“Via libera definitivo alla delega fiscale con la riforma del catasto. Cosa cambia” – Articolo pubblicato il 27.2.2014 su Casaeclima.com

Metro quadrato come unità di consistenza in luogo del numero dei vani. Regime fiscale agevolato per sicurezza e riqualificazione energetica degli immobili

Giovedì 27 Febbraio 2014

 Dopo un lungo iter durato 2 anni, l’Aula della Camera con una larghissima maggioranza ha dato il via libera definitivo alla proposta (C. 282-950-1122-1339-B) di legge delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita.

Al Governo sono concessi 12 mesi di tempo per adottare i decreti delegati, ma almeno il primo dovrà essere adottato entro 4 mesi. Ogni 4 mesi, e in prima battuta dopo 2 mesi, l’Esecutivo è tenuto a riferire alle Commissioni parlamentari competenti sullo stato di attuazione della delega fiscale.

Riforma del catasto

Uno dei capitoli più importanti contenuti nella delega fiscale riguarda la riforma del catasto (articolo 2), che ha l’obiettivo di correggere le sperequazioni delle attuali rendite, accentuate a seguito dell’introduzione di un nuovo moltiplicatore per il calcolo dell’imposta municipale sperimentale (Imu).

Per la determinazione del valore patrimoniale dovrà essere utilizzato il metro quadrato come unità di consistenza in luogo del numero dei vani. Valori e rendite non possono comunque andare al di sopra del valore di mercato.

Nel corso dell’esame al Senato è stato introdotto un regime fiscale agevolato per la realizzazione di opere di adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.

Anche per assoggettare a tassazione gli immobili ancora non censiti, viene assicurato il coinvolgimento dei comuni nel processo di revisione delle rendite. La riforma deve avvenire a invarianza di gettito, tenendo conto delle condizioni socio-economiche e dell’ampiezza e composizione del nucleo familiare, così come riflesse nell’Isee, da rilevare anche attraverso le informazioni fornite dal contribuente, per il quale sono previste particolari misure di tutela anticipata in relazione all’attribuzione delle nuove rendite, anche nella forma dell’autotutela amministrativa. E’ previsto un monitoraggio semestrale (con relazione del Governo al Parlamento) sugli effetti della revisione, articolati a livello comunale, al fine di verificare l’invarianza di gettito.

Viene previsto l’aggiornamento dei trasferimenti perequativi ai comuni e la ridefinizione delle competenze delle commissioni censuarie, che avranno il compito di validare le funzioni statistiche (pubblicate per garantire la trasparenza del processo estimativo) utilizzate per determinare i valori patrimoniali e le rendite. Le funzioni statistiche dovranno fare riferimento alle più aggiornate metodologie statistiche utilizzate a livello scientifico internazionale. Per garantire un adeguato contraddittorio, nelle Commissioni censuarie chiamate a validare le funzioni statistiche dovrà esservi la partecipazione di esperti indicati dalle associazioni di categoria del settore immobiliare. Prevista anche l’introduzione di procedure deflattive del contenzioso.

Per garantire i saldi di bilancio, una clausola stabilisce che dalla riforma non debbano derivare nuovi o maggiori oneri: pertanto, dovranno essere utilizzate prioritariamente le strutture e le professionalità già esistenti nell’ambito delle amministrazioni pubbliche. Con la legge di stabilità 2014 (articolo 1, comma 286) è stata autorizzata la spesa di 5 milioni per il 2014 e di 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019 al fine di consentire la realizzazione della riforma del catasto.

Confedilizia: possibilità per i cittadini di impugnare valori e rendite

Se i principi della legge delega non saranno traditi dai decreti di attuazione, avremo un Catasto nella cui costruzione l’iniziativa dei cittadini potrà dispiegarsi in diversi modi di controllo e di proposta a cominciare dalla possibilità, finora inesistente, di impugnare nel merito valori patrimoniali e rendite”, osserva in una nota Corrado Sforza Fogliani, presidente della Confedilizia.

Colombo Clerici (Assoedilizia): danno immediato e nessun beneficio per il settore

È invece critico il commento del presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: “Danno immediato perché, pendendo, come spada di Damocle sulla testa degli investitori del risparmio nei beni immobili, l’idea di questa riforma, che darà luogo ad un innalzamento repentino delle basi impositive delle diverse imposte accompagnato da misure correttive di dubbia e difficoltosa attuazione, ne mina la fiducia, producendo da subito un disastroso effetto deterrente e dissuasivo.

Benefici futuri per il settore, nessuno. Per l’economia generale non preventivabili, anzi incerti e dubbi.

Perché gli immobili che già pagano le tasse, fra qualche anno le pagheranno ancor maggiormente; ma l’economia generale del Paese ne uscirà molto probabilmente con le ossa rotte; e cosi di conseguenza anche il fisco italiano risulterà perdente.

C’è infatti il rischio che questa riforma, modificando radicalmente e repentinamente i criteri di determinazione dei valori catastali imponibili, inneschi a livello nazionale un incontrollabile ed ingovernabile processo di lievitazione dell’imposizione tributaria sugli immobili, tale da generare il tracollo definitivo del settore”, conclude il presidente di Assoedilizia.

LE ALTRE NOVITÀ DELLA LEGGE DELEGA

Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione a larghissima maggioranza di una delega fiscale alla quale ho e abbiamo lavorato per mesi. Dopo la storica riforma di Equitalia (impignorabilità della 1a casa; impignorabilità della 2a casa, se non oltre un debito di 120 mila euro; impignorabilità dei beni dell’azienda, se non entro il limite di 1/5; possibilità di allungare la rateizzazione fino a 120 mesi), è un secondo importante successo del lavoro della Commissione Finanze i pochi mesi di legislatura”, ha commentato il presidente della commissione Finanze della Camera e relatore del provvedimento, Daniele Capezzone, che in una nota sintetizza gli altri punti – oltre alla riforma del catasto – della legge di delega fiscale approvata in via definitiva.

No all’aumento della pressione fiscale. Al contrario l’obiettivo è quello della riduzione. Dai decreti delegati non deve derivare un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei contribuenti. La revisione del sistema fiscale deve perseguire l’obiettivo della riduzione della pressione tributaria sui contribuenti, anche attraverso la crescita economica, nel rispetto del principio di equità, compatibilmente con il rispetto dell’art.81 della Costituzione, nonché degli obiettivi di equilibrio di bilancio e di riduzione del rapporto tra debito e prodotto interno lordo stabiliti a livello europeo.

Responsabilizzazione fiscale. Deve essere individuabile, per ciascun tributo, il livello di governo che beneficia delle relative entrate. In base a un principio di chiarezza e responsabilizzazione, va dunque suddiviso per soggetti istituzionali (Stato, Regioni, enti locali), il quadro dei beneficiari e/o cobeneficiari delle singole imposizioni. Stop alla giungla delle addizionali.

Processo tributario. Recepimento dei principi indicati dal Cnel per la riforma dei procedimenti e del processo in materia tributaria. Coordinamento e semplificazione delle norme sugli obblighi dei contribuenti; potenziamento delle forme di contraddittorio tra amministrazione e contribuenti; leale e reciproca collaborazione tra amministrazione e cittadini; rafforzamento della conciliazione nel processo tributario.

Contrasto all’evasione. Le maggiori entrate derivanti dal contrasto all’evasione e all’erosione fiscale devono essere esclusivamente attribuite al Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Occorre inoltre favorire l’emersione di base imponibile anche attraverso misure finalizzate al contrasto di interessi. Potenziamento della fatturazione elettronica a fronte di una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti.

Incentivi e contributi alle imprese: se ridotti, allora meno tasse alle imprese. I risparmi di spesa derivanti da riduzione di contributi o incentivi alle imprese devono essere destinati alla riduzione dell’imposizione fiscale gravante sulle imprese.

Profili penali. Mantenimento del regime penale per i comportamenti più gravi; revisione del regime della dichiarazione infedele e del sistema sanzionatorio amministrativo al fine di correlare le sanzioni all’effettiva gravità dei comportamenti, con possibilità per le fattispecie meno gravi di applicare sanzioni amministrative anziché penali.

Giochi. Partecipazione dei Comuni alla pianificazione della dislocazione di sale da gioco e punti vendita; maggiori controlli anti-riciclaggio; rafforzamento delle norme sulla trasparenza e sui requisiti soggettivi.

Compensazione crediti-debiti. Tendenziale generalizzazione del meccanismo della compensazione tra crediti d’imposta vantati dal contribuente e debiti tributari a suo carico.

Dichiarazione precompilata e semplificazione. Nel quadro di un ampliamento del sistema di tutoraggio e di una migliore assistenza ai contribuenti per l’assolvimento degli adempimenti, per la predisposizione delle dichiarazioni e per il calcolo delle imposte, va prevista la possibilità di invio ai contribuenti e di restituzione da parte di questi ultimi di modelli precompilati.

Statuto del contribuente e irretroattività norme di sfavore. I decreti devono rispettare i principi dell’ordinamento dell’Ue e quelli dello Statuto del contribuente, con particolare riferimento al vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore.

 

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