI

Achille Colombo Clerici, presidente dell’Istituto Europa Asia: “Matteo Ricci, uomo di Dio, costruttore di amicizia con la Cina, verso la beatificazione. L’idea suscita una grande emozione ed una indicibile speranza in tutti noi che guardiamo con simpatia ed affetto ai rapporti di amicizia con il mondo cinese”

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“Un uomo, un missionario e uno scienziato di assoluto rilievo: un personaggio che andrebbe studiato a fondo a scuola, così come si fa con i grandi del passato, e come avviene tutt’oggi in Cina e nel mondo.

Quando si pensa alla Cina del passato, a tutti viene in mente Marco Polo.

Ma, per molti aspetti, Matteo Ricci è assai più importante: nella storia della Chiesa ma, più in generale, in quella della cultura”.

Lo afferma padre Gianni Criveller, missionario del Pime, teologo e saggista, in un’intervista rilasciata al settimanale Credere, la cui sintesi è stata pubblicata dall’agenzia di informazioni Ansa.

Criveller è “da anni attivo nella ‘grande Cina’ (Hong Kong, Pechino, Macao)”, spiega l’autore dell’articolo Gerolamo Fazzini, “a lui, infatti, la diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia aveva affidato il compito di guidare la commissione storica su Ricci”.

“La documentazione relativa alla causa di beatificazione del grande missionario marchigiano – ricorda Fazzini – è giunta a Roma dopo che, nel maggio scorso a Macerata, si è chiusa la fase diocesana del processo.

E c’è chi scommette che, visto il precedente di Favre, il gesuita Bergoglio conceda una corsia preferenziale verso gli altari a quello che non è solo uno dei nomi di maggior spicco della Compagnia di Gesù, ma, in generale, uno dei protagonisti assoluti della storia missionaria della Chiesa universale”.

Criveller aggiorna la situazione dell’indagine storica sul personaggio-Ricci: “È difficile fare scoperte nuove su Ricci, in quanto è un personaggio studiato da decine di validi studiosi in tutto il mondo. Il compito della commissione storica è stato quello di interpretare la figura di Ricci; verificare l’esistenza della fama di santità, provare la santità di vita come emerge dai suoi scritti, e risolvere storicamente i dubbi e i giudizi negativi talvolta pronunciati nei suoi confronti. Crediamo di esserci riusciti”.

Sulla fama di santità “si è talvolta scritto che non c’era attorno a padre Matteo Ricci. Ma, studiando le fonti cinesi, trascurate in precedenti ricerche, abbiamo stabilito che a soli 12 anni dalla morte di Ricci la comunità cristiana cinese lo considerava un santo e lo invocava come tale. Negli anni Trenta del secolo scorso questa fama era ancora viva tra le comunità cattoliche”.

Dal punto di vista spirituale, il missionario teologo dice: “Ricci aveva un diario spirituale, andato distrutto. Ma fonti cinesi e resoconti a lui contemporanei mostrano l’eroico impegno – spirituale, missionario e culturale – che l’ha portato alla morte per stanchezza. Ricci, infatti, fu un vero e proprio 2martire dell’amicizia’: si è letteralmente consumato per i propri amici. Ancora: nel lavoro di ricostruzione storica, abbiamo sottolineato la centralità di un sogno del giugno 1595; in esso Gesù, consolandolo in un momento di grave crisi, promette a Matteo che un giorno avrebbe raggiunto Pechino. Il sogno è certamente autentico (Ricci lo racconta ben sei anni prima che la profezia si realizzi) e mostra come Ricci viva tutta la sua esperienza missionaria sotto il segno della Provvidenza, che lo guida e lo conforta”. E “la categoria del ‘sogno’, come indicazione divina, accomuna Ricci ad almeno altri tre significativi santi della Chiesa: san Paolo, sant’Ignazio di Loyola e san Giovanni Bosco”.

Criveller dichiara che non c’è un miracolo riconosciuto per intercessione di Ricci: “C’è stata una guarigione certamente straordinaria, proposta all’attenzione di una commissione medica, ma non ha superato il vaglio della totale impossibilità secondo le conoscenze mediche. Occorre, dunque, proporre Ricci alla devozione dei fedeli”.

“Ricci non fu solo – lo descrive – o forse neanche principalmente, un missionario-scienziato e uomo di cultura; fu un uomo di Dio che credeva nel potere della grazia, della provvidenza, della parola, dei segni e delle immagini sacre. Nelle sue lettere descrisse episodi di miracoli, meraviglie ed esempi edificanti tra i suoi convertiti, che vengono quasi sempre omessi nelle ricostruzioni dell’opera missionaria di Ricci. Stando alle lettere e resoconti di Ricci e dei missionari suoi contemporanei, le conversioni erano dovute in gran parte alla potenza di eventi prodigiosi o alla vita edificante di cristiani estremamente devoti”.

E poi, sull’apprezzamento espresso in varie occasioni da Papa Francesco, dice: “Le parole di Bergoglio su Ricci sono molto efficaci. Giovanni XXIII fu il primo Papa, nel 1959, a menzionare in modo positivo Ricci, togliendolo dall’ombra di condanna che pesava su di lui dopo il drammatico esito della controversia dei Riti cinesi, che tanto ha danneggiato la missione in Cina. Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano pienamente riabilitato Ricci, mentre Benedetto XVI fu senz’altro il Papa che l’ha studiato e conosciuto meglio, e che ne ha parlato con grande competenza e convinto apprezzamento”.

foto presidente a Brescia 

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