Riforma del Condominio – Convegno Assoedilizia – Resoconto – Riccardo De Corato vice Sindaco di Milano presenzia – Criticità

In sintesi possiamo dire che sul piano privatistico i diritti dei condomini vengono sacrificati e ridotti senza peraltro che, sul piano dell’interesse pubblico, si riescano ad eliminare o attenuare i difetti dell’istituto, i quali anzi vengono accentuati.

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Centinaia di associati al Convegno organizzato da Assoedilizia

RIFORMA DEL CONDOMINIO, UN RESTYLING PEGGIORATIVO

Colombo Clerici: “Limita il rinnovamento edilizio ed aumenta le occasioni di litigiosità condominiale, riducendo pesantemente nel contempo i diritti dei condomini” 

Milano, 13 maggio 2011 –

Oltre trecento associati hanno partecipato al Convegno “La Riforma del Condominio” organizzato da Assoedilizia nelle sale della sede storica di via Meravigli 3 Milano.

Ospite gradito il vicesindaco di Milano on. Riccardo De Corato.

E’ il terzo evento organizzato in questo mese dall’associazione dei proprietari immobiliari (gli altri: La cedolare secca per i canoni di locazione e Le principali novità fiscali nel settore immobiliare hanno visto la partecipazione di oltre mille associati).

Il testo di legge sulla riforma del condominio approvato dal Senato è attualmente all’esame della Camera dei Deputati.

Critico il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici che ha affermato: “Un  restyling che peggiora di molto la situazione in quanto vengono dilatate le facoltà dei soggetti che non sono titolari dei diritti reali legati all’istituto, mentre i diritti di questi ultimi ne escono compressi e sacrificati”, senza peraltro ovviare ai difetti di fondo dell’istituto: esser fonte di litigiosità e freno al rinnovamento urbano ed edilizio.

Infatti, se c’è un soggetto nella vita della città, da un lato restio a qualsiasi rinnovamento edilizio ed urbano, e dall’altro covo di litigi, questo è il condominio.

La situazione viene peggiorata sotto entrambi i profili:

– Rinnovamento edilizio e urbano:  è il turn over abitativo a dar luogo alle opere di riqualificazione degli immobili (opere manutentive e di adeguamento tecnologico) nonché agli obblighi di certificazione.

Come noto tale turn over è pressoché assente nella realtà del condominio, sicché in tale assenza non si ha quasi mai riqualificazione.

Il condominio rappresenta un vero freno alla sostituzione edilizia e di riflesso ingessa irrimediabilmente la città, rendendo, ad esempio, impossibili in radice i programmi di demolizioni e ricostruzioni caratteristici, ad esempio, delle città tedesche e americane.

La Riforma accentua questo fenomeno, limitando gli interventi di modifica della destinazione d’uso.

Questo significa andare contro la tendenza oggi in atto, da parte dei pianificatori comunali, di assecondare al massimo grado la funzionalità dell’immobile in rapporto alle esigenze espresse dal dinamismo della città: il caso del piano di governo del territorio (Pgt) di Milano è emblematico.

– La litigiosità all’interno del condominio è proverbiale; tanto che la riforma della giustizia civile, che ha istituito la mediazione, ha espressamente fatto slittare di un anno l’obbligatorietà della conciliazione nel caso di controversie condominiali, (che rappresentano, insieme a quelle derivanti dai sinistri stradali, il grosso del contenzioso civile italiano) proprio per non intasare il lavoro iniziale degli organismi di mediazione.

La Riforma potrebbe accentuare notevolmente la litigiosità in materia condominiale, poiché entra in modo significativo nella sfera privata dei singoli condòmini.  

Dietro la motivazione della sicurezza e della questione energetica, il testo prevede tutta una serie di interferenze da parte dei condòmini stessi, dell’amministratore e dei conduttori, nella casa altrui.

Sul piano procedurale, peraltro, ad ogni piè sospinto di fronte ai minimi intoppi, è previsto il ricorso al giudice.

Non è finita qui. Il testo attuale della Riforma prevede  che all’assemblea deliberante sulla gestione ordinaria possano partecipare i conduttori.

La norma è dettata per gli inquilini degli usufruttuari e già come tale non va bene perché usufrutto non significa utilizzo dell’appartamento: ci sono  palazzi in condominio con decine e decine di unità godute,in modo esclusivo o insieme al nudo proprietario, da un unico usufruttuario e l’assemblea dei conduttori esautorerebbe il titolare del diritto reale di godimento dalla amministrazione del bene .

Addirittura alcuni interpreti sostengono possa valere per tutti gli inquilini; e ciò sarebbe ancor meno in linea con le esigenze della proprietà.

Seguendo quella logica andranno ammessi i correntisti alle assemblee delle banche, gli assicurati a quelle delle compagnie di assicurazione, gli automobilisti a quelle della Fiat.

Primo relatore l’avv.Edgardo Barbetta, vicepresidente di Assoedilizia.

Sono seguiti: avv. Claudio Bocchietti, presidente APE di Como; avv. Vincenzo Nasini, presidente APE di Genova; prof.sa Marilisa D’Amico, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Milano; avv.Marco Marchiani, consulente Assoedilizia; arch. Barbara Bianchi Bonomi, Consiglio direttivo Federlombarda Edilizia; avv.Cesare Rosselli, Consiglio direttivo Assoedilizia che ha coordinato i lavori.

 Moderatore dott. Saverio Fossati, giornalista del Sole 24 Ore.

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